ecoinformazioni settimanale 720

Come si fa a occuparsi di pur rilevanti altri temi mentre i pirati del Mediterraneo, l’esercito genocida di Israele,  assalta la nostra Flotilla inerme, manifesto della solidarietà internazionale? Ma dobbiamo resistere alla tentazione di parlare sempre e solo di uno degli orrori del nostro tempo anche se siamo consapevoli che l’orrore della Palestina è emblematico di altre mostruosità. Dobbiamo resistere anche se sappiamo che è solo ecoinformazioni tra i media locali a parlare della mattanza in corso ancora a Gaza, in Cisgiordania, in Libano.

Giustamente si sottolinea che le manifestazioni per la Palestina sono anche contro la chiusura delle scuole, l’attacco ai diritti, prima di tutto a quelli che non ne hanno come le persone migranti, la repressione, il fascismo dilagante. Vero. Ma è vero anche l’inverso: tutte le lotte per i diritti sono anche per la Palestina. Stupisce che anche nel nostro territorio ci sia una certa difficoltà a allargare il campo di attenzione all’insieme dei problemi da considerare, alle molte e diverse azioni assassine del potere patriarcale capitalistico e coloniale.  Il rischio del settorialismo tipico delle fiammate movimentiste iniziali è un pericolo evidente mentre la teoria delle convergenze immagina una risposta multipiano e corale che è attiva per la Palestina come contro chi vuole chiudere scuole per farne parcheggi. La nostra esperienza di giornalismo partecipato che per la Palestina c’è sempre sviluppa attenzione con articoli che parlano di molti altri temi per realizzare consapevolezza della necessità di unità evitando ogni forma di specialismo anche nelle lotte e rifiutando la logica della competizione tra gli orrori, parte del divide et impera secolare del potere. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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