Mese: Luglio 2014

Meno cattedre per il Musicale

cisl scuola laghiBartolich: «Per l’anno scolastico 2014/ 2015 è prevista la riduzione di molte cattedre di strumento per le scuole ad indirizzo musicale».

 

«Così, a quattro mesi dalle iscrizioni, a fine anno scolastico, dopo che gli alunni iscritti sono stati sottoposti ai testi di ammissione ai corsi ad indirizzo musicale (che ricorso andavano effettuati entro il termine delle iscrizioni) molti capi d’istituto saranno costretti a ricontattare le famiglie per comunicare che il posto per il loro figlio, nel corso ad indirizzo musicale, non c’è più – scrive in un comunicato Adria Bartolich, segretaria generale Cisl Scuola dei laghi –. Ancora tagli sul sistema scolastico che aumenta per numero di alunni e nel quale diminuiscono i posti, taglio che interessa anche le cattedre di strumento nelle scuole dove, grazie lavoro di docenti e dirigenti, le iscrizioni sono aumentate fino al raddoppio del corso».

«I tagli interesseranno così sembra, agli istituti di Lomazzo, la scuola secondaria Anzani, la scuola media Turati di Cantù, l’Istituto Comprensivo di Como Centro – prosegue la sindacalista comasca –.Tutto ciò dopo un periodo in cui, nell’ambito della provincia di Como, le scuole ad indirizzo musicale sono state sostenute ed incoraggiate nel loro nascere e nel processo di espansione fino a fare diventare istituti musicali anche l’Istituto comprensivo di San Fedele Intelvi, della Tremezzina e di Cernobbio coprendo un buco nell’offerta formativa per un territorio, quello del lago, che sotto questo profilo era interamente scoperto».

«La distribuzione dell’offerta musicale sul territorio è stata, nel tempo, priva di una vera programmazione. Infatti non c’è nessun istituto musicale nell’alto lago, né nella zona del Marianese e dell’Olgiatese – aggiunge Bartolich –. La maggior parte degli istituti musicali, infatti, si concentra tra Como (convalle) e Cantù, e difficilmente si riuscirà a recuperare, nel tempo, questa difformità di risorse e di offerta formativa sul territorio. Dopo tre anni di tagli ufficiali pesanti sugli organici, il sistema scolastico continua a sopportare tagli ufficiosi altrettanto pesanti in termini di mancato adeguamento di risorse per fare fronte all’aumento di richiesta delle famiglie».

«Confidiamo in una azione da parte del dirigente dell’ambito territoriale dott. Merletti, per quanto potrà fare, affinché vengano confermate le risorse necessarie per soddisfare le richieste dell’utenza – conclude il comunicato –. Chiediamo ai parlamentari comaschi che si attivino presso il governo, per evitare un ulteriore taglio di risorse sul nostro territorio.Il sindacato farà la sua parte affinché questo taglio non diventi operativo e venga ridimensionato». [md, ecoinformazioni]

Nuovo Regolamento per il porto

3 COMO COMUNECambia la regolamentazione dei posti barca nel capoluogo lariano. Approvato un indirizzo per l’utilizzo il più possibile di programmi open source.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 30 giugno Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato l’incontro fra rappresentanti della Consulta per gli stranieri e profughi ospitati dalla Caritas comasca e la tragedia degli ultimi morti nel Canale di Sicilia e lodato l’iniziativa dell’Amministrazione per la concessione della palestra di via Cuzzi alla comunità musulmana per il ramadan. Discordante l’opinione di Diego Peverelli, Lega: «In questi centri culturali si svolgono cerimonie religiose, chi deve intervenire per far rispettare le regole?».

Di «non saper fare, non saper ascoltare» ha accusato la Giunta Francesco Scopelliti, Ncd, che ha criticato la gestione dei centri estivi «con prezzi altissimi, sono stati un fallimento. Tanto che in via Acquanera non sono neanche partiti date le poche adesioni».

Si è poi lamentata della programmazione delle serate di luglio del Consiglio comunale, una fittissima serie di incontri, Laura Bordoli, Ncd: «Come possiamo affrontare i vari argomenti in maniera esaustiva e non in fretta in più serate a settimana, quando anche molti di noi durante la giornata lavorano? Non si poteva iniziare ad affrontare il Bilancio un mese fa?»

 

Porto di Como

Fatto l’appello la seduta è ripresa sulle modifiche al Regolamento per la gestione del porto. Bocciate le proposte di modifica dell’opposizione che chiedeva di non allungare il tempo di concessione dei posti barca, da 3 a 5 anni, un provvedimento «per favorire la stabilità di ormeggio» ha spiegato l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno. Approvato anche parte di un ordine del giorno, proposto da Sergio Gaddi, Fi, assente al voto perché parte in causa, avendo una concessione, per l’introduzione di acqua e elettricità a S. Agostino. Bocciata, ma «c’è la volontà della ricerca di una soluzione», per il secondo punto dell’ordine del giorno Gaddi: l’introduzione di un distributore nel capoluogo. «Non sarà certamente a S. Agostino o a Porto Marina – ha detto Iantorno –, ma molto probabilmente a Tavernola, vicino all’alaggio, sul terreno comunale ora occupato sine titulo».

Al voto finale la proposta è passata col voto compatto della maggioranza.

 

Open source

L’Assemblea è passata ad affrontare la proposta di Luca Ceruti, M5s, per un maggiore utilizzo di risorse informatiche open source. Una proposta in parte accolta dalla maggioranza. L’assessore all’Informatizzazione Lorenzo Spallino ha riepilogato lo stato di fatto del Comune di Como. «Le macchine che lavorano meno sono per lo più in sofware proprietario, quelle che lavorano di più sono in software libero – ha precisato – la scommessa è il il client cloud, così che anche macchine vecchie possano lavorare senza problemi». Ha poi rilevato che Palazzo Cernezzi ha 800 computer, per cui sarebbe impensabile però passare tutti su software libero per i costi. «A Modena hanno iniziato negli anni ’90 – gli ha risposto Mario Molteni, Per Como –. Ovviamente non è stato a costo zero e si è dovuto formare il personale, dopo due anni hanno risparmiato quanto hanno investito». «Il cloud va benissimo – ha aggiunto Ceruti -, ma da qualche parte bisogna iniziare». Con una votazione per punti la maggioranza ha approvato solo la prima e solo prescrittiva parte della mozione, tanto che ritenendo snaturata la propria proposta Ceruti ha poi votato contro la mozione così come modificata.

 

Gettoni

Dopo un incontro dei capigruppo per decidere come continuare la seduta, dal 3 luglio inizieranno le delibere propedeutiche al Bilancio, il Consiglio ha affrontato un’altra mozione di Ceruti per collegare il gettone di presenza a una effettiva presenza in aula, «per almeno la parte preponderante della seduta, il 75% almeno, però bisogna valutare bene come poter effettuare i controlli», con registri, badge o altro. Molti d’accordo anche dalla maggioranza Gianni Imperiali, Como civica, «però bisogna vedere le modalità di controllo», ma molte anche le perplessità. «Ognuno di assume le proprie responsabilità» ha detto Vincenzo Sapere, Paco-Sel, sottolineando come si tratti di una questione morale. Di provocazione ha parlato invece Gioacchino Favara, Pd, che ha attaccato frontalmente Ceruti «se bisogna cambiare il Regolamento, bisogna farlo anche per evitare discussioni simili che fanno perdere intere sedute». Data l’ora la discussione è stata poi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

I risultati della Goletta dei laghi sul Lario per il 2014

balneabilità 2014«Sono necessari investimenti sul sistema fognario e depurativo» ripete Legambiente come negli scorsi anni. 13 i punti critici sui 19 rilevati lungo la costa, 11 sulla sponda lecchese e 2 su quella comasca.

 

In provincia di Lecco risultano «fortemente inquinati i campioni prelevati a Colico (le foci del fiume Adda, del torrente Inganna e del torrente al laghetto di Piona) e nella città capoluogo (le foci dei torrenti Caldone e Bione e il punto in corrispondenza dello scarico del depuratore) – precisano in un comunicato stampa gli esponenti di Legambiente –. Fortemente inquinati anche i punti di Perledo alla foce del torrente Esino e di Valmadrera alla foce del rio Torto. Le analisi indicano come inquinati il punto di Dorio presso la spiaggia LC45, quello di Bellano alla foce del torrente presso la spiaggia di Oro, quello di Mandello del Lario alla foce del torrente Meria. L’unico campione che passa l’esame è a Bellano, foce del torrente Pioverna. Rispetto all’anno scorso, sono due i nuovi punti analizzati dai tecnici della campagna a seguito delle segnalazioni dei cittadini a Sos Goletta ed entrambi hanno prodotto risultati superiori alle soglie di legge: a Colico al laghetto di Piona, a Lecco presso la foce del torrente Bione».

goletta laghi 2014«Appare migliore il riscontro ottenuto sulla sponda comasca – prosegue la nota –: fortemente inquinato risulta il punto alla foce del torrente Senagra a Menaggio, a Como è inquinato il canale del depuratore presso i giardini del mausoleo di Volta. Entro i limiti di legge rimangono il campione prelevato a Como presso il lido di Villa Olmo e quelli di Lezzeno, Cernobbio, Argegno e Dongo».

«Molte situazioni di inquinamento sono ormai croniche – precisano gli ambientalisti –. Lo dimostrano gli esempi di Colico, alla foce dell’Adda, e di Mandello del Lario, nei pressi del fiume Meria, per la sesta volta consecutiva fuori dai parametri. Da quattro edizioni risultano inquinati o fortemente inquinati invece il punto alla foce del fiume Caldone a Lecco e quello alla foce del torrente Senagra a Menaggio».

«I dati confermano dunque che i problemi per il lago continuano ad arrivare direttamente dai corsi d’acqua, anche quelli minori, i quali ancora scontano i ritardi nel collettamento dei reflui fognari – spiega lo scritto –. E se le analisi microbiologiche non sono rassicuranti, non lo sono neppure quelle relative allo stato ecologico: manca infatti solo un anno al 2015, quando secondo la direttiva europea 2000/60 tutti i corpi idrici devono raggiungere uno stato ecologico buono. Traguardo ancora lontano per quanto riguarda il Lario che risulta in stato sufficiente».

balneabilità como 2014Confrontando i dati delle Asl invece la situazione appare più rosea. Il Lario sembrerebbe quasi interamente balneabile, tranne per Gravedona. Certo in molte zone si è smesso di controllare la balneabilità dell’acqua, per risparmiare sulle spese dando per scontato un responso negativo, nonostante da 5 anni a questa parte l’Italia abbia fatto propria la normativa europea in materia, più permissiva rispetto a quella nazionale precedente. È questo il caso di gran parte del primo bacino prospiciente Como, dove solo ultimamente si è ripreso a controllare Villa Olmo. Inoltre l’Asl comasca sottolinea che «i punti non indicati si considerano non balneabili» e che ovviamente «il giudizio di idoneità nel corso della stagione balneare».

Nel Comasco sono poi balneabili i laghi del Piano, Segrino, Montorfano, la parte comasca del Ceresio, non è balneabile quello di Alserio e quello di Pusiano risulta balneabile tranne che per il Molo Pre Campel a Bosisio Parini.

Le acque sono controllate tutto l’anno «per il monitoraggio algale e dal 1° aprile al 30 settembre per il controllo microbiologico – spiega il sito istituzionale dell’Asl di Como –.

La stagione balneare ha inizio il 1° maggio e termina il 30 settembre di ogni anno.

I punti di campionamento ed il balneabilità lecco 2014relativo calendario dei prelievi vengono fissati nel mese di febbraio
e ufficializzati dal Ministero della Salute per tutta la stagione balneare dell’anno in corso».

Cosa controllano le Asl? «Ispezione visiva, temperatura dell’aria e dell’acqua, pH, ossigeno disciolto; vengono effettuate analisi per presenza di enterococchi, escherichia coli, alghe tossiche e loro tossine». È quindi balneabile «un punto del lago già codificato dove i prelievi hanno dato esito favorevole per tutti i parametri», mentre non lo è uno «dove i prelievi hanno dato esito sfavorevole anche per un solo parametro considerato». I risultati dei prelievi possono essere consultati sul Portale acque del Ministero della salute.

La Goletta dei laghi manda invece una squadra di tecnici e le «analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo mentre i campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo». «Come da normativa il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione – specificano –. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116». I risultati sono consultabili sul sito della Goletta sezione Analisi.

Foto conf stampa Lecco«Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione non solo a dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – afferma Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei laghi, in una conferenza stampa a Lecco martedì 1° luglio – Purtroppo la depurazione e il collettamento delle acque reflue non emergono quasi mai come priorità nell’agenda politica degli enti locali. A dare il cattivo esempio sono per primi i capoluoghi con depuratori ormai inadeguati e mal funzionanti e addirittura reti fognarie incomplete».

«È proprio il caso della città di Como – prosegue Enzo Tiso del locale circolo di Legambiente – dove basta una pioggia abbondante per trasformare piazza Cavour in una distesa di liquami. Questo perché esistono ancora tratti in cui convivono acque bianche e acque nere, oltre a scarichi non depurati nei corsi d’acqua della città. Problemi conosciuti ormai da anni e che le passate amministrazioni hanno sempre sottovalutato. Ci attendiamo dal nuovo governo locale un deciso cambio di rotta».

«Per rimanere sulle grandi città – aggiunge Pierfranco Mastalli, presidente del Circolo di Legambiente di Lecco –, Lecco pur avendo una rete fognaria ormai capillare, soffre di alcune storiche mancanze, innanzitutto la ormai nota situazione del depuratore, insufficiente sia per quanto riguarda la ricezione che lo scarico delle acque. Non meno emblematica la vicenda del torrente Caldone il cui campione risulta per l’ennesima volta sopra i limiti di legge senza che ne sia stata individuata la causa». [md, ecoinformazioni]

3 luglio/ Il mio nome è Angelo Novi

NOVI_invito-2Immagini di scena del cinema italiano 1960-1990, a cura di Carlo Pozzoni Fotoeditore, al Broletto di Como, con il patrocinio del Comune di Como, in collaborazione con Lake Como Film Festival, da giovedì 3 luglio fino al 27 luglio, da martedì a giovedì dalle 10 alle 20, da venerdì a domenica dalle 10 alle 21.30.

 

«Angelo Novi è stato uno dei più importanti fotografi di scena del cinema italiano e ha collaborato con i maggiori registi contemporanei, da Leone a Pasolini, da Bertolucci a Rossellini – spiega la presentazione –. Questa mostra intende omaggiarlo con un’esposizione di 65 fotografie realizzate e a suo tempo stampate dallo stesso autore. Durante tutta la durata della mostra verrà proiettato il documentario Angelo Novi fotografo di scena di Antonietta De Lillo e Giorgio Magliulo».

Nato a Lanzo d’Intelvi, dove ha voluto essere sepolto, Angelo Novi frequentò l’Accademia di Brera, quindi
la Facoltà di Architettura a Milano, presto abbandonandola per dedicarsi alla fotografia. Nel 1952
iniziò l’attività di fotoreporter per l’agenzia Publifoto. Nel 1956 trafugò da Budapest scatti della rivolta ungherese all’occupazione sovietica.

A Roma, dove si era stabilito, maturò la scelta di dedicarsi alla fotografia di scena: il primo servizio
sul set di un film di Roberto Rossellini, e la mostra allestita al Broletto si apre proprio con
un’immagine da Era notte a Roma(1960) di Rossellini per concludere la parabola temporale con
una serie di scatti de Il tè nel deserto (1990) di Bernardo Bertolucci, con il quale Novi strinse un
legame non solo professionale ma anche di profonda amicizia. In mezzo, oltre a quelle scattate sui
set di Pier Paolo Pasolini, le immagini sortite dal lungo sodalizio con Sergio Leone: le foto dei
western all’italiana consacrarono Novi come maestro della fotografia di scena. [md, ecoinformazioni]

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