Una piazza di speranza e di lotta

Tarpini-CongressoAnticipiamo l’intervista ad Alessandro Tarpini, segretario della Camera del Lavoro di Como, inserita nel numero di ottobre – novembre della newsletter Cgil Como Informa.

 

Partiamo da quello che è successo ieri a Roma e dalle parole di Pina Picierno, eurodeputata del Pd.
Basta offese alla Cgil. Si può non essere d’accordo con le proposte e le iniziative del sindacato.  Sono inaccettabili gli insulti, la denigrazione, le offese gratuite prive di qualsiasi fondamento. Lascia davvero senza parole che da un’esponente di centrosinistra arrivino tali falsità anziché tentare di misurarsi nel merito delle questioni. Gli iscritti alla Cgil sono certificati e abbiamo pagato i pullman per la manifestazione di sabato. Pagati, come sempre, con i soldi che i nostri iscritti versano volontariamente ogni mese.
Quanto accaduto ieri a Roma con gli operai delle acciaierie di Terni, cui va tutta la nostra solidarietà, ci preoccupa e ci indigna. Il Ministro è responsabile di aver messo i lavoratori della polizia  contro altri lavoratori, qualcuno deve di ciò rispondere.

Soddisfatto per l’esito della manifestazione del 25 ottobre?
È stata una giornata importante, per certi aspetti di rottura. Ha segnato una svolta rispetto al passato. La partecipazione è stata ben sopra le nostre aspettative. La piazza esprimeva un disagio e una sofferenza diffusi nel paese e la politica da troppo tempo non è in grado o non vuole dare risposte adeguate.

E ora cosa succederà?
Al di là delle strumentalizzazioni, stiamo portando avanti proposte precise e critiche molto chiare sia al jobs act che alla legge di stabilità. Chiaro, se resteranno lettera muta, probabilmente si comincerà un percorso di lotta e sarà deciso nelle sedi opportune.

C’è margine di trattativa?

Da parte dell’esecutivo registriamo un atteggiamento piuttosto scomposto. È indice di difficoltà, forse figlio delle tante promesse fatte e ad oggi ancora disattese. Gli ultimi due incontri non sono stati nemmeno interlocutori.

Dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi alla Leopolda, è in conflitto essere elettori del Pd e al contempo iscritti alla Cgil?
No, nessun conflitto o incompatibilità. La Cgil ha 6 milioni d’iscritti che votano per partiti diversi.
Esiste però un problema di carattere generale. Al di là delle buone intenzioni, un partito di centro sinistra non può essere incapace di dare risposte alle esigenze emerse durante la manifestazione di sabato. Ci si limita agli slogan e alla propaganda. La politica “chiacchere e distintivo” non porta da nessuna parte.
Io non credo di poter essere accusato d’aver pregiudizi verso il Presidente del Consiglio. Mi pongo un problema: dentro un partito con questa forma e caratteristiche, c’è spazio per uno come me che si dichiara riformista convinto?

Il conflitto con il Pd creerà problemi alla Cgil?

Un pezzo del nostro quadro attivo vive la situazione attuale con un certo smarrimento. È una situazione nuova, cercheremo di gestirla con la consueta pacatezza.
Una cosa: siamo sempre stati accusati di fare scioperi politici. Ora è evidente a tutti la nostra autonomia dalla politica e dai governi.

Qual è il tuo parere sul jobs act?

Continuo a non capire perché un lavoratore, in un’azienda non in crisi, che svolge il suo compito con impegno, debba poter essere licenziato.  L’idea che per poter dare elementi di diritto e garanzia agli ultimi sia necessario togliere a quelli “più avanti” è assurda. La storia degli ultimi vent’anni è sotto gli occhi di tutti e dimostra che il meccanismo non funziona.  Poi, chi sarebbero i privilegiati? Gli operai che magari con gli straordinari arrivano a 1200 euro al mese?
C’è anche un aspetto di natura filosofica: l’impresa diventa un dominus e tutto il resto sta sotto, subordinato. Prendiamo gli imprenditori: molti di loro sono straordinari, alcuni sono bravi ma altri sono persino indegni di essere definiti tali, e la situazione non è rassicurante. Inoltre la Costituzione sancisce una serie di diritti e doveri per tutti, lavoratori e datori di lavoro. Questa santificazione del ruolo dell’impresa mi sembra sbagliata e priva di fondamenta nella realtà..

Cosa si deve aspettare Como dai prossimi mesi?
La situazione è complicata e non si vedono segnali di ripresa. Stanno arrivando a esaurimento ammortizzatori sociali e lo scenario non potrà che essere quello di altri licenziamenti collettivi.
A questo proposito, la legge di stabilità è sbagliata nei principi cardine: si scommette sui consumi individuali e la riduzione del costo del lavoro. La scelta è sbagliata, in altri paesi si è rivelata fallimentare. Incentivare i consumi non produce nuova occupazione, è necessario invece fare investimenti pubblici importanti sul lavoro e aiutare le aziende a mettere soldi privati.

Cosa si aspetta invece la Cgil…

Il governo ha discusso con una serie di soggetti, ad esempio l’ordine degli avvocati, su questioni che li riguardano. Forse, è una mia sensazione, non si vuole trattare con noi perché gli interessi che tuteliamo sono più scomodi. Ad esempio, la manovra introduce un meccanismo sul trattamento di fine rapporto in cui un pezzo del salario dei lavoratori si ritrova la tassazione aumentata di 8, 5 punti. Perché non dobbiamo avere un’opinione in proposito? Il tfr e la previdenza integrativa sono frutti di accordi nazionali che stanno per essere stravolti.
C’è poco da fare: per consentire al finanziere Davide Serra di continuare a fare Davide Serra devono esistere tante “Marta” (precaria delle poste, stabilizzata grazie all’aiuto del sindacato. È intervenuta alla manifestazione di Roma ndr) che continuano a essere precarie, perché le due storie sono collegate. Non si possono giocare due parti nella stessa commedia, prima o poi un leader politico deve scegliere se stare con Marta o Davide.Guarda caso, alla Leopolda ha parlato Serra, in piazza S. Giovanni Marta. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

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