Politica

«Un attacco politico contro la gestione pubblica dell’acqua»

Così Roberto Fumagalli commenta la contestazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici agli affidamenti in house degli acquedotti di 64 Ato.

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (www.autoritalavoripubblici.it) ha avviato un procedimento istruttorio volto ad accertare l’eventuale inosservanza della normativa per l’affidamento del servizio idrico integrato su 64 Ato (Ambiti territoriali ottimali per i servizi idrici) che hanno disposto lo stesso in favore di società completamente pubbliche. L’Authority, un organo costituito da sette membri nominati con determinazione adottata d’intesa dai presidenti della Camera e del Senato, contesta il fatto che le autorità pubbliche di controllo divengano parte in causa anche come società controllate. Per Roberto Fumagalli, referente del Contratto mondiale sull’acqua, «si tratta di un chiaro attacco politico contro la gestione pubblica dell’acqua, anche perché i decreti successivi alla legge Galli ne consentono l’affidamento a società completamente pubbliche e non si può quindi considerare un atto illegittimo». «Evidentemente il nuovo Governo – aggiunge l’ambientalista comasco – a pochi giorni dall’insediamento, ha voluto dare un segnale a favore delle privatizzazione dell’acqua, contestando le scelte di gestione pubblica assunte dalla maggior parte degli Ato italiani». Per l’esponente comasco del Contratto mondiale sull’acqua questo atto «è forse destinato a favorire gli interessi delle lobby economiche. In Lombardia ad esempio la società A2A, derivante dalla fusione di Aem Milano con Asm Brescia, ma con una componente azionaria che riconduce alle grandi multinazionali private dell’acqua, vorrebbe mettere le mani sugli acquedotti di tutta la Regione e questo quando, proprio in Lombardia, ben 132 comuni hanno proposto un referendum abrogativo della legge regionale, che obbliga a mettere a gara i servizi idrici». Un processo che porterà i cittadini lombardi ad esprimere il loro voto contro la privatizzazione dell’acqua nel 2009.

Il consiglio comunale di lunedì 20 maggio

Supino chiede ragione dei 71 mila euro per Gandola, Molteni vuole sapere se Gaddi è disponibile ad accompagnare tutti e non solo Sgarbi la notte a Villa Olmo. Il sindaco chiede tempo. Nella seduta di lunedì 19 maggio del Consiglio comunale si parla del Regolamento per i servizi alla prima infanzia.

Il Consiglio comunale è incominciato con una preliminare di Donato Supino che ha chiesto chiarimenti al sindaco sull’accumulo di cariche di Gianandrea Gandola, presidente, amministratore delegato e direttore di esercizio di Spt Spa per uno totale di 71 mila euro lordi annui. Al consigliere del Prc il sindaco Bruni ha risposto che «non ci sono state consultazioni preventive. Ho già chiesto le motivazioni di una tale scelta e quando avrò una risposta relazionerò al Consiglio».
Un attacco poi all’assessore Gaddi è venuto da Mario Molteni, Per Como, a causa della visita notturna alla mostra L’abbraccio di Vienna di Vittorio Sgarbi, guidata dall’assessore alla cultura in persona. «Esistono cittadini di serie A e B per andare a visitare la mostra? In tanti mi chiedono a chi devono rivolgersi per visite notturne estemporanee in compagnia di amici, eventualmente guidate. Se il nostro assessore fosse disponibile informi la cittadinanza perché non sono pochi i richiedenti».
Mentre Mario Lucini, Pd, ha sottolineato l’incongruenza delle scelte della maggioranza che in discussione di Bilancio ha bocciato l’emendamento di cui era primo firmatario, per la realizzazione del Parco locale di interesse sovracomunale della valle del Cosia, un provvedimento che auspicato dagli assessori Faverio, D’Alessandro e Peverelli che lo avevano definito «un atto avente rilevanza strategica nella politica di tutela e riqualificazione del territorio» in una nota alla Giunta di febbraio.
Lucini, dopo la sortita del lago in piazza Cavour, ha anche affermato che «è incredibile che il livello del lago sia sempre sul filo del rasoio, con il Consorzio dell’Adda che a maggio mantiene il livello di un metro sopra lo zero idrometrico, cioè 157 milioni di metri cubi d’acqua, quando i serbatoi alpini hanno una capienza di 500 milioni di metri cubi sfruttata attualmente solo per il 20 per cento». «È incomprensibile – ha concluso il consigliere Pd – che il Comune di Como non dica nulla».
La serata si è poi incentrata sul nuovo Regolamento per la gestione e fruizione dei servizi alla prima infanzia. L’assessora Anna Veronelli ha spiegato il documento proposto ricordando anche le strutture presenti in città: nove asili, due spazi gioco, due spazi bimbo e un giardino dei piccoli. Al nuovo Regolamento sono state proposti ben dieci emendamenti e un ordine del giorno, sia di maggioranza che di minoranza.
Claudio Corengia, An, ha subito precisato, a proposito dei punteggi delle graduatorie che prevederebbero una valutazione superiore per un «nucleo trasferitosi di recente privo di altri parenti in città», che «non si è voluto favorire il cittadino italiano o residente. Favorire gli extracomunitari è contro ogni logica». Una esternazione che per Luca Gaffuri, capogruppo Pd, evidenzia l’ignoranza delle dinamiche del fenomeno immigratorio. L’esponente del Pd ha auspicato un aumento del servizio nel periodo estivo per andare incontro alle esigenze delle famiglie «in un territorio come il nostro dove le piccole e medie imprese non chiudono tutte ad agosto». Anche per l’assessora Veronelli «non è detto che siano extracomunitari».
Nella serata sono stati approvati solo due emendamenti di maggioranza sui rappresentanti “politici” nei Consigli di nido, che prevedono la diminuzione da due a cinque della durata della carica e l’attribuzione della loro nomina al consiglio comunale nell’eventualità dell’eliminazione delle Circoscrizioni nella nostra città, così come previsto dall’ultima legge Finanziaria per le città con meno di 100 mila abitanti.
Un emendamento più articolato sul cambiamento dei punteggi per la formulazione delle graduatorie è stato solo introdotto da Bruno Magatti, Paco, e verrà discusso nel prossimo Consiglio comunale. Rispetto al regolamento proposto si modificherebbero i punteggi assegnati soprattutto per quanto riguarda la situazione lavorativa del nucleo famigliare, che nella prima versione proposta aiuta soprattutto chi ha un lavoro fisso a tempo pieno, dando quattro punti, contro i due per chi ha un lavoro occasionale, stagionale o è studente e un solo punto per chi è in cerca di lavoro. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Partirà a giugno il ciclo di incontri I venerdì della sicurezza

Inizia il ciclo di incontri I venerdì della sicurezza, organizzati dall’Amministrazione comunale e dai carabinieri, un ciclo di nove incontri che inizieranno a giugno e proseguiranno fino ad ottobre. Gli incontri verranno proposti anche in altri 55 comuni della provincia.

Alla presentazione dell’iniziativa, durante la foto di rito con l’assessore alla Sicurezza e i rappresentanti dell’arma, il sindaco Stefano Bruni ha scherzato coi giornalisti dicendo «Sembra che ci stanno arrestando, è un anticipo del futuro prossimo?». Ha affermato che «senza sicurezza non c’è libertà, in campagna elettorale questo è stato un tema decisivo, ora dobbiamo soddisfare le aspettative dei cittadini».
I nove incontri de I venerdì della sicurezza serviranno ad illustrare ai cittadini quello che si può fare e quello che si deve evitare per aumentare la propria auto-sicurezza. Una brochure molto dettagliata di trentasei pagine è stata stampata in diecimila copie e verrà distribuita durante gli incontri. Questo opuscolo è un vero e proprio vademecum per insegnare al cittadino come muoversi nell’intricata giungla della vita moderna. Alcuni consigli sono un po’ meno applicabili di altri, ma nel complesso il manuale è ben fatto e copre maniacalmente tutte le possibili fonti di insicurezza che potrebbero attanagliare l’animo del cittadino. A volte il modus operandi che una persona dovrebbe adottare sembra un po’ troppo complesso con consigli talora contraddittori. Si va dal consiglio «se si vive soli non farlo sapere a chiunque e di non mettere al corrente le persone conosciute degli spostamenti» per poi proporre di «conoscere i propri vicini di casa e scambiarsi i numeri di telefono».
In altri casi le indicazioni sembrano eccessive e capaci di aumentare la già scarsa sicurezza percepita: «dotare i propri apparecchi elettrici e le proprie luci di casa di timer di accensione-spegnimento che possano, programmati, far credere ad un malintenzionato che la casa è abitata anche se si è fuori città. Di controllare, se l’auto è parcheggiata in un luogo isolato, che non ci sia qualcuno all’interno. Di guidare il più possibile al centro della strada per non farsi speronare. Di non guardare insistentemente o fare commenti ad altri, né fare sorrisi ironici o provocatori ad estranei». Nell’opuscolo viene sottolineato che l’insicurezza regna sovrana e la necessità di sicurezza è la cosa più importante per il comasco.
Ben quattro pagine della brochure sono dedicate ai rifiuti, alla raccolta differenziata, allo smaltimento consapevole e alla denuncia della presenza di discariche abusive su territorio. Tutti i comaschi devono fare la loro parte per fermare il degrado ambientale che, come ha ricordato Stefano Bruni, è il problema che più spesso si trova a dover segnalare ai carabinieri.
Il cittadino e gli agenti dovrebbero aiutarsi a vicenda per scongiurare possibili reati o infrazioni, così si è espresso il colonnello Luciano Guglielmi, che alla presentazione de I venerdì della sicurezza ha parlato in rappresentanza dei carabinieri di Como. «Oltre alla sicurezza si dovrebbe aumentare la percezione di questa che andrebbe diffusa tra i cittadini». Uno dei metodi messi in atto dall’Arma è stato quello di aumentare il numero delle pattuglie a piedi che andranno a coprire anche le aree di Albate, Rebbio e Camerlata, fino ad oggi rimaste scoperte. La parola d’ordine è vicinanza con i cittadini e contrasto dell’inciviltà, che pur non essendo un reato provoca insicurezza. Entrambi gli obiettivi serviranno ad aumentare il senso di pace degli abitanti. Il colonnello ha ricordato l’utilità di collegare i propri allarmi e i propri apparecchi di video – sorveglianza con la centrale dei carabinieri, che così potrà monitorare in maniera più costante le paure degli abitanti. A Como, secondo Luciano Guglielmi, non esiste omertà, ma a volte manca la collaborazione dei cittadini nel denunciare i reati: «l’arresto è importante perché permette di eliminare dal circuito della delinquenza colui che vive di espedienti».
L’assessore alla Sicurezza Francesco Scopelliti ha ricordato che le prime due serate vedranno come tema principe l’ambiente domestico in previsione dell’estate e dei possibili furti.
I primi appuntamenti de I venerdì della sicurezza saranno venerdì 20 giugno alle 20.30 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 e venerdì 27 giugno alle 20.30 alla Circoscrizione 8 in via Segantini 2, poi si riprenderà da settembre. Anche Espansione tv darà eco alle iniziative mandando in onda trasmissioni sul tema. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 12 maggio 2008

Comitati pro e contro Garibaldina si fronteggiano nel cortile di Villa Saporiti, ma il consiglio non prende una decisione perché Cinquesanti esce dall’aula. Approvata invece con emendamenti la costituzione della patrimoniale idrica nel consiglio provinciale di lunedì 12 maggio.

La preliminare di Mauro Guerra sui costi della politica ha aperto la seduta consiliare di lunedì 12 maggio. Il capogruppo del Partito democratico ha denunciato l’incoerenza dell’amministrazione che ha aumentato del 10 per cento le indennità della giunta pochi mesi dopo aver alzato le imposte provinciali e aver approvato un bilancio “stretto” che vede ridursi del 30 per cento gli impegni di spesa per istruzione, servizi sociali e cultura.
Nel frattempo fuori dall’aula i comitati anti Garibaldina non si sono trovati soli: ha fatto la sua apparizione anche il Comitato pro Albiolo, capitanato dall’ex sindaco Romano Civelli, con le sue 800 firme pro Garibaldina. Nel cortile di Villa Saporiti il clima si è fatto teso e i comitati non si sono risparmiati nello scontro dialettico. «La Garibaldina bis è un’opera fondamentale per la viabilità del territorio! – ha esordito l’ex sindaco di Albiolo, ora capogruppo di minoranza del Comune – Da sindaco avevo dato il mio benestare, ora la nuova amministrazione non può pensare di bloccare il progetto». La risposta non si è fatta attendere, Lorenzo Ceolin, dei comitati anti Garibaldina ha tuonato contro chi «vuole fare campagna elettorale sulle spalle dei cittadini. In più non è chiara la modalità di raccolta firme». In effetti nelle “osservazioni” sul Piano di governo del territorio non di sola Garibaldina si parla: oltre all’ok per la costruzione della nuova strada i cittadini hanno firmato un appello per non vendere a privati le aree dell’attuale scuola e campo sportivo, il tutto condensato nello stesso documento.
Ma mentre in cortile le voci si sono fatte urla e Civelli è stato chiamato a colloquio dall’assessore alla viabilità Pietro Cinquesanti, in aula è ripresa la discussione sullo statuto della patrimoniale che gestirà la rete idrica comasca. In un intervento dai toni accesi l’assessore all’ecologia Francesco Cattaneo ha ricordato che «la patrimoniale si aprirà ai privati solo in una terza fase, mentre ora non abbiamo ancora superato il primo step, cioè la sua creazione. È comunque importate che la gestione dell’acqua rimanga in mano pubbliche, mentre il servizio di erogazione necessita di un modello industriale per funzionare al meglio. Utilizzando appalti a breve termine, il gestore sarà costretto a lavorare in una logica di rientro economico veloce, facendo investimenti ragionevoli. Con l’assessore Saladini stiamo anche valutando l’ipotesi di donare una percentuale (1 centesimo/m3) delle tariffe ai paesi del terzo mondo per costruire infrastrutture idriche».
Gli emendamenti proposti dalla minoranza sono stati poi illustrati da Mauro Guerra (Pd): «chiediamo che nell’oggetto sociale della patrimoniale venga inserita la possibilità che la società possa anche svolgere l’erogazione del servizio. Il Tar si è già pronunciato in questa direzione e tra qualche mese i cittadini lombardi potranno dire la loro con un referendum. Dato che l’oggetto sociale esprime anche gli obiettivi di una società è giusto tenere aperta questa ipotesi». In disaccordo linguistico l’assessore Cattaneo che propone una dicitura più morbida, cioè la «possibilità che la patrimoniale gestisca ogni altra attività compatibile con le norme». Messe ai voti è stata approvata solo la proposta della giunta.
Prima di passare all’esame del secondo emendamento, con l’aula gremita di cittadini dei comitati anti Garibaldina, colpo di scena: Cinquesanti, assessore alla viabilità, abbandona il Consiglio. Il presidente Ferdinando Mazara comunica la defezione dell’assessore, motivata da un’improvvisa corsa all’ospedale, e chiede al consiglio di pronunciarsi sull’ordine dei lavori: «i cittadini aspettano già da tre ore la discussione sulla Garibaldina, se non si ha intenzione di esaminare l’argomento che almeno venga loro comunicato subito, così da poter rincasare». Scelta che appare scontata a Giornano Minotti (Lega nord): «se manca l’assessore competente non si può discuterne». Dai banchi della minoranza qualcuno fa notare che ci sarebbe Carioni in rappresentanza della Giunta, lo stesso che durante un sopralluogo di qualche mese fa definì l’opera viabilistica «uno scempio». Obiezione respinta, e il consiglio da l’ok al rinvio dell’argomento per la seduta del 26 maggio.
La serata è stata quindi chiusa con l’approvazione del secondo emendamento che consegna più poteri decisionali all’assemblea dei Comuni e l’avvallo definitivo alla costituzione della patrimoniale. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 12 maggio 2008

Dopo un intermezzo dialettale approvata la nuova lottizzazione di Rebbio nel consiglio comunale di lunedì 12 maggio. Verrà ridotto il consiglio di amministrazione di Villa Erba spa.

Polemica sull’utilizzo del dialetto nel centralino del Comune da parte dei consiglieri di minoranza. Per Luca Gaffuri, capogruppo Pd, «i rop van fa ben se no l’è mei minga fai» (le cose van fatte bene se no è meglio non farle), un’affermazione enunciata anche in francese, dato che, dopo il centralino automatico “trilingue” (italiano, dialetto comasco e inglese) che spiega a quali servizi si può accedere, l’unica lingua proposta è l’italiano. Una situazione anomala per il consigliere del Pd data anche la famosa Como città turistica che per gli stranieri parla solo inglese. Affermazioni che hanno innervosito l’assessore Diego Peverelli, andato in escandescenze quando Vittorio Mottola, Pd, dopo avere chiesto aiuto per esprimersi in dialetto comasco e fatto notare l’assurdità del centralino in dialetto, ha affermato che il dialetto napoletano è utilizzato in tutto il mondo. Pronta la reazione dell’assesore: «Stai zitto che offendi il Consiglio comunale!».
Il clima si è poi calmato con gli interventi di Carlo Ghiri, capogruppo Gruppo misto, che ha chiesto delucidazioni sempre all’assessore Peverelli sull’entrata in servizio delle guardie ecologiche volontarie. Un iter che ancora non si è ancora concluso dato che hanno giurato dal prefetto solo in 5 su 19. Roberto Rallo, Fi, ha invece chiesto la costituzione di parte civile della Giunta, dopo i proiettili inviati a due assessori, un provvedimento che la stessa ha già intrapreso nella sua ultima riunione.
La discussione si è poi spostata sull’ordine del giorno presentato dal capogruppo di Area 2010 Dario Valli: «Una proposta organica per la definizione delle zone di recupero per definire quali delle attuali zone B4 e B5 siano passibili di trasferimento d’uso e quali no». Nel Piano regolatore le zone B4 sono riservate alle attività produttive, mentre le B5 sono per i servizi.
Una proposta che ha incontrato la ferma contrarietà di Mario Lucini, Pd, dato che questo passaggio «sottrarrebbe al Consiglio la possibilità di vedere e discutere i singoli piani attuativi» che diverrebbero una prerogativa solo della Giunta. Per Lucini si perderebbe quindi la possibilità di «discussione e negoziazione di alcuni ambiti, come ad esempio le altezze, non definite dal Piano regolatore, e l’eventuale monetizzazione delle aree standard». Insomma: «Un provvedimento inopportuno dato che la valutazione degli sviluppi della città è un elemento prezioso per il Consiglio comunale». Un parere condiviso da Luca Gaffuri, che con Vittorio Mottola ha chiesto l’approvazione il più velocemente possibile del futuro Piano di governo del territorio, ma anche dal consigliere di Alleanza nazionale Stefano Molinari per cui «se venisse approvato si perderebbe una delle funzioni principali del Consiglio comunale».
Data questa intesa trasversale l’ordine del giorno è stato bocciato con i voti contrari di Alleanza nazionale, Lega, Udc, Per Como, Pd e del consigliere forzista Enrico Gelpi, unico del suo gruppo, che a maggioranza ha votato a favore. Un voto non univoco per il partito del sindaco anche sullo sviluppo dell’area dell’ex Consorzio agrario che il Consiglio ha approvato. Roberto Rallo e Federica Simone hanno espresso parere contrario al nuovo insediamento assieme alla maggior parte delle minoranze. A questo proposito l’avvocato comasco ha anche fatto appello alla coscienza dei colleghi consiglieri per votare contro i «250 appartamenti che verranno costruiti. Simili alle Vele di Napoli saranno una bruttura enorme».
Concordia di intenti e approvazione all’unanimità invece per il nuovo regolamento di Villa Erba, per l’assessore Colombo «un esempio di semplificazione amministrativa e diminuzione del costo della politica», il cui consiglio di amministrazione passera da 11 a 5 membri. Un clima di intesa ripetuto per la mozione proposta da Marco Butti, capogruppo di An, sul degrado a Ponte Chiasso per trovare una soluzione per la zona dell’ex distributore Agip. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

La mobilità urbana nel secondo appuntamento con Municipi sostenibili

Si è svolto a Villa Gallia sabato 10 maggio il secondo incontro del progetto dedicato agli amministratori pubblici Municipi sostenibili, organizzato dal Coordinamento Comasco per la pace, l’Isola che c’è e Centro servizi per il volontariato sul tema della mobilità.

I cinque ospiti sono stati presentati dal vicesindaco di Bulgarograsso Ferruccio Cotta che ha subito lasciato la parola al primo relatore.
Alberto Bracchi, architetto della Città possibile, ha introdotto il tema della mobilità facendo notare come oggi le auto assedino spazi che dovrebbero essere usati dalle persone, e come questo porti a compromettere la possibilità di muoversi soprattutto dei cittadini più deboli.
L’aumento spropositato del numero e dell’uso delle automobili private ha portato a una diminuzione dell’attività fisica, ad un inquinamento urbano che crea 3.500 morti l’anno e a 224.500 incidenti, la maggior parte su strade urbane, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La promozione della mobilità dolce risulta essere una necessità realizzabile attraverso l’integrazione con un sistema di trasporto pubblico, l’utilizzo della bicicletta, il car sharing o pooling e una ripianificazione del traffico in maniera intelligente, sull’esempio del progetto di Olgiate Comasco, analizzato dalla Città possibile, con la riqualifica di strade inefficienti e pericolose, distribuzione studiata dei parcheggi per offrire al cittadino reali servizi e maggior benessere.
La parola è passata a Emanuela Donetti, geografa, che ha mostrato come una città possa offrire nel quotidiano ottimi servizi integrati di trasporto pubblico come valida alternativa alla macchina se solo l’amministrazione comunale ci crede e se lo prefigge. La città di Parma, infatti, sfrutta un complesso sistema di iterazione di mezzi pubblici a basso impatto ambientale, la diffusione di Zone a traffico limitato nelle cui adiacenze si possono trovare parcheggi scambiatori dove lasciare le auto e un servizio di bike sharing e molte altre alternative comode all’auto.
Il relatore successivo Damiano Rossi, ingegnere della Polinomia, ha delineato i problemi legati ai mezzi che controllano il traffico, in particolare quelli dei semafori a rilevazione di effrazione semaforica o T-red, attuale oggetto di discussioni sulla loro necessità e liceità.
Il relatore ha chiarito come il posizionamento di questi strumenti debba essere preceduto da un’attenta analisi del traffico veicolare, per capirne l’effettiva necessità che si traduce con un’analisi da effettuare a posteriori della diminuzione degli incidenti stradali su quel tratto di strada. Se così non fosse lo strumento si può rivelare inutile se non pericoloso.
Anna Trentini, ingegnere ambientale, ha riportato l’esempio di La Rochelle in Francia, area su cui lei sta lavorando nell’ambito del progetto europeo Success, sulla mobilità sostenibile. Anche questa provincia virtuosa ha un sistema integrato di bike sharing, nato negli anni Settanta,rivolto alla popolazione, non solo ai turisti, in modo da decongestionare sia il centro che le zone residenziali e commerciali, e di car sharing, composto da auto elettriche, che permette ai cittadini di muoversi e di vivere senza soffocare la città.
A Como questo sistema non è assolutamente previsto in larga scala, nonostante l’esistenza di due autosilo.
Ritornando in Italia, Fulvio Castelli, assessore all’ecologia e all’ambiente, ha illustrato l’esperienza del comune di Carimate, mostrando attraverso immagini l’opera di riqualificazione viabilistica e la creazione di piste pedonali e ciclabili, veri e propri percorsi nel verde che nel corso degli anni si sono creati collegando i comuni limitrofi, cercando di diminuire e rallentare il traffico e promovendo l’archittetura urbana, utile per la sicurezza del cittadino. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]

Il consiglio provinciale di lunedì 5 maggio 2008

La riqualificazione di Cermenate spacca la maggioranza nel consiglio provinciale di lunedì 5 maggio: la Lega e Carioni votano contro ma il progetto viene approvato. E mentre nell’aula viene presentato lo statuto della patrimoniale idrica, nel cortile prima uscita pubblica per i comitati anti Garibaldina Bis.

Hanno aperto il consiglio provinciale di lunedì 5 maggio le congratulazioni bipartisan ai neoeletti Chiara Braga e Armando Valli, deputata Pd e senatore Lega nord, «sarà importante avere interlocutori a Roma a prescindere del loro colore politico» ha dichiarato Alberto Bartezaghi (Fi).
Due le nomine successivamente approvate: Elio Rimoldi, sindaco di Veniano, siederà nel consiglio di amministrazione dell’Aler di Como, mentre Andrea Racheli, consigliere di Acsm s.p.a., sostituirà Luciano Scalora nella Commissione elettorale circondariale di Como.
Sbrigate le formalità e fatto un minuto di silenzio per la scomparsa di Antonio Tagliaferri, impiegato in Provincia per diversi anni, il consiglio è passato ad esaminare il primo ordine del giorno, che è poi stato l’unico affrontato: un progetto di riqualificazione di alcune aree di Cermenate ripresentato con alcune modifiche dopo che era già stato bocciato dal consiglio provinciale nello scorso novembre. Il progetto deve passare per il consiglio perché costituisce variante al Ptcp ed è proprio su questo punto che la maggioranza non ha trovato una linea comune.
Sia Mauro Guerra (Pd) che Giordano Minotti (Lega nord) hanno sottolineato come il nuovo progetto «insiste nella variazione della rete ecologica provinciale, motivo per cui era stato precedentemente respinto». «Abbiamo faticosamente approvato un Ptcp – ha aggiunto l’esponente leghista – che è espressione perfetta della pianificazione territoriale, non possiamo ora relegarlo in un angolo concedendo deroghe di edificazione». Al centro del dibattito un’area agricola di 11 mila metri quadri che il Comune di Cermenate vorrebbe trasformare da «zona tampone», cioè area verde protetta perché utile all’equilibrio ecologico di un territorio, a zona commerciale con la costruzione di una struttura di vendita e una di produzione.

A difesa dell’edificazione si è invece schierato Serafino Grassi (Fi): «L’area in questione è degradata e non è ricca di biodiversità. Non è accettabile che in nome della tutela del territorio bocciamo le istanze che aiutano lo sviluppo del territorio».
È entrato nel dibattito anche Renato Tettamanti (Prc) che ha fatto notare «le contraddizioni di un’amministrazione che mentre promuove l’agricoltura e i prodotti locali (vedi Agrinatura) vuole eliminare un’area agricola che, seppur povera di biodiversità, non sarà compensata da altri interventi. Senza contare che questo sarebbe contrario alle norme del Ptcp». E quando Fabio Moltrasio (Pse) sottolinea il disaccordo fra i due maggiori partiti della maggioranza e invita la Lega a dialogare con le altre forze politiche, gli esponenti di Fi e An fanno a gara a sottolineare che «la questione è marginale per cui non si può parlare di divisione della maggioranza». La votazione ha infine sancito il parere favorevole al progetto, nonostante il voto contrario delle minoranze e di tutto il gruppo della Lega nord, presidente Carioni compreso.
Prima della cena consiliare ad Agrinatura, l’assessore Francesco Cattaneo ha trovato il tempo per illustrare lo statuto di ComoAcqua s.r.l., la società patrimoniale che, come da legge regionale, gestirà la rete idrica della provincia. «Alla base del “Modello lombardo” – ha spiegato Francesco Cattaneo – c’è la filosofia di separare il servizio di erogazione dalla proprietà delle reti, che è appunto affidata alla patrimoniale. Questa società ha come unico socio fondatore la Provincia, ma è ovviamente aperta alla partecipazione dei Comuni, che possono entrare direttamente o tramite le società da loro controllate. Almeno nella fase iniziale non è prevista la partecipazione di soggetti privati». La Provincia, per statuto, manterrà comunque la partecipazione nella società con una quota di un punto percentuale maggiore rispetto a quella del Comune più rappresentato, mentre il diritto di voto sarà riconosciuto a tutti i Comuni della provincia in base all’estensione territoriale e alla popolazione residente. Lo statuto dovrebbe essere votato nell’assemblea provinciale di lunedì 12 maggio.
Fuori dall’aula invece, prima uscita pubblica dei comitati anti Garibaldina Bis. Una trentina di persone si sono date appuntamento nel cortile di Villa Saporiti per contestare il progetto della nuova strada provinciale che collegherebbe Como con Varese, monetizzata con il recente bilancio provinciale. «Quest’opera è innanzitutto uno scempio ambientale, perché taglia un’area boschiva che rimane l’unico polmone verde dell’olgiatese – ha dichiarato Lorenzo Ceolin, portavoce dei comitati – viene poi spacciato per risolutivo un progetto che prevede un collegamento di soli 7 km, da Albiolo a San Salvatore, quando invece basterebbe collegare tre rotonde della Briantea e il collegamento sarebbe compiuto, per davvero». I comitati aprono anche a soluzioni alternative, come il ripristino della ferrovia Grandate-Malnate o l’apertura della pista ciclabile che corre parallela ai binari «per cui abbiamo già un progetto che svilupperemmo autonomamente, senza chiedere soldi a nessuno» aggiungono.
Emblematici i cartelli che i manifestanti hanno mostrano ai fotografi, in particolare uno che recitava «stanchi di una politica che non ci vuole ascoltare», mentre l’assessore Cinquesanti liquidava le loro proposte: «La Garibaldina bis s’ha da fare». I cittadini, sempre più delusi, per bocca del portavoce dei comitati, hanno così attaccano una classe politica «che non è pronta per scelte moderne, cioè levare le macchine dalle strade favorendo il trasporto pubblico». [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 5 maggio 2008

Approvato definitivamente, senza i voti delle minoranze, il Bilancio revisionale 2008 e pluriennale 2008-10 del Comune di Como. In discussione l’ammissibilità della discussione sul piano di recupero dell’area ex Consorzio agrario in via Scalabrini.

Dopo una preliminare di Pasquale Buono, Fi, che ha chiesto delucidazioni sullo Street Parade, un corteo che si propone di «inondare la città di buona musica, balli sfrenati, arte, cultura, divertimento» e che sfilerà per le strade cittadine il 24 maggio, ha preso la parola Stefano molinari, An, che ha ricordato l’assurda uccisione di Nicola Tommasoli, il giovane picchiato a morte a Verona, lanciando un appello al nuovo governo per «intervenire in maniera decisa per riportare la sicurezza ed eliminare alcune frane estreme nostre e di tutte le colorazioni».
Si è quindi passati alle dichiarazioni di voto sul bilancio proposto. Un documento per Luca Gaffuri, capogruppo Pd, apprezzabile per l’interesse verso la manutenzione del patrimonio e le periferie, ma per cui c’è il rischio di non poter essere realizzato a causa dell’incertezza sui proventi della vendita dell’area ex Ticosa. Un’affermazione quest’ultima che ha trovato concorde Dario Valli, capogruppo Area 2010, e Mario Molteni, per Como. Vincenzo Sapere, Gruppo misto, ha voluto sottolineare come da anni la politica della maggioranza sia stata quella di svendere il patrimonio comunale, come l’Acsm, le quote della Milano-Serravalle, le farmacie comunali e i posteggi dati in gestione alla Csu. «È vero abbiamo venduto molte nostre proprietà» ha riconosciuto Emanuele Lionetti, capogruppo Lega Nord, ma per l’esponente leghista bisogna riconoscere il trasferimento attuato dallo stato di risorse verso altre regioni d’Italia che non possono quindi essere utilizzate sul nostro territorio. Il Bilancio è stato così approvato con il consenso di tutte le forze della maggioranza ed il voto contrario della minoranza, con l’astensione del gruppo di Area 2010.
La seconda parte della serata si è quindi incentrata sul piano di recupero dell’area dell’ex Consorzio agrario in via Scalabrini. Un intervento di quasi 28 mila metri quadri, l’area ex Ticosa è di circa 40 mila, che vedrebbe, come da fonti comunali, «la realizzazione i recupero competerebbe alla Giunta comunale e non al Consiglio. Una opinione che, data anche la poca chiarezza della normativa nel passaggio dal Piano regolatore al nuovo organo di governo del territorio, non è stata condivisa dalle strutture tecniche comunali e dal consiglio stesso che si è espresso per discutere del futuro sviluppo dell’area. L’architetto Valli ha così proposto un ordine del giorno per la definizione delle aree dimesse, o in via di dismissione, che saranno oggetto di recupero che verrà discusso nella prossima seduta di lunedì 12 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Paco propone riuso e riciclo invece di stoccaggio e incenerimento

Alla Cascina Massèe la lista della rondine propone un incontro – dibattito sul tema della città sporca e dello scandalo della raccolta differenziata a Como.

Paco (Progetto per amministrare Como) ha organizzato martedì 29 aprile alle 21: Rifiuti, pulizia e appalto integrato a Como. Un’iniziativa per porsi delle domande e darsi delle risposte su rifiuti e riciclo. Durante la serata verrà presentata un’indagine sulla situazione attuale della spazzatura e della pulizia a Como. Verrà inoltre illustrata una delibera di indirizzo che sarà presto proposta in consiglio comunale. La delibera e l’incontro vogliono essere degli spunti per incominciare una discussione che partendo dalla popolazione coinvolga l’amministrazione.
Tra un anno scadrà la proroga concessa dal Comune ad Acsm ambiente – Econord per il servizio di raccolta e smaltimento. La delibera propone delle strategie da seguire differenti da quelle proposte. Per Bruno Magatti, consigliere comunale, si troverebbe una soluzione grazie all’educazione dei cittadini, anche adulti. Per raggiungere l’obiettivo servirebbe la disponibilità dell’amministrazione pubblica e degli organi d’informazione.

Il consiglio comunale di lunedì 28 aprile 2008

Il consiglio Comunale di lunedì 28 aprile ha deciso che verrà ristrutturato il centro civico di Albate e andrà avanti il progetto comunic@. Claudio Corengia di Alleanza nazionale segnala poca trasparenza nell’assegnazione dei fondi alle associazioni.

Ancora una volta il consiglio comunale è potuto iniziare grazie al sostegno delle minoranze, dato che all’appello si sono contati poco più di un ventina di consiglieri di maggioranza.
Il dibattito è subito incominciato sugli ultimi emendamenti al Bilancio comunale. Sono state bocciate le proposte di un Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo, dato che azioni in tal senso sono già state intraprese dall’amministrazione, la sistemazione di alcuni marciapiedi, perché la procedura per la sistemazione segue altri iter, e la costruzione di fognature in una strada vicinale a Sagnino. Non hanno incontrato il favore del consiglio anche il ripristino della piscina delle scuole di Lora e la sistemazione degli orti di Tavernola, che doveva essere approntata bloccando il progetto del nuovo campo di calcio, l’attivazione della comunità alloggio per minori di Tavernola, per l’amministrazione i progetti ci sono già.
È stata invece approvata la sistemazione, con un budget di 200 mila euro, del centro civico di via Giovane Italia ad Albate. «I soldi erano già stati stanziati nel 2001, poi sono stati tolti e rassegnati senza risultato. La ristrutturazione dello stabile è tra i primi posti dello stato dei bisogni espresso dalla Circoscrizione essendo l’unica sala pubblica disponibile» così ha perorato l’intervento la consigliera del Pd Silvia Magni.
Grazie all’astensione della maggioranza è anche stato deciso di impegnare il Comune nella ricerca di finanziamenti a vari livelli soprattutto per quanto riguarda i bandi comunitari. Quasi tutti d’accordo per il reperimento di risorse per l’allargamento dell’imbocco di via Ronchetto a Breccia, un intervento sollecitato anche da una raccolta di firme fra i cittadini.
Il sindaco, sollecitato da un emendamento proposto dal consigliere Mario lucini, Pd, ha poi chiarito le prospettive future per la ex chiesa di S. Lazzaro (nella foto particolare del degrado interno): «Acquisiremo lo stabile e lo ristruttureremo, stiamo progettando la creazione di un “cannocchiale” da via Dei Mille e la sistemazione di quello che sarà il sagrato».
Per l’Expo 2015 è stato trovato un accordo tra minoranze e maggioranza sull’insediamento di una Commissione ad hoc e un incontro anche con l’amministrazione provinciale per poter valutare gli interventi necessari.
Ancora discussioni sul progetto comunic@ che prevede la nascita di un giornale comunale. Per il sindaco Bruni: «Il tema dell’informazione e della comunicazione è sempre più importante per le pubbliche amministrazioni. Uscirebbe solo con dieci numeri mentre la stampa locale copre 365 giorni l’anno, si farà un lavoro diverso in collaborazione con gli altri promotori: Asl, Asf, Acsm e Csu» Ha poi aggiunto il primo cittadino comasco «Capisco la paura della minoranza sulla gestione del giornalino, ma assicuro che non ci sarà un’occupazione politica e comunque si inizierà con una sperimentazione di 12 mesi».
Il consiglio infine si è soffermato, ed ha approvato, un emendamento proposto da Claudio Corengia, An, che prevede incentivi per gli studenti che utilizzano i trasporti pubblici. Tutti d’accordo sull’iniziativa ma si è aperta la discussione sul dove reperire i fondi. In un primo momento il consigliere di Alleanza nazionale aveva pensato di reperire i soldi dalla parte del bilancio che eroga contributi al mondo dell’associazionismo affermando che si tratta di contributi a pioggia non sempre giustificati da una precisa istruttoria. A questa affermazione hanno fatto eco Vincenzo sapere, Gruppo misto, «finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo» e Bruno Magatti, Paco, che ha detto «Corengia, così come aveva già fatto Rallo, ha riconosciuto che una parte del Bilancio è costruito facendo il giro delle “parrocchie”, in una maniera che polverizza gli interventi facendogli perdere la capacità di incidere seriamente». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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