Altra Cernobbio/ E sempre allegri bisogna stare

Sul numero 16 di Sinistra sindacale, il perodico Cgil l’articolo di Gianpaolo Rosso a conclusione de L’altra Cernobbio 2026. «La sedicesima edizione dell’Altra Cernobbio del 5 settembre scorso è stata tra le più ricche e partecipate. Già nel titolo il compito che si sono dati Sbilanciamoci! e Rete Pace e Disarmo, insieme a Arci, Cgil, Coordinamento comasco per la Pace e tante altre organizzazioni, è apparso coraggioso, per certi versi troppo ardito. Come si fa a parlare di Pace mentre sono in corso guerre e genocidi con la complicità di Unione europea e governo italiano? Come si fa a parlare di Pace mentre un partito nazional-socialista vince le elezioni in Germania? Come si fa a parlare di economia disarmata mentre al Forum Ambrosetti, contrapposto alla nostra iniziativa, il generale Vannacci con le sue proposte razziste e fasciste viene ammesso nel salotto buono della politica economica del Paese?

Difficilissimo certo, ma assolutamente necessario lo sforzo di dare concretezza di analisi scientifiche accurate e aggiornate all’evidenza del baratro nel quale le destre stanno affossando il pianeta e i suoi popoli. Il forum ha dovuto misurarsi in ogni panel tra la necessità di evidenziare senza infingimento la situazione reale, catastrofica e angosciante, con l’indispensabilità a cedere alla depressione del Tina (‘There is no alternative’). Perché alternative ci sono e in ogni relazione sono stati molti i riferimenti a ciò che va fatto, invece di sottostare al progetto antisociale e ambientale delle destre.

I lavori si sono svolti a ritmo serratissimo con l’apertura al mattino su “L’impatto della guerra sull’economia e la società”, con le sessioni sulla Militarizzazione dell’economia e sulle conseguenze per la globalizzazione, il lavoro e le produzioni per continuare il pomeriggio, dopo il pranzo sociale, su “Le alternative dell’economia di pace”, con le sessioni su un’Economia del lavoro, dell’ambiente e dei diritti e su un Modello di sviluppo sostenibile.

Impressionante la mobilitazione di intelligenze con una pluralità di voci che per una volta non ha sacrificato il genere femminile. All’apertura, dopo l’introduzione di Danilo Lillia (Arci) e Cecilia Begal (co-portavoce Sbilanciamoci), il segretario della Fiom, Michele De Palma, il coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo, Francesco Vignarca, la presidente di Emergency, Rossella Miccio, la rappresentante della Rete a Pieno Regime, Federica Borlizzi e l’economista Paolo Maranzano si sono confrontati sull’impatto della guerra sull’economia e sul lavoro, coordinati da Massimo Alberti (Radio Popolare) e Roberta Capone (Cgil Como). A seguire, la segretaria della Cgil Lombardia Valentina Cappelletti, il direttore di Altreconomia, Duccio Facchini e gli economisti Alessandro Volpi e Lucrezia Fanti hanno discusso di guerra, economia internazionale e globalizzazione, coordinati da Sara Sostini e Giulia Rho della redazione di ecoinformazioni. Nel pomeriggio, il co-portavoce di Sbilanciamoci!, Giulio Marcon, l’economista Andrea Di Stefano, il presidente dell’Arci, Walter Massa, la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein e il segretario della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudohanno esaminato, coordinati da Carlo Testini (Arci) e Roberto Caspani (Coordinamento comasco per la Pace), le proposte di un’economia fondata sul lavoro e sui diritti, mentre nell’ultima sessione, la co-portavoce di Sbilanciamoci!, Cecilia Begal, il presidente di Terra!, Fabio Ciconte, il segretario della Filt, Stefano Malorgio, il segretario della Flai, Giovanni Mininni, il co-portavoce di Avs Angelo Bonelli, coordinati da Barbara Megetto (Legambiente) e Celeste Grossi (Arci), hanno parlato di transizione ecologica e nuovo modello di sviluppo.

In conclusione, prima della chiusura degli organizzatori, don Giusto Della Valle, il prete dell’accoglienza e dei diritti, ha intrecciato il tema del diritto alla casa con la richiesta di una sanatoria per i migranti a cui deve seguire un decreto flussi.

La scelta di far convergere non solo differenti posizioni accademiche, sindacali, associative, di movimenti e politiche, ma tentare anche di unire l’approccio formale e quello informale all’emergenza biofisica, sociale e antropologica, si è sviluppato allo Spazio Gloria dell’Arci a Como dove, dopo il “banchetto regale” (perché anche la convivialità è rivoluzionaria) offerto da Area soci Como Coop e Coop Lombardia, con l’introduzione di Cecilia Begal e grande presenza di pubblico, è andato in scena, presentato e animato da Dario Onofrio (Arci), il concerto teatrale con dieci compagnie che hanno interpretato ‘piece’ su diversi temi.

A conclusione della serata, un gran finale con 200 persone che in coro hanno cantato lo sberleffo di Dario Fo ed Enzo Jannacci ‘Ho visto un re. E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re/ fa male al ricco e al cardinale/ diventan tristi se noi piangiam’. Questa volta: noi felici. Loro, forse, in lacrime». [Da Sinistra sindacale n 16 2026]

(Gli articoli sullo svolgimento di tutti i panel, le foto e i video di tutti gli interventi sono su ecoinformazioni)

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