Il settimanale

ecoinformazioni 736

Sarebbe assurdo se mentre si legge della sconvolgente avanzata del partito nazional socialista in Germania che con oltre il 44 % costituisce una minaccia per l’umanità, ogni voce, persino quella pur lillipuziana di ecoinformazioni, non si ponesse il problema di come contribuire alla resistenza. In questo numero diamo conto dell’Altra Cernobbio che abbiamo organizzato con Sbilanciamoci e la Rete Pace e disarmo nella quale si è certamente costruito qualche tassello di alternativa alla cultura sociale e politica delle destre che contemporaneamente trovavano nuove e deleterie intese contro le persone al Forum Ambrosetti. E’ stata un’edizione particolarmente ricca e densa e per l’Arci, per ecoinformazioni in particolare, davvero straordinaria. Ma il contesto è drammatico, l’emergenza è conclamata e sono necessarie nuove radicalità, innovazioni, coraggio. Credo che sia richiesta anche a noi non solo la scelta irreversibile della convergenza tra idee differenti ma antitetiche alle destre dilaganti, non solo la capacità di far convergere la cosiddetta società civile in una comune lotta di libertà e civiltà come è accaduto per il referendum costituzionale. Occorre abbandonare l’antitesi azione dal basso e dal vertice che nasconde una distruttiva tendenza a considerare la politica della rappresentanza e quella dei movimenti e degli individui come incapaci di stringere patti non solo elettorali di azione comune. Ma occorre anche osare di più e far convergere la necessaria azione per la radicale trasformazione delle istituzioni e la necessaria acquisizione del potere con l’altrettanto urgente trasformazione culturale. Occorre unire formale e informale. L’Arci può farlo, può farlo ecoinformazioni. E con lo spettacolo Ho visto un re che ha concluso in Gloria l’Altra Cernobbio ci abbiamo provato e ci sembra di aver indicato una strada percorribile. Trovate tutto in queto 736 del nostro settimanale. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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ecoinformazioni 734

L’immagine fuori dal tempo
Ne fissa il sorriso
Mentre offre semplici fette d’anguria
Insieme a tanti
Alla mensa di Sant’Eusebio
Nell’agosto primo ristoro
A chi giungeva qui a Como
Da molto lontano
Senza esser turista.

Dieci anni sono passati
E a tanti hai offerto
Lo sguardo e il sorriso
E sostegno per andar avanti
E accogliere concretamente

Come cosa buona e normale.
Ci lasci, ci manchi
Uno per uno ed insieme
Aprendoci all’empatia
Cerchiamo come possiamo
Di rendere Como più umana
.

[Claudio Fontana, in memoriam di Marta Pezzati]

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ecoinformazioni 732

Grazie Maurizio. “Maurizio”. O anche “Aliffi” come lo chiamavamo a scuola, usando quella pessima abitudine di riassumere in un cognome tutta la relazione. Conosco Maurizio dagli anni Settanta. Stesso liceo, stessa sezione, lui una classe di meno, ma le porte delle classi nella sede “provvisoria” di via Mentana erano una di fila all’altra e le pareti di cartongesso si bucavano senza problemi. Stesso liceo, stessi amici, stessi impegni, anche politici. Bassa forza, si intende: i leader erano altri (il maschile è d’obbligo e non sovraesteso). Persino stessa musica. Sì, abbiamo persino suonato insieme, ma non c’era storia da questo punto di vista, io – noi – arrivavamo sì e no a un arpeggio, lui era già di una bravura sconcertante, però non si è mai tirato indietro e ha sempre suonato con noi, alzando il livello. Ma non siamo mai stati capaci di imparare davvero. 
E quella disponibilità di adolescente non l’ha mai smessa: se proprio non poteva partecipare se ne scusava. “Umile” qualcuno l’ha definito, ed era sicuramente così, ma era l’umiltà dei grandi, davvero. Di chi sa.
Mille volte ci siamo ripetuti, dopo averlo ascoltato, che avrebbe meritato ben altra fama e – persino – ben altro successo. Ma lui continuava ad essere, davvero, quello di sempre, capace di passare dagli accordi di una canzone “di lotta” (stonata da tutti gli altri), al rock,, allo stile manouche, al jazz, alle canzoni portoghesi e via così. Solo alcuni flash, che non posso dimenticare. Schifo di Peter Schneider, insieme alla voce di Stefano Bresciani e alle percussioni di Francesco D’Auria: un pugno nello stomaco, con tutta l’eleganza di tre grandi amici. E poi il ricordo in musica di un altro grande amico – Cesare Sibilia, in cui avevo voluto inserire anche la chitarra e le percussioni di Maurizio e di Francesco, perché Cesare amava Bill Frisell sopra ogni altro e a loro avevo chiesto proprio di suonare almeno un pezzo del grande chitarrista americano. E poi ancora il duetto con la musica di Django Reinhardt, insieme a Flavio Minardo, regalato più di una volta sul palco del Gloria proprio per ecoinformazioni.

Ma lo so, lo sappiamo bene, che Maurizio è molto di più. E che ogni ricordo è parziale (cioè personale). Ma lui no, non era parziale: si ricordava persino di aver suonato con un disastro come me, e lo ricordava senza sarcasmo.

Grazie Maurizio. Tu e la tua musica – la nostra musica – siete e sarete con noi. [Fabio Cani, ecoinformazioni] [Foto di copertina Gianpaolo Rosso, ecoinformazioniAdiemus, Song of Sanctuary in Santa Brigida il 31 maggio 2024. Nella foto Maurizio Aliffi con Francesco d’Auria].

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ecoinformazioni 730

Dongo al capolinea: licenziamento collettivo alla ex Falck. Come ormai appariva inevitabile, si è chiusa oggi la storia dell’area industriale di Dongo, con le lettere di licenziamento recapitate agli ultimi dipendenti, circa un centinaio, senza stipendio da 4 mesi e senza alcuna prospettiva di ammortizzatori sociali.

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ecoinformazioni 729

Ci sono date che non appartengono soltanto alla storia. Continuano a interrogare il presente, a mettere in discussione il nostro modo di intendere la democrazia, il dissenso, i diritti. Il G8 di Genova del luglio 2001 è una di queste.

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ecoinformazioni 728

Csf e Csf insieme. ecoinformazioni sarà a Genova per gli incontri del venticinquennale del Social forum, eravamo a Genova 2001 e documentammo quella che, tra tanti orrori, fu la prima espressione di un giornalismo corale, a noi piace definirlo partecipato. Saremo a Genova con giovani redattor3 che nel 2001 non potevano esserci ma che ora già hanno esperienza nei movimenti, espressione attuale delle necessarie utopie di allora. Parteciperanno anche all’assemblea No kings che programmerà le azioni internazionali di lotta contro i Re e le loro guerre.

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ecoinformazioni 727

Il precedente Congresso nazionale dell’Arci a Roma nel dicembre del 2022 poté essere emblematicamente sintetizzato con l’invito “Facciamo la rivoluzione ballando” della giovanissima Luciana Castellina, presidenta onoraria dell’associazione, accolto da un’ovazione di tutt3 i/le delegat3 in piedi. Quello in programma nel febbraio 2027 a Torino, i cui lavori si sono avviati con il Consiglio nazionale a Bologna il 3 e 4 luglio, si annuncia capace di dare ulteriore impulso all’innovazione rivoluzionaria della più grande aps italiana. In questo numero trovate, in assoluta anteprima, il testo della relazione del presidente Walter Massa che già nel titolo annuncia un intento straordinario: Costruire un potere di Pace, cioè non limitarsi all’opposizione ma costruire la trasformazione.

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ecoinformazioni 726

A volte ritornano. Una cosa davvero bella della nostra esperienza di impresa di libero giornalismo è la capacità strutturale di non perdere mai completamete le persone che la animano. Certo molte e molti dei nostr3 redattor3 purtroppo hanno scelto vie diverse e non possono più darci quotidianamente il loro prezioso contributo di idee e energie per realizzare ecoinformazioni. Ma rimangono nel colophon della nostra testata. Così, non solo formalmente, la strada per un ritorno è sempre aperta.

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ecoinformazioni 725

Ridateci il pride. In tutt’Italia, tradizionalmente nel mese di maggio, in alcuni casi a giugno,  si sono svolti i pride, feste delle differenze che creano uguaglianza. A Como non si può? Da alcuni anni l’organizzazione del pride si è allontanata dalla prassi decennale di costruirlo insieme in un concerto arbobaleno di forze per diventare proposta di un gruppo che di volta in volta decide se, quando e come farlo.  Quest’anno voci non controllate parlano di luglio.

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