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Kamate Kasereka nella nostra Africa

Se Africa vuol dire un diverso rapporto meno predatorio verso l’ambiente e le persone, se Africa vuol dire democrazia comunitaria, attenzione ai diritti, sincretismo religioso, coesistenza armoniosa che gestisce con la nonviolenza i conflitti, se Africa vuol dire convergenza di culture, di solidarietà, accoglienza e progettazione sociale, l’esperienza dell’enclave di libertà della Parrocchia di Rebbio è Africa. Naturale quindi che gli organizzatori del tour dell’attivista dei diritti umani Kamate Kasereka, africano del Congo, abbiano voluto una tappa da don Giusto che si è svolta in modo informale e conviviale il 21 aprile dalle 18 alle 20,30.

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Video e foto/ Kamate Kasereka a Villa Gallia contro devastazione ambientale, guerre e disinformazione

[Playlist di tutti gli interventi dell’iniziativa]

La serata conclusiva della presenza di Kamate Kasereka a Como, a Villa Gallia il 21 aprile, è stata seguita da circa 100 persone un numero considerevole data la serata piovososa e il boicottaggio dell’inziativa della stampa locale che per ignoranza (Chi è questo Langer? dov’è il Kivu? Cosa vuol dire nonviolenza e ambientalismo?) o per distrazione perché impegnata nell’adorazione esclusiva e ascetica del Como calcio ha perso l’occazione di accorgersi di un evento di caratura internazionale e di valore etico e culturale elevatissimo. Per alcuni media c’è prioritariamente da dar conto dei parcheggi, delle buche e del traffico che come ha ricordato Nello Scavo, citando Benigni in Johnni Stecchino, è anche per testate storiche il principale problema non solo di “Palemmo” ma dell’intero pianeta, Como in primis.

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Video/ Buona la prima/ Kamate Kasereka con le scuole

La prima inziativa della giornata di Kamate Kasereka si è svolta alla Castellini di Como il 21 aprile mattina. Ospiti della fondazione Castellini che ha messo a disposizione la propria aula magna con una delegazionae degli allievi della scuola i relatori e le relatrici Giulia Galera, Alessandro Frigerio, Celeste Grossi, Chiara Bedetti e naturalmente in pirmo luogo il vincitore del premio Langer 2026 hanno permesso a complessivamente 7 classi (in presenza la Castellini, altre in multilocalizzazione in scuole aderenti alla Scuola diritti umani del Coordinamento comasco per la Pace) di conoscere la realtà del Nord Kivu e di come essa possa essere cambiata dall’impegno nonviolento, ambiente. Presto on line i video dell’inziativa e le foto degli/ delle stagisti/e di ecoinformazioni.

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Alex Langer a Como con Euromediterranea/ Programma

Pace, ambiente, giustizia sociale. Diritti negati in terre dimenticate. Alex Langer a Como con l’attivista congolese dei diritti umani per l’ambiente a la Pace Kamate Kasereka François. Il programma delle inziative del 21 aprile alla Castellini, al Centro Civico di Camnago Volta, all’Oratorio di Rebbio, a Villa Gallia. Nella serata, dedicata alla cittadinanza con Giulia Galera, anche Nello Scavo, Giulia Rho, esponenti delle organizzazioni comasche attive per l’ambiente, la Pace e i diritti umani.

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Reportage old Nord Kiwu

E’ imprbabile che le persone fotografate nel 1988 siano ancora vive. In Africa la vita dura poco e nel Nord Kiwu tra malattie rese incurabili da Big farma e guerre animate dal colonialismo economico devastante diritti e ambiente sopravvivere è improbabile. [Foto Celeste Grossi e Gianpaolo Rosso]

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Kamate Kasereka rilancia la campagna Debt for climate

Kamate Kasereka François, attivista congolese per il clima e i diritti umani, coordina dal 2021 la sezione della Repubblica democratica del Congo della campagna Debt for climate. Il pagamento del debito estero sottrae annualmente miliardi di dollari del bilancio dello stato, azzerando quei fondi necessari alla sanità, all’educazione e a risanare problemi sociali e climatici.

Fermare le grandi compagnie petrolifere in Congo

Mentre nell’est della Repubblica Democratica del Congo persistono violenti conflitti, la ripresa delle aste per i blocchi petroliferi e di gas rischia di aggravare l’instabilità, calpestare i diritti umani e compromettere gli impegni ambientali del paese, trasformando il più grande serbatoio di carbonio terrestre del mondo – fondamentale per la biodiversità, le comunità locali e il clima globale – in una gigantesca bomba di CO2, mettendo in pericolo gli ecosistemi e le comunità indigene. Un’intervista a Kamate Kasereka François.

https://znetwork.org/znetarticle/diffusing-the-next-carbon-bomb-the-fight-to-stop-big-oil-in-congo/?fbclid=IwZnRzaARKBlFleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEe9xwefuos21CkNFO5nAaUcco3HoT3wOHgu1CXRd4qUf_SmWUwhe-dh9UvZ9s_aem_3tcgIOpMk5bFuWIt0C2v1g

Un enorme potenziale climatico compromesso dallo sfruttamento di petrolio e gas

La Repubblica Democratica del Congo, paese dotato di un potenziale unico per affrontare la crisi climatica globale, è paradossalmente impegnata in una politica di aste pubbliche per lo sfruttamento del proprio petrolio e gas, dal momento che questi progetti sono, per le autorità, opportunità economiche. Kamate Kasereka François racconta come la campagna condotta dalla società civile abbia messo in luce sia i danni ambientali, sia i costi sociali dell’estrazione petrolifera in questi fragili ecosistemi, mettendo talvolta in discussione la fattibilità di questi progetti.

https://lens.civicus.org/interview/des-zones-essentielles-au-climat-mondial-sont-menacees-par-des-projets-economiques/

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