Mese: Luglio 2016

Emilio Russo/ Aree vaste: ha ragione Maroni

emilio russoEmilio Russo interviene nel dibattito talora effettivamente surreale sugli “smembramenti” territoriali e le difese all’arma bianca di brandelli di territorio che appassionano la politica e i media locali. Russo per una volta è con Maroni:  «Come il Presidente della Regione ha correttamente puntualizzato, prima del referendum del prossimo autunno non ci sarà nessuna legge sulle “aree vaste”. Chi vorrà esprimere un giudizio negativo sull’abolizione senza alternative delle Provincie e sulla creazione del “monstrum” della città metropolitana avrà la possibilità di usare l’arma del voto».  (altro…)

Emergenza stazione/ Finalmente risposte concrete: dalle 19 un riparo per i più fragili

Featured Image -- 51795Finalmente si aprirà alle  19 del 22 luglio un riparo coperto per i profughi costretti dalla pioggia ad abbandonare i loro giacigli nel parco della stazione per trovare rifugio sotto la pensilina esposti al vento e all’acqua. L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti ci ha confermato che alle 19, appena lo spazio sarà liberato dalle macchine, la Cri installerà una tenda nell’area comunale di Viale Innocenzo nei pressi della stazione della polizia municipale. (altro…)

Emergenza umanitaria/ Magatti: la speranza

brunomagattiUn passo avanti è stato fatto. La decisione, il 21 luglio,  del prefetto di Como di affidare al Comune  il coordinamento delle azioni sull’emergenza umanitaria alla Stazione San Giovanni, dando quindi maggiori possibilità d’azione all’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti permette almeno un’accelerazione delle procedure dando più possibilità a una persona sicuramente interna politicamente, idealmente e per storia di vita alla cultura dell’accoglienza e dei diritti umani.

Si tratta però di una missione difficilissima per la quale si corre il rischio che non basti né l’impegno dell’assessore (che peraltro non inizia ieri) né la disponibilità solidale della città che si è fatta sentire sia nella neonata Rete Como senza frontiere che nelle altre organizzazioni, da più tempo attive, parte della Rete dei servizi per la grande marginalità. La scelta fatta di non dichiarare lo stato di emergenza e di non far scattare l’intervento della Protezione civile espone i profughi accampati e il Comune che dovrà coordinare le azioni al rischio di mezzi e personale insufficienti, risorse inadeguate, tempi di intervento incompatibili con le necessità delle persone. Le soluzioni messe in campo dal Comune su cui sta lavorando Magatti sono opportune. Si pensa a un tendone della Croce rossa, allestito nello spazio vicino alla stazione, nell’area dei Padri Somaschi che già hanno assicurato di mettere a disposizione dell’emergenza bagni e docce della palestra del Collegio Gallio. Si parla (finalmente) dell’installazione a cura di Cento stazioni di una serie di servizi igienici veri collegati alla rete idrica e delle fogne. Si parla di soluzioni per le mense e  almeno a un primo passo per la tutela della salute grazie alla Caritas e alla Croce rossa. Magatti che ha esposto le sue intenzioni nell’incontro del 21 notte in stazione con il parlamentare di Sinistra italiana Franco Bordo non ha nascosto le difficoltà, ma si è detto convinto che sia possibile con l’impegno di tutti farcela invitando a percepire le istituzioni non estranee al tessuto di azione positiva della città. I tempi sono strettissimi, qualche rigurgito di razzismo e xenofobia già si è manifestato, non è mancata persino qualche provocazione fasciorazzista resa inoffensiva dalla preziosa presenza costante delle Forze dell’ordine, le condizioni di vita delle persone che vivono nel parco della stazione San Giovanni sono vergognose per una delle città più ricche del pianeta, ma vedere la determinazione con la quale Magatti si dimostra convinto che si possano trovare soluzioni deve far sperare che la sua missione non sia impossibile. Il nostro giornale pure nella sua modesta possibilità di azione non farà mancare, praticando il giornalismo partecipato che abbiamo scelto,   a tutti coloro che si occupano dell’emergenza (amministratori, reti, persone) il supporto di un’informazione libera, inossequiosa, laicamente schierata verso i deboli e contemporaneamente solidale verso tutte le azioni che cercano di risolvere i problemi. La stessa prospettiva dell’Arci di cui non casualmente la nostra impresa giornalistica è parte. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] [Foto Marisa Bacchin]

Emergenza umanitaria/Franco Bordo (Si): Le istituzioni devono fare la loro parte

marcobordo celesteA Como per rendersi conto dell’emergenza umanitaria di Como San Giovanni il deputato di Sinistra italiana Franco Bordo ha denunciato la gravità della situazione, ringraziato i volontari e preannunciato un suo intervento sul ministro dell’interno perché agisca sulla Prefettura di Como per ottenere che le istituzioni facciano doverosamente la loro parte.  (altro…)

L’emergenza umanitaria della Stazione a Palazzo Cernezzi

Stazione san giovanniAl Consiglio comunale del 21 luglio la dichiarazione  preliminare di Celeste Grossi (Paco-Sel) ha affrontato il tema dell’emergenza umanitaria in Stazione: «La città di Como non ha responsabilità dirette nelle motivazioni dell’esodo che coinvolge interi popoli, ma non può e non vuole esimersi dal compito di governare la situazione di emergenza umanitaria che si è venuta a creare». leggi nel seguito il testo della dichiarazione. (altro…)

ecoinformazioni on air/ Emergenza coordina il Comune

profugjhistazione sangiovanniIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 21 luglio alle 19,15 su Radio Popolare. Ascoltalo nel  sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.

Como come Ventimiglia, questa sembra la prospettiva. La città risponde con generosità agli appelli della rete Como senza frontiere che tenta di dare soccorso a centinaia di migranti che sistematicamente respinti alla dogana elvetica sperano di riuscire prima o poi a passare il confine per arrivare nell’agognata Germania.

Sono in massima parte eritrei giovani, molti i minori, le donne incinte e persino un neonato, e vivono nel giardino della stazione da settimane. Caritas, Croce rossa e parrocchia di Rebbio fanno il possibile per offrire almeno un pasto al giorno, ma sono sempre più urgenti un presidio sanitario, mediatori culturali per esporre ai profughi i loro diritti, un riparo notturno al coperto e prima ancora bagni e docce. Le tante organizzazioni della rete della solidarietà che raggruppa dai ragazzi e ragazze della scuola di italiano per stranieri all’Arci, dai partiti di sinistra, alla Cgil, dal Coordinamento comasco per la Pace all’Isola che c’è ha chiesto un intervento urgente e affermano di non poter reggere più a lungo. La soluzione decisa oggi dalla prefettura è affidare il coordinamento delle attività al Comune di Como, affidare alla Cri la gestione degli aspetti sanitari, d’intesa con le Ferrovie installare servizi igienici, affidare alla Caritas la gestione dei pasti e la distribuzione di vestiario e generi di prima necessità. Intanto stasera alle 21,30 in Stazione ci sarà il parlamentare di Sinistra Italiana Franco Bordo per incontrare i profughi, gli attivisti della solidarietà e affermare la rilevanza politica nazionale della questione.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

Como: cultura viva?/ Dicci la tua

Comoculturaviva

Arci-ecoinformazioni sta lavorando con il Circolo Arci Xanadù e il TeatroGruppo popolare al progetto Connessioni controcorrente, con l’obiettivo di riavvicinare persone e luoghi di cultura attraverso nuove e ampliate proposte, possibilità di partecipazione e originali stimoli per mettersi in gioco in prima persona per la promozione, la fruizione e la creazione stessa di cultura.

Il questionario Como: cultura viva? è il primo passo in questa direzione. Dicci la tua e inizia a contribuire alla nuova Como che abbiamo in mente.

Compila il questionario qui.

 

 

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