Mese: Febbraio 2014

Piazza Roma / Identità e futuro

piazza roma comoLaboratorio di idee per uno spazio ritrovato alla Sala del Broletto di Como, in piazza del Duomo, organizzato dalla lista Como civica, domenica 16 marzo alle 9.30, presentazione dell’incontro, alle 10 interventi degli ospiti, alle 12, alle 13, alle 17 conclusioni e primi elaborati.

 

«L’introduzione della nuova Zona a traffico limitato ha riportato all’attenzione dei cittadini questo luogo centrale e allo stesso tempo dimenticato – dichiarano gli esponenti della lista civica che sostiene la maggioranza di centrosinistra a Palazzo Cernezzi –. Ora, liberata la piazza dal traffico privato, si presenta l’opportunità e l’urgenza di ripensarne il ruolo urbano e la funzione sociale. La lista Como civica organizza una giornata di studio invitando operatori culturali, esperti di temi urbani e semplici cittadini [tra cui gli assessori all’Urbanistica Lorenzo Spallino e alla Mobilità Daniela Gerosa] al confronto e allo scambio di opinioni sul futuro di questo brano di città».

«Ai singoli interventi e al dibattito farà seguito, per chi vorrà partecipare, un laboratorio di sviluppo progettuale degli argomenti discussi – termina la presentazione –. L’intento è quello di condividere idee e proposte che possano essere da stimolo alla città e all’Amministrazione comunale per affrontare la riqualificazione degli spazi pubblici con coraggio e rinnovata consapevolezza».

L’appuntamento su facebook. [md, ecoinformazioni]

Prelievo del 20 per cento/ Il ministero blocca

como a 5 stellePer il M5s i frontalieri: «In Svizzera chiamati “topi”, in Italia trattati come polli da spennare». Ma il Ministero dell’economia chiarisce con una nota che il prelievo è bloccato. 

«È entrato in vigore il primo febbraio il provvedimento che prevede il prelievo del 20 per cento dai bonifici provenienti dall’estero ed indirizzati a conti correnti italiani – ricorda il Movimento 5 stelle comasco –.
Adusbef e Federconsumatori insorgono contro questa misura – legge 97/2013, un regalo del governo Letta – applicabile anche ad esempio a donazioni (il parente all’estero che aiuta la famiglia) o restituzione di prestiti! Escluso da questa trattenuta è il reddito da lavoro e quindi ci si potrebbe aspettare che questa norma non vada a colpire i frontalieri.
Ma ecco la prima stortura: spetta al frontaliere l’onere di comunicare alla banca che i bonifici in entrata sul proprio conto corrente sono derivanti da lavoro estero… come a dire “sei colpevole fino a quando non dimostri il contrario”.
La seconda stortura è data dalla tempistica all’italiana: le banche sono obbligate dal primo febbraio ad effettuare questa trattenuta, ma non sono ancora preparate a ricevere e valutare le autocertificazioni dei frontalieri che vengono richieste su moduli forniti dalla banca stessa ma non ancora disponibili!»

«Nel frattempo il prelievo va in ogni caso effettuato ed il contribuente dovrà poi richiedere la restituzione dell’imposta non dovuta – denunciano –.
Il frontaliere che lavora all’estero ma vive, consuma in Italia e partecipa attivamente all’economia italiana si trova quindi a percepire una parte di stipendio in liquidità ed un’altra parte in crediti dallo Stato… e tanti auguri!»

Una situazione segnalata in Regione e in Parlamento dai pentastellati per: «Un problema urgente che può costituire un vero e proprio furto ai danni dei frontalieri con conseguenze non irrilevanti all’economia locale». [md, ecoinformazioni]

Filcams: rieletto segretario Ivan Garganigo

logo1Il direttivo della Filcams provinciale ha rieletto segretario per il secondo mandato Ivan Garganigo. «La crisi che stiamo attraversando interessa anche il nostro territorio – ha detto Garganigo nella relazione introduttiva – il commercio e i servizi stanno soffrendo al pari degli altri. Da un lato si verifica la contrazione e lo smagrimento di alcuni settori storicamente molto importanti per la nostra economia, come le attività di vendita non ricomprese all’interno della grande distribuzione o tutta la filiera del settore auto; dall’altro i dati della Camera di Commercio registrano dati positivi, in termini di presenze e arrivi, del turismo. In questo campo, rimane però ancora insufficiente l’offerta, quasi esclusivamente imperniata sul turismo di alto livello». « Discorso a parte – ha continuato il sindacalista – merita l’Ente Bilaterale del Commercio e del Turismo, diventato negli anni uno strumento a servizio dei lavoratori e delle imprese con interventi di sostegno al reddito e con finalità mutualistiche e di assistenza alle famiglie».

«La Filcams di Como – ha concluso Garganigo – ha incrementato i propri iscritti, da 2740 nel 2009 a quasi 3700 nel 2013: potremmo diventare a breve la prima categoria tra i lavoratori attivi. Per questa ragione abbiamo sviluppato ancora di più la nostra presenza sul territorio, ampliando il numero degli sportelli». [aq, ecoinformazioni]

A febbraio 240 lavoratori licenziati nel Comasco

LavorosospesoLa sottocommisione ammortizzatori sociali della Provincia di Como ha approvato la lista di mobilità del mese di febbraio 2014. Sono 240 (per il 61, 7 % uomini e 38,3% donne) i lavoratori licenziati da aziende che occupano + di 15 dipendenti ed inseriti nella lista ex legge 223/1991. Il 160,8% in più rispetto a gennaio

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Viale per Tsipras/ Un’altra Europa è possibile

Laltra-europa-con-TsiprasRilanciamo, dalla mailing list  Democrazia economica di Luca Michelini, l’intervento di Fausta Bicchierai tra le attiviste comasche della lista L’altra Europa con Tsipras, un invito alla partecipazione all’incontro con Guido Viale di venerdì 21 febbraio, alle 20.45 al Centro Civico Cascina Massée in via S. Antonino 2 a Como-Albate.

«È nata la lista di cittadinanza autonoma L’altra Europa con Tsipras. È nata nel silenzio tombale dell’informazione mainstream che si guarda bene dal darne notizie intelleggibili ai suoi lettori, silenzio paradossale se si considera tra l’altro che i promotori e i firmatari sono pubblicisti di fama, regolarmente ospitati. Valga per tutti l’esempio di Repubblica e di Barbara Spinelli, promotrice, o Maltese, Freccero, Serra, che hanno aderito all’appello L’Europa al bivio, piattaforma iniziale per la costruzione del progetto.

D’altra parte, nell’informazione minoritaria e on line, come nell’ambito della sinistra radicale, il progetto lista per Tsipras ha avuto ampia risonanza, suscitato dibattito (e polemiche prevalentemente di stampo identitario), diventando anche occasione rinnovata per un flusso di analisi, studi e notizie circa la UE e le sue politiche, i trattati, l’assetto istituzionale, che contribuiscono a chiarire la fisionomia dell’Europa e la relazione tra le dinamiche politiche ed economiche e il nostro vivere quotidiano. Insomma quello che tutti dovremmo sapere.

Non a caso nel nostro paese nasce una proposta di lista di cittadinanza per le elezioni europee del 25 maggio prossimo e non a caso si rifà alla leadership di Alexis Tsipras.

Siamo stretti tra una legge elettorale incostituzionale e la prospettiva di una nuova legge equivalente. Provati da un processo di svuotamento degli istituti della democrazia a partire da quello parlamentare. Inchiodati nella scelta tra programmi che confluiscono concretamente nelle larghe intese e nell’accettazione completa dell’orientamento di politica economica della Ue da una parte, e un’opposizione 5stelle che combatte sì duramente all’opposizione ma non fa tentativi per costruire e che per di più dell’Europa si disinteressa, dall’altra.

Per chi pensano di votare le cittadine e i cittadini italiani? Infatti non votano. La tendenza all’astensione è stata confermata appena ieri dalle percentuali delle votazioni sarde.

Se all’esperienza diretta dell’inefficacia del voto si aggiunge l’opacità dell’informazione che con diverse sfumature dà per fenomeno inevitabile l’esistente (e quindi la disoccupazione, l’aumento della concentrazione della ricchezza, l’allargarsi delle condizioni di povertà assoluta e relativa… ) e per inevitabile la terapia dell’austerity (solennemente avallata dai messaggi del capo dello stato e dai titoli impudichi su “lacrime e sangue” che tutti ricordiamo), una specie di castigo divino per lo spreco che ha accompagnato le politiche di welfare, la rassegnazione all’impotenza è una condizione consapevolmente o inconsapevolmente accettata dai più. Che è come dire: abbiamo perso di fatto il diritto di voto, inutile provarci.

Che cos’ha di nuovo la lista Tsipras? Ecco per prima cosa, condividendo personalmente la percezione dell’impotenza, direi proprio questo: restituisce un senso al diritto di voto.

Su tre piani.

1) Il programma Della dichiarazione programmatica di Alexis Tsipras, candidato per la Sinistra Europea, mi piacerebbe segnalare le tre priorità della premessa.

La prima Porre fine all’austerità e alla crisi, declinata poi nei 10 punti programmatici, che prendono come riferimento una politica economica possibile e necessaria in alternativa all’orientamento neoliberistico attuale che non è certo l’unico possibile, a dispetto di una propaganda monocorde e spesso incompetente.

La seconda Mettere in moto la trasformazione ecologica della produzione, che riconosce la centralità della questione ambientale come criterio orientante anche per la pianificazione macroeconomica e segnala le più che inquietanti prospettive del patto transatlantico (USA-UE) in costruzione mediante trattative secretate.

La terza Riformare le politiche dell’immigrazione in Europa, che contiene sia un significativo richiamo culturale e sociale alla solidarietà e l’indicazione delle misure necessarie per realizzarla sia l’obiettivo della riconquista (o conquista, data anche l’imperfezione degli istituti di un’Unione nata in prima istanza come mercato comune) della democrazia parlamentare, e quindi, in ultima analisi, di una gestione “politica” della UE.

Cito per la semplicità e chiarezza una parte della sintesi finale del programma.

“Dobbiamo alterare l’equilibrio del potere politico, per poter cambiare l’Europa. Il neo-liberismo non è un fenomeno naturale, né è qualcosa di invincibile. È solo il prodotto di scelte politiche in un particolare equilibrio storico di forze. Deve la sua longevità alle politiche degli anni ’90 che hanno favorito i principi neo-liberisti e contemporaneamente una progressiva deriva verso destra. Per molti europei, i pincipii socialdemocratici sembrano l’eco di un’era passata. Il disagio sociale provocato dalla crisi e lo scetticismo dell’elettorato verso la politica hanno condotto la loro strategia ad uno stallo. I socialdemocratici non possono permettersi di perdere tempo. Qui ed ora, devono fare uno storico passo in avanti per ridefinirsi nella percezione e nella coscienza pubblica come una forza della sinistra democratica, in opposizione al neo-liberismo e alle fallimentari politiche del Partito Popolare Europeo e dell’Alleanza Liberale. O, come è stato accuratamente detto, diventando una forza politica “disposta ad essere tanto radicale quanto la stessa realtà”.

L’Europa è arrivata ad un bivio critico. Nelle elezioni europee del 25 maggio, due chiare alternative per il presente ed il futuro sono sul tavolo: o rimaniamo immobili con i conservatori e i liberisti, o ci muoviamo avanti con la Sinistra Europea. O acconsentiamo allo status quo neo-liberista – fingendo che la crisi si possa risolvere con le stesse politiche che l’hanno causata – o guardiamo al futuro rappresentato dalla sinistra europea.”

Un voto quindi per obiettivi necessari e possibili.

2) Il mercato Il mercato, a dispetto di quanto viene propagandato, non è libero ma dominato dalle grandi corporation che con la finanza globale dettano legge. Ma come possono farlo? Possono farlo, in Europa ad esempio, anche e soprattutto grazie al processo di liberalizzazione finanziaria (la deregulation, termine improprio perché realizzata con migliaia di “regole”), un processo articolato in provvedimenti normativi emanati dai singoli Stati europei e dall’Unione. Come dire che gli organismi di governo nazionali e la governance europea hanno consegnato a mercato e finanza una parte fondamentale del potere di cui sono ora forti e, per quello che riguarda la finanza, addirittura le condizioni per esistere nella sua attuale forma ipertrofica.

Così come la concentrazione delle ricchezze e l’impoverimento diffuso hanno molto a che vedere con il processo di detassazione di patrimoni e alti redditi scatenato in Europa e Usa negli ultimi decenni del secolo scorso.

Tutti interventi istituzionali, di istituzioni soggette all’espressione del voto dei propri cittadini/e.

Il voto è necessario e utile se, sostenendo un programma pensato per i bisogni e la vita di tutti e non per l’interesse di pochi, vuole restituire alle istituzioni corretti obiettivi per il proprio ruolo normativo.

3) L’Europa In Europa oggi si gioca moltissimo della partita politica e sociale, tanto più nel momento in cui contare nel proprio Paese attraverso il voto è diventato altamente improbabile. Votare alle elezioni europee, dunque, significa dare efficacia al proprio voto.

Quella che molti definiscono l’avventura della lista italiana per Tsipras è un’opportunità.

Ed è anche un percorso e una sperimentazione.

La dignità intellettuale e la competenza dei promotori è, mi sembra, fuori discussione e l’appello lanciato per la lista che ha ora il nome ufficiale L’altra Europa per Tsipras ha preso atto dell’impossibilità di una sinistra radicale italiana frantumata e impopolare, nel senso letterale del termine, di coinvolgere in una riflessione comune e senza pregiudizio identitario l’elettorato astensionista nelle sue diverse possibili motivazioni. L’ha invitata, nel contempo, ad essere partecipe del progetto a patto di una reale collaborazione e apertura e di un reale e significativo passo indietro (necessario per poter compiere passi avanti: è la sintesi di Tsipras stesso, che ripropone nella dimensione europea l’esperienza di ritrovata collaborazione delle sinistre nella Syriza greca). Come detto la polemica su questo non manca. In ogni caso la lista non accetterà candidature di esponenti di primo piano dei partiti, né di persone che abbiano ricoperto ruolo di parlamentari o di consiglieri regionali negli ultimi dieci anni.

Sottolineerei al proposito la necessità di rivolgersi e comprendere nel proprio percorso le aree di popolazione massacrate da questa crisi e dalle ricette anticrisi, che sono tanto più ampie della percentuale ristretta di elettori tradizionali della sinistra radicale.

L’ammissione della lista alla scheda elettorale del 25 maggio comporta la raccolta di 150.000 firme, come da normativa, entro il 15 aprile e la scommessa di una campagna elettorale (anche in contemporanea alla raccolta) che si prospetta appunto nel silenzio dei grandi media.

Quella che si sta muovendo è quindi davvero e paradossalmente una dimensione popolare e trasversale, che si articola in comitati territoriali di sostegno alla lista. Come quello nato a Como. Un’impresa difficile, ma speriamo non impossibile, arrivare alla scheda elettorale e raccogliere i voti sufficienti per eleggere uno o più rappresentanti. Ma l’effetto riflessione comune, discussione, attivazione di scambi e socialità mirata è un’esperienza di valore ed è possibile che consenta un lavoro efficace e, forse, un successo.

Un’ultima notazione. Non credo che sfugga il valore simbolico della candidatura di Alexis Tsipras, greco, leader di una risposta coraggiosa, solidale, resistente, unitaria nella Grecia sconvolta dalle misure anticrisi somministrate dalla UE.

Il Comitato territoriale Como per Tsipras ospita Guido Viale, un promotore e garante della lista (con Camilleri, Florers D’Arcais, Gallino, Revelli e Spinelli), con particolare entusiasmo, per l’interesse dei suoi studi e saggi, negli ultimi anni orientati a sottolineare una connessione necessaria tra ambiente-giustizia sociale-economia di territorio, connessione che riflette tra l’altro la realtà di un impegno diffuso e attivo per associazioni e organismi della società civile.

Particolarmente attivo anche nella difficile organizzazione per l’affermazione de L’altra Europa con Tsipras, presenterà contenuti e modalità di questo progetto e ne discuterà con il pubblico.[Fausta Bicchierai, dalla mailing list di Democrazia economica]

Arci/ Ucraina solidarietà contro autoritarismo e nazionalismo

image001La solidarietà dell’Arci alle forze democratiche ucraine, strette fra autoritarismo e nazionalismo. Insieme, anche nei momenti difficili, per l’Europa della democrazia e dei diritti. Leggi nel seguito il testo del documento Arci.

«Frequentiamo le organizzazioni democratiche della società civile ucraina sin dai primi anni di vita dei Forum Sociali Europei. Abbiamo cercato nell’ultimo decennio di favorire in tutte le occasioni lo sviluppo delle loro relazioni con le altre organizzazioni sociali europee. Seguiamo il loro impegno costante per i diritti sociali, e contro il riemergere del nazionalismo e della destra estrema.

Siamo a loro legati non solo da vincoli di solidarietà, ma da forti interessi comuni, convinti che solo da una omogeneizzazione verso l’alto di diritti e democrazia in tutto il continente possa venire garantito un futuro di pace, diritti e dignità per tutti gli europei.

Troppi, nelle istituzioni e non solo, hanno agito in questi anni considerando i paesi dell’Europa orientale unicamente come territori da controllare per interessi geo-politici e da colonizzare con le delocalizzazioni.

Unione Europea e Russia si sono purtroppo confrontate sullo stesso terreno e con analogo spirito, contendendosi pezzi di territorio europeo senza considerare le vocazioni e le esigenze dei loro popoli e delle loro comunità – costrette in tutta l’Europa dell’est a fare i conti con un presente sempre più lontano, in termini di democrazia e di diritti reali, dalle aspettative seguite al crollo del Muro di Berlino.

Oggi, di fronte ai morti e alle violenze che tornano ad incendiare Piazza Maiden a Kiev, facciamo nostre prima di tutto le quattro richieste dell’appello promosso dalla “Rete Europea contro l’estrema destra”:

“condanniamo la violenza e la repressione del governo Yanukovich; rinnoviamo l’impegno a sostenere le forze democratiche e progressiste della società civile ucraina; chiediamo a tutte le parti in conflitto di astenersi dall’uso della forza perché essa aiuta la destra e i militaristi; invochiamo l’apertura di un dialogo aperto, trasparente e democratico fra le forze della società civile civilizzata sulle riforme necessarie.”

Alla Unione Europea e alla Russia, che portano ciascuna grandi responsabilità, ora spetta l’onore urgente di una forte iniziativa politica, di concerto con le Nazioni Unite, per fermare la guerra civile in Ucraina.

È il tempo della politica, che è la capacità di costruire un progetto di uscita dalla crisi e i passi per realizzarlo. Sappiamo che non è facile che ciò sia messo in campo da istituzioni e governi per i quali l’interesse ha preso da tempo il sopravvento sul bene comune. Ma questa è la sola via per evitare che, ancora una volta, la guerra incendi la nostra terra comune.

Alle forze democratiche ucraine, strette fra autoritarismo e nazionalismo, tutta la solidarietà e la vicinanza della nostra associazione. Insieme, anche nei momenti difficili, per l’Europa della democrazia e dei diritti». [Arci, presidenza nazionale]]

Radici e ali di cittadinanza attiva a Como Borghi

Panorami-03bbL’enorme spazio della caserma De Cristoforis da anni sottratto alla città e che potrebbe da solo risolvere molti dei problemi sociali del territorio sarà almeno per una volta riaperto ai cittadini e alle cittadine del quartiere di Como Borghi venerdì 21 febbraio alle 18. Tutti e tutte sono invitati nella caserma di piazzale Monte Santo 2 a Como alla presentazione del progetto Radici e Ali per esserne coinvolti e farsi partecipi del processo di vita attiva che si sta innescando nel quartiere. [Presto on line tutte le informazioni su ecoinformazioni].

Politiche di welfare e sanità regionale

welfarselSi è aperto con l’intervento di Marco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel di Como, il 19 febbraio alla Circoscrizione 6 di Como, l’incontro Politiche di welfare e sanità regionale, su welfare e sanità con: Manuela Serrentino (Forum regionale salute Sel), Antonio Muscolino (Medicina democratica), Bruno Magatti (assessore alle Politiche sociali del Comune di Como), Carlo Eboli (delegato Cgil Valduce), Marco Lorenzini (coordinatore provinciale di Sel Como). Presto on line sul canale di eco informazioni i video della serata che ha visto la partecipazione di una ventina di persone.

 

Guido Viale/ A Como Per Tsipras

guido vialeGuido Viale parlerà  alla Cascina Massèe in via S. Antonino 4 a Como-Albate venerdì 21 febbraio alle 20.45. Sarà possibile approfondire con uno dei sei garanti della lista di cittadinanza che sostiene la candidatura del leader del partito della sinistra greca Syriza Alexis Tsipras,  il progetto e le modalità della nuova avventura politica che, superata la disastrosa avventura di Rivoluzione civile,  tenta una nuova via  nella quale cittadini, cittadine e forze politiche della sinistra sperimentano un percorso comune e condiviso. [Presto on line su ecoinformazioni] Di seguito riportiamo dal sito della lista quanto dichiarato il 12 febbraio da Viale in chiusura dell’incontro con le associazioni a Roma.

«Guido Viale ha concluso evidenziando quattro punti:

  1. Garanti o facilitatori? I promotori finora sono stati dei facilitatori per collegare Tsipras e quello che rappresenta (Syriza, Resistenza Greca, opposizione ai memorandum, radici greche della cultura europea) al progetto di restituire una rappresentanza ai milioni di italiani democratici e colpiti dalla crisi che non ce l’hanno più. Questo progetto ha incontrato, e incontra molti ostacoli, ma adesso è arrivato a un punto di non ritorno. Da oggi i promotori, con Tsipras, sono soprattutto garanti che non ne venga snaturato il carattere autonomo, inclusivo, unitario, apartitico.
  2. I promotori non hanno un’organizzazione da difendere o con cui portare avanti il progetto. Le gambe della lista sono quelle dei movimenti che la sostengono e la caratterizzano. Per questo è una lista “dei movimenti” e non “dei professori” (che tra i sei promotori sono solo 2.
  3. Il metodo delle  candidature proposte è il più partecipato e il più aperto e per questo il più democratico possibile. Non è solo questione di tempo. In una situazione in cui le liste vanno composte rispettando una pluralità di criteri, il voto in assemblea rischia di scatenare solo risse 8ne abbiamo avuto esperienza) e le cosiddette primarie on-line non garantiscono né una lista equilibrata né un confronto ragionato.
  4. Il dopo è il dopo. Noi non stiamo lavorando per creare un nuovo partito né per rimettere insieme “i cocci della sinistra”. Lavoriamo per restituire una rappresentanza parlamentare e un punto di riferimento in Europa, il terreno fondamentale dello scontro politico e sociale da ora in poi, a chi non ce l’ha più perché gli è stata sottratta da errori di settarismo odi burocratismo del passato.
  5. Il PD non ha un programma per l’Europa che non sia l’acquiescenza ai diktat della sua governance per legittimarsi. Renzi non sa nemmeno di che cosa si parla quando si parla di Europa. Grillo partecipa a queste elezioni per avere una riconferma, ma non ha nulla da proporre. Noi sì e domani forse avremo anche la forza se non per imporre le nostre scelte, per lo meno per metterle all’ordine del giorno, Starà poi ai movimenti portarle avanti».

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