Anno: 2023

28 gennaio/ Anna, diario figlio della Shoah

Per il quarto anno consecutivo, la cooperativa sociale Colisseum di Cantù rinnova il suo impegno nel celebrare la Giornata della Memoria attraverso l’arte e il progetto ideato dal vice presidente Franco Campanella “Arbeit macht frei – Per non dimenticare”, mantenendo il proprio impegno divulgativo nei confronti della comunità e dei valori di integrazione, inclusività e consapevolezza sociale, che la contraddistinguono sin dalla fondazione. Torna in scena lo spettacolo di danza e prosa “Anna, diario figlio della Shoah” ideato dal regista e coreografo Tony Lofaro.

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Dramma Bassone/ Braga interroga

Con un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della GiustiziaLa parlamentare del Pd denuncia la condizione isostenibile nella quale i detenuti e le guardie sono costretti a vivere (e morire).
«Premesso che: l’ultimo studio disponibile di PoliS Lombardia, ente di diritto pubblico e strumentale di Regione Lombardia rende evidenti le gravi e urgenti carenze della Casa Circondariale di Como, criticità più volte rimarcate dalle sigle sindacali comasche; secondo PoliS Lombardia nella Casa Circondariale di Como tra il 2020 e il maggio 2021 il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 150%, ponendo il carcere comasco tra gli istituti detentivi lombardi più sovraffollati.

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Marcia della Pace/ No alla guerra. No alle armi

Domenica 22 gennaio in una giornata moderatamente fredda ma serena e con qualche raggio di sole a scaldare i partecipanti si è svolta a Mariano la trentesima marcia della Pace, manifestazione nell’ambito delle attività del mese della Pace.

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Finalmente dopo due anni di restrizioni per il covid 19 circa 500 persone hanno marciato silenziosamente dalla chiesa del Sacro Cuore Di Mariano fino al palazzetto dell’oratorio San Rocco.

Alle tredici e trenta gli organizzatori e gli scout di Mariano si sono ritrovati sul piazzale della chiesa del Sacro Cuore per coordinare e mettere a punto gli ultimi atti necessari a gestire correttamente la Marcia della Pace.

La marcia è una tradizione importante per la comunità del decanato Cantù Mariano e quest’anno gli organizzatori membri delle diverse associazioni del territorio (dalla Caritas, alle Acli, al gruppo volontari Brianza, ai Medici per l’Africa, all’Anpi, ai giovani degli oratori) hanno deciso di affidare agli scout di Mariano la sua gestione.

Il loro canto gioioso ha accolto i partecipanti alla marcia all’ingresso della chiesa gli striscioni e i vari cartelli colorati hanno contornato l’altare; gli scout poi hanno guidato il serpentone silenzioso per le vie di Mariano.

Marcia che ha effettuato una sosta nel cortile della cooperativa Penna Nera, dove, il suo presidente Adalberto Mosca ha accolto in cerchio i partecipanti ed ha presentato l’esperienza di accoglienza e di inclusione della cooperativa seme indispensabile per la crescita della Pace tra le persone.

La lettura di un brano tratto dal messaggio di Papa Francesco per la 56° Giornata della pace – 1 gennaio 2023 dal titolo “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid 19 per tracciare insieme sentieri di pace” ha sottolineato e ricordato a tutti il tema che ha ispirato e guidato la marcia di questo anno 2023

La lettura del messaggio di Katya, giovane pacifista ucraina di Kyv, e quello di AlexanderBelik, leader dei obiettori di coscienza russi, inviati e letti in occasione della marcia della pace che si è svolta ad Altamura il 31 dicembre scorso (marcia nazionale per la pace, evento della Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con diversi uffici e associazioni) hanno rappresentato un momento di emozione tra tutti i partecipanti e riportato nei cuori e nelle menti terribili immagini di guerra..

Poi di nuovo tutti a marciare in silenzio verso il palazzetto dell’oratorio San Rocco dove i giovani  avevano preparato un ambiente caldo e accogliente con sedie per tutti e il coro Cantantibus della Comunità Pastorale san Francesco ha accolto i partecipanti alla marcia.

Dopo una breve introduzione è stato chiamato ad intervenire don Renato che è stato tra i primi preti obiettori alle spese militari, subendo anche qualche pignoramento e un processo penale, con assoluzione, il 4 giugno 1991, per aver invitato a non spendere soldi per le armi. Don Renato ha partecipato alla marcia a Sarajevo nel dicembre 1992 con don Tonino Bello. Ha seguito per Pax Christi diverse situazioni di guerra, in particolare in Iraq, dove è stato molte volte, prima, durante e dopo la guerra. Recentemente è stato in Ucraina con la IV carovana della Pace (Pax Christi) che è giunta fino a Kiev.

Il suo intervento ha sollecitato e dato una scossa al risveglio delle coscienze per ripartire da una cultura non violenta dove parole come disarmo, indignazione, informazione, guerra uguale a pazzia, no alla detenzione delle armi nucleari sono state le parole che hanno risuonato nel palazzetto. Palazzetto sempre attento e silenzioso.

Il suo intervento molto coinvolgente e stimolante può essere riassunto in un: No alla guerra. No alle armi. Con le armi non si ottiene la pace. Non abituiamoci a nessuna guerra!

Un ringraziamento speciale è stato riconosciuto ai giovani scout, alla protezione civile alla croce bianca e alla polizia locale e alla prefettura che hanno permesso uno svolgimento sereno e sicuro della manifestazione che ha visto un saluto del sindaco e del Decano.

Il tutto si è concluso con un canto comune e con la distribuzione da parte di volontari di un bicchiere di the caldo. Si alla pace. Amiamo la pace! [Piergiorgio Pozzi, Acli]

Se fate i bravi: un film per la memoria attiva di Genova 2001

Se fate i bravi è un film «inattuale», che però l’evoluzione della politica in questo Paese e in questi tempi «riporta attualissimo». Esordisce così Stefano Collizzolli, nella sua breve introduzione alla proiezione allo Spazio Gloria. Allude evidentemente alla violenza del potere, perché Se fate i bravi è un film su Genova 2001 (ma forse sarebbe meglio dire di Genova), che torna a rileggere quei giorni e quella fase a distanza di più di vent’anni, deliberatamente aggirando la “celebrazione” del ventennale, e invece riportando l’attenzione al fondamentale intreccio di storie personali e storia collettiva che Genova rappresentò.

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Ciao Nanni

È morto Giovanni Moretti, fu segretario della Camera del lavoro e candidato del centrosinistra a sindaco di Como quando fu eletto Bruni. Il ricordo di Sergio Simone, compagno di partito e già sindaco di Como: «Per me è un grande dolore la scomparsa di Nanni, gli volevo bene. Era una persona buona e generosa. Mi sovvengono tanti ricordi giovanili. Ci conoscemmo agli albori degli anni 60 e con Piero Scorti decidemmo di iscriverci alla Federazione Giovanile Socialdemocratica. Ma scoprimmo che non esisteva e allora la organizzammo. Io divenni segretario, Nanni responsabile dell’organizzazione e Piero Scorti direttore del giornaletto ciclostilato che chiamammo “La nuova Frontiera”. Nanni propose come primo lavoro di organizzare la raccolta fondi per sostenere la lotta clandestina dei compagni spagnoli. Ci gemellammo idealmente con la città di Valladolid. Nanni sapeva come far affluire le contribuzioni raccolte. Ricordo il primo Congresso Nazionale della FGSI cui partecipammo che si svolse a Salerno. Ci schierammo con Ninni Urso ma finimmo in minoranza e fu eletto segretario Bruno Palmiotti. Ricordo le riunioni per costituire la Consulta giovanile. Ci si incontrava il più delle volte nella sala del giornale L’Ordine sotto lo sguardo severo ma benevolo di don Brusadelli. C’erano Silvano Saladino, Alberto Poma, Guglielmo Invernizzi, Franco Franchi, Felice Sarda, Camillo Monti, i fratelli Campisani, Giuseppe Botta e forse qualche altro che non ricordo. Memorabili le battaglie nel Partito, spesso condotte con troppa spavalderia, tanto che finimmo con l’essere deferiti ai probi viri. Ma in quei giorni si consumò la scissione del PSIUP e Nanni ci comunicò che avrebbe aderito al nuovo Partito, il PSIUP ed io e Scorti gli comunicammo che avremmo aderito al PSI. Le nostre strade si divisero ma continuammo a vederci spesso la sera a casa sua dove si cantavano canzoni di lotta ed anarchiche, e a delle feste a casa mia a Civiglio. Poi lui andò alla CGIL dove condusse memorabili battaglie sindacali e una fra tutte quella della Ticosa. Sulla Ticosa non la pensavamo allo stesso modo ma tant’è, la perdemmo tutti. Ci battemmo per farlo eleggere Sindaco ma perdemmo ancora. L’ho rivisto per l’ultima volta a fine estate. Hasta la vista compagno Nanni». [Sergio Simone per ecoinformazioni]

Lavoro flessibile, lavoro indegno

Nella serata di venerdì 20 gennaio si è tenuta, nella sala conferenze del Museo della barca lariana di Pianello Lario, la conferenza Lavorare gratis, lavorare tutti: riflessioni sui rapporti di lavoro nel XXI secolo, lavoro precario, lavoro povero, lavoro flessibile. Sono intervenuti, moderati da Danilo Lillia di Anpi Dongo, Andrea Fumagalli, economista dell’Università di Pavia, Federico Martelloni, docente di diritto del lavoro, e Paolo Gagliardi, segretario generale Nidil di Como. La serata si è svolta all’interno della rassegna Dal 28 al 28.

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Abbondino a don Roberto/ Che sia la svolta

L’Abbondino d’oro dato il 21 gennaio 2013 consegnato alla sorella per don Roberto Malgesini deve essere ora per la nostra città una scelta di campo. Lo dico con il massimo rispetto e senza alcuna polemica: lui non lo avrebbe voluto. Lui che è stato sempre umile e sorridente con tutte le persone in difficoltà, negli ospedali, nelle case di riposo, in carcere, per le strade tra i senza tetto e tra i migranti non ambiva a essere premiato.

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