Regione Lombardia

Tracciato Pedemontana

tratta b1 b2 pedemontanaCavalli incontra i sindaci del Basso Comasco, per Gaffuri: «Il progetto deve essere modificato».

 

«La disponibilità ad approfondire, come richiesto da alcuni degli enti locali interessati, un’ottimizzazione del tracciato della variante alle Sp33 e 133 (Trco 11), opera connessa alla Pedemontana nella bassa comasca» come spiega un comunicato di Regione Lombardia è stato «uno dei temi al centro dell’incontro fra l’assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità [Alberto Cavalli] e i sindaci e assessori dei Comuni di Rovello Porro, Rovellasca, Misinto, Lazzate, Cogliate, Ceriano Laghetto e Saronno, nonché i tecnici delle province di Como e Monza Brianza» tenutosi martedì 13 maggio Palazzo Lombardia. Un confronto tenutosi dopo gli accertamenti annunciati dal presidente lombardo Roberto Maroni e una interrogazione alla Camera, sulla sostenibilità finanziaria, della deputata comasca del Partito democratico Chiara Braga.

«Ben venga l’incontro il risultato non è per niente soddisfacente» dichiara però il consigliere regionale democratico comasco Luca Gaffuri, la stessa Regione spiega che: «I Comuni hanno anche avanzato la richiesta di sospendere le attività espropriative, che stanno procedendo con tempi molto ristretti per le valutazioni da parte dei cittadini interessati».

«Avevamo scritto alla Regione per chiedere una modifica del tracciato originale – prosegue Gaffuri – la soluzione alternativa presentata alla regione avrebbe minor impatto per le comunità vicine e prevedrebbe una considerevole diminuzione dei costi, una riduzione del consumo del suolo e la garanzia dell’attività agricola, e un percorso più lineare fatto di sole due rotonde invece delle cinque previste. La nostra proposta eviterebbe, inoltre, un’azione di esproprio in zone residenziali situate proprio lungo il tracciato».

«Settimana prossima sarà riunita la Segreteria tecnica dell’Accordo di programma, alla presenza dei Comuni, delle Province, del concessionario Autostrada Pedemontana lombarda Spa e del concedente Cal Spa – ha annunciato l’assessore – per approfondire tutti gli aspetti delle proposte di variante al tracciato avanzate dai Comuni».

Ma non è soddisfatto il consigliere Pd: «È chiaro dopo ieri che le intenzioni della Giunta rimangono immutate il tracciato rimane confermato nonostante questo comporti espropri e atti di occupazione. Nella segreteria tecnica convocata per settimana prossima saranno ribadite le ragioni del territorio. Urge un intervento da parte della Regione affinché sia valutata un’ipotesi più economica dell’opera prima che di adottino provvedimenti definitivi». [md, ecoinformazioni]

Cambiano i canoni per acque minerali e termali

acquaRegione Lombardia vara nuove regole, fondi stornati dalle Province ai Comuni.

 

«Grazie alle nuove norme, i canoni che fino ad oggi sono stati versati alle Province, poi sulla base di alcuni progetti, eventualmente distribuiti sui territori, arriveranno direttamente ai territori – afferma l’assessora regionale lombardo all’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi a Bergamo mercoledì 30 aprile –. Il canone, il 50% al momento, ma stiamo vedendo se è possibile fare ulteriori modifiche al progetto di legge, verrà versato direttamente nelle casse comunali che ce lo avranno immediatamente a disposizione per le esigenze del loro territorio, anche in vista del fatto che sono sedi di stabilimento di imbottigliamento, piuttosto che termali».

«Tra le novità, inserite del Pdl Razionalizzazione, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 4 aprile, e che ora dovrà ottenere il via libero definitivo del Consiglio regionale nelle prossime sedute, rientrano anche quelle sulla riscossione e la ripartizione dei canoni tra gli enti locali interessati – precisa un comunicato regionale –: dalla Regione alla Provincia, fino ai Comuni, siano essi sede dello stabilimento, oppure semplicemente ricadenti nel territorio interessato dagli effetti indotti legati alla presenza della stessa attività produttiva».

«Il canone che prima veniva versato direttamente alle Province andrà ripartito per il 50% direttamente al Comune, per il 20% alla Provincia a copertura delle spese amministrative e di gestione di tutte le procedure di autorizzazione, mentre il 30% verrà distribuito dalla Regione ai Comuni limitrofi a quelli sedi di stabilimento, per coprire gli eventuali disagi – prosegue Terzi –. I Comuni verranno identificati entro la fine dell’anno con una apposita delibera, pre confronto con i territori interessati. Si tratta di un impegno importante e di un intervento importante che permette ai Comuni di avere l’immediata disponibilità di queste somme che negli anni passati venivano girate dalla Provincia, con gravissimi ritardi dovuti al patto di stabilità. Ad oggi i singoli Comuni che spesso e volentieri sono Comuni montani, avranno la possibilità dal primo gennaio 2015 di poter decidere a cosa destinarli per il proprio territorio. Loro sono quelli che hanno le fonti e gli stabilimenti di imbottigliamento e loro saranno quelli a cui arriveranno veramente i canoni». [md, ecoinformazioni]

«Bene la nuova linea Como Stabio»

gaffuriMa per Gaffuri non basta: «Si pensi al collegamento diretto tra Milano e Lugano delle 7 del mattino».

 

«Apprendiamo con soddisfazione della decisione del Canton Ticino di far ripartire il collegamento ferroviario tra Albate Camerlata e Stabio, via Mendrisio – dichiara il consigliere regionale lombardo comasco del Partito democratico Luca Gaffuri –. È un importante passo avanti che va nella direzione di soddisfare le esigenze di tutti i pendolari, che quotidianamente si spostano per motivi di lavoro e studio dalla Lombardia verso la Svizzera, e di risolvere l’annoso problema dell’aumento delle auto in direzione Svizzera».

«Si tratta, anche, del primo step verso il collegamento ferroviario tra Como e Varese che partirà quando saranno completati i lavori di costituzione della linea tra Stabio e Arcisate, ora in corso – aggiunge il consigliere –. Inoltre le nuove corse sopperiscono alla soppressione del servizio presente tra Albate Camerlata e Como sino allo scorso anno e rendono ancora più significativo il ruolo che avrà il nuovo polo d’interscambio a Camerlata».

Rimane però il problema della diminuzione dei collegamenti internazionali verso la Svizzera: «Una decisione che penalizzerà i pendolari milanesi che si spostano verso il Canton Ticino con l’eurocity delle 7 del mattino, unico collegamento utile per essere a Lugano prima delle 9 che, per mancanza di materiale rotabile, non potrà essere sostituito. Auspichiamo che si trovi quanto prima una soluzione con lo sforzo congiunto di Regione Lombardia e del Canton Ticino». [md, ecoinformazioni]

Pedemontana: Regione Lombardia annuncia accertamenti

tratta b1 b2 pedemontanaCosì il presidente Roberto Maroni ai sindaci coinvolti dai lavori per le tratte B1 e B2.

 

«Il presidente della Regione Lombardia ha incontrato i sindaci della Brianza interessati dai lavori delle tratte B1 e B2 [la prima da Lomazzo a Lentate sul Seveso, la seconda da quest’ultimo a Cesano Maderno] della Pedemontana – spiega un comunicato di Regione Lombardia –. Un incontro che il governatore ha giudicato “positivo” e nel corso del quale i rappresentanti dei municipi hanno più volte confermato l’interesse delle loro Amministrazioni alla realizzazione dell’opera, pur segnalando alcune specifiche criticità».

«Il presidente della Regione ha recepito le preoccupazioni espresse dagli amministratori, avviando una serie di accertamenti e ha proposto una nuova riunione entro la metà di maggio – conclude la nota –. Presente al tavolo anche l’amministratore delegato di Pedemontana Marzio Agnoloni, che ha annunciato, per il prossimo 7 maggio, la presentazione del progetto esecutivo della tratta B2. In seguito potranno poi essere affrontate anche le criticità che afferiscono a quel tratto di autostrada». [md, ecoinformazioni]

Stabio-Mendrisio-Como

logo_tilosbb cff ffsNasce un servizio viaggiatori regionale tra Como/Albate e Stabio, via Mendrisio in attesa dell’apertura della tratta fino a Varese.

 

«La strategia avviata dal Dipartimento del territorio negli scorsi mesi per contrastare gli effetti negativi del traffico pendolare, a favore della viabilità e della vivibilità del Cantone, si arricchisce di un ulteriore tassello – annuncia una nota del Canton Ticino –. Il Consiglio di stato, d’intesa con la Regione Lombardia, ha infatti deciso di istituire un servizio viaggiatori regionale tra Como/Albate e Stabio, via Mendrisio, in collaborazione con Ffs/Tilo e con il sostegno della Confederazione».

«L’importante incremento del traffico veicolare degli ultimi anni – causato dall’aumento della popolazione residente e, in particolare, dei lavoratori frontalieri – ha portato alla congestione della rete stradale nel Mendrisiotto e nel Luganese, specie durante gli orari di punta, al mattino e alla sera – prosegue la nota –. Tra le varie misure elaborate per arginare questo fenomeno, la scorsa settimana il Consiglio di stato ha approvato la modifica del Regolamento della Legge sullo sviluppo territoriale, nella parte che riguarda i posteggi privati (art. 51-62). Un’ulteriore misura per sgravare le strade del Sottoceneri e proporre alternative alla mobilità individuale si aggiunge ora, con la decisione di istituire un servizio viaggiatori regionale tra Como/Albate e Stabio, via Mendrisio».

Più precisamente: «La nuova offerta coprirà le ore di punta del mattino, fra le 5 e le 8, e del pomeriggio, fra le 16 e le 19, con un treno ogni ora da Mendrisio a Como, e viceversa, e uno ogni 30 minuti tra Stabio e Mendrisio.

«Il Consiglio di Stato intende in questo modo cogliere l’opportunità offerta della conclusione – avvenuta secondo il programma – dei lavori di costruzione sul lato svizzero della tratta ferroviaria, per compiere un primo passo in vista dell’apertura completa – conclude lo scritto –. L’auspicio è che l’adozione progressiva di ulteriori misure accompagnatorie possa incentivare forme di mobilità più sostenibili e migliorare la qualità di vita della popolazione». [md, ecoinformazioni]

Rete di imprese fra Lombardia e Canton Ticino


lombardia ticinoLa proposta di Gaffuri che chiede a Regione Lombardia di: «Attivarsi per rendere velocemente realizzabile e agevolare il progetto di reti di imprese e di interscambio».

 

«La Commissione speciale rapporti tra la Lombardia e la Confederazione elvetica ha audito oggi, giovedì 17 aprile 2014, la Camera di commercio italiana per la Svizzera in merito ai provvedimenti del Gran consiglio del Canton Ticino riguardo la libera circolazione dei lavoratori frontalieri e ai rapporti economici tra imprese a cavallo dei confini – precisa una nota del Partito democratico lombardo –. Erano presenti il presidente Vincenzo Di Pierri, il segretario generale Fabrizio Macrì e il consulente Giovanni Moretti».

«Gli interventi che abbiamo ascoltato sono stati davvero interessanti perché ci hanno dato una prospettiva nuova da cui guardare la questione – dichiara il consigliere regionale comasco Pd Luca Gaffuri –. La Camera di commercio e i suoi consulenti ci hanno parlato della grande necessità della Svizzera di tenere i rapporti con l’Italia da un punto di vista economico, anche perché quello elvetico è il quarto mercato di destinazione al mondo per le esportazioni italiane. Ma poiché il Canton Ticino pare aver quasi esaurito gli spazi per nuove attività, il suggerimento che ci è venuto da chi vive quella realtà è di fare rete di imprese, attivare collaborazioni, creare interscambi. Questo è vero, ci è stato detto, soprattutto per il settore meccanico, ma gli esempi portati erano riferiti anche ai produttori di componentistica idraulica e all’alta tecnologia. E non da ultimo il settore medicale».

«Attivare collaborazioni tra imprese di settore al di là e al di sopra dei confini potrebbe far superare la situazione critica e penalizzante verso lavoratori e aziende italiane, a causa delle scelte della politica ticinese, e d’altra parte potrebbe rispondere a quella esigenza di reciprocità che viene dallo stesso Cantone di lingua italiana, le cui imprese sarebbero interessate a lavorare in Italia, ma si scontrano con la nostra burocrazia – prosegue il consigliere democratico –. E d’altra parte, potremmo sostenerci a vicenda nell’allargamento dei mercati. Solo uniti si può andare oltre il Gottardo ed essere competitivi». [md, ecoinforazioni]

Fondazione Minoprio centro vitivinicolo

fondazione minoprioIl centro regionale per la formazione in campo florovivaistico si fonderà con il Centro vitivinicolo provinciale di Brescia.

 

«Fondazione Minoprio è destinata a diventare un punto di riferimento per il vitivinicolo a livello regionale e questo è solo il primo passaggio del progetto» afferma l’assessore regionale all’Agricoltura lombardo Gianni Fava.

«Si tratta di un progetto partito dal territorio, dai consorzi della provincia di Brescia, come ha sottolineato Mauro Tognoli [vicepresidente del Centro vitivinicolo provinciale di Brescia], che va ad arricchire i comparti forti della Fondazione Minoprio sotto il profilo della sperimentazione e della ricerca. In un settore, quello dei vini, che vede la Lombardia unica tra le regioni italiane a registrare una crescita annua dell’export dell’11,6 per cento».

La Coldiretti di Como e Lecco ha rilevato che «sempre più giovani enologi: arrivano anche dalle province lariane» e «più in generale, sono i giovani lombardi a sognare sempre più un futuro in vigna». Infatti: «Tra il 2010 e il 2014, all’Università Statale di Milano, le iscrizioni al corso di laurea di primo livello in Viticoltura ed enologia hanno fatto registrare un boom del 38 per cento», passando «dai 319 dell’anno accademico 2010/2011 ai 440 attuali». Una laurea con buone prospettive di lavoro «con l’82,5 per cento dei laureati che è occupato a cinque anni dalla conclusione del ciclo di studi contro il 74,2 per cento di quelli del gruppo giuridico, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Almalaurea».

«Secondo i dati della Camera di commercio di Milano relativi al 2013 – spiega Coldiretti per il vitivinicolo – in Lombardia nell’intero comparto operano 4.457 imprese, in calo del 3,7 per cento rispetto al 2009, mentre gli addetti sono circa 6.300. La coltivazione di uva è la prima attività con quasi 3.200 imprese, di cui oltre 1.700 in provincia di Pavia. Le altre zone maggiormente vocate alla produzione sono: Brescia, Sondrio, Bergamo e Mantova. Tra le zone di eccellenza c’è anche quella del San Colombano, l’unico vino doc di Milano. Di nicchia la viticoltura delle nostre province, dove si produce l’Igt Terre Lariane».

«Con la riforma degli Enti provinciali dobbiamo trovare soluzioni logiche a Enti che, fino a oggi, gravitavano attorno alle Province, pur operando in autonomia – ha concluso l’assessore regionale –. E, tra i soggetti ideali, la fondazione Minoprio si presentava con le carte in regola per efficienza e capacita di autogestione». «La Fondazione Minoprio sarà sempre più centrale e questo allargamento dei servizi ne è la dimostrazione – ha precisato Fava – . Mi piacerebbe, entro la fine del mandato, razionalizzare i servizi sul territorio regionale, perché troppa gente fa le stesse cose. Questa struttura regge, perché è in grado di sostenere i costi e di funzionare: diventerà certamente un polo di eccellenza dei servizi lombardi al florovivaismo, alla formazione professionale e si allargherà a un comparto che in questo momento vive una fase straordinaria». [md, ecoinformazioni]

SmartFuSION

smartfusionDal 5 al 10 maggio Como prova: «Un nuovo modello di logistica urbana più efficiente, meno inquinante».

 

Dopo il fallimentare tentativo di Merci in centro il capoluogo lariano riprova a ripensare la logistica della Città murata: «Tra il 5 e il 10 maggio, partirà a Como la sperimentazione del progetto Smart Urban Freight SolutIONs (SmartFuSION), cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del 7° Programma quadro e dedicato allo studio di un nuovo modello di logistica urbana più efficiente, meno inquinante e in grado di ridurre la congestione da traffico nel centro città».

«Il progetto, diretto dall’Università di Newcastle, vede la partecipazione di Regione Lombardia e di altri 13 partner, tra cui il Centro Ricerche Fiat e il gruppo Ptv, specializzato in software per la pianificazione del traffico – spiegano da Palazzo Cernezzi –. Como ospiterà la sperimentazione insieme a Berlino e alla stessa Newcastle. La città lariana è riconosciuta dai partner del progetto una best practice».

«Il progetto prevede che un veicolo elettrico venga utilizzato per effettuare le consegne delle merci ai negozi del centro e della convalle partendo da una base che sarà allestita all’autosilo Valmulini – prosegue la nota –. Il veicolo sarà dotato di una strumentazione specifica che permetterà al conducente di pianificare il proprio giro di consegna in tempo reale, ottimizzando il consumo di energia per la trazione del mezzo: efficienza, economicità e sicurezza sono le parole chiave dell’operazione. La partecipazione dei commercianti, sui quali non ricadrà alcun costo aggiuntivo e che non subiranno ritardi nella consegna delle merci, favorirà la buona riuscita della sperimentazione con evidenti ricadute positive sulla città in termini di riduzione di inquinamento, congestione del traffico dentro e fuori le mura e vivibilità del centro storico».

«La città di Como, insieme a Berlino e Newcastle, è una delle città scelte per la dimostrazione delle funzionalità delle innovazioni e ha come partner italiani il Centro ricerche Fiat e il Gruppo Clas dell’Università Bocconi di Milano – ha sottolineato l’assessore al Commercio, turismo e terziario di Regione Lombardia Alberto Cavalli, intervenuto in un incontro in Camera di Commercio a Como giovedì 10 aprile –. Le finalità del progetto sono: incentivare lo smistamento urbano-interurbano di merci attraverso l’utilizzo di veicoli elettrici e ibridi; stimolare l’acquisizione delle innovazioni da parte del mercato della logistica; sviluppare strumenti di analisi che consentano ad altre città-regioni e filiere di distribuzione merci di analizzare le probabilità di successo e i benefici derivanti dall’applicazione di queste innovazioni, al loro territorio».

Presenti all’incontro: «Anche gli assessori del Comune di Como Gisella Introzzi (Attività Produttive), Daniela Gerosa (Mobilità) e Bruno Magatti (Ambiente) concordi nell’augurarsi che il numero dei commercianti aderenti continui ad aumentare».

La Commissione europea sta investendo 4.056.337 euro, da aprile 2012 a settembre 2015, e Regione Lombardia riceverà 133.920 euro, cofinanziando per 59.860 euro. [md, ecoinformazioni]

Contro la variante della Tremezzina

no variante tremezzinaIl Movimento 5 stelle prende ancora posizione contro l’opera viabilistica, «per una variante che attraversi la montagna non ci sono soldi e non si troveranno» dichiara il consigliere regionale Buffagni.

 

«La ventilata variante per risolvere i problemi di traffico sulla Statale Tremezzina è ormai assurta a obiettivo strategico per la campagna elettorale delle amministrative tra deputati che si candidano a sindaco per trovare i finanziamenti a Roma e promesse dell’assessore regionale all’Ambiente Terzi di non gettare i detriti derivanti dagli scavi nel lago ma di farli pervenire in Valtellina o, via chiatte, in un deposito – si legge in un comunicato del Movimento 5 stelle lombardo –. Qualcuno ha addirittura paventato l’ipotesi di usare i detriti degli scavi per fare un isola artificiale nei pressi di Argegno; qualcuno confonde il Lago di Como con città artificiali in medio oriente, ma più che Dubai noi vediamo solo “du baii”, intese come bugie, nel raccontare questo intervento».

«È un film dell’orrore infinito quello che coinvolge la soluzione dei problemi Tremezzina – afferma il consigliere regionale lombardo pentastellato Stefano Buffagni –. Dai politici e dai candidati arrivano le solite false promesse e inutile propaganda elettorale. Sono gli stessi strumenti di sempre che hanno devastato il Comune di Como come l’orrendo muro sul lungo lago e la Ticosa che non sono ancora finiti, se mai finiranno. La realtà è che per una variante che attraversi la montagna non ci sono soldi e non si troveranno; non sono in grado di garantirli nemmeno per il raccordo di tangenziale della Pedemontana che è stata stoppata a lavori già ampiamente avviati, figuriamoci per il resto».

«Avviare gli scavi senza i fondi darebbe il colpo di grazia al turismo nella zona con cantieri aperti per decenni. Sarebbe ben più utile e opportuno che i politici informassero concretamente la popolazione sulla possibilità di risolvere i problemi della Tremezzina fin da ora con interventi non impattanti per il suolo, il turismo e lontani dalle speculazioni – aggiunge il consigliere, che conclude –. Basterebbe davvero poco: una navigazione aggiornata puntuale efficiente, un trasporto merci sensato e mezzi pubblici puntuali. Non tolleriamo che i cittadini vengano illusi con promesse da marinai che disegnano opere finite tralasciando di elencare ed evidenziare tutti i problemi che questi lavori creerebbero per il tessuto sociale ed economico del lago per i prossimi decenni con questo cantiere infinito. Realmente i “laghé” vogliono far la fine del loro capoluogo a forza di promesse che i partiti non possono mantenere?». [md, ecoinformazioni]

L’assessore Fava: Villa Carlotta verso Expo

villa carlottaFava: «Potrebbe servirci per ospitare una serie di iniziative».

 

«Il rilancio della botanica e dell’olivicoltura su questa parte di lago è una componente fondamentale di sviluppo – ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, visitando Villa Carlotta a Tremezzo, assieme a Giuseppe Elias, del comitato direttivo dell’ente Villa Carlotta, e la presidente Maria Vittoria Bianchini – che passa attraverso una serie di progetti che stanno realizzando e per cui non mancherà il sostegno di Regione Lombardia».

«Si tratta di una struttura all’avanguardia sotto tutti i punti di vista e tra le migliori sotto il profilo gestionale e operativo – ha aggiunto –. Hanno bisogno tuttavia di diventare punto di riferimento di quel mondo che guarda alla multifunzionalità come collante di turismo, arte, storia, e tutto ciò che è gusto e tradizione, e che va collegato in un progetto unico da esportare nel mondo».

«Un luogo, un punto di riferimento straordinario – ha concluso l’assessore –che potrebbe servirci per ospitare una serie di iniziative in vista di Expo. Sicuramente uno dei migliori biglietti da visita del territorio lombardo, dobbiamo utilizzarlo al meglio». [md, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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