Regione Lombardia

Zone economiche speciali

lombardia_svizzeraLa Lombardia imita la Calabria e la Giunta regionale manda al Parlamento un progetto di legge.

 

«Prendendo spunto dal progetto di legge del Consiglio regionale della Calabria che riguarda l’istituzione di una Zona economica speciale nel distretto logistico-industriale della piana di Gioia Tauro, che ha già riscosso pareri favorevoli in Commissione attività produttive, vogliamo fare una legge analoga per Regione Lombardia – ha detto il presidente regionale lombardo Roberto Maroni annunciando un progetto di legge, approvato in Giunta in attesa dell’approvazione del Consiglio, inviato al Parlamento –. La nostra proposta di legge riguarda le circa 76mila imprese che sono attive nella zona che già oggi prevede la Carta sconto benzina, perché lì c’è la massima pressione competitiva da parte del Cantone Ticino e c’è il problema dei frontalieri, cioè i 60mila lavoratori che rischiano adesso di vedere la propria attività compromessa dal referendum svizzero e dalla rinegoziazione dell’accordo sulla doppia imposizione e i ristorni. Sono cose che temo si realizzeranno nei prossimi mesi, per cui serve un intervento urgente».

«Abbiamo preso a modello la legge della Calabria – conclude Maroni – perché è già in discussione in Parlamento e perché, se si fa una cosa del genere per la zona di Goia Tauro, non si può non fare per la Lombardia, che è la locomotiva d’Italia». [md, ecoinformazioni]

La Lombardia rivuole le province

province lombardePalazzo Lombardia avvia un ricorso alla Corte costituzionale contro «un provvedimento pasticciato e incostituzionale, che crea più problemi di quanti ne vuole risolvere». Per Maroni si può intervenire sulle province solo con una modifica costituzionale.

 

«Abbiamo deciso, analogamente a quanto fatto dalla Regione Veneto, di presentare un ricorso alla Corte costituzionale contro la Legge di stabilità 2014 – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni il 21 febbraio scorso –, nella parte in cui prevede che le Province che vanno al voto quest’anno non vadano al rinnovo con la rielezione dei presidenti ma ci sia il commissariamento».

«Riteniamo che questa norma sia incostituzionale, per questo abbiamo deciso di sollevare il conflitto di attribuzione presso la Corte costituzionale – ha precisato Maroni –. Non si tratta di una posizione ostile al cambiamento, ma di una posizione ostile verso un provvedimento pasticciato e incostituzionale, che crea più problemi di quanti ne vuole risolvere. Le Province sono previste dalla Costituzione. Si vogliono abolire? Allora si deve fare con una modifica della Costituzione, non con una norma che mantiene le Province con pieni poteri, ma conferisce a una persona nominata dal Ministero dell’Interno questi poteri che invece devono essere dati attraverso le elezioni, perché così si torna indietro di 40 anni».

«Noi siamo favorevoli a un’evoluzione nel sistema istituzionale – ha concluso il presidente lombardo –: le Regioni devono avere le competenze certe e le risorse certe, attraverso una riforma del Titolo V, e devono poter organizzare il governo del territorio come meglio credono e a proprie spese. Sulle aree vaste deve poter decidere la Regione, che così si può organizzare un proprio governo del territorio, che sia realmente rappresentativo delle sue esigenze. E io, per la Lombardia, voglio essere il regista del disegno di legge istituzionale che decide del mio territorio. Per questo martedì interverrò nella seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alle riforma costituzionale e lì riferirò questa posizione della Giunta». [md, ecoinformazioni]

Modifiche al Piano cave
 comasco

cavaGaffuri: «È necessario ascoltare il comune di Cermenate. e servono dati più aggiornati sull’esportazione di materiale in svizzera».

Giovedì 20 febbraio la Commissione ambiente del Consiglio regionale lombardo ha affrontato il Piano cave comasco «Sono stati auditi i dirigenti della Direzione generale del territorio di Regione Lombardia – spiegano in un comunicato dal Partito democratico –, in particolare su una questione: l’Ate g8 di Cermenate, ovvero un progetto di cava che va a ridosso della linea ferroviaria che interessa il quadruplicamento della Chiasso-Monza, da realizzarsi in futuro, e che va a modificare, appunto, il Piano cave approvato dalla Provincia di Como».

«Ciò che temiamo è che la maggioranza che governa Regione Lombardia voglia comunque permettere la realizzazione della cava, magari stralciando la parte di essa che andrebbe a ridosso dell’opera ferroviaria – spiega il consigliere regionale democratico Luca Gaffuri, che aggiunge –. prima di tutto, abbiamo chiesto alla Commissione di ascoltare in audizione il Comune di Cermenate. Subito dopo abbiamo sollecitato un approfondimento dei dati rispetto al tipo di utilizzo che viene fatto del materiale cavato. Pare, infatti, che il fabbisogno del piano della provincia di Como venga gonfiato perché in realtà viene esportato nella vicina Svizzera. Ci sono stati forniti dei primi numeri, ma risalgono al 2009 e solo qualcuno è più recente. Quindi, nelle prossime sedute dovremmo avere dei riferimenti più aggiornati».

La contrarietà alla nuova cava da parte del Partito democratico è determinata «proprio da una questione ambientale vera: quella è un’area di pregio, agricola, nel verde delle colline che dall’alta pianura si spostano verso Cantù e la Brianza», così come, rileva la nota, afferma la relazione illustrativa del Nucleo operativo Vas regionale: «Si rileva che il contesto in oggetto è caratterizzato da un paesaggio rurale tradizionale, in cui aree ad uso agricolo si presentano con un interessante livello di estensività e continuità interrotto da macchie boscate, in un contesto morfologico composto da aree pianeggianti, deboli rilievi collinari e scarpate di terrazzo». [md, ecoinformazioni]

Ripartono i lavori della Arcisate-Stabio

Satellite-1Riprenderanno i lavori di scavo della galleria dopo un accordo fra Rfi e Ics grandi lavori, ma i lavori non finiranno per Expo 2015.

 

«Pur non essendo direttamente coinvolta – ha detto Del Tenno – Regione Lombardia è sempre stata parte attiva per risolvere le problematiche – ha affermato l’assessore regionale lombardo alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno –. Da oggi vorrei inaugurare un nuovo percorso per quest’opera. Ci sono stati numerosi momenti di tensione, ma da entrambe le parti ho riscontrato una volontà molto forte di risolvere i problemi».

Satellite-2Dello stesso parere il presidente lombardo Roberto Maroni: «Abbiamo messo a un tavolo le Ferrovie e la società che deve eseguire i lavori, così è stata trovata l’intesa e ora ripartono i lavori. La Regione sta facendo più di quello che dovrebbe fare per la mobilità e, se tutti facessero come fa la Regione, non ci sarebbero problemi di mobilità».

«Sia chiaro la firma di oggi non è trionfale, c’è ancora molto da fare – ha però precisato Del Tenno –, ma almeno c’è la volontà di tutti di raggiungere l’obiettivo. Si parte dunque con i lavori che attendevamo per la galleria».

«Nel testo viene definita una nuova proposta transattiva volta a risolvere il contenzioso insorto nei rapporti contrattuali tra Rfi, gestore dell’infrastruttura, e Ics, impresa appaltatrice. In particolare, le parti hanno trovato un accordo economico, che mette la parola fine a tutte le riserve avanzate fino a oggi – spiega un comunicato di SatelliteRegione Lombardia –. L’accordo stabilisce la ripresa da parte della Salini delle attività di scavo delle gallerie della Bevera e di Induno che costituiscono l’attività più impegnativa per la fine dei lavori. Considerati i tempi tecnici necessari a riattivare i macchinari, lo scavo delle gallerie partirà a metà aprile. Contemporaneamente si lavorerà alla presentazione dei documenti tecnici necessari ad avviare le procedure amministrative per l’approvazione definitiva dei siti di conferimento delle terre da scavo parte del Cipe.

«Ci aspettiamo che il nuovo Governo approvi velocemente un provvedimento ad hoc per le terre contaminate da arsenico naturale – ha detto Del Tenno riferendosi allo smaltimento dei terreni contaminati che hanno bloccato sinora i lavori –. Le leggi attualmente vigenti stanno infatti allungando i tempi. Serve un decreto che regolarizzi l’iter».

«Per quanto riguarda la fine dei lavori bisognerà attendere il pronunciamento del Cipe sulla localizzazione delle terre da scavo; dopodiché sarà possibile redigere un cronoprogramma dettagliato – conclude la nota –. È comunque impossibile che l’opera possa essere conclusa in tempo per Expo». [md, ecoinformazioni]

Pedemontana: il primo tratto aperto per maggio

pedemontana, tangenziale, A9Del Tenno dichiara che le tempistiche sono rispettate, il primo lotto della tangenziale di Como aprirà invece a settembre.

«I lavori su Pedemontana proseguono rispettando il crono programma – afferma l’assessore regionale lombardo alle Infrastrutture e mobilità Maurizio Del Tenno –. Il Lotto 1 (tratta A e primi lotti delle Tangenziali di Como e di Varese) è pari a circa l’85 per cento».

«In particolare, per quanto riguarda la Tratta A (da Cassano Magnago sulla A8 fino a Lomazzo sulla A9) e lo svincolo di Lomazzo, i lavori stradali sono stati conclusi a fine 2013 – prosegue l’assessore –. Entro aprile 2014 saranno terminate anche le operazioni di collaudo e gli iter autorizzativi per l’entrata in esercizio. Rispetto allo svincolo di Lomazzo, necessario per dare piena funzionalità alla Tratta A, il termine dei lavori (l’avanzamento al 31 gennaio 2014 è pari al 55 per cento circa) è previsto per l’inizio di maggio 2014».

«L’avanzamento, al 31 gennaio 2013, è pari al 75 per cento per il primo Lotto della Tangenziale di Varese e all’80 per cento per il primo Lotto della Tangenziale di Como. La conclusione dei lavori su entrambi i rami è prevista per settembre 2014».

Per quanto riguarda la prosecuzione dell’opera: «I lavori della Tratta B1 sono stati consegnati lo scorso 5 dicembre e sono ora in corso le attività preliminari (bonifiche e altro). Le società interessate stanno concludendo le verifiche». E per i successivi sviluppi Del Tenno dichiara che: «Entro due mesi ci sarà consegnato il progetto del Lotto B2. Come ho sempre detto, quello sarà il momento di incontro con gli Enti locali, per stabilire le necessità e le richieste del territorio». [md, ecoinformazioni]

Zone economiche speciali

lombardia_svizzeraMaroni vuole il confine con la Svizzera come Gioia Tauro.

 

«Al Senato, in Commissione attività produttive, c’è una proposta di legge interessante di iniziativa del Consiglio regionale della Calabria, dal titolo Istituzione di una zona economica speciale nel distretto logistico-industriale della piana di Gioia Tauro – ha affermato Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, prima di aprire i lavori degli Stati generali per il Patto per lo sviluppo a Palazzo Lombardia mercoledì 19 febbraio –. È una proposta che mi piace moltissimo, perché prevede agevolazioni fiscali, riduzioni delle tasse per le aziende e agevolazioni fino al 2017 per le nuove imprese».

«È una proposta di legge fatta molto bene e, per questo, voglio chiedere alle parti sociali di darmi il via libera per presentare, come Regione Lombardia, una proposta analoga per le zone di confine della nostra regione – ha aggiunto Maroni –. Quindi procederemo rapidamente, perché voglio che in quella legge, assieme alla zona di Gioia Tauro, ci siano anche le zone di confine della Lombardia». [md, ecoinformazioni]

«Garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino»

regionelombardia2Questo l’obiettivo di Maroni dopo un incontro con il presidente del Cantone Beltraminelli: «Partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Quello con il presidente ticinese Beltraminelli è stato un incontro molto utile e peraltro già programmato da tempo – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni sull’incontro avuto a Varese con il presidente del Consiglio di stato della Repubblica e Cantone del Ticino Paolo Beltraminelli in una conversazione con i giornalisti all’inaugurazione del Milan Club “LombarDiablo” al 19° piano di Palazzo Pirelli martedì 18 febbraio –: è stata un’occasione per discutere, scambiarci delle opinioni su quanto successo e sulle iniziative da prendere per garantire rapporti di buon vicinato tra la Lombardia ed il Canton Ticino, partendo dal presupposto che non è detto che Roma e Berna abbiano i nostri stessi interessi».

«Insieme al Canton Ticino vogliamo sviluppare un’iniziativa comune – ha proseguito Maroni –. Per quanto ci riguarda, a tutela dei frontalieri e dei Comuni di confine che ricevono i ristorni; mentre il Canton Ticino deve dare soddisfazione alle richieste che arrivano dai cittadini ticinesi. Sembrano posizioni in contrasto le une con le altre ma il nostro compito è quello di trovare una soluzione che sia utile e soddisfacente sia per noi che per loro. Non è facile ma ci vogliamo riuscire». [md, ecoinformazioni]

Maroni: i nostri lavoratori non sono ratti

roberto maroniIl presidente lombardo chiede rispetto per i lavoratori italiani in Svizzera e chiede il coinvolgimento della Regione sui ristorni.

«Abbiamo ottimi rapporti di buon vicinato con il Cantone Ticino, ma gli Svizzeri non possono considerare i lavoratori lombardi come dei topi – ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni riferendosi ai frontalieri, nell’assemblea dell’Alleanza delle cooperative italiane – Lombardia di mercoledì 5 febbraio, con particolare riferimento alla campagna xenofoba ticinese Bala i ratt e al referendum proposta dall’Udc per il 9 febbraio per una rinegoziazione dei trattati con l’Unione europea sulla libera circolazione delle persone –. Sono lavoratori che operano oltre confine, hanno una dignità che va rispettata. Si tratta di persone che svolgono la loro professione, rendendo un servizio alla società ticinese. Senza questi lavoratori, di là, non so cosa potrebbe accadere».

«In casa propria ciascuno è libero di decidere come meglio crede, ma i nostri lavoratori hanno una dignità, che va rispettata – ha proseguito Maroni –. Noi li sosteniamo, come sosteniamo le nostre imprese, creando le condizioni affinché scelgano di restare in Lombardia invece di delocalizzare altrove. Vogliamo un rapporto di leale collaborazione fra Istituzioni, altrimenti ognuno seguirà la propria strada e prenderà le proprie decisioni».

«Noi siamo determinati a far valere le nostre ragioni, sia con gli amici ticinesi sia con il Governo di Roma – ha aggiunto Maroni, che – non può pensare di mettere mano agli accordi di carattere finanziario sui ristorni della Svizzera verso i Comuni lombardi senza coinvolgere la Regione Lombardia. Oggi e domani [5 e 6 febbraio] sarò a Roma, incontrerò diversi esponenti dell’Esecutivo, fra i quali il ministro Saccomanni, al quale dirò esattamente questo».

«Fa bene ad andare a Berna a trattare – ha concluso il presidente lombardo – ma siccome questo accordo ha un impatto diretto sulla nostra regione, sui Comuni frontalieri e sui cittadini lombardi che lavorano in Svizzera, prima di prendere le decisioni deve coinvolgere anche la Regione Lombardia». [md, ecoinformazioni]

Stati generali dell’ambiente a Como

regionelombardia2Terzi: «Qualità dell’aria, gestione dei rifiuti, parchi, bonifiche e acqua sono alcune delle macro aree sulle quali ci siamo confrontati con i rappresentanti del territorio comasco».

«I temi affrontati sono stati scelti in base alle segnalazioni e alle richieste arrivate da associazioni, istituzioni pubbliche e private ed enti locali di vario livello – ha detto l’assessora regionale lombarda all’Ambiente Claudia Maria Terzi durante la quinta tappa degli Stati generali dell’ambiente di mercoledì 5 febbraio tenuto allo Sede territoriale di Como –. Fra le istanze emerse dal territorio c’è il tema della qualità dell’aria e quello dei rifiuti. A questo proposito, siamo in dirittura di arrivo per l’approvazione del Piano regionale di gestione rifiuti (Prgr), col quale puntiamo al 67 per cento di raccolta differenziata, mentre per il trattamento dei rifiuti non saranno realizzati nuovi impianti di smaltimento».

«A proposito della discarica del Bizzarone gli elvetici non ci hanno informato, ma noi non vogliamo subire le loro scelte – ha aggiunto l’assessora –. Saremo al tavolo della Regione Insubrica sul gruppo inerti, che per gli svizzeri contengono anche amianto, cosa per noi inconcepibile». [md, ecoinformazioni]

Patto per la nautica

barcaavelaRiconfermato, aggiornato e ampliato l’accordo del 2011. Melazzini a Como: «Fondamentale fare rete».

«Gli obiettivi principali del sono: aiutare le imprese a raggiungere un sistema produttivo avanzato, flessibile e tecnologicamente all’avanguardia, attraverso la costruzione di reti tra le imprese stesse; incentivare lo sviluppo di sinergie di progettazione, produzione, ricerca, innovazione e internazionalizzazione tra le imprese della nautica e quelle degli altri settori, con il supporto delle istituzioni universitarie e degli enti di ricerca presenti sul territorio; potenziare il ruolo della nautica a sostegno del turismo lariano, anche in considerazione delle opportunità offerte da Expo 2015 Patto – spiega una nota di Regione Lombardia –. Con la firma del Patto Regione Lombardia, in particolare, si impegna a: promuovere strumenti di sostegno allo sviluppo della filiera nautica lariana; riconoscere le parti come interlocutori privilegiati per la realizzazione di iniziative pilota e interventi di sviluppo del sistema produttivo nautica lombarda; accompagnare e sostenere i percorsi autorizzativi degli interventi strutturali e infrastrutturali».

«Como e Lecco sono territori ideali per diventare palestra di interventi innovativi come la sperimentazione di zone a burocrazia zero e gli accordi di competitività – ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive, ricerca e innovazione di Regione Lombardia Mario Melazzini a Como mercoledì 29 gennaio alla firma del Patto per lo sviluppo della nautica lariana aggiornato e ampliato –. Si tratta di azioni che potremo attuare con l’approvazione della nuova legge su “libertà d’impresa e competitività”, prevista nel prossimo mese di febbraio, che contiene molti elementi di semplificazione per le imprese e le istituzioni. Vorremmo che i nostri imprenditori rimangano sul nostro territorio e con la nuova legge potremo avere gli strumenti per invogliarli a restare e a non andare oltre confine». [md, ecoinformazioni]

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