Mese: Febbraio 2014
eco on air/ Contro la Ztl commercianti in Comune
Il servizio del 18 febbraio di Michele Donegana per Radio popolare. Ascolta il servizio. Lunedì 17 febbraio è iniziato l’allargamento della Ztl a Como attorno a piazza Roma, un primo passo per la chiusura, entro marzo, anche di piazza Volta e quindi di praticamente tutta la città murata. Un passaggio che rientra in una risistemazione anche delle zone di sosta in tutta la convalle per fasce concentriche, voluta per reimpostare in parte la mobilità cittadina e rivalutare la qualità della vita dei residenti. Per il centrosinistra che governa la città per fare di Como una città europea. Un provvedimento inviso ai commercianti del centro, che raccoltisi nel comitato Como di tutti, si sono presentati in Consiglio comunale in 200, con alla testa il loro portavoce, il consigliere di Adesso Como Alessandro Rapinese. Hanno manifestato in aula il loro appoggio ai consiglieri di opposizione, che hanno parlato per loro nelle preliminari, sventolando dei fogli bianchi per non andare contro il Regolamento comunale, che non prevede interventi del pubblico. L’accusa alla maggioranza è di dire di accettare suggerimenti, ma di rimanere sorda agli stessi. Sul commercio cittadino aleggia poi lo spettro della crisi e Ada Mantovani di Adesso Como ha riconosciuto che: «La Ztl non è una causa, ma di sicuro non agevola l’attività del centro che deve intendersi come un grande centro commerciale all’aperto», minacciato da quelli con ampi posteggi nelle prime periferie della città. Il sindaco Mario Lucini afferma che non farà marcia indietro e che le perdite annunciate dai commercianti non si basano su dati oggettivi. Intanto 61 negozi hanno aderito ad una serrata indetta per martedì 18 febbraio e allo spegnimento delle luci delle vetrine nelle ore notturne. [Da Como Michele Donegana, ecoinformazioni].
Tsipras/ Martedì 18 febbraio alla Circoscrizione 6/ Votazione simboli da ripetere
Il primo incontro del comitato territoriale degli aderenti all’appello della lista di cittadinanza che promuove la candidatura di Alexis Tsipras a presidente della Commissione europea alle prossime elezioni europee si svolgerà martedì 18 febbraio alle 20.45 alla Circoscrizione 6 in via A. Grandi 21 a Como.
I promotori nazionali non hanno resistito alla tentazione di adeguarsi alla moda delle consultazioni on line e infatti, da sabato 15 a lunedì 17, si terrà sul sito il referendum per il logo e il simbolo da scegliere tra quattro opzioni predisposte dai garanti del percorso. Le immagini proposte risultano così simili da dare alla consultazione le caratteristiche del gioco telematico o dell’occasione per aumentare gli iscritti al sito. Possono votare coloro che hanno aderito all’appello oppure che si saranno iscritti al sito entro domenica 16 alle 18. La consultazione domenica 16 febbraio ha avuto difficoltà tecniche ed è quindi richiesto ai votanti di rivotare, le informazioni su come procedere saranno disponibili solo lunedì 17 febbraio.
Per tutte le informazioni sulla discussa consultazione on line in corso.
Contro la zona franca
Il referendum svizzero invoca quote di ingresso per i lavoratori stranieri e restrizioni alle imprese italiane che trovano lavoro oltreconfine. Ed ecco che, con uno straordinario tempismo, il Consiglio regionale della Lombardia approva, con il consenso dell’opposizione del Pd, un documento che propone di istituire una zona franca nella fascia di confine. Una grande Livigno. Un esempio da manuale dell’improvvisazione e della demagogia che, da tempo, ispirano le politiche della Regione, ma anche una manifestazione della scarsa autonomia culturale del centrosinistra padano.
Le ragioni delle perplessità nei confronti della “linea della zona franca” si sprecano. C’è anzitutto un dato di fatto difficilmente contestabile. Chi scrive vive nell’Olgiatese, un’area schiacciata sulla linea di confine, quella da cui forse viene l’apporto maggiore di frontalieri. Qui,nel corso degli ultimi tre anni, numerose aziende di settori diversi hanno ridimensionato gli organici o hanno deciso di chiudere: Sisme, Italplastic, Boselli, Sodecor, Progressocasa, Star, Sg Tessile, Traversa, Sirton, Carnini, Filattice, Serica Lombarda, Parker Itr. In tutto, al netto delle microimprese sparite nel frattempo, si sono persi quasi mille posti di lavoro. Un’enormità. Ma nessuna delle crisi aziendali,nessuna delle delocalizzazioni avvenute,è stata causata dalla scelta di trasferire reparti e impianti nel Ticino. Nessuna. Le imprese che lasciano, come del resto avviene da tempo per le aziende tessili del Comasco, scelgonosemmai i paesi dell’Europa Orientale o quelli dell’Estremo Oriente. La Svizzera, nonostante le iniziative eclatanti come quella recente del Comune di Chiasso, è poco conveniente. Chi sposta sedi e recapiti nelle fiduciarie ticinesi ha in mente per lo più di godere dei vantaggi fiscali, non di realizzare nuovi cicli produttivi. La tesi secondo cui il depauperamento della struttura produttiva dell’area di frontiera deriverebbe dalla maggiore attrattività dei nostri vicini sembra perciò piuttosto azzardata e vagamente propagandistica.
Va detto poi che le aziende abituate a praticare il poco lodevole esercizio della fuga dei capitali, comunque mascherata, non vengono (solo) dalle province di confine. Vengono da tutto il Centronord. Anche in questo caso lo dicono i dati. Ergo, l’ampiezza della zona franca, per seguire le idee dei sottili economisti del Pirellone, dovrebbe probabilmente estendersi fino al Rubicone.
Del resto, le ragioni delle delocalizzazioni sono le stesse lamentate dalle imprese in ogni angolo della Penisola: tassazione elevata, ma anche costo dell’energia, costo del lavoro, inefficienza delle infrastrutture, peso della burocrazia, bassa qualificazione della forza lavoro ecc. Ammesso e non concesso, come direbbe Totò, che queste siano le cause reali della deindustrializzazione avvenuta in Italia, c’è da domandarsi che senso avrebbe intervenire solo sugli aspetti fiscali, come immaginano i cultori della “zona franca”. Semmai, poiché alcuni degli ambiti in cui si presentano le maggiori criticità rientrano nelle competenze delle Regioni, verrebbe da chiedersi quali siano le strategie che l’Ente guidato da Roberto Maroni abbia intenzione di mettere in campo. Troppo facile esternare propositi irrealizzabili mettendo sotto pressione Roma. Soprattutto se nessuno contesta il loro carattere velleitario e va dietro alla propaganda del centrodestra.
La verità è che oggi la zavorra principale della ripresa è la dimensione ridotta della domanda, il carattere asfittico del mercato interno. Le aziende, quelle manifatturiere, artigiane e commerciali, sono in difficoltà principalmente perché il livello della domanda si è ridotto. Perché si sono ridotti i redditi. Come è noto, il fenomeno riguarda da tempo sia “i poveri” sia settori larghi dei vecchi “ceti medi”. Non è un caso che in passato, quando si è pensato a riduzioni fiscali a vantaggio delle aree di confine, si sia approdati allo “sconto benzina”, cioè a una misura che favorisce i consumatori, che tende cioè a sostenere la domanda, non a rendere più competitiva l’offerta. Che abbia funzionato o meno e quali siano i suoi costi è cosa di cui si dovrebbe discutere, ma si tratta di un esempio istruttivo. Anche il fenomeno della concorrenza dei “padroncini” tanto temuta da alcuni al di là del confine ha a che fare esattamente con questo: con la presenza di un mercato più vivace di quello lombardo. C’è lavoro perché girano più soldi. Non è nemmeno un caso se, in Italia e anche nel Comasco, si registra un aumento della forbice tra le performance delle imprese che si rivolgono al mercato interno (ancora con il meno davanti) e quelle, decisamente migliori, dell’export.
Se si segue questo filo di ragionamento, l’agenda delle cose da fare diventa allora evidente: territorio, energia, formazione, e, con urgenza, sostegno dei redditi e investimenti, pubblici e privati. Altro che zona franca. E magari un’iniziativa politica per contrastare gli effetti del protezionismo e delle politiche anti-immigrati della Confederazione. Bene o male, Governo e Unione Europea hanno detto la loro. La Regione, che rappresenta l’area più toccata dagli esiti del referendum, invece non è stata in grado di assumere una iniziativa politica seria. Rifugiarsi nell’ideologia della zona franca è solo un modo per sfuggire alle questioni che il referendum ha posto. Per il blocco della Lega, attratta dalla prospettiva che l’esempio svizzero possa portare qualche freccia all’arco della campagna elettorale di maggio. Per la confusione di un centrodestra che ha nel suo dna il protezionismo. In questo film western, aspettavamo ancora una volta che arrivassero “i nostri” a dire qualcosa di diverso. Inutilmente però. [Emilio Russo per ecoinformazioni]
Festival di cultura e musica jazz di Chiasso
Dedicato a Duke Ellington dal 20 al 22 febbraio allo Spazio Officina intitolata Take the ‘C’ Train – Nel nome di Ellington.
«Geniale pianista, compositore e direttore d’orchestra, Edward Ellington – detto Duke – si è sempre contraddistinto per la sua personalità e lo stile, un gigante che già dalle prime battute si stagliava come un vero signore, prima ancora che nobile della musica, rispetto alle figure dei primi interpreti della musica afro-americana – spiega una nota di presentazione della 17ª edizione dell’evento culturale –. A riscoprirne la ricca eredità saranno, a quarant’anni dalla sua scomparsa, i grandi artisti che gli
renderanno tributo calcando il palcoscenico dello Spazio Officina di Chiasso, a cominciare da Archie Shepp, una delle leggende del jazz che, proprio quando Ellington scomparve dalle scene, scrisse con devoto affetto: “…la tua musica descrive nel modo più perfetto la visione morale, il coraggio e l’inesauribile ricchezza di risorse che hanno caratterizzato la lotta del popolo nero per la
giustizia in questa società”».
«Ma dentro una kermesse che anno dopo anno si rinnova attraverso l’originalità e la qualità delle proposte, non sono da meno le presenze di Fabrizio Bosso e Eric Marienthal nel progetto Colors of Life del talentuoso e abile pianista svizzero Lorenzo De Finti, o di Enrico Intra che si esibirà con la Civica Jazz Band di Milano. E ancora, del poliedrico pianista inglese John Taylor, che arriva in Canton Ticino con due accompagnatori di grande levatura come Palle Danielsson e Morten Lund, personaggi carismatici a cui faranno da contrappunto le voci
suadenti e generose di Elina Duni e Letizia Gambi – prosegue lo scritto –. Originale e interessante è il connubio che lega la produzione ellingtoniana delle suites Lo Schiaccianoci di Ciaikovskij e Peer Gynt di Grieg a quella dimensione sinfonica della musica occidentale a cui anelava. La stessa che invece lo aveva come osservato speciale, come testimoniano le presenze ai suoi concerti di grandissimi come Igor Stravinsky, George Gershwin, Leopold Stokowsky e Percy Grainger. Proprio quegli stessi innovatori che, dopo Debussy, Ravel e Scriabin, compresero subito che la musica
colta del Novecento, davanti alle note di musicisti come Ellington, aveva già staccato il biglietto per le sponde americane e che la partita dei nuovi generi musicali si sarebbe giocata oltre oceano, dentro le grandi strade e all’ombra dei grattacieli delle sterminate città degli Stati Uniti».
«Venerdì 21 e sabato 22 febbraio – conclude la nota – nei consueti afterhours di fine serata, prima dei due diversi set – entrambi attorno alla soul music – dello svizzero Dj Phudy, si potrà infine apprezzare la trascinante energia live del Lucien Dubuis Trio e l’irresistibile electro-swing degli inglesi Kitten & the Hip» (programma e informazioni). [md, ecoinformazioni]
In 200 contro la Ztl
In tanti hanno partecipato al Consiglio comunale comasco per protestare contro l’allargamento della Ztl.
Una manifestazione silenziosa di protesta è stata portata a Palazzo Cernezzi durante le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 17 febbraio. Duecento cittadini, per lo più commercianti della città murata, si sono presentati, guidati dal consigliere di Adesso Como Alessandro Rapinese, portavoce del comitato Como per tutti, nel cortile antico del municipio e hanno partecipato alla prima parte della seduta fra il pubblico, chi è riuscito a entrare in aula, o nel corridoio di ingresso.
«Ho letto quanto scritto da una forza politica cittadina a proposito di un brontolio in città – ha detto Mario Molteni, Per Como, riferendosi alle affermazioni di Como civica – è un eufemismo. Dite di accettare suggerimenti, ma non è vero. Noi non siamo contrari alla Ztl, ma al metodo con cui state realizzandola». Il consigliere ha chiesto poi del Piano dei posteggi, di quello del traffico e di attendere l’apertura del posteggio alla ex Ticosa. «Perché tutta questa fretta e solo su questo argomento?» ha domandato Laura Bordoli, Gruppo misto, ricordando che l’eliminazione dei posteggi pubblici coinvolge non solo i commercianti, ma anche gli artigiani e i professioni del centro storico. «Siete la Giunta della tristezza – ha attaccato Sergio Gaddi, Fi, che ha aggiunto – si va verso una desertificazione progressiva del centro storico», con anche le possibili implicazioni per quanto riguarda la sicurezza. Con un affondo sul metodo: «Per la riqualificazione prima si decida cosi si vuole fare poi si può chiudere la zona, non il contrario». Il pubblico ha espresso il proprio assenso muovendo fogli bianchi, per non andare contro il Regolamento ed evitare uno sgombero dell’aula.
«Guardi che bella partecipazione!» ha detto Rapinese rivolto al sindaco indicando il pubblico in sala, aggiungendo che l’allargamento non coinvolge solo i commercianti perché: «Adesso un cittadino per arrivare in Comune a rifare la carta d’identità deve pagare 2 euro». Contro la giustificazione che l’allargamento era già nel programma elettorale si è scagliato invece Enrico Cenetiempo, Gruppo misto: «Nello stesso c’era scritto – ha precisato – che si voleva la salvaguardia i piccoli esercizi commerciali». «L’amministrazione è assolutamente sorda» ha denunciato Ada Mantovani, Adesso Como, che ha ricordato la crisi che attanaglia il commercio «la Ztl non è una causa, ma di sicuro non agevola l’attività del centro che deve intendersi come un grande centro commerciale all’aperto», minacciato da quelli con ampi posteggi nelle prime periferie della città.
Finite le preliminari i manifestanti si sono diretti in piazza Roma per constatarne le condizioni con la nuova Ztl attiva annunciando la manifestazione di martedì 18 febbraio, a margine del Consiglio il sindaco ha detto che non farà marcia indietro. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Raddoppiano le adesioni alla serrata
Per la manifestazione di protesta di martedì 18 febbraio si sono duplicate le adesioni raggiungendo quota 61. «I negozi chiusi con manifesti saranno certamente di più – dichiara il portavoce del Comitato Como di tutti, il consigliere comunale di Adesso Como Alessandro Rapinese –, ma questi sono quelli che si sono accreditati come da procedura». «Non si contano invece i commercianti che spegneranno le luci» aggiunge riferendosi all’altra forma di protesta, lo spegnimento delle vetrine la sera (l’elenco degli aderenti).
Allargamento della Ztl a Como
Per il Pd è la realizzazione di una promessa elettorale e si dice «disponibile a incontrare gruppi di cittadini, associazioni e portatori vari di interessi, per discutere insieme e raccogliere suggerimenti su questo primo passaggio e sui successivi che verranno».
Per il Partito democratico di Como già nel programma elettorale del sindaco Mario Lucini: «Si indicava tra gli obiettivi da conseguire una vera “mobilità sostenibile” e la “riduzione progressiva delle auto circolanti in città” da realizzare attraverso la “disincentivazione della sosta inoperosa in convalle”, e si parlava esplicitamente di “estensione delle zone a traffico limitato”».
«Oggi, con la novità dell’ampliamento della Ztl alle zone circostanti piazza Roma e piazza Duomo, l’Amministrazione di centrosinistra prosegue con decisione nella realizzazione degli obiettivi promessi in campagna elettorale – dichiarano Stefano Fanetti, segretario cittadino del Pd, e Patrizia Signorotto, responsabile viabilità e mobilità –. Il Partito democratico della città di Como appoggia con convinzione l’operato dell’assessore Daniela Gerosa e del sindaco Mario Lucini, nella certezza che stiano lavorando per un futuro migliore per la nostra città».
«Il centro storico e il lungolago, importanti fattori di attrazione per i turisti, per i concittadini e per gli abitanti della provincia, non possono che trarre benefici da una revisione della circolazione e dei parcheggi che li valorizzi al massimo – proseguono i due esponenti democratici –. Provvedimenti simili in altre città hanno avuto ovunque apprezzamenti e ricadute positive: è ormai assodata infatti l’idea che queste scelte vadano, nel medio e lungo termine, a vantaggio di tutta la comunità, pur potendo arrecare, inizialmente, alcuni minimi disagi».
«L’ampliamento della Ztl e il nuovo piano parcheggi sono solo i primi passi che l’Amministrazione e il Pd vogliono percorrere nella direzione di una Como meno trafficata e meno inquinata – concludono –, rilanciata e valorizzata come città ricca di storia e di cultura, a vocazione turistica. Come già avvenuto nei mesi scorsi, il Partito democratico è disponibile a incontrare gruppi di cittadini, associazioni e portatori vari di interessi, per discutere insieme e raccogliere suggerimenti su questo primo passaggio e sui successivi che verranno». [md, ecoinformazioni]
Italia nostra/ Palazzina Fisac-Trevitex
Il servizio del 17 febbraio di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta il servizio. È una storia con la S lunga. Como piazza Camerlata, via Pasquale Paoli quella che dall’autostrada porta in città , da qui passano decine di migliaia di macchine al giorno. Proprio qui la palazzina liberty Fisac-Trevitex. Poi arriva Caprotti, con Slunga e un cinema multisala gigantesco con uno strano supermercato singolarmente diviso in due per stare alle norme. Polemiche, scarsi affari la chiusura del multisala che alcuni chiamano affettuosamente il mostro di Camerlata e l’accantonamento del progetto del vero supermercato. La Palazzina viene impacchettata e mal conservata.
Oggi, in periodi di scarsità di fondi, per il Comune di Como i circa 7 milioni promessi da Slunga riaprono la pratica con l’idea di abbattere la palazzina.
I contrari dicono che sette milioni servirebbero per opere stradali funzionali al supermercato stesso e chiedono come verrà risarcito il Comune per la palazzina.
Italia Nostra prima aveva chiesto alla Sovrintendenza di proteggerla con un vincolo oggi vuole trasformarla, recuperare la forma a e dell’edificio originario, usarla come vetrina commerciale delle eccellenze comasche.
Non è chiaro però se qualche forza politica appoggerà la proposta in Consiglio comunale o in Giunta dove sembra invece scontato l’appoggio al progetto concordato con Slunga.
[Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni Como].
Sul canale di ecoinformazioni tutti i video della conferenza stampa di Italia nostra di lunedì 16 febbraio.
Parte l’allargamento della Ztl
Como civica, a favore, si dice «pronta ad ascoltare critiche ed accettare suggerimenti», ma, mentre i commercianti annunciano la serrata e lo spegnimento serale delle luci dei negozi per questa settimana, precisa che se «la protesta diviene aprioristica difficilmente riuscirà ad essere anche costruttiva».
«Da una parte di città si alza come previsto un brontolio di fondo – affermano nella propria newsletter i rappresentanti della lista civica che sostiene la Giunta Lucini –. Pronti ad ascoltare critiche ed accettare suggerimenti ci sembra però importante fissare alcuni punti che non entrano spesso nella discussione: l’allargamento della Ztl era nel programma del sindaco (ed era anche nel programma di forze che adesso stanno all’opposizione e contribuiscono al brontolio di fondo); la Ztl non è una questione ideologica, non è di destra né di sinistra e tutte le città europee stanno lavorando per ampliare le loro; le proteste che le chiusure dei centri storici suscitano non sono cosa nuova».
«Senza risalire a (via) Vittorio Emanuele ricordiamo le serrate per la chiusura di via Dante a Milano qualche anno fa (chi chiede adesso ai commercianti se tornerebbero indietro?) – proseguono –; la Ztl non è fatta contro alcune categorie e a vantaggio di altre, ma è fatta per rendere più vivibile la nostra città (meno auto, meno smog, più qualità di vita); la Ztl non è naturalmente solo cambiare colore ai parcheggi di piazza Roma; piazza Roma è il primo passo di un progetto destinato ad estendersi (piazza Volta, via Garibaldi) e a riqualificare zone della città a vantaggio di residenti e turisti (e commercianti)».
«Se si tengono fermi questi punti poi si può discutere dei dettagli e lavorare insieme per risolvere le criticità spicciole – concludono –. Se invece la protesta diviene aprioristica difficilmente riuscirà ad essere anche costruttiva». [md, ecoinformazioni]


