Abbondino a don Roberto/ Che sia la svolta

L’Abbondino d’oro dato il 21 gennaio 2013 consegnato alla sorella per don Roberto Malgesini deve essere ora per la nostra città una scelta di campo. Lo dico con il massimo rispetto e senza alcuna polemica: lui non lo avrebbe voluto. Lui che è stato sempre umile e sorridente con tutte le persone in difficoltà, negli ospedali, nelle case di riposo, in carcere, per le strade tra i senza tetto e tra i migranti non ambiva a essere premiato.

A queste persone, lui si è sempre accostato e ha dialogato dicendo sempre e a tutte: ..mi interessi.. Lui che ha dovuto subire molte situazioni che diversi “poteri” gli hanno imposto: il non essere sempre considerato, addirittura contestato, il dover cambiare i luoghi dove al mattino presto con la sua Panda, la sua sacca nera piena di termos,con le paste ritirate la sera prima in qualche bar, con qualche collaboratrice che ancora continuano la sua opera, è stato addirittura multato!!!

Penso che l’Abbondino d’oro che la nostra città, finalmente e in ritardo, ha consegnato il 21 gennaio in Biblioteca alla sua sorella, deve essere oltre che un momento di riflessione, come è stato, anche la scelta per impegnarsi a creare risposte alle tante povertà presenti: stranieri, senza fissa dimora, minori non accompagnati, anziani, giovani disperati, solitudini varie. La scelta dell’impegno per una città attenta e più accogliente.

Brutto sarebbe avergli dato l’Abbondino d’oro, la massima onoreficenza cittadina, e poi non seguire gli insegnamenti che ci ha lasciato, la sua eredità cristiana, morale e civica. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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