26 ottobre/ Presentazione Scuola di Pace
Sabato 26 ottobre alle 16,30, a Palazzo Lambertenghi in via Lambertenghi 41 a Como, verranno presentate le attività della Scuola di Pace per il 2024-2025. L’iniziativa si rivolge a docenti, operatori e operatirci, animatori e animatrici, alle persone interessate, nella convinzione che sia sempre più urgente adottare modalità di pace nel rapportarsi con altri e altre, soprattutto in ambito educativo.
La proposta si basa infatti sulla convinzione che per educare alla pace non sia tanto (o non solo) necessario affrontare tematiche particolari (pace/guerra, diritti, differenze, questioni ecologiche, questioni di genere ecc.) – cosa che peraltro spesso le scuole già fanno – , quanto adottare modalità di pace. Ciò vuole quindi dire occuparsi delle relazioni, educare al confronto tra idee diverse, sviluppare la capacità di gestire i conflitti, mettersi in gioco in prima persona nella relazione educativa in un processo di scambio reciproco e di crescita.
Non necessariamente parlare di pace educa alla pace. Non lo fa sicuramente se si adottano modalità che impediscono lo sviluppo di un pensiero autonomo, e non tengono conto di chi si ha di fronte (bisogni, caratteristiche, desideri…). Viceversa si può educare alla pace affrontando qualsiasi argomento. È necessario però mettere al centro le persone nella loro interezza di corpo, affettività, pensiero; scardinare rigidità e aprire prospettive nuove utilizzando anche i linguaggi non verbali.
Di questo si occuperà la Scuola di pace 2024-2025.
Lo scorso anno la tematica della gestione dei conflitti e della comunicazione nonviolenta è stata affrontata con la collaborazione di Monica Lanfranco e Raffaele Mantegazza. Quest’anno le attività saranno suddivise in due periodi. Una prima parte si svolgerà tra dicembre e febbraio, il sabato pomeriggio presso il Palazzo Carducci in viale Cavallotti 7 e sarà dedicata a: Gestione dei conflitti e linguaggio non violento, con la collaborazione di Mercedes Mas della Casa della Pace di Milano.
Una seconda parte sulla tematica della Decolonizzazione delle menti, si svolgerà invece ad aprile, presso l’oratorio di Rebbio e prevederà due intere domeniche di lavoro (relazioni, interventi, dibattito, lavori di gruppo) con la presenza di relatrici per approfondire il concetto di decolonialità anche rapportato alle tematiche del femminismo, condividere alcuni nodi di fondo, interrogarsi su come cambiare noi stessǝ e la realtà che ci circonda. A queste due giornate seguirà un incontro autogestito del gruppo di lavoro per trasportare nella realtà locale quanto emerso dalle due giornate. [Mariateresa Lietti, ecoinformazioni]
Al termine dell’incontro, alle ore 18, con la presenza di Monica Lanfranco, verrà presentato il libro Donne che disarmano, perché la nonviolenza riguarda il femminismo.

