Mese: Aprile 2016

15 aprile/ Cowspiracy: the sustainability secret al Gloria

p10935874_p_v8_aaVenerdì 15 aprile alle 21 lo Spazio Gloria di Arci Xanadù ospiterà in via Varesina 72 a Como la proiezione del film-documentario Cowspiracy: the sustainability secret, un innovativo lungometraggio nel quale un intrepido regista (Kip Andersen) svela l’industria più distruttiva del mondo contemporaneo, indagando a fondo i motivi per cui le principali organizzazioni ambientaliste mondiali hanno paura di parlarne. L’allevamento di animali è la principale causa di deforestazione, consumo d’acqua, inquinamento e produzione di effetto serra; nonché della distruzione della foresta pluviale con la conseguente estinzione delle specie indigene e del loro habitat; dell’erosione del manto terrestre, delle cosiddette “zone morte” oceaniche e di ogni altra forma di malattia ambientale. Nonostante ciò, questa pratica va avanti senza che nessuno si opponga. Mano a mano che Kip Andersen si avvicina ai vertici dei movimenti ambientalisti, scopre quello che sembra un rifiuto intenzionale a mettere in discussione gli allevamenti intensivi, mentre difensori e paladini dell’industria lo mettono in guarda sui rischi alla sua libertà e persino per la vita, in caso osi proseguire nella sua indagine. La proiezione sarà preceduta alle 19.30 da un aperitivo vegano. La serata è organizzata con la collaborazione di ArBio Italia, un’associazione per la conservazione della foresta amazzonica peruviana ed Essere Animali, un’associazione che, attraverso il coinvolgimento delle persone, promuove un cambiamento culturale, sociale e politico, volto a superare tutte le forme di sfruttamento nei confronti degli animali che condividono con noi il pianeta. L’ingresso è libero con tessera Arci.

15 aprile/ a Mariano per parlare di trivelle

Mariano Comense trivelleL’appuntamento è per venerdì 15 aprile, dalle 20.45 alla sala civica di Mariano Comense per una serata informativa, organizzata dall’associazione Penta, sulle ragioni del sì e quelle del no al referendum di domenica 17 aprile. Interverranno Mauro Guglielmi, dell’Università dell’Insubria, Marzio Marzorati di Legambiente e Giovanni Franzini in qualità di tecnico dei sistemi energetici.

12 aprile/ Si firma a Porta Torre

italicum BAppuntamento martedì 12 aprile dalle 10 alle 13,30  a Porta Tprre a Como per firmare i referendum contro l’Italicum, il tassello elettorale dell’involuzione della democrazia fortemente voluta dal governo Renzi nella speranza (peraltro fondata su calcoli sbagliati) di assicurarsi con una legge truffa la maggioranza senza averla alle elezioni.  Al banchetto del Coordinamento Democrazia e Costituzione saranno disponibili i materiali per il Sì al referendum del 17 aprile. 

11 aprile/ Si firma al Gloria

Italicum AAppuntamento ai lunedì del Cinema Gloria per firmare i referendum contro l’Italicum, il tassello elettorale dell’involuzione della democrazia fortemente voluta dal governo Renzi nella speranza (peraltro fondata su calcoli sbagliati) di assicurarsi con una legge truffa la maggioranza senza averla alle elezioni.  Al banchetto del Coordinamento Democrazia e Costituzione si potrà firmare dalle 20 e saranno disponibili i materiali per il Sì al referendum del 17 aprile. In programma l’11 aprile ai Lunedì del Cinema Gloria alle 21 Spotlight di Thomas McCarthy. (altro…)

Laudato SÌ, trivelle No/ Scienza per non morire fossili

laudatositrivellenoPer cogliere l’occasione del referendum, occorre, oltre che recarsi a votare, andarci consapevoli della posta in gioco. Con questa intenzione è stato prodotto un e-book curato da Angelo Consoli e arricchito da contributi di molteplici esperienze e raccolti da più siti, oltre che da riflessioni che rappresentano culture non più ancorate al mondo dei fossili. Opera di notevole valore scientifico e culturale, che illustra una economia solare, sostenibile, digitale e circolare che già è in campo e che necessita solo di essere conosciuta e divulgata, si presenta di facile e stimolante lettura, con una riconoscibile finalità propositiva. (altro…)

19 aprile/ Progetto Icaro: conferenza nazionale a Milano

logo-icaro--150x150Politiche, Metodologie, strumenti per la gestione delle aziende confiscate. Dall’impresa mafiosa all’impresa legale. Martedì 19 aprile dalle 8.45 alla sala Pirelli del palazzo della Regione Lombarida in via F. Filzi 22 a Milano, la conferenza nazionale promossa dal progetto Icaro. Instruments to remove Confiscated Asset Recovery’s Obstacles.

Programma:

8.45 registrazione partecipanti

Il progetto Icaro

9.00 presentazione a cura di Luigi Lusenti coordinatore del progetto

9.15 Le aziende confiscate: dove e come investe la criminalità organizzata
prof. Stefania Pellegrini

9.45 Dagli studi di caso al modello di gestione
prof. Nando dalla Chiesa

Le politiche di Regione Lombardia sulle aziende confiscate

10.15 Roberto Maroni presidente della Regione Lombardia (da confermare)

10.45 Coffee Break

Tavola rotonda: dai capitali mafiosi all’impresa legale

Coordina
Gian Antonio Girelli – Presidente commissione Antimafia Regione Lombardia

Partecipano
Rosy Bindi – presidente commissione parlamentare Antimafia
Maria Vittoria De Simone – direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo
Umberto Postiglione – direttore generale ANBSC
Susanna Camusso – segretaria generale Cgil

13.50 conclusioni a cura del progetto Icaro – Vincenzo Moriello

14.00 Buffet

Sul sito www.icaro-confiscatedassetrecovery.eu e sulla pagina facebook icaroconfiscatedassetrecovery, è disponibile è la scheda per la partecipazione.

Diritti migranti/ Accadde in Palestina

valedesefemiaCon la presentazione del pastore Andreas Koehn è iniziato, domenica 10 aprile,nella Chiesa valdese di Como l’incontro su tema Bambini che la legge italiana vuole invisibili con le relazioni di Antonio Femia (impegnato in studi di giurisprudenza, Consiglio provinciale  Sel-Sinistra italiana) e Augusta Del Piero (si definisce “una pensionata curiosa, nata nell’anno in cui furono promulgate le leggi razziali italiane” e animatrice del sito Diari e altro). L’incontro è stato seguito da una cinquantina di persone che hanno animato, stimolate dalle relazioni, un ampio dibattito. Già on line il video dell’iniziativa realizzato da Altra Como.

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Il video di Altra Como

Non m’uccise la morte/ Realtà e paradossi della giustizia italiana

Il titolo della serata, con quella sua vena un po’ paradossale, Non mi uccise la morte…, rende bene il suo senso: una realtà che supera la fantasia, e una fantasia che accoglie la realtà.

Allo Spazio Gloria, davanti a un pubblico non troppo numeroso (e la serata organizzata dall’Arci avrebbe davvero meritato qualcosa di più, anche da parte del coté politicamente e socialmente impegnato), viene proiettata l’ultima opera di Ascanio Celestini, Viva la sposa, con una introduzione che ne mette in evidenza lo stretto legame con l’attualità italiana. A introdurre il film, infatti, non sono critici cinematografici ma Lucia Uva, sorella di Giuseppe, e Fabio Ambrosetti, avvocato di parte civile per la famiglia Uva nel processo che cerca di ricostruire uno straccio di verità sulla vicenda di Giuseppe Uva, morto il 14 giugno del 2008 nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Circolo, dopo aver passato una notte nella caserma dei carabinieri di via Saffi a Varese.

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L’avvocato Fabio Ambrosetti

 

 

 

 

 


Da lì, dal legame tra finzione narrativa e tragica realtà, comincia l’avvocato Ambrosetti, esplicitando come la scena quasi alla fine del film di Celestini, in cui un personaggio muore in seguito alle percosse ricevute durante e dopo un arresto,  sia dichiaratamente ispirata alla vicenda di Giuseppe Uva, ma con una significativa differenza: infatti, nella sceneggiatura originale di Ascanio Celestini, l’arresto doveva avvenire senza un motivo di particolare gravità (come fu eseguito l’arresto di Giuseppe Uva, reo solo di qualche escandescenza rumorosa), ma la scena è stata poi modificata poiché tale modalità di arresto fu ritenuta inverosimile dalla produzione belga, che chiese quindi all’autore di modificare la vicenda, accollando al personaggio più gravi responsabilità. Anche in questo caso, quindi, la realtà supera – e di molto – la fantasia. Ma – come ha ben spiegato l’avvocato Ambrosetti (misuratissimo, efficace, pacato ma duro nel suo racconto) – non è questo il punto: anche chi si sia reso colpevole di fatti gravi deve essere detenuto in condizioni di sicurezza, e la sua salute deve essere salvaguardata. La vicenda di Giuseppe Uva, che purtroppo non è un caso unico in Italia (da quello di Federico Aldrovandi in poi…), mostra invece come i diritti umani anche nella civilissima Italia non vengano rispettati e come poi su queste mancanze non si indaghi con la doverosa rigorosità, eludendo tutte le regole che la comunità internazionale (compresa quella europea) si è data. Così, a distanza di otto anni, e con un processo dalle molte lacune che dovrebbe andare a sentenza intorno alla metà di quest’anno, non si è ancora in grado di sapere cosa sia veramente successo, quella tragica notte, nella caserma dei carabinieri.

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Jlenia Luraschi, che ha presentato la serata, con Lucia Uva

 

 

 

 

 

 

Da parte sua, Lucia Uva ha condiviso con il pubblico presente la sua rabbia per tutto quello successo, ma anche il ricordo di quel fratello “più piccolo”, per cui è stata “sorella, mamma e amica”, e ancor di più la sua determinazione a non fermarsi davanti a nulla, fino ad arrivare a una ricostruzione chiara della morte di Giuseppe. C’è molta forza nelle sue parole e nel suo racconto; c’è anche la capacità di superare i sentimenti, senza metterli da parte, per cercare di capire. Ricorda, infatti, di come ha voluto fotografare il corpo martoriato di Giuseppe, per non dimenticarne le offese subite, per non rimuovere la verità e la giustizia, nella loro più dura necessità.

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L’avvocato Ambrosetti, sollecitato dal pubblico, ricorda ancora che il problema dell’accertamento dei fatti e dell’ottenimento della giustizia è non solo tecnico, ma ancora di più culturale, in una nazione in cui le forze dell’ordine “fanno ancora corpo” tra di loro, preferendo difendere i colleghi a qualsiasi costo, piuttosto che aspirare a modelli di comportamento rispettosi dei diritti di tutti.

Con questa riflessione sugli aspetti culturali della drammatica vicenda di Giuseppe Uva si salda il film di Celestini: narrazione di un mondo ai margini, e addirittura oltre i limiti, della legalità, racconto sopra la righe a tratti, ma sempre intriso di attenzione e partecipazione verso chi è escluso dal flusso principale della città, del mondo, della vita. Sicuramente, il pubblico di ieri sera ha visto il film, a prescindere dai propri gusti e dalle proprie simpatie per l’autore, con occhi diversi, e più attenti.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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