Politica

Il consiglio comunale di martedì 15 aprile 2008

Arrivano in Consiglio comunale le dimissioni di Giorgio Carcano già candidato sindaco di Area 2010. Terminata la discussione generale sul Bilancio nella seduta del 15 aprile è incominciato il dibattito sugli emendamenti. La Giunta è intenzionata a riqualificare i bagni pubblici di piazza Vittoria e a attrezzare un campo da rugby in via Belevedere.

Le elezioni entrano anche in consiglio comunale e dopo le dichiarazioni di appeasement del leader del Pd Walter Veltroni persino Roberto Rallo, Fi, ha auspicato per il futuro «la possibilità di un lavoro diverso con le opposizioni», mentre per Emanuele Lionetti, capogruppo Lega Nord, i risultati elettorali non modificano i rapporti all’interno della maggioranza comunale.
Una disfunzione della macchina elettorale è stata invece segnalata da Marcello Iantorno, Pd, che ha denunciato come un’elettrice comasca abbia incontrato serie difficoltà per poter votare. Una segnalazione a cui ha prontamente risposto l’assessore Cenetiempo che non potendo al questione essere esaurientemente trattata in aula si è reso disponibile per ogni chiarimento da parte dei consiglieri.
Alla fine delle preliminari Giorgio Carcano ha confermato il passaggio di testimone ad Alessandro Rapinese spiegando che la sua scelta è dovuta al «trasferimento ad un incarico più operativo, di vertice, nella società che si occuperà del polo tecnologico di Lomazzo», una nuova mansione «più utile all’interesse pubblico con un incarico più operativo e meno politico».
Sono quindi ripresi i quesiti all’assessore Colombo sul Bilancio e Silvia Magni, Pd, si è chiesta come si possa parlare di Como città turistica quando nel documento di bilancio solo lo 0,54 per cento è destinato alla promozione della città. La consigliera ha definito poi «molto vaghe e indefinite» le proposte della maggioranza per combattere l’inquinamento, così come quelle sulla raccolta dei rifiuti, soprattutto dell’umido. L’esponente Pd ha chiesto anche «come si possa già progettare una società di gestione del servizio idrico quando la Corte costituzionale non si è ancora espressa sulla legge regionale che permetterebbe la vendita degli acquedotti comunali».
Roberto Rallo ha proposto un piano di case popolari «per il futuro delle nostre genti, come lo fu il Piano Fanfani» e ha sottolineato le «eccedenze di materiale umano del nostro ente locale».
Francesco Pettignano, An, ha difeso il «nido pubblico come sinonimo di qualità, efficienza e buon servizio» riconoscendo la possibilità di rivedere i criteri per il calcolo delle tariffe. Per il suo capogruppo Marco Butti «può esserci la disponibilità al dialogo con le minoranze» e, dopo un certo scetticismo iniziale, ha sostenuto l’utilità del Progetto comunic@.
Lassessore Colombo replicando alle domande degli ultimi consigli ha ribadito più volte, a chi aveva chiesto chiarezza sulla vendita della ex Ticosa, la veridicità contabile del bilancio e a proposito della revisione delle tariffe ha espresso la filosofia della Giunta: «Non far pagare a tutti ciò di cui usufruiscono pochi». L’assessore ha cercato di fugare i dubbi sul Progetto comunic@ che «sarà istituzionale e il consiglio dovrà controllarlo». Anche le osservazioni sul rispetto pedissequo di riferimenti normativi di indirizzo di spesa, per oneri di urbanizzazione e tariffe dei servizi a domanda individuale, rientrano nel solco di una «sana e buona amministrazione». Colombo ha concluso ribaltando l’affermazione di chi ha definito il Bilancio “senz’anima” ritenendolo invece «con un’anima pragmatica».
È quindi incominciata la discussione del primo dei 28 emendamenti, con 9 ordini del giorno, che saranno al centro del dibattito comunale nelle prossime sedute. Sempre l’assessore al bilancio ha spiegato questo emendamento presentato dalla maggioranza che prevede una ridistribuzione di fondi dalla sistemazione dell’impianto sportivo di via Spartaco al campo sportivo di rugby in via Belvedere, all’acquisizione delle quote non comunali dell’ex Cinema Politeama e ad altri interventi minori tra cui la sistemazione dei bagni di piazza Vittoria e un incarico per calcolare l’indotto delle mostre a Villa Olmo. Dopo un inizio di discussione, data l’ora tarda, i lavori sono stati spostati al consiglio di lunedì 21 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Le iniziative della Sinistra comasca

Dopo la débacle elettorale della sinistra su cui AltraComo organizza la piazza virtuale giovedì 17 aprile, riparte la mobilitazione dal basso di pacifisti e movimenti attivi per la costruzione di un nuovo mondo possibile.

Venerdì 18 aprile incontro organizzato dalle Donne in nero di Como dalle 17.15 alla Libreria Feltrinelli in via Cesare Cantù 17. Giuliana Sgrena parlerà del suo nuovo libro, Il prezzo del velo. La guerra dell’Islam contro le donne [Feltrinelli, 2008], con Laura Quagliuolo del Coordinamento italiano sostegno donne afgane. «L’obiettivo di questo libro – scrive l’autrice – non è tanto la denuncia delle violazioni dei diritti delle donne nel mondo islamico (…) bensì far luce su una realtà poco nota e poco raccontata: la presenza nei paesi musulmani di donne (ma anche di uomini) che si battono per i loro diritti…».
Sabato 19 aprile dalle 15 presidio alla palizzata del cantiere delle paratie al Lungolago Trento organizzato da Territorio precario. «Come reagiranno le sponde del lago all’aggressione del sistema di paratie artificiali? Quali conseguenze per i paesi rivieraschi e per la navigazione? Quali modifiche alle falde e all’equilibrio idrogeologico? Quali costi per la collettività? Quale impatto visivo? Chi risponde a queste domande? Chi ha discusso questo progetto con i cittadini?» queste le domande che si pongono i promotori della manifestazione per bloccare la nascita del piccolo mose comasco.
L’analisi del voto delle ultime elezioni politiche sarà al centro del dibattito della settima piazza virtuale organizzata da l’AltraComo (www.altracomo.it) giovedì 17 aprile a partire dalle 21.30, dove si parlerà anche del futuro dell’ospedale Sant’Anna, la nuova struttura e il polo sanitario a Camerlata.

Il Circolo Rosa Luxemburg a Firenze

Prima assemblea nazionale dopo la sconfitta elettorale de la Sinistra l’Arcobaleno. L’ha indetta Sinistra unita e plurale di Firenze. Aderisce e partecipa anche il Circolo Rosa Luxemburg della Sinistra europea di Como. Appuntamento a Firenze sabato 19 aprile.

Il Circolo Rosa Luxemburg della Sinistra europea di Como ha aderito e manderà una propria delegazione all’assemblea di sabato 19 aprile a Firenze, per una Sinistra unita e plurale. Una riunione che gli organizzatori vogliono: «grande e aperta, di discussione collettiva sull’esito elettorale ma soprattutto sulla Sinistra l’Arcobaleno che vogliamo essere dal 13 aprile in poi».

Senato: primi risultati alle ore 17

La seconda elaborazione dei dati sulle prime schede relative al Senato nei seggi campione scelti da ecoinformazioni conferma in provincia di Como una netta prevalenza di Berlusconi, ma sempre più chiaramente si evidenzia anche un significativo risultato per il Pd che assorbe buona parte dell’elettorato della Sinistra l’Arcobaleno. Forte crescita della Lega Nord che compensa nella coalizione che sostiene Berlusconi il risultato del Pdl. L’Udc raccoglie pochi consensi, mentre la Sinistra l’Arcobaleno, perde anche a favore della Sinistra critica, e si ferma al 3%.
Dai dati raccolti fino alle 16.45 nei seggi campione scelti da ecoinformazioni ed elaborati dalla nostra redazione si può ipotizzare al Senato il seguente risultato:

Nella città di Como
Pdl 37%
Lega Nord 20,5 %
Pd + Italia dei Valori 31,5 %
Sinistra Arcobaleno 3 %
Udc 2 %
Altri 6 %

A Cantù
Pdl 37 %
Lega Nord 27 %
Pd + Italia dei Valori 26,5 %
Sinistra Arcobaleno 2,5 %
Udc 2,5 %
Altri 4,5 %

In Provincia
Pdl 36 %
Lega Nord 25 %
Pd + Italia dei Valori 29 %
Sinistra Arcobaleno 3 %
Udc 2 %
Altri 5 %

Si precisa che tali dati sono solo relativi ad un “gioco delle previsioni” che pur essendo stato realizzato sulla base di voti effettivamente scrutinati, in alcune sezioni lo scrutinio è stato completato, non costituisce una proiezione statistica realmente attendibile.

La politica che vogliamo, Andrea Bagni a Villa Gallia

Nell’incontro del 5 aprile a Villa Gallia organizzato dal Circolo Rosa Luxemburg della Sinistra europea La politica che vogliamo Andrea Bagni dell’associazione Per una Sinistra unita e plurale di Firenze ha dichiarato: «Nella campagna elettorale per la Sinistra l’Arcobaleno invito a votare per il progetto futuro, non certo per la semplice alleanza dei quattro partiti. La scommessa sarà quella di riuscire ad inventare nuove forme della politica».

«L’associazione Per una Sinistra unita e plurale – ha introdotto, parlando a una trentina di partecipanti all’incontro, Andrea Bagni, esponente dell’associazione – nasce a Firenze dopo l’esperienza del G8 di Genova del 2001. Nasce per volontà di una serie di persone con storie e professionalità diverse che rifiutando il meccanismo della delega hanno deciso di partire da se stesse per intraprendere nuovi percorsi politici. La nostra scommessa sta nel tentativo di far incontrare chi si era impegnato nei Social forum con i partiti politici di sinistra. La strategia che adottiamo è quella di coniugare una forma di vitalità e un aspetto informale che derivano dalle esperienze dei movimenti con uno statuto molto articolato che permetta alle varie anime di lavorare insieme. La nostra non è un’organizzazione militante pura o strettamente gerarchica come quella dei partiti, che non avrebbe più senso in un quadro di crisi della rappresentanza politica. Le decisioni sono prese solo a largo consenso e preferiamo lavorare sui temi che ci accomunano, prendendo tempo per discutere delle questioni più delicate».
Citando il libro di Marco Revelli, Sinistra destra. L’identità smarrita, Bagni ha tracciato un quadro generale. «Una prima causa è da ricercare nella crisi delle basi del pensiero “di sinistra”. Le teorie ambientaliste hanno smantellato il mito dello sviluppo, i movimenti femministi hanno introdotto nuove forme politiche. Tutto questo mentre venivano persi i concetti classici di classe e Stato. Lo spazio pubblico una volta garantito dallo stato nazione si sta privatizzando provocando una profonda scomposizione sociale che abbandona le persone nella loro solitudine globale.
È quindi normale che le persone affidino il loro voto e le loro speranze a figure come Silvio Berlusconi o Walter Veltroni, perché è venuto a mancare il tessuto associativo che una volta dialogava con le istituzioni.
Ci sono certo delle differenze tra i messaggi politico commerciali di Berlusconi, che ha fondato un partito in franchising senza indire nessun congresso in 14 anni, e il linguaggio di Veltroni che coniuga pragmatismo e ideali di sfondo. Ma entrambi i leader rappresentano la semplificazione della politica e l’uomo forte a cui affidarsi».
Esiste allora un’altra possibilità? Una proposta moderna e non nostalgica? Si è chiesto l’esponente fiorentino. «Ad esempio – ha continuato Bagni – non credo che si possa combattere il precariato riproponendo il modello di lavoro dipendente salariato a vita. Per molti sarebbe una condanna».
«Negli anni in cui si è acuita la crisi della politica, dal 2001 ad oggi, hanno trovato spazio esperienze politiche limitate o circoscritte in un territorio, come i Social forum o le comunità in lotta. Queste esperienze sono una risposta alla crisi, producono nuovi modelli politici circolari dove se anche qualcuno ha più autorità non deriva dall’alto ma dalle relazioni che si creano tra le persone. Le relazioni sono il nocciolo della questione. Occorre creare luoghi in cui le persone possano relazionarsi, che diventino dimensione costituente delle nuove forme politiche.
Garantire questi spazi significa anche non imporre una linea politica, ma creare percorsi aperti dove anche gli ideali si mettano in gioco, come i giovani di Rifondazione fiorentini che due anni fa occuparono a pagamento un parcheggio in centro, riempiendolo con scene di vita quotidiana, dalla casalinga alla vecchietta che lavora a maglia.
In contrasto con l’idea di una politica come amministrazione dell’esistente che ha assunto una dimensione professionistica, bisogna inventare strutture democratiche che sfruttino anche i nuovi mezzi tecnologici, ma che siano all’altezza della crisi. Altrimenti risulterà difficile coinvolgere altre persone».
L’esponente della sinistra fiorentina ha concluso con un’analisi del nuovo soggetto politico La Sinistra l’Arcobaleno. «Quando faccio campagna elettorale invito la gente a votare per il progetto futuro, non certo per la semplice alleanza dei quattro partiti. La scommessa, indipendentemente dall’esito delle elezioni, sarà quella di riuscire ad inventare nuove forme della politica. Ma se La Sinistra l’Arcobaleno rimarrà solo un’alleanza elettorale segnerà la fine del rapporto tra le persone e le istituzioni. Bisogna intendere l’azione politica anche come felicità personale e non solo come militanza, rilanciando alti orizzonti senza nostalgia».
Nel dibattito che è seguito, coordinato da Celeste Grossi con interventi di Anna Sacerdoti, Grazia Villa, Massimo Patrignani, Giuseppe Calzati, Marco Lorenzini, Domenico Caccavari, Enzo Arighi, Alessio Binda sono emerse ampie convergenze con il discorso del relatore e la convinzione che dopo le elezioni debba svilupparsi il percorso fondativi dell Sinistra l’Arcobaleno. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Incontro con Pia Locatelli

Incontro con Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale socialista donne, e le candidate socialiste Iris Tassalini e Giulia Parini Bruno il 5 aprile al Loom Cafè.

Un interessantissimo video sui 100 anni dell’Internazionale socialista donne ha aperto l’incontro organizzato da Giulia Bruno Parini, candidata alla Camera dei Deputati per il Partito Socialista nel Collegio Lombardia 2, sabato 5 aprile al Loom Cafè di Como. All’iniziativa, alla quale era presente anche la candidata al Senato, Iris Tassalini, hanno risposto soprattutto le donne. E, evento singolare in questa campagna elettorale senza confronti, molti e molte partecipanti erano mossi non dall’appartenenza al Partito socialista, ma dal reale desiderio di confrontarsi su temi, uno fra i tanti la laicità, con Pia Locatelli, europarlamentare e presidente dell’Internazionale socialista donne; dall’augurio che il Partito socialista non scompaia dal Parlamento italiano e dalla convinzione che, dopo il 13 aprile, su molte questioni sarà indispensabile riprendere a incontrarsi e a discutere a sinistra.

Il Consiglio provinciale di mercoledì 2 aprile 2008

Approvato il bilancio provinciale 2008, ed esaminati gli ordini del giorno proposti a margine del documento finanziario, nel consiglio provinciale di mercoledì 2 aprile: l’amministrazione si apre alle richieste della minoranza e insiste sul federalismo fiscale.

Approvato il bilancio provinciale 2008 nella seduta consiliare di mercoledì 2 aprile, nonostante il voto contrario dell’opposizione.
Mauro Guerra ha ricordato le lacune di un bilancio «di sofferenza, che tende a peggiorare in prospettiva se non si inverte la rotta. A questo proposito è emblematica la bocciatura dell’emendamento che incentivava l’associazionismo comunale, cercando di restituire alla Provincia il suo ruolo di coordinatrice delle realtà territoriali».
Il capogruppo del Partito democratico ha anche sottolineato l’aumento delle aliquote sulle imposte provinciali invocando una presa di responsabilità da parte dell’amministrazione: «è impensabile attribuire solo a Roma la colpa di un bilancio stretto. Il meccanismo di perequazione fiscale per cui dobbiamo restituire 9 milioni di euro allo Stato è certamente iniquo e non va nella direzione del federalismo fiscale, ma questa amministrazione ha compiuto delle scelte a nostro avviso sbagliate. Non ha saputo individuare le infrastrutture di cui realmente necessita il territorio, ha mantenuto un’altissima spesa corrente e ha utilizzato strumenti finanziari discutibili di cui stiamo da quest’anno pagando il conto».
Anche Fabio Moltrasio (Pse) si è detto concorde con Guerra nelle critiche al documento finanziario, ma ha chiesto che l’amministrazione ed il suo Presidente siano cabina di regia per l’Expo 2015, per non perdere una grande occasione di sviluppo per il territorio.
Votato il bilancio sono stati approvati tutti gli ordini del giorno presentati, ad eccezione della proposta di finanziamento per la manutenzione della Sp 27 di Cucciago.
Sul primo ordine del giorno, proposto dalla minoranza per incentivare la rete di servizi di trasporto pubblico, l’assessore al bilancio Patrizio Tambini ha espresso parere favorevole con riserva: «Stiamo già lavorando per potenziare il servizio pubblico nella direzione espressa dalla proposta. Non credo sarà però possibile istituire la card provinciale di circolazione così come intesa. Al massimo la si potrà concedere a studenti, pendolari e pensionati».
È invece spettato al vice presidente e assessore all’ecologia Francesco Cattaneo esprimersi sulla proposta di un piano quinquennale per la ristrutturazione energetica degli edifici pubblici. L’assessore ha ricordato le iniziative già intraprese dalla Provincia, tra cui il bando per l’adeguamento dei regolamenti edilizi comunali verso una maggiore sostenibilità energetica.
«Più impegnativa» è stata invece definita da Tambini la proposta di istituzione di un Piano provinciale per i trasporti e la mobilità, in cui la Provincia indichi, di concerto con Regione e Anas, le priorità riguardo gli interventi infrastrutturali da realizzare sul territorio. La valutazione dell’assessore è stata motivata dalla difficoltà di lavorare con così tanti soggetti, ma l’ordine del giorno è stato comunque approvato.
Impegnativa anche la discussione sull’ordine del giorno che chiedeva alla Provincia di chiudere le vertenze sindacali aperte e stabilizzare i precari assunti dall’amministrazione. L’assessore Cattaneo ha voluto subito chiarire che «ad oggi non esiste nessuna vertenza sindacale aperta. Abbiamo fatto la nostra proposta ai sindacati il 7 di febbraio e attendiamo ancora una risposta».
«Negli ultimi anni – ha continuato l’assessore – è anche cambiato il nostro ruolo, che è passato da burocratico-amministrativo a tecnico. Nel futuro alcuni servizi potranno essere coperti dall’esterno tramite l’assegnazione di appalti, perché per esempio abbiamo più bisogno di un ingegnere che di un giardiniere. Per quanto riguarda i precari che lavorano per l’amministrazione abbiamo stabilizzato tutti i contratti che le scorse finanziarie ci hanno imposto di sanare, ora stiamo valutando quali altre figure sarà possibile assumere a tempo indeterminato».
L’ordine del giorno ha trovato parere favorevole, a differenza del successivo che richiedeva l’avvio delle procedure per definire un accordo di programma con il Comune di Cucciago per la manutenzione della Sp27.
«Gli accordi di programma si possono fare solo con i soldi in tasca!» ha chiarito l’assessore alla viabilità Pietro Cinquesanti, a cui ha risposto Mauro Guerra: «Ma vi chiediamo solo di iniziare a definire l’operazione!». Nulla di fatto.
Approvati all’unanimità anche gli altri due ordini del giorno dell’opposizione. L’amministrazione sarà chiamata quindi a sollecitare la Regione per ottenere maggiori finanziamenti a fronte delle sempre maggiori funzioni delegate alla Provincia negli ultimi anni ed a potenziare l’ufficio legale interno, abilitandolo alle funzioni di rappresentanza in sede di giudizio e stipulando una convenzione con i piccoli Comuni che avessero bisogno di assistenza legale senza sborsare cifre esagerate.
Hanno infine trovato il voto favorevole i tre ordini del giorno proposti dai capigruppo di maggioranza. Il primo impegna i rappresentanti provinciali nelle società partecipate a relazionare semestralmente in consiglio sui risultati di gestione, il secondo sollecita l’amministrazione ad un’azione politica che porti a riconoscere il federalismo fiscale, cioè a non dover più far tornare allo Stato i 9 milioni annuali. In ultimo è stata approvata la richiesta di reperire i fondi necessari alla messa in sicurezza delle strade di montagna lariane. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

L’approvazione a Como delle nuove aree di rispetto cimiteriali e dei corsi d’acqua minori

«Sono stati rimossi gli ultimi strumenti di tutela del territorio» così dichiara Mario Lucini, consigliere comunale del Pd, dopo l’approvazione a Como delle nuove aree di rispetto cimiteriali e dei corsi d’acqua minori.

Dopo l’approvazione della delibera che ridefinisce le zone di rispetto dei corsi d’acqua minori, permettendo la diminuzione delle stessa da 10 a 4 metri, e la definizione delle nuove fasce di rispetto cimiteriali, che possono ora diminuire da 100 a 50 metri, si aprono nuove prospettive urbanistiche per il capoluogo lariano. Como ha una popolazione residente di 83 mila persone ma un piano regolatore che prevede una popolazione massima di ben 118mila abitanti, un terzo in più. In quest’ottica la “liberazione” di nuove aree può portare ad una crescita degli insediamenti abitativi abbastanza rilevante.
Una possibilità concreta dato che nelle fasce di rispetto erano già stati definiti gli azzonamenti prevedendo anche delle aree edificabili. Una scelta che non era stata condivisa dalle opposizioni in consiglio comunale che su questo avevano proposto delle osservazioni che non sono state prese in considerazione.
Per Mario Lucini, consigliere comunale del Pd, «tutto questo non rientra in un programma organico di ampio respiro. Anche la maggioranza ormai disconosce questo piano regolatore». «Gli unici strumenti di tutela rimasti per cercare di contenere questo piano troppo permissivo – ha aggiunto il consigliere Pd – erano le zone di rispetto cimiteriale e le fasce di rispetto dei corsi d’acqua che ora sono stati rimosse».
Tutto ciò mentre, entro il 2009, Palazzo Cernezzi dovrà approvare il Piano di governo del territorio che servirà a regolamentare lo sviluppo cittadino, ma pare che si sia ancora in alto mare.
Il primo cittadino Stefano Bruni, come da affermazioni riportate dalla stampa locale, ipotizza una Como come centro residenziale satellite del capoluogo lombardo, la cui città murata diventi un grande centro commerciale all’aperto, un’ipotesi scartata decisamente da Lucini per cui «il capoluogo lariano deve cercare di avere una sua identità, altrimenti si rischierebbe di perdere un patrimonio ed un storia con una solida valenza culturale». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di martedì 1 aprile

Esaminati gli emendamenti di maggioranza e opposizione al bilancio nel consiglio provinciale di martedì 1 aprile: l’università avrà altri tre stabili, solo 200 mila euro per la variante alla Tremezzina, mentre resta nel Piano triennale delle opere pubbliche la Garibaldina bis.

È iniziato con quaranta minuti di ritardo il consiglio provinciale di martedì 1 aprile, in cui si sono discussi e votati gli emendamenti proposti da maggioranza e opposizione.
Ivano Bianchi, capogruppo Lega Nord, ha aperto la seduta illustrando i due emendamenti che portano la sua firma. Il primo prevede il recepimento dei contributi per l’ampliamento del Polo Universitario di Como, che saranno utilizzati per la costruzione degli ultimi tre lotti mancanti, mentre il secondo emendamento mirava ad incassare dai Comuni interessati dalla variante alla Tremezzina la somma di 50 mila euro per completare la fase di progettazione dell’opera.
Se la prima proposta ha incontrato il voto favorevole di tutto il consiglio, alcuni dubbi sono sorti sulla legittimità della seconda.
«L’accordo di programma definitivo sull’opera non è ancora stato firmato! – ha tuonato Mauro Guerra (Pd) – Si vuole incassare una cifra per cui nessun Comune della Tremezzina ha ancora dato il via libera!». Il consigliere ha poi ricordato l’impegno preso dal consiglio, con una mozione votata all’unanimità, in cui la Provincia avrebbe dovuto prevedere nel bilancio la quota per completare la progettazione della Tremezzina. Somma che però non compare nel documento finanziario 2008.
Visto l’imbarazzo dell’assessore alla viabilità Pietro Cinquesanti, il compagno di partito e firmatario dell’emendamento ha deciso di ritirare la proposta.
Stessa sorte per il terzo emendamento, proposto dalle minoranze, che mirava al potenziamento dell’ufficio legale interno rendendolo qualificato a rappresentare la Provincia in giudizio. La giunta, come comunicato del presidente Leonardo Carioni, sta già lavorando ad un progetto simile e ciò ha indotto il primo firmatario Mauro Guerra a ritirare l’emendamento per trasformarlo in un ordine del giorno.
Oggetto del quarto emendamento invece il futuro ruolo della Provincia. «Se vogliamo creare un’istituzione leggera – ha spiegato Mauro Guerra – che sappia coordinare e programmare le realtà locali, dobbiamo incentivare l’associazionismo e la cooperazione intercomunale. Non con misure una tantum, ma tramite un quadro complessivo di servizi di assistenza, come proponiamo con questo emendamento». I 90 mila euro per l’operazione sarebbero stati sottratti alle voci di spesa per la rappresentanza istituzionale e per i grandi eventi, ma l’emendamento è stato bocciato con 21 voti contrari e 6 favorevoli.
Salta anche l’emendamento sulla tessera unica intermodale per i residenti in provincia, dopo l’annuncio di un progetto simile a cui starebbe lavorando la giunta. Se ne discuterà nella seduta di mercoledì quando le minoranze presenteranno un ordine del giorno sul tema.
Respinto invece l’emendamento che eliminava dal Piano triennale delle opere pubbliche la Garibaldina bis, che incide sul bilancio per oltre 5 milioni. Le ragioni dell’emendamento, per la minoranza, stanno nella contrarietà al progetto espressa dalle comunità locali e delle amministrazioni, che difficilmente accetteranno di firmare l’accordo di programma per l’opera.
Stesso esito per la proposta di recupero dei fondi per la variante alla Tremezzina tramite un taglio orizzontale dell’uno per cento su tutte i capitoli di spesa sulla prestazione di beni e servizi. «Ho presentato quest’emendamento provocatoriamente – ha spiegato Mauro Guerra – perché non è possibile che dopo l’impegno preso con la mozione non si siano trovati i 400 mila euro che servono a concludere la fase di progettazione. È impensabile che queste risorse siano messe dai Comuni».
I fondi per la variante sono infine arrivati con l’approvazione del nono emendamento, che però prevede solo la spesa di 200 mila euro per concludere la fase di progettazione.
Con la concessione di una nuova discarica a un privato la Provincia suppone poi di incassare nel 2008 300 mila euro, che grazie ad un emendamento di Giancarlo Galli saranno destinati ai Comuni come contributi per dare consulenza sulla progettazione delle V.a.s. e la redazione dei propri Piani energetici ai comuni che ne facciano richiesta.
Sempre Giancarlo Galli con il suo ultimo emendamento ha voluto rimarcare la sua idea di Provincia moderna, che per meglio organizzare i servizi pubblici di sua competenza dovrebbe sfilarsi dalla gestione delle partecipate. «L’interesse pubblico coincide con il libero competere delle imprese e non con la proprietà provinciale. Anche l’opinione pubblica chiede che le istituzioni escano dalle partecipate per esercitare meglio il loro ruolo di controllo e progettazione». L’emendamento approvato spinge per una riflessione sulla partecipazione alle società di servizi pubblici, lasciando intendere la possibilità di vendere le proprie quote. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 1 aprile 2008

Nonostante la mancanza di surroga di un consigliere comunale è incominciata martedì primo aprile la discussione sul bilancio comunale dopo la presentazione dell’assessore Alessandro Colombo.

Il consiglio comunale di martedì 1 aprile è iniziato con la comunicazione da parte del presidente, Mario Pastore, delle dimissioni, pervenute alle 17.30 del pomeriggio all’ufficio protocollo, di Giuseppe Santangelo, Udc. Secondo il regolamento all’art. 25 comma 3 «nel caso di successiva cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di consigliere comunale si procede alla surrogazione nella prima adunanza che segue al verificarsi della stessa convalidando l’elezione di colui che nella medesima lista» ha riportato il maggior numero di voti, in questo caso Pierangelo Gervasoni. Dati i tempi ristretti il presidente del consiglio confortato dal parere, anche legale, degli uffici comunali ha deciso di non annullare la seduta consiliare e di iniziare comunque a discutere del bilancio, spostando la surroga del consigliere Santangelo alla prossima seduta di giovedì 3 aprile. Questa decisione ha scatenato la pronta reazione delle minoranze: per Vincenzo Sapere, Gruppo misto, «il tempo per mandare un avviso per il cambiamento dell’ordine del giorno ci sarebbe potuto essere e un consigliere comunale non può non partecipare alla presentazione di un atto fondamentale come il bilancio», Mario Lucini, Pd, ha palesato la sua difficoltà «a comprendere come possa svolgersi un consiglio comunale quando questo organismo non è nel suo organico costituzionalmente previsto» e per Vittorio Mottola, Pd, «il consiglio o è completo o non lo è». Per il presidente Pastore non vi erano problemi dato che «la nostra struttura sostiene convintamente di essere nel giusto», sostenuto dal segretario generale Oliviero Emoroso che ha interpretato «laddove è scritto prima seduta si deve intendere come prima seduta utile» altrimenti «si concretizzerebbero degli strumenti per condizionare in modo improprio la vita del consiglio». Ad una successiva domanda di Luca Gaffuri, capogruppo Pd, sulla possibilità di votare, anche poi per casi di parità, il segretario generale ha chiarito che una scelta in tal senso può dipendere dalla «sensibilità politica».
Una riunione dei capigruppo ha quindi deciso di non annullare la seduta ma di proseguire i lavori con la sola presentazione del bilancio ed un primo giro di domande informative, rimandando il dibattito vero e proprio alla seduta di giovedì, subito dopo la surroga del consigliere Santangelo.
Ha preso così la parola l’assessore Alessandro Colombo che ha spiegato gli indirizzi del bilancio in discussione che vede il blocco di tributi come Ici e Irpef, l’adeguamento secondo rilevamenti Istat delle tariffe dei servizi alla persona, l’adeguamento dei contratti di manutenzione ordinaria e un migliore sistema di controllo gestione, la «scelta strategica», atta a diminuire gli sprechi dell’amministrazione. È in corso anche un processo di diminuzione del debito rivendicato dall’assessore al bilancio che ha ricordato la scelta di non accendere mutui nel 2007. Per il 2008 si prevede un 66% di spese correnti ripartite al 23% per il sociale contro un 25% per la macchina amministrativa. L’assessore ha sottolineato poi come sia aumentata la copertura media dei costi dei servizi alla persone salita al 42-45%, contrariamente agli anni scorsi quando seguiva un trend discendente verso il 40%. Un tema caro, con l’adeguamento delle tariffe, alla ventina di genitori che hanno assistito come pubblico al consiglio interessati a capire come il bilancio comunale potrà influire sul loro futuro.
Aperto il dibattito Donato Supino, Prc, ha posto l’accento sull’edilizia popolare chiedendo: «Nel programma del sindaco erano previsti 250 nuovi alloggi, nel programma triennale dove sono?». L’assessore Enrico Cenetiempo ha replicato assicurando: «I 250 alloggi li faremo, anzi con quelli che verranno edificati in via Alebbio ne mancano solo 220». Mario Lucini ha chiesto «quanto ci ha rimesso il Comune, o guadagnato, dagli Swap?». Gli ha risposto la responsabile del servizio finanziario Angela Bertuzzi spiegando che il Comune ha avuto una perdita al 15 di gennaio di 280 mila euro, coperti però da uno speciale Fondo rischi Swap di 350 mila euro.
L’assessore Colombo ha specificato inoltre che il tetto di spesa per le consulenze sarà di 345 mila euro. Data l’ora tarda il dibattito è stato poi aggiornato a giovedì 3 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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