Anche il Pd di Como contro i tagli alla scuola decretati dalla Gelmini
Per Chiara Braga quella imposta dal centro destra è una scuola impoverita, invecchiata e inadeguata.
Anche a Como è partita la campagna nazionale di mobilitazione del Partito democratico, che si svolge nelle giornate del 26, 27 e 29 settembre, sui temi della scuola. «Un’azione forte e di contrasto delle misure intraprese dal decreto Gelmini – ha dichiarato la deputata Chiara Braga – che è un vero e proprio attacco alla scuola pubblica ed in particolare alla scuola elementare».
«Parafrasando le famose tre i della riforma Moratti – ha proseguito la parlamentare comasca – possiamo parlare di una scuola impoverita, invecchiata e inadeguata».
I dati presentati sono un taglio nel trienno 2009-2011 di 8 miliardi di euro, la riduzione di 83 mila docenti e 43 mila Ata e fino a 4 mila scuole a rischio chiusura «anche nella nostra provincia dove c’è una componente significativa di Comuni piccoli o medio piccoli».
Una scuola che invecchia, per gli esponenti del Pd, a causa del blocco del turnover con l’espulsione dei giovani precari e che ritornando al maestro unico ridurrà il tempo scuola da 27-30 ore a 24, mettendo in difficoltà le famiglie con entrambi i genitori che lavorano finendo i bambini la scuola alle 12.30. «Una difficoltà oggettiva per gli enti locali che dovranno sopperire a queste mancanze» ha spiegato Braga che ha promesso una battaglia parlamentare con emendamenti correttivi a partire dalla settimana prossima quando il decreto inizierà il suo iter.
Per quanto riguarda il territorio comasco Patrizia Di Giuseppe, responsabile dell’area istruzione del Pd comasco, ha spiegato che la campagna nazionale si articolerà con «incontri fuori dalle scuole e serali di approfondimento» e che sono stati presi contatti con insegnanti, in previsione si stanno prendendo accordi per un incontro pubblico con Francesco Casati, presidente della Commissione istruzione, e Sergio Mattarella, ex ministro della pubblica istruzione che ha firmato la legge 148 del ‘90 che ha introdotto il tempo pieno. «Una legge nata alla fine di una lunga stagione di sperimentazioni» ha chiarito Rosalba Benzoni, già dirigente scolastica ed ex deputata, una modalità che a Como, per le primarie, è ancora ferma al 5 per cento, mentre la media regionale è del 44 e a Milano si parla del 91 per cento.
Il Pd comasco non ha ancora preso una posizione sulla raccolta firme contro l’introduzione del maestro unico, anche se singoli esponenti come Rosalba Benzoni hanno dichiarato di aderire, ma sostiene la petizione Salva l’Italia per la manifestazione del 25 ottobre a Roma.
Il segretario provinciale del Pd comasco Luca Corvi ha duramente criticato le iniziative del governo sulla scuola: «Si tratta di scelte di carattere meramente finanziario per avere fondi a disposizione, o per recuperare quanto perso con l’abolizione dell’Ici; si vuole tagliare e si è scelta la strada più semplice, assai simile a quanto accade con Asf, per rimettere in sesto i bilanci di aziende labour intensive si tagliano posti di lavoro, ma così non tornano altri conti, quelli della nazione». [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Una quarantina di persone interessate ai temi della sanità si è ritrovata mercoledì 24 settembre alla Cooperativa di via Lissi a Como per un dibattito sulla questione ancora aperta dell’ospedale Sant’Anna. Antonio Muscolino ha svolto una breve cronistoria dell’ospedale. Il primo progetto di costruzione del nuovo ospedale nasce nel 1999 a firma dell’ex direttore generale Navone. La particolarità di questo progetto è la costruzione attraverso contributi di privati con il cosiddetto project financing.
Martedì 23 settembre il Consiglio di amministrazione del Coordinamento comasco per la Pace ha definitivamente scelto il nuovo direttore Mauro Oricchio. «Sono contento e mi ha fatto piacere la nomina anche per il riconoscimento dell’impegno e del lavoro svolto a partire dal 2000 quando svolgevo il servizio civile – ha dichiarato il neo – nominato – Ringrazio l’apporto dato da Claudio Bizzozero come direttore, anche per le opportunità di crescita che ci ha offerto». Il nuovo direttore ha poi precisato gli intenti per il futuro: «L’obiettivo attuale è quello di riorganizzare, affinare e sviluppare al meglio i rapporti fra le associazioni e i Comuni aderenti, tentando di creare maggiori occasioni di collaborazione. Puntiamo alla partecipazione e alla coprogettazione e speriamo di far crescere l’attività del Coordinamento con la sua équipe allargando ulteriormente il numero dei volontari». [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Significativa la scelta della prima relatrice Renata Marini, insegnante, che ha parlato de L’ozio padre delle virtù?, di lasciare due minuti di riflessione prima di incominciare a parlare. Marini ha ricordato l’origine della parola otium, e del suo contrario negotium, nella classicità. Dove il secondo termine era inteso come lavoro per lo stato, la res publica, e il primo significava la libertà di dedicarsi ai propri interessi come la lettura e la scrittura una concezione che non aveva assunto ancora una valenza negativa. «Il cambiamento di significato è iniziato con la perdita delle libertà politiche, con l’Impero, quando l’otium è diventato un obbligo per la classe dirigente» ha precisato Renata Marini. Una connotazione negativa che si è rafforzata con l’avvento del cristianesimo «nelle Scritture, nel Libro di Ezechiele, è definito come una malattia generatrice di malizia». Nella sintesi quindi della cultura latina-greca e cristiana avvenuta nel Medio evo si è quindi arrivati ad una duplice valenza del termine, utilizzato in maniera classica ancora dall’umanista Leon Battista Alberti, che quando “oziava” dipingeva.
Nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì Donato Supino, Prc, ha espresso preoccupazione per l’evoluzione del confronto fra Asf e autisti soprattutto dopo «la nota di censura ad un lavoratore che ha segnalato il guasto ad un acceleratore ed un’altra ad un autista che si è rifiutato di partire con la spia dei freni accesa, senza dimenticare l’autobus bruciato ad Asso». Una situazione inaccettabile per l’esponente comunista che ha segnalato come i nuovi acquisti di Asf siano usati e con nove anni di anzianità, quando il contratto dell’azienda prevederebbe l’eliminazione di autobus con più di dieci anni di servizio. «Siamo la discarica di un’azienda multinazionale l’Arriva che manda qui gli autobus da Trieste e da altre città». Anche Vittorio Mottola, Pd, ha ricordato che «il prossimo anno questi eurodue saranno da rottamare» e annunciato una raccolta firme per cambiare il tracciato della linea 11 per le scuole al mattino.
Almeno 15 mila presenze per la due giorni dell’altra economia che si è svolta a Villa Guardia sabato 20 e domenica 21 settembre. Affollati gli stand degli espositori e in alcuni casi persino esauriti i cibi biologici messi a disposizione dai produttori locali presenti all’appuntamento con L’isola che c’è. Hanno completato il nuovo successo dell’iniziativa le moltissime presenze ai dibattiti [i resoconti saranno pubblicati nella nostra edizione di martedì 23 settembre], mai così affollati come quest’anno, ai laboratori e alle animazioni per bambini. Ulteriore elemento di soddisfazione per gli animatori della fiera è stato la tenuta, nonostante l’oggettiva complessità dell’evento, della macchina organizzativa che fonda la sua efficienza sull’impegno di moltissimi volontari. Migliaia anche le copie delle Pagine arcobaleno (curate, come tradizione, da ecoinformazioni) distribuite.
