Mese: Dicembre 2017

L’intervento di Como senza frontiere al Bivacco solidale

Oggi siamo qui dove si è compiuto lo scelus, per chiedere al sindaco Landriscina di revocare la sua ordinanza, perché come cittadini non vogliamo una città vetrina o una città dei balocchi, ma una città solidale. L’ordinanza del sindaco di Como, che vieta i bivacchi e la questua nel centro città per tutto il periodo natalizio, contestata anche da Amnesty e da Caritas, è immorale, perché criminalizza la solidarietà e colpisce in modo crudele i poveri con la scusa del decoro urbano e della sicurezza.

Per di più l’ordinanza arriva in coincidenza con il Natale, contraddicendone lo spirito, perché promuove i disvalori delle nostra società. L’ordinanza infatti dà valore al consumismo e antepone alla presa d’atto di una situazione di bisogno gli interessi dei commericanti che di sicuro non sono intaccati da chi chiede l’elemosina né da chi trova riparo sotto i portici del centro né dai volontari che danno loro la colazione.

La solidarietà non può essere considerata dall’amministrazione comunale come un optional, un optional che può esser messo in secondo piano rispetto all’interesse economico, altrimenti si mettono in discussione i principi di ogni stato democratico. Anche nella nostra Costituzione la solidarietà è un valore fondante dell’intero ordinamento giuridico. L’articolo 2 richiede infatti “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Non solo, ma la sua collocazione tra l’articolo 1 che fonda la Repubblica sul lavoro e il 3 che garantisce la “dignità” di tutti i cittadini impone a tutti una lettura sempre più consapevole dei legami inscindibili tra dignità, solidarietà ed eguaglianza.
Condannare chi è solidale per nascondere il problema della povertà è un atto cinico e disumano, e fa sì che le politiche securitarie prevalgano sui diritti umani e sulla vita delle persone.

In conferenza stampa il sindaco e il comandante della polizia locale hanno dichiarato, dimostrando ipocrisia e confusione mentale, di essere dalla parte dei poveri, e hanno cercato di far passare per mentecatti i volontari del gruppo colazione, minacciati di essere multati dai vigili urbani per aver portato da mangiare a dei senzatetto, come facevano da sette anni.
Noi però sappiamo che non è così, sappiamo che questa è solo l’ultima di una serie di azioni antisociali portate avanti dall’amministrazione Landriscina.

In ordine sparso:
• hanno chiuso il rubinetto dell’acqua all’autosilo Valmulini, impedendo ai migranti che lì passavano la notte di bere e lavarsi;
• hanno rimosso le panchine e tagliato un albero in Piazza San Rocco, sempre per osteggiare i migranti che lì trascorrono il tempo, fomentando il clima d’odio e di paura a scapito della coesione sociale del quartiere;
• hanno lasciato che i volontari di Como accoglie e Caritas trovassero una sistemazione dignitosa per i migranti che dormivano all’autosilo Valmulini e subito dopo hanno stanziato 20.000 euro per impedirvi l’accesso con dei cancelli, senza considerare che ad aprile i dormitori chiuderanno e le persone avranno bisogno di un posto riparato in cui dormire → 20.000 euro che potevano essere spesi per garantire notti al coperto nei dormitori e pasti caldi nelle mense, o per aumentare le docce in città, o per favorire il reinserimento sociale di chi è costretto a vivere per strada perché ha perso il lavoro.

• In ultimo, hanno emanato questa ordinanza illegittima, figlia del decreto Minniti, e minacciato i volontari.
Per questo

• chiediamo al comune di revocarla e incontrare le rete dei servizi per la grave marginalità per trovare insieme soluzioni reali al problema dei senzatetto e degli indigenti;
• chiediamo di farsi carico completamente delle spese dell’Emergenza freddo, perché fino ad ora l’amministrazione partecipa versando solo 4.000 euro all’anno;

• chiediamo di aumentare i dormitori, perché quelli attuali sono insufficienti da anni e le persone sono costrette a fare dei turni per accedervi;
• chiediamo di assumere altri assistenti sociali e rinforzare i servizi sociali;
• chiediamo di ristrutturare e rendere agibili gli appartamenti sfitti di proprietà comunale, restituendoli alla cittadinanza;

Adesso il microfono va a chi vuole, mantenendo però un linguaggio nonviolento come è nello stile di Csf, affermare la sua contrarietà all’ordinanza e chiedere al sindaco Landriscina di fare un passo indietro, .

Il cibo che abbiamo portato possiamo condividerlo tra noi o con i passanti, come segno di violazione esplicita dell’ingiusta ordinanza antibivacchi e per superarla con la solidarietà. La rete aderisce all’appello per la raccolta di di aiuti al don Guanella o ad altre realtà che si occupano di accoglienza. [Anna Maria Francescato, portavoce Como senza frontiere]

Associazioni e enti che si occupano di grave marginalità contro l’ordinanza di Landriscina

«Gli enti e le associazioni del Terzo Settore che si occupano di grave marginalità,di fronte alla ormai nota “Ordinanza contingibile e urgente a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano” e soprattutto di fronte alle conseguenze scaturite dall’applicazione di tale ordinanza, ritengono doveroso prendere posizione e non rimanere in silenzio.

Sette anni fa gli enti hanno costituito un Coordinamento -di cui fa parte lo stesso Comune di Como- con la finalità di lavorare per migliorare la qualità della vita delle tante persone senza dimora della nostra città. Lo stile che fin da principio ha contraddistinto la nostra attività è stato quello di lavorare in una logica di rete e di condivisione nel rispetto delle diverse competenze e posizioni. L’ordinanza in oggetto, che va a colpire indistintamente e senza opportuno discernimento le persone con cui e per cui noi operiamo,è stata purtroppo emanata senza la minima condivisione (o preventiva comunicazione) da parte dell’Amministrazione Comunale. Lungi da noi voler dettare la linea a Sindaco e Giunta, siamo però rimasti colpiti dal metodo: nessun coinvolgimento in merito e nessuna volontà di ascolto/confronto preventivocon chi da anni opera, in collaborazione con l’Amministrazione, e con il coinvolgimento di tantissimi cittadini volontari,nell’ambito della grave marginalità. Un fulmine a cielo (quasi) sereno.Da qui la necessità di esprimerci attraverso questo comunicato, dopo aver comunque espresso personalmente alla Vicesindaco quanto qui riportato, come riteniamo corretto in una logica di rete.

Il Sindaco ha affermato di essere disponibile ad incontrarci. Noi ci siamo e continuiamo a credere in un dialogo costruttivo, distante da strumentalizzazioni politico-partitiche ma improntato alla ricerca di soluzioni condivise.

Rimaniamo però fermamente convinti che vi siano altri modi per approcciarsi al tema e questo ci porta ad entrare nel merito. Crediamo sia un erroremettere sullo stesso piano fenomeni e persone in modo indiscriminato,senza operare un distinguo e una diversa modalità di intervento tra accattonaggio, senza dimora, racket, venditori di merce contraffatta… Nell’ordinanza tutto è da colpire, nascondere, allontanare. Non dalla città -beninteso- ma solo da alcune zone e solo per il periodo di feste.

Come enti che lavorano da anni nel campo della grave marginalità ci sentiamo di mettere in guardia da misureapparentemente risolutive nell’immediatezza. Riteniamo si debbano pensare e costruire processi di cambiamento in cui tutta la comunità venga coinvolta. Processi che operino dei distinguo, che tengano conto della complessità e della diversità delle problematiche, processi che approfondiscano la conoscenza della gravemarginalità, delle sue specificità e degli interventi possibili di prossimità relazionale, mediazione sociale, accompagnamento, valorizzazione delle risorse (non riteniamo le persone senza dimora sempre e solo povere di tutto!), azioni di sistema, anche secondo quanto espresso con molta chiarezza da“Le linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”, emanate dal Governo nel 2016. Le soluzioni facili non fanno altro che parlare alla pancia della gente e rimangono, a nostro avviso, prettamente nel campodell’ideologia.

L’esistenza di strumenti, già previsti dalla normativa vigente, che possono contrastare i fenomeni illegali. quali il racket criminale dell’elemosina o il commercio abusivo di merci contraffatte, ci induce a ritenere il provvedimento, se non altro, superfluo.  Ci colpisce anche la sua inutilità. Tutti siamo consapevoli a priori che le multe non verranno mai pagate e siamo consapevoli a priori che i problemi di cui ci si vorrebbe far carico difficilmente verranno risolti con questi interventi. Il dato di fatto è che finora l’unica conseguenza visibile sembra essere quella di umiliare ed emarginare in misura ancora maggiore le persone più deboli e fragili della nostra società, le persone che più hanno bisogno della nostra vicinanza e accoglienza. Non solo. L’altra conseguenza è stata quella di arrivare a colpire un gruppo informale di cittadini e volontari che da ormai sette anni tutte le mattine porta un caffè, una brioche e soprattutto una preziosa relazione di prossimità, un insostituibile contatto umano con le persone senza dimora. Abbiamo ascoltato la ricostruzione resa dagli Agenti del Comando di Polizia Locale (peraltro meri esecutorie non responsabili del provvedimento), ma teniamo a ribadire che i volontari sono stati esplicitamente invitati ad allontanarsi dall’ex Chiesa di San Francesco, perché a rischio di essere sanzionati sulla base dell’ordinanza.

Le considerazioni espresse ci portano a chiedere al Sindaco di fare un passo indietro e di revocare l’ordinanza. Non sarebbe una sconfitta, ma il segno della volontà di ragionare sui problemiin modo partecipato e valorizzante delle tante competenze presenti in città.

 

[ASCI Don Guanella onlus, Associazione Incroci onlus, Casa Vincenziana Onlus e Volontari San Vincenzo, City Angels, CSLS – Cooperativa Sociale Lavoro e Solidarietà, Cooperativa sociale Symploké, Fondazione Caritas Solidarietà e Servizioonlus, Fondazione Somaschi, Gruppo “Legami”, Opera don Guanella, Parrocchia di Rebbio, Piccola Casa Federico Ozanam]

L’Etruria di Landriscina

Non è Renzi l’unico politico a cui le trovate mediatiche astutamente congegnate si risolvono in un disastro. In questi giorni, proprio mentre per l’ex presidente del Consiglio è in scena la Caporetto della sua credibilità a causa della Commissione parlamentare sulle truffe bancarie e le saghe familiari che le determinano (nella foto di copertina un cartello a una manifestazione contro il governo  per Banca Etruria), l’eletto comasco Mario Landriscina fa i conti con un’altrettanto sciagurata idea che non prevedeva certo avrebbe avuto tanti effetti collaterali. (altro…)

23 dicembre/ L’Anpi ricorda il partigiano Enrico Caronti

Sabato 23 dicembre ricorre il settantatreesimo anniversario della barbara uccisione del partigiano Enrico Caronti (Romolo). La sezione di Dongo lo ricorderà alle 11 con una commemorazione al cimitero di Menaggio, mentre a Blevio sarà ricordato alle 14.30 nei pressi del monumento a lui dedicato (sulla strada per Bellagio).

23 dicembre/ Bivacco solidale contro chi affama i poveri/ Condividiamo l’appello di don Leonello Bigelli


Lo scopo principale della manifestazione di Como senza frontiere Bivacco solidale di sabato 23 dicembre (alle 10 all’ex chiesa San Francesco di Como) non è l’aiuto diretto – sempre necessario e meritorio – a chi è in difficoltà, ma la protesta civile contro un’ordinanza del sindaco di Como gravemente lesiva dei diritti umani. Ci sarà un bivacco perché bivaccare è vietato. Ci sarà del cibo perché si vieta che venga dato ai poveri. Ci saranno cartelli contro chi vuole colpire i poveri per favorire semplicemente le vetrine. Ci saranno associazioni, forze politiche, sindacati, e singoli/e  cittadini/ e per dire no a chi vuole nascondere i problemi perché non vuole risolverli. Ognuno è invitato a contribuire come può, con cibo, bevande, striscioni e riflessioni (sarà messo a disposizione un amplificatore per ogni eventuale intervento). (altro…)

Iantorno/ Chiedere l’elemosina non è un illecito/ Se i vigili sanzionano e sequestrano commettono un abuso

Abbiamo chiesto a Marcello Iantorno (già assessore al patrimonio e alla legalità nella Giunta Lucini) un commento da legale all’inumana ordinanza del sindaco Landriscina. Il suo scritto risponde anche ad alcune domande che gli sono state poste da diretti interessati, poveri della città, evidentemente spaventati ingiustamente dall’inumano provvedimento comasco. L’ordinanza, quando impone sanzioni a ciò che è pienamente legale, è fuori della legge. (altro…)

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