Mese: Giugno 2014

6 e 7 giugno/ Torna la 30 ore per il Gloria

30 oreVenerdì 6 giugno alle 20, riparte allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como la rassegna di musica e cinema a sostegno di Arci Xanadù, diventata ora mai appuntamento fisso. La 30 ore per il Gloria, per questa edizione dedicata a Freak Antoni, leader degli Skiantos recentemente scomparso, aprirà con l’aperitvo musicale in atrio dei Dumanbass, per spostrarsi alle 21 in sala con la musica dal vivo di: Il Rebus, D’Altrocanto, Incredibly lovable combo, Rumore di gente, Trenincorsa e Andrea Parodi. Verrà proiettato inoltre un video-ricordo di Freak Antoni ed è in programma un esibizione di Burlesque. La notte di cinema vedrà protagonista il regista Wes Anderson con una rassegna dei suoi migliori film. Sabato 7 giugno, sarà Flavio Minardo ad aprire alle 19 con un aperitivo jazz, seguito alle 21 da: Caedo, Tiso & i fantasmi inglesi, Nik irreale, Renato Franchi e l’orchestrina del suonatore Jones, Three Wheels, Shame & Skandal e 7grani. Nella notte si proseguirà infine con un Dj set. Ingresso soci Arci 5 euro. Info www.spaziogloria.it – arcixanadu@gmail.com

ecoinformazioni 450/ settimanale

 

450È on line il numero 450 di ecoinformazioni. In primo piano: Grazie mille, Parada, beCOMe, L’altra Europa.  Segue la vasta sezione cronache, la cultura. Il video della settimana è dedicato alla Carovana antimafie. Per sfogliare on line la rivista clicca qui.

Parada par tücc/ Un allegro e partecipato “risveglio”

Logo2014-01Le parole d’ordine della giornata di sabato 31 maggio sono state: colori, musica, allegria e partecipazione. Quest’anno la Parada par tücc, evento ormai diventato un appuntamento tradizionale nella città di Como, ha raggiunto la sua VI edizione. E’ una sfilata cittadina, positivamente fuori dal comune, che coinvolge grandi e piccini, associazioni, gruppi informali e organizzazioni di volontariato, fondato sui valori della gratuità e dell’ecologia, che prende vita da una serie di laboratori artistici gratuiti offerti alla cittadinanza a partire dal mese di marzo/aprile. Ogni anno richiama un numero sempre maggiore di partecipanti coinvolti attivamente nel corteo, quest’anno ben 800, molti di più dell’anno scorso. Numerosissimi i laboratori (quest’anno sono stati più di 30) che quest’anno avevano il compito di rappresentare i quattro elementi naturali, ed esprimerli nei modi più diversi, dai costumi al trucco, alle performance. Ma nel tema della Parada c’è un quinto elemento, ovvero la somma degli altri quattro, che trova espressione nell’energia, nell’anima della Parada par tücc, a cui ognuno dà il suo contributo. È stata promossa da Assocazione par tücc, Csv (Centro servizi per il volontariato), con la collaborazione di BeCOMe e del Comune di Como. [Guarda anche le foto di Fabio Cani]

Alle 13.30 i paradisti si sono ritrovati in piazza Verdi per truccarsi, abbigliarsi e dare un assaggio di performance ai primi curiosi, fotografi e passanti arrivati sul posto. Un conto alla rovescia alle 15.30 ha dato il via alla sfilata dei laboratori che sono usciti da un grande sipario bianco, predisposto dal gruppo di scenografia, di fronte al Teatro sociale, e che ha attraversato le vie della città murata, passando per via Maestri Comacini, via Vittorio Emanuele, per poi proseguire in via Giovio, via Carducci, via Mentana e via XX settembre per raggiungere via Milano. Qui, subito prima di entrare in Piazza Vittoria, dopo lo scoppio di due colpi di cannone(di carta)è calato il silenzio: una sorpresa studiata dagli organizzatori per cogliere di sorpresa i presenti. Da due alti balconi affacciati sulla folla tre cantanti lirici hanno intonato la canzone “Volare” di Domenico Modugno, a cui poi si sono sommate le voci di tutti i paradisti all’altezza nel ritornello. Arrivati in Piazza S.Fedele attraverso le vie Cesare Cantù, Rovelli e Natta, i paradisti si sono esibiti nel secondo “momento +1”, ovvero la possibilità per ogni laboratorio di esprimere la propria concezione del quinto elemento, al centro della Piazza dove sul pavimento era stato creato un grande cerchio di carta colorata. Il terzo “momento +1” è stato in Piazza Duomo, dove il corteo si è fermato, cogliendo l’occasione di coinvolgere le persone nell’ondata di vitalità ed energia, offrendo performance di Capoeira, danza afro, swing, ukulele,break dance, hula hop, tip-tap…insomma, ce n’era davvero per tutti i gusti (clicca qui per vedere l’elenco completo dei laboratori della Parada). Arrivati in Piazza Cavour i gruppi sono stati accolti dal concerto del gruppo Musica spiccia, diretto dall’energica Giulia Cavicchioni. Dalle ore 20 in poi sono seguiti i concerti del coro GAP don Guanella e dei Rezophonic. Sono stati ringraziati tutti gli organizzatori e i maestri che si sono offerti volontariamente e gratuitamente a rendere la Parada par tücc realizzabile.  Anche quest’anno la Parada ha fatto parlare di sé: c’è chi l’ha criticata, chi non l’aveva mai vista prima, che non conosceva cos’era ma l’ha apprezzata. Un’iniziativa pensata per “risvegliare la città e renderla parte di uno spettacolo, non spettatrice ma protagonista”. Credo che iniziative come queste dovrebbero esserci più volte l’anno a Como, così che la cittadinanza si sensibilizzi sempre più a partecipare attivamente per rendere la propria città più solidale, e più “bella”.  (clicca qui per vedere ulteriori foto della Parada) [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

Le ultime prove poco prima dell'inizio della sfilata
Le ultime prove poco prima dell’inizio della sfilata

         

Bolle di sapone per tutti
Bolle di sapone artigianali
I mezzi di trasporto ecologici, con tanto di autista, messi a disposizione da BeCOMe
Uno dei mezzi di trasporto ecologici, con tanto di autista personale, messi a disposizione da BeCOMe

Presente nel corteo anche Legambiente

I bambini coinvolti nella creatività della sfilata
I bambini coinvolti nella creatività della sfilata

 

I cantanti lirici
I cantanti lirici

 

L’Associazione sportiva dilettantistica capoeira Angola Center durante una loro performance

   

Palazzo Cernezzi spiega Imu, Tasi e Tari

facciatapalazzocernezziScadenze, procedimenti e aliquote. Gli uffici però sono ancora al lavoro per i rispettivi regolamenti.

 

Il Comune di Como ha divulgato un prospetto con scadenze e aliquote:

«Imu (Imposta municipale unica) Come per l’anno 2013, l’Imu è dovuta per le aree edificabili e per tutti gli altri immobili diversi dalle abitazioni principali, comprese le abitazioni principali di lusso (di categoria A1, A8 e A9). Non è dovuta alcuna imposta per le abitazioni principali non di lusso, le relative pertinenze e le altre tipologie di immobili così come indicati nel prospetto. L’importo da versare in acconto, entro il 16 giugno 2014, deve essere calcolato applicando le aliquote e le agevolazioni in vigore nell’anno 2013, ovvero quelle stabilite per l’anno 2012 dal Consiglio Comunale, mediante deliberazione n. 44 del 09/07/12 (aliquote) e deliberazione n. 60 del 01/10/12 (Regolamento IMU), come riepilogato nel seguente prospetto:

 

Tipi di immobile Aliquote       IMU 2013 Destinazione Note
Abitazione principale (cat. A2 – A3 – A4 – A5) e pertinenza (C02, C06, C07) – IMU non dovuta / / ESENTE
Abitazione principale di lusso (cat. A1 – A8 – A9) e pertinenza (C02, C06, C07) 4.00 COMUNE DETRAZIONE   € 200.00
Abitazione non di lusso posseduta da anziani che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata – IMU non dovuta / / ESENTE
Abitazioni delle Coop. Edilizie a proprietà indivisa e dell’ALER assegnate ai soggetti ivi residenti (cat.A ed eventuali pertinenze C02, C06, C07) – IMU non dovuta / / ESENTI
immobili e fabbricati di proprietà delle ONLUS, ivi comprese le cooperative sociali riconosciute ONLUS (in caso di fabbricati D è dovuta la quota IMU dello Stato pari all’aliquota base del 7.60). / / ESENTI se non di cat. D
Altri immobili (aliquota ordinaria) – esclusi immobili di cat. D 9.60 COMUNE /
Fabbricati posseduti dalle imprese a titolo di proprietà o di locazione finanziaria, a condizione che tali immobili non siano concessi in uso a terzi a qualsiasi titolo, anche temporaneo, esclusi i fabbricati posseduti dagli istituti di credito e dalle compagnie di assicurazione (per i quali è confermata l’aliquota dello 0,96%) 7.60 COMUNE (STATO se di cat. D) /
Fabbricati di categoria da D/1 a D/8 posseduti dalle imprese a titolo di proprietà o di locazione finanziaria, locati ovvero posseduti dagli istituti di credito e dalle compagnie di assicurazione 9.60 Aliq. 7.60 allo STATO       Aliq. 2.00 al COMUNE L’IMU corrispondente all’aliquota base del 7,6 per mille è di competenza dello Stato
Fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. / / ESENTI
Terreni agricoli / / ESENTI
Fabbricati rurali strumentali all’attività agricola / / ESENTI

 

 

Il pagamento del saldo, dovrà essere effettuato entro il termine del 16 dicembre 2014, utilizzando le aliquote che saranno deliberate dal Consiglio Comunale per l’anno 2014, e operando l’eventuale conguaglio rispetto a quanto pagato in acconto.

 

Il versamento IMU deve essere effettuato esclusivamente mediante mod. F24, utilizzando i seguenti codici.

 

codice Ente/Comune di Como:            C933

codici tributo:

abitazione principale e pertinenza            3912

altri fabbricati (ad eccezione degli immobili di tipo D)            3918

immobili di tipo D – quota destinata allo Stato            3925

immobili di tipo D – quota destinata al Comune            3930

aree fabbricabili            3916

fabbricati rurali            3913

 

L’importo da versare deve essere arrotondato all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

L’imposta non è dovuta se l’importo annuo complessivamente dovuto (acconto + saldo) è uguale o inferiore a Euro 12,49. Pertanto, considerati gli arrotondamenti, il versamento minimo è di € 13,00.

 

Tasi (Tassa sui servizi) Per le abitazioni principali, pagamento in unica rata entro il termine del 16 dicembre 2014, applicando l’aliquota che sarà approvata e pubblicata entro il termine del 28 ottobre 2014; per gli immobili diversi dall’abitazione principale, la prima rata (pari al 50% dell’importo annuale del tributo), entro il termine del 16 ottobre 2014, (in base ad un atteso decreto legge) applicando l’aliquota che sarà deliberata dal Comune entro il 31/07/2014 e che sarà pubblicata sul sito del Comune di Como e del Miniestero delle Finanze; la seconda rata, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, entro il termine del 16 dicembre 2014 applicando le aliquote deliberate e pubblicate entro il termine del 31/10/14, con conguaglio rispetto a quanto versato in acconto. Il versamento TASI deve essere effettuato esclusivamente mediante mod. F24, utilizzando i seguenti codici.

 

codice Ente/Comune di Como:C933

codici tributo:

–  TASI abitazione principale e relative pertinenze3958

–  TASI altri fabbricati 3961

–  TASI aree fabbricabili3960

–  TASI fabbricati rurali ad uso strumentale 3959

 

Tari (Tassa sui rifiuti) Il pagamento della Tari dovrà essere effettuato entro il termine che sarà indicato nell’invito di pagamento che verrà recapitato all’indirizzo comunicato delle utenze domestiche e di quelle non domestiche. Presumibilmente l’acconto si verserà in autunno e il saldo in dicembre.

 

Regolamenti Aliquote, tariffe, detrazioni, scadenze di Imu (imposta municipale propria), Tasi (tassa sui servizi) e Tari (tassa sui rifiuti) saranno dettagliate nei rispettivi Regolamenti che il consiglio comunale dovrà adottare. Gli uffici sono già al lavoro per la predisposizione degli atti. Mentre i termini per il pagamento di Imu e Tasi, sono stabiliti da leggi nazionali, i termini per il pagamento della Tari vengono stabiliti direttamente dal Comune». [md, ecoinformazioni]

ecoinformazioni on air/ Raccolta differenziata

bruno magattiIl servizio del 3 giugno di Gianpaolo Rosso per Radio popolare.  Ascolta il servizio audio Era stato proprio Bruno Magatti, allora consigliere di opposizione e oggi assessore all’ambiente del Comune di Como, a denunciare il paradosso di un città nella quale la raccolta differenziata praticamente non c’è mai stata e dove i sacchi viola prendevano strane strade diverse da quella del riciclaggio. Da oggi inizia per l’amministrazione e la ditta Aprica della a2a  che ha vinto l’appalto la lotta all’ultimo rifiuto per raggiungere quota 65% di differenziata. Per riuscirci l’amministrazione ha proposto una campagna di informazione e un libricino nel quale in un elenco di sole quattro pagine i cittadini trovano le tipologie di tutti i rifiuti della nostra civiltà dei consumi da destinare al contenitore verde per vetro e metalli, blu per carta e cartone, giallo per gli imballaggi di plastica. mentre Il sacco nero dell’indifferenziato è stato sostituito da quello trasparente e, per Como una novità assoluta, c’è finalmente anche la raccolta dell’umido. Resistenze e l’oggettiva difficoltà di cambiare le abitudini di tutti i cittadini sono ovviamente ostacoli previsti, meno, ed è la cronaca di oggi, l’errore sistematico di grandi condomini che per il momento fanno finta di niente e continuano a lasciare sacchi neri e viola in strada. Per questo ci sono le sanzioni che assicura l’assessore saranno attivate distinguendo colpevoli inerzie da errori inizialmente inevitabili per i quali è stata promessa, almeno nella prima settimana, tolleranza. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

Carovana antimafie/ Incontro con le scuole

ImmagineLa prima “fermata” della Carovana antimafie è stata al Gloria, in via Varesina 72 a Como, nella mattina di giovedì 29 maggio, che ha visto la partecipazione degli e delle studenti delle scuole Terragni. Magistri, Ripamonti, Vanoni, Pessina, Caio Plinio. Il tema dell’incontro è stato la tratta degli esseri umani, in particolare a proposito dell’immigrazione, dello sfruttamento in tutte le sue forme e della lotta contro l’emarginazione. L’incontro, presidiato da Enzo D’Antuono, presidente Arci, è stato aperto con la proiezione del film Terraferma di Emanuele Crialese (presentato al concorso della Mostra internazionale del cinema a Venezia nel 2011), seguito da numerosi interventi e preziose testimonianze, a cui hanno contribuito gli operatori della Cooperativa Lotta contro l’emarginazione Paolo Cassani, Elisa Roncoroni, Alessio Cantaluppi e Yvan Sagnet, leader della rivolta del 2011 a Nardò in Puglia contro lo sfruttamento dei braccianti nella raccolta dei pomodori; Ilaria Raucci di  Libera terra; Giulia Venturini di Arci Lecco; Giulia Chiechio di Libera Como. Sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.

Su una piccola isola siciliana, di cui non si specifica il nome, abitata da pescatori e lambita dal turismo, vive una famiglia composta da Ernesto, pescatore, il nipote Filippo, orfano del padre, la madre di Filippo, Giulietta. In mare aperto Ernesto e Filippo portano in salvo alcuni immigranti, i quali approfittano del buio della notte per scappare, mentre ospitano in casa una donna etiope in cinta, Sara, insieme a suo figlio, una donna etiope in cinta di una bambina, insieme a suo figlio, all’oscuro delle forze dell’ordine che li rimanderebbero nel loro paese di origine. La storia di Sara, che ha affrontato un viaggio di due anni, in precarie condizione e soffrendo la fame, per raggiungere il marito a Torino, potrebbe essere la storia e il movente di molti che sbarcano in Italia per raggiungere altre destinazioni. Nel film si toccano diversi temi di un’attualità scottante: il contrasto tra la legge dello Stato e la “legge del mare”, a cui i pescatori anziani soprattutto sono fedeli, che prevede il dare soccorso alle persone in mare, che siano clandestini e non; il timore che lo sbarco di clandestini ostacoli il turismo; i rischi che corrono gli immigrati quando intraprendono il viaggio verso l’Italia; il desiderio di una vita migliore. Mentre la terraferma di Giulietta è trovare un lavoro aldifuori dell’isola per garantire un futuro migliore a se stessa e a suo figlio, quella di Sara è dove può ricongiungere la sua famiglia. Una terraferma diversa ma col medesimo significato: raggiungere un luogo dove non c’è più bisogno di scappare, e dove stabilirsi definitivamente.

Elisa Roncoroni ha ricordato che nel mondo sono 21 milioni le persone che vivono in una condizione di sfruttamento, trattate quindi come merce. «La tratta degli esseri umani è questa, spostare le persone per profitto», profitto di cui beneficiano le associazioni criminali organizzate, ovvero le mafie. Si può parlare di tratta degli esseri umani quando si presentano delle particolari caratteristiche:«Ci dev’essere la coercizione della volontà della persona, la violazione dei diritti umani – spiega Elisa Roncoroni in modo fermo e chiaro per attirare l’attenzione degli studenti in platea che già dimostrano di essere distratti – lo spostamento della persona con la forza o con l’inganno, promettendo magari un lavoro normale, un ricongiungimento familiare, e lo sfruttamento della persona che deriva da questo spostamento». Poi riferendosi al film, di cui ammette di essere rimasta colpita emotivamente, dice:«Le condizioni in cui le persone viaggiano sono disumane, tanto è vero che non superano il viaggio..Le forze dell’ordine è giusto che facciano applicare le leggi, ma è importante anche che tengano conto di altre cose» e sostiene il suo pensiero citando gli articoli 13 della Costituzione e il testo unico sull’immigrazione, che indicano rispettivamente che “la libertà personale è inviolabile; è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà” e che c’è la possibilità per un migrante di ottenere il permesso di soggiorno.

Dal 2000 la Cooperativa per la lotta contro l’emarginazione ha cominciato a pensare che l’opportunità offerta dal testo unico sull’immigrazione poteva essere usata anche nel caso di sfruttamento lavorativo. Dal 2003 ha accolto centinaia di vittime di questo tipo di sfruttamento, accompagnandoli nel percorso di ottenimento del permesso di soggiorno. «Lo sfruttamento lavorativo è un fenomeno sommerso – spiega Paolo Cassani – i lavoratori irregolari sono ampiamente usati per fare concorrenza sleale sul mercato del lavoro» e queste situazioni non sono molto lontane da dove siamo noi: aziende con dipendenti non registrati che lavorano un nero, posti con precarie condizioni di sicurezza; la Cooperativa si preoccupa di costruire una rete di sindacati per segnalare questo tipo di anomalie. «È una battaglia quella di intercettare le persone sfruttate e informarle in modo da farle vivere regolarmente in Italia». È anche una battaglia di approccio culturale a proposito di accoglienza dei migranti, di eticità e di rispetto dei diritti umani: «Se ci fossero questi elementi potremmo parlare meno di vittime e più di diritti che vengono rispettati».

Alessio Cantaluppi si esprime a proposito dello sfruttamento nel “mondo” della prostituzione, e degli interventi della Cooperativa a tal proposito. Un gruppo di operatori, parte dell’Unità di strada di Como, che effettua uscite serali nelle strade della provincia di Como presso le donne che si prostituiscono. Sono spesso persone che non lo fanno per scelta, ma che sono state portate in Italia con l’inganno, promettendo lavori che non ci sono e poi costrette a prostituirsi. Vivono in una condizione di grosse privazioni, sotto l’occhio vigile di un circuito criminale che le controlla di continuo, e sono quindi private della loro libertà. Inoltre la strada è un ambiente a rischio, basti pensare alla violenza che possono ricevere da parte di malintenzionati, dai clienti e dagli sfruttatori; rischi legati all’uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, rischi di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Un obiettivo importante tra gli altri è quello di creare una relazione “normale” con la persona, che a lungo andare si è scordata di avere dei diritti e ricordarle che aldifuori di quel circuito criminale esiste un altro “mondo”, che prevede libertà di scelta e la possibilità di vivere davvero, intraprendendo un percorso di uscita dalla prostituzione. Non dimentichiamo che l’articolo 1 della nostra Costituzione dice che “tutti gli essere umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.

«La mia storia è stata quella di raggiungere un sogno, quello di raggiungere questo Paese». Così Yvan Sagnet, 29 anni, camerunense, inizia a  raccontare la sua storia. Appena ventenne arriva in Italia, si iscrive al Politecnico di Torino. Nel 2012 perde la borsa di studio che gli permetteva di permettersi l’università, così va a lavorare a Nardò, in Puglia, facendo il bracciante nei campi di pomodori, talmente era forte il desiderio di finire di studiare. In meridione scopre una realtà italiana totalmente diversa da quella che aveva visto in televisione e di cui si era innamorato: la moda, l’architettura e la cultura italiana . No, in Puglia ha visto una realtà che neanche in Africa aveva mai trovato: persone che avevano perso la dignità e che erano disposte a tutto pur di guadagnarsi da vivere. Vige ancora oggi un particolare sistema di lavoro, che vede a capo “caporali”, persone italiane o straniere che hanno il compito di fare da intermediari tra i proprietari terrieri italiani e i lavoratori e reclutarne di nuovi.

La sua giornata di lavoro iniziava alle 3 di notte per finire tra le 15  di pomeriggio e le 19 di sera; molti lavoratori stremavano dopo ore di lavoro con una temperatura di quaranta gradi sotto al sole. Il contratto collettivo nazionale di lavoro non era rispettato: venivano pagati a cottimo, quindi più barili di pomodori riuscivano a riempire, più guadagnavano. Ogni bidone, che pesava circa 4 quintali, valeva 3 euro e 50, tenendo conto che in una giornata si potevano riempire un massimo di 3 o 4 cassoni, che risulta in un guadagno massimo di 25 euro giornalieri. Poi da questa misera paga bisognava detrarre dei costi obbligatori a cui il lavoratore non poteva opporsi: 5 euro per il pranzo (un panino e una bottiglietta d’acqua), 5 euro per il trasporto da casa al posto di lavoro (il furgone usato per il loro trasporto, omologato per 9 persone, ne teneva 25), e un eventuale costo di 20 euro nel caso in cui un lavoratore si sentiva male e voleva essere portato al pronto soccorso.  Ma a tutto questo non era semplice ribellarsi: i campi di raccolta erano lontani dai centri abitati, e poi quel sistema di lavoro era legato alla mafia, quindi le istituzioni, le aziende e le forze dell’ordine erano complici. Inoltre i braccianti erano di origine diversa, parlavano lingue diverse. «Abbiamo preso il coraggio di ribellarci; grazie all’aiuto di associazione di volontariato del luogo e della Cgil lo sciopero ha ottenuto grandi risultati: dopo ben 100 anni del sistema del caporalato, è diventato illegale, e la Magistratura di Lecce ha fatto arrestare tutte le persone che c’erano dietro, considerate intoccabili da tutta la zona, grazie alle intercettazioni telefoniche». Anche in Lombardia e in Piemonte esiste questo sistema di lavoro. «Oltre allo sfruttamento controllato dalla mafia, c’è anche la distribuzione organizzata: molti prodotti che acquistiamo e consumiamo provengono dallo sfruttamento delle persone; per contrastare questi fenomeni – continua Yvan Sagnet – stiamo intervenendo su più fronti, ovvero riformare il mercato del lavoro e quindi far riportare il collocamento pubblico (i centri per l’impiego) come intermediari tra offerta e domanda di lavoro; vincolare gli incentivi pubblici, quindi indirizzarli solo a quelle aziende che rispettano la manodopera». Secondo Yvan serve una campagna globale di informazione, perché il lavoro nero funziona anche a causa della mancanza d’informazione.

Non sempre però l’esito di una rivolta contro la criminalità organizzata è un successo: nel 1999 in Puglia un ragazzo è stato ucciso dal caporalato, e le cooperative di Libera Terra hanno subito incendi dolosi.

Giulia Chiechio di Libera ha raccontato la sua esperienza nel campo di lavoro Arci e Libera nell’agosto 2013 a Bel passo in provincia di Catania. La cooperativa ha ricevuto il terreno confiscato alle mafie e lo ha rimesso “a vita nuova” come agrumeto e uliveto. Ha spiegato come questa esperienza abbia cambiato il corso della sua vita e dei suoi interessi, e che è un’opportunità per costruire amicizie durature basate su principi in comune. «Senza i volontari nel campi di lavoro Arci e Libera queste cooperative che producono prodotti per Libera terra non riuscirebbero a sopravvivere.. per fare antimafia non c’è bisogno di fare grandi cose, o essere magistrati, forze dell’ordine, ma facendo il proprio dovere». [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

 

 

 

 

Da sinistra: Elisa Roncoroni, Enzo D'Antuono, Paolo Carrisi
Da sinistra: Elisa Roncoroni, Enzo D’Antuono, Paolo Cassani

 

 

Elisa Roncoroni
Elisa Roncoroni

 

 

Da sinistra: Enzo D'Antuono e Paolo Carrisi
Da sinistra: Enzo D’Antuono e Paolo Cassani

 

 

Alessio Cantaluppi
Alessio Cantaluppi

 

 

Enzo D'Antuono e Yvan Sagnet
Enzo D’Antuono e Yvan Sagnet

Dentro

Marco Vido, Damask_s Roses in War - VIMostra di Marco Vido, a cura di Elena Isella, a Villa Sormani, in via Montebello 36 (ingresso anche da via Palestro) a Mariano Comense, inaugurazione venerdì 6 giugno alle 19, aperta fino al 29 giugno tutti i giorni dalle 16 alle 19. Per informazioni Internet www.marianoeventi.it.

6 giugno/ Electric Nature

Floraleda SacchiConcerto dell’arista Floraleda Sacchi venerdì 6 giugno alle 18.30, nel cortile di Casa Volta, in piazza Volta 56 a Como, in caso di maltempo al secondo piano del palazzo storico, organizzato dall’associazione LarioIN, in collaborazione con Banca generali, per Lake Como Festival. Seguirà aperitivo alle 19.45 circa presso La Bottega (nello stesso stabile sede del concerto) a una tariffa speciale per gli ospiti dell’evento. Ingresso a pagamento direttamente presso la sede dell’evento o prevendita on-line. Ingresso gratuito soci di LarioIN. Per informazioni Internet www.lakecomofestival.com.

Carovana antimafie/ In ricordo di Giovanni Falcone

10322479_509199799184594_54809964783067334_nIn occasione del 22esimo anniversario dell’attentato di Capaci, il Circolo Arci Magic Bus, in via della Repubblica a Olgiate Comasco, in collaborazione con il Comune di Olgiate Comasco, ha organizzato una serata in ricordo di Giovanni Falcone e della lotta alla mafia. Per l’occasione è stato proiettato il cortometraggio A29 (vincitore del premio Antonio Montinaro per la Legalità 2012) di Vincenzo Ardito, seguito dagli interventi di Enzo D’Antuono, Presidente Arci; Giulia Venturini di Arci Lecco; il Presidente del Comitato soci Coop Lombardia di Como; il Presidente di Arci Magic bus Fabrizio Romano e la musica di Fabrizio e Mauro 7grani.

Il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29 che collega l’aeroporto di Punta Raisi con Palermo, all’altezza dello svincolo per Capaci, 572 chili di tritolo venivano fatti esplodere sotto l’autostrada. L’esplosione investiva la prima delle tre auto blindate in cui c’erano gli agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, che precedeva quella su cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’autista Costanza Giuseppe. Gli agenti Angelo Corbo,Paolo Capuzza e Gaspare Cervello, a bordo della terza blindata sono sopravvissuti all’esplosione. Dal luogo dell’attentato Giovanni Falcone e la moglie erano usciti vivi, ma arrivati in ospedale moriranno a causa delle lesioni subite.

Protagonista del cortometraggio è un pezzo di asfalto dell’autostrada A29, che salta per aria a metri di distanza, e viene raccolto da un bambino di 8/10 anni, che era in zona per caso con i genitori. Il bambino diventa un uomo adulto, Salvatore Romeo, che ha da sempre conservato quel pezzo di asfalto in ricordo di quella giornata. Lo terrà fino a quando ci sarà una svolta nella sua vita, e cioè quando passa il concorso in Magistratura, sentendo dentro di sé di aver reso memoria a quella giornata del 23 maggio 1992 decide di riportare il pezzo di asfalto al monumento dedicato a Giovanni Falcone.

Giulia Venturini di Arci Lecco ha raccontato le attività nei campi di lavoro di Libera e Arci, attivi ben in 9 regioni italiane: Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Marche, Liguria, Veneto, Toscana e Lombardia, da aprile a ottobre e possono parteciparvi persone singole e gruppi, di tutte le età, anche minorenni. «Durante la giornata sono previsti tre momenti: il lavoro in campagna; incontri con le cooperative e le associazioni del luogo; animazione e svago con diversi laboratori, tra cui teatro. L’obiettivo dei campi è formare ed educare alla legalità e alla responsabilità, agendo in prima persona. Prima di essere convertiti in attività culturali ed economiche, quei luoghi appartenevano alla mafia, ne simboleggiavano il potere; mentre dopo la confisca da parte dello Stato vengono restituiti alla collettività. Grazie ai campi di lavoro Arci questi luoghi abbandonati a loro stessi tornano a essere produttivi e vissuti, diventando comunità alternative alle mafie.

L’Arci inoltre organizza campi di lavoro e conoscenza all’estero. Per l’estate 2014 i Paesi di destinazione sono: Brasile, Mozambico, Palestina, Rwanda, Serbia, Giordania, le cui partenze sono programmate da luglio a settembre. Le attività vanno dalla conoscenza delle realtà locali all’animazione per i bambini, dai laboratori artigianali a quelli sull’educazione ambientale. Le iscrizioni scadono il 6 giugno, per ulteriori informazioni scrivere a campidilavoro@arci.it o consultare il sito www.arciculturaesviluppo.it

Il Presidente del Comitato soci coop Lombardia di Como ha sottolineato che i soci Coop si ispirano agli ideali dell’aiuto reciproco, della democrazia, dell’uguaglianza e della solidarietà, e ha concluso il suo intervento ricordando una frase di Giovanni Falcone:”La mafia è un fenomeno umano, e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.

L’intervento musicale dei 7Grani ha intervallato le parti della serata, intonando molte canzoni, coinvolgendo il pubblico presente, come “I cento passi” dei Modena City Ramblers e “Libera la sedia”.

La serata al Magic Bus ha ricordato quanto sia importante fare memoria del passato, per riuscire a costruire un futuro senza gli errori già commessi; errori non solo da evitare dentro di noi ma anche alle persone che ci stanno accanto, e le possibilità di agire in prima persona, a Como e così come in altre regioni e nazioni, sono molte. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

 

 

 

 

Giulia Venturini
Giulia Venturini

 

 

 

 

 

 

Presidente Comitato soci Coop Lombardia di Como

 

 

 

Mauro e Fabrizio 7grani
Mauro e Fabrizio 7grani

 

 

 

 

Cgil In-forma news maggio-giugno 2014

CGILinForma-news-2014-05p6È in distribuzione il quinto numero del 2014 della newsletter mensile della Cgil di Como. L’editoriale è dedicato alla strage di Brescia  Nel numero: Graduatoria istituto e Tfa, Tasi, Sciopero turismo, Sciopero pulizie Valduce, Bonus 80 euro, Cara riposo Ponte Lambro. Il tazebao è dedicato Costituzione resistente. Per ricevere Cgil in-forma via mail: cgilinformacomo@gmail.com. Sfoglia on line Cgil informa. [Si consiglia di scegliere la modalità schermo intero per evitare la pubblicità di Calameo].

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