Arci Lecco Sondrio/ Il dissenso non si mette a tacere
Lecco: oltre 30 sanzioni amministrative per il presidio antifascista del 27 aprile. Arci Lecco Sondrio: “Inaccettabile, si vuole mettere a tacere il dissenso”
Negli scorsi giorni oltre trenta persone che avevano partecipato a un presidio di protesta nei pressi dello Stadio Rigamonti Ceppi di Lecco lo scorso 27 aprile si sono viste recapitare una notifica di illecito amministrativo. Il presidio era stato convocato in poche ore, in risposta allo squallido ricordo fascista dei 16 militari della RSI fucilati presso lo stadio il 28 aprile 1945, anticipato nottetempo.
Grazie a un meccanismo normativo recente, le manifestazioni non autorizzate non costituiscono più reato per mancato preavviso, ma passano a illecito amministrativo, punibile con sanzioni pecuniarie. È uno degli strumenti introdotti dai decreti sicurezza, che negli ultimi anni hanno ampliato in modo sistematico gli strumenti repressivi contro chi protesta, dalle occupazioni abitative ai blocchi stradali, fino alle forme di protesta più visibili come quelle di Ultima Generazione.
Che il territorio lecchese debba sorbirsi, ogni anno, un lugubre ricordo “pubblico” del fascismo repubblichino è già di per sé un segnale di quanto sia sdoganato il pensiero che ogni idea possa trovare casa in una democrazia sedicente avanzata. Ma il fascismo è un crimine, e chi con dedizione si oppone ogni anno, qui come a Dongo o altrove, ricordando ai neofascisti quanto sia ripugnante quell’idea di superiorità di sangue e subalternità di classe, rappresenta il nostro miglior patrimonio sociale.
In un paese che urla alla deportazione e che lascia impuniti i grandi evasori, chi lotta per ridare valore sociale a territori e luoghi di lavoro, per ridurre le liste d’attesa sanitarie, per l’antimilitarismo, per l’internazionalismo e il supporto alle popolazioni vittime di genocidio come quella palestinese, paga sempre il conto più alto. Centinaia di migliaia di euro complessivi per aver contestato una commemorazione fascista non sono accettabili, così come non è accettabile questo meccanismo che mira a mettere a tacere il dissenso.
Non è un caso che scriviamo proprio in questi giorni, mentre ricorre il venticinquesimo anniversario del G8 di Genova 2001: quella lotta contro le politiche neoliberiste e guerrafondaie non si è conclusa il 21 luglio 2001, ma è ancora oggi la spina dorsale di realtà come l’Arci.
Per questo, Arci Lecco Sondrio lancia tre impegni concreti:
- daremo spazio nei nostri circoli a chi è stato colpito dal provvedimento, come già fatto per chi fu sanzionato per i fatti del 28 aprile 2025, a partire dalle pastasciutte antifasciste del 25 luglio a Calolziocorte, Galbiate e Osnago;
- chiediamo alle organizzazioni civili, sindacali e di base del territorio di costruire insieme un “cordone sanitario”. Schierarsi con i fascisti o semplicemente tollerare il fatto che organizzino momenti pubblici, deve tornare a essere inaccettabile;
- indichiamo nel “Civic Space Report 2026” di Arci nazionale uno strumento utile per leggere il deterioramento delle libertà democratiche in Europa, e ci impegniamo affinchè divenga parte del dibattito del prossimo congresso territoriale.
Solidarietà a tutt3 l3 compagn3 antifascist3. Non un passo indietro. [Arci Lecco Sondrio APS, Arci Milano APS, Arci Como Aps, Arci Lombardia APS]

