Nuovo Regolamento per il porto

3 COMO COMUNECambia la regolamentazione dei posti barca nel capoluogo lariano. Approvato un indirizzo per l’utilizzo il più possibile di programmi open source.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 30 giugno Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato l’incontro fra rappresentanti della Consulta per gli stranieri e profughi ospitati dalla Caritas comasca e la tragedia degli ultimi morti nel Canale di Sicilia e lodato l’iniziativa dell’Amministrazione per la concessione della palestra di via Cuzzi alla comunità musulmana per il ramadan. Discordante l’opinione di Diego Peverelli, Lega: «In questi centri culturali si svolgono cerimonie religiose, chi deve intervenire per far rispettare le regole?».

Di «non saper fare, non saper ascoltare» ha accusato la Giunta Francesco Scopelliti, Ncd, che ha criticato la gestione dei centri estivi «con prezzi altissimi, sono stati un fallimento. Tanto che in via Acquanera non sono neanche partiti date le poche adesioni».

Si è poi lamentata della programmazione delle serate di luglio del Consiglio comunale, una fittissima serie di incontri, Laura Bordoli, Ncd: «Come possiamo affrontare i vari argomenti in maniera esaustiva e non in fretta in più serate a settimana, quando anche molti di noi durante la giornata lavorano? Non si poteva iniziare ad affrontare il Bilancio un mese fa?»

 

Porto di Como

Fatto l’appello la seduta è ripresa sulle modifiche al Regolamento per la gestione del porto. Bocciate le proposte di modifica dell’opposizione che chiedeva di non allungare il tempo di concessione dei posti barca, da 3 a 5 anni, un provvedimento «per favorire la stabilità di ormeggio» ha spiegato l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno. Approvato anche parte di un ordine del giorno, proposto da Sergio Gaddi, Fi, assente al voto perché parte in causa, avendo una concessione, per l’introduzione di acqua e elettricità a S. Agostino. Bocciata, ma «c’è la volontà della ricerca di una soluzione», per il secondo punto dell’ordine del giorno Gaddi: l’introduzione di un distributore nel capoluogo. «Non sarà certamente a S. Agostino o a Porto Marina – ha detto Iantorno –, ma molto probabilmente a Tavernola, vicino all’alaggio, sul terreno comunale ora occupato sine titulo».

Al voto finale la proposta è passata col voto compatto della maggioranza.

 

Open source

L’Assemblea è passata ad affrontare la proposta di Luca Ceruti, M5s, per un maggiore utilizzo di risorse informatiche open source. Una proposta in parte accolta dalla maggioranza. L’assessore all’Informatizzazione Lorenzo Spallino ha riepilogato lo stato di fatto del Comune di Como. «Le macchine che lavorano meno sono per lo più in sofware proprietario, quelle che lavorano di più sono in software libero – ha precisato – la scommessa è il il client cloud, così che anche macchine vecchie possano lavorare senza problemi». Ha poi rilevato che Palazzo Cernezzi ha 800 computer, per cui sarebbe impensabile però passare tutti su software libero per i costi. «A Modena hanno iniziato negli anni ’90 – gli ha risposto Mario Molteni, Per Como –. Ovviamente non è stato a costo zero e si è dovuto formare il personale, dopo due anni hanno risparmiato quanto hanno investito». «Il cloud va benissimo – ha aggiunto Ceruti -, ma da qualche parte bisogna iniziare». Con una votazione per punti la maggioranza ha approvato solo la prima e solo prescrittiva parte della mozione, tanto che ritenendo snaturata la propria proposta Ceruti ha poi votato contro la mozione così come modificata.

 

Gettoni

Dopo un incontro dei capigruppo per decidere come continuare la seduta, dal 3 luglio inizieranno le delibere propedeutiche al Bilancio, il Consiglio ha affrontato un’altra mozione di Ceruti per collegare il gettone di presenza a una effettiva presenza in aula, «per almeno la parte preponderante della seduta, il 75% almeno, però bisogna valutare bene come poter effettuare i controlli», con registri, badge o altro. Molti d’accordo anche dalla maggioranza Gianni Imperiali, Como civica, «però bisogna vedere le modalità di controllo», ma molte anche le perplessità. «Ognuno di assume le proprie responsabilità» ha detto Vincenzo Sapere, Paco-Sel, sottolineando come si tratti di una questione morale. Di provocazione ha parlato invece Gioacchino Favara, Pd, che ha attaccato frontalmente Ceruti «se bisogna cambiare il Regolamento, bisogna farlo anche per evitare discussioni simili che fanno perdere intere sedute». Data l’ora la discussione è stata poi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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