«Un attacco politico contro la gestione pubblica dell’acqua»
Così Roberto Fumagalli commenta la contestazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici agli affidamenti in house degli acquedotti di 64 Ato.
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (www.autoritalavoripubblici.it) ha avviato un procedimento istruttorio volto ad accertare l’eventuale inosservanza della normativa per l’affidamento del servizio idrico integrato su 64 Ato (Ambiti territoriali ottimali per i servizi idrici) che hanno disposto lo stesso in favore di società completamente pubbliche. L’Authority, un organo costituito da sette membri nominati con determinazione adottata d’intesa dai presidenti della Camera e del Senato, contesta il fatto che le autorità pubbliche di controllo divengano parte in causa anche come società controllate. Per Roberto Fumagalli, referente del Contratto mondiale sull’acqua, «si tratta di un chiaro attacco politico contro la gestione pubblica dell’acqua, anche perché i decreti successivi alla legge Galli ne consentono l’affidamento a società completamente pubbliche e non si può quindi considerare un atto illegittimo». «Evidentemente il nuovo Governo – aggiunge l’ambientalista comasco – a pochi giorni dall’insediamento, ha voluto dare un segnale a favore delle privatizzazione dell’acqua, contestando le scelte di gestione pubblica assunte dalla maggior parte degli Ato italiani». Per l’esponente comasco del Contratto mondiale sull’acqua questo atto «è forse destinato a favorire gli interessi delle lobby economiche. In Lombardia ad esempio la società A2A, derivante dalla fusione di Aem Milano con Asm Brescia, ma con una componente azionaria che riconduce alle grandi multinazionali private dell’acqua, vorrebbe mettere le mani sugli acquedotti di tutta la Regione e questo quando, proprio in Lombardia, ben 132 comuni hanno proposto un referendum abrogativo della legge regionale, che obbliga a mettere a gara i servizi idrici». Un processo che porterà i cittadini lombardi ad esprimere il loro voto contro la privatizzazione dell’acqua nel 2009.
nove asili, due spazi gioco, due spazi bimbo e un giardino dei piccoli. Al nuovo Regolamento sono state proposti ben dieci emendamenti e un ordine del giorno, sia di maggioranza che di minoranza.
Alla presentazione dell’iniziativa, durante la foto di rito con l’assessore alla Sicurezza e i rappresentanti dell’arma, il sindaco Stefano Bruni ha scherzato coi giornalisti dicendo «Sembra che ci stanno arrestando, è un anticipo del futuro prossimo?». Ha affermato che «senza sicurezza non c’è libertà, in campagna elettorale questo è stato un tema decisivo, ora dobbiamo soddisfare le aspettative dei cittadini».
che «la patrimoniale si aprirà ai privati solo in una terza fase, mentre ora non abbiamo ancora superato il primo step, cioè la sua creazione. È comunque importate che la gestione dell’acqua rimanga in mano pubbliche, mentre il servizio di erogazione necessita di un modello industriale per funzionare al meglio. Utilizzando appalti a breve termine, il gestore sarà costretto a lavorare in una logica di rientro economico veloce, facendo investimenti ragionevoli. Con l’assessore Saladini stiamo anche valutando l’ipotesi di donare una percentuale (1 centesimo/m3) delle tariffe ai paesi del terzo mondo per costruire infrastrutture idriche».
Il clima si è poi calmato con gli interventi di Carlo Ghiri, capogruppo Gruppo misto, che ha chiesto delucidazioni sempre all’assessore Peverelli sull’entrata in servizio delle guardie ecologiche volontarie. Un iter che ancora non si è ancora concluso dato che hanno giurato dal prefetto solo in 5 su 19. Roberto Rallo, Fi, ha invece chiesto la costituzione di parte civile della Giunta, dopo i proiettili inviati a due assessori, un provvedimento che la stessa ha già intrapreso nella sua ultima riunione.
I cinque ospiti sono stati presentati dal vicesindaco di Bulgarograsso Ferruccio Cotta che ha subito lasciato la parola al primo relatore.
Dopo una preliminare di Pasquale Buono, Fi, che ha chiesto delucidazioni sullo Street Parade, un corteo che si propone di «inondare la città di buona musica, balli sfrenati, arte, cultura, divertimento» e che sfilerà per le strade cittadine il 24 maggio, ha preso la parola Stefano molinari, An, che ha ricordato l’assurda uccisione di Nicola Tommasoli, il giovane picchiato a morte a Verona, lanciando un appello al nuovo governo per «intervenire in maniera decisa per riportare la sicurezza ed eliminare alcune frane estreme nostre e di tutte le colorazioni».
