3 ottobre 1993–2026/ Una ricerca storica sull’uccisione di Gabriele Moreno Locatelli

Il 3 ottobre del 1993 un giovane esponente dei Beati i costruttori di Pace impegnato in una missione a Sarajevo pago con la vita la sua lotta nonviolenta per la Pace. Su ponte Vrbanja dove Gabriele fu ucciso c’era anche Luigi Ceccato che è promotore ora di uan ricerca storica per acquisire tutte le informazioni per fare piena luce su quello che accadde. Nel seguito un primo comunicato sull’avvio della ricerca e sulla richesta di materiali.

[Ricostruzione grafica della scena sul ponte Vrbanja. Disegno di Luca Berti, presente sul ponte. Riprodotto con autorizzazione dell’autore]

Tornare alle fonti

Il 3 ottobre 2026 ricorrono trentatré anni dall’azione di interposizione nonviolenta “Ponti al posto delle frontiere”, compiuta sul ponte Vrbanja di Sarajevo da Gabriele Moreno Locatelli, Luca Berti, padre Angelo Cavagna, Pierluigi “Gigi” Ontanetti e Luigi Ceccato.
Durante il ritorno Gabriele Moreno Locatelli venne colpito e morì poche ore dopo.
A distanza di trentatré anni abbiamo cominciato a riprendere in mano documenti, testimonianze, comunicati, lettere, fotografie e registrazioni dell’epoca.
Il motivo iniziale è molto semplice.
Nel tempo l’azione del 3 ottobre è stata spesso riassunta nell’immagine di cinque pacifisti che attraversarono il ponte per deporre dei fiori in memoria delle prime vittime della guerra di Sarajevo.
I fiori c’erano e furono deposti. Ma non erano l’azione.
I materiali che stanno riemergendo raccontano un contesto più ampio: la presenza dei volontari dei Beati i Costruttori di Pace nella città assediata, il servizio posta e altre attività quotidiane, l’elaborazione di possibili iniziative di interposizione nonviolenta, il collegamento con l’iniziativa organizzata negli stessi giorni sul Ponte Vecchio di Mostar, i messaggi politico e religioso che si volevano portare oltre il ponte, i contatti preparatori, le discussioni e i dissensi all’interno del gruppo.
Non intendiamo però sostituire alla narrazione sedimentata una nuova versione dei fatti.
Il nostro proposito, assai più limitato, è preparare un piccolo dossier aperto che permetta di risalire il più possibile alle fonti: che cosa venne scritto allora, da chi, quando; che cosa ricordano i diversi testimoni; dove le testimonianze coincidono e dove divergono; che cosa sappiamo e che cosa rimane ancora da verificare.
Anche la questione delle responsabilità richiede questa cautela. Ricostruire chi propose un’iniziativa, chi la preparò, chi decise di parteciparvi e quale ruolo ebbero successivamente le figure di riferimento dei Beati i Costruttori di Pace non serve ad attribuire meriti o colpe retroattive. Serve a evitare che siano attribuite alle persone responsabilità che la documentazione non consente di attribuire loro.
Il dossier è quindi pensato come un work in progress. Se le condizioni lo permetteranno, vorremmo che potesse costituire anche il primo nucleo di un archivio accessibile delle fonti relative a quell’esperienza.
Per questo rivolgiamo un invito a chiunque conservi materiali relativi alla presenza pacifista a Sarajevo nel 1993 e, in particolare, all’azione del 3 ottobre: fotografie, lettere, cassette audio o video, quaderni, verbali, comunicati, articoli, corrispondenza o testimonianze.
Non cerchiamo conferme di una tesi. Cerchiamo fonti.
Chi possiede materiali o desidera semplicemente essere informato sullo sviluppo del lavoro può scrivere a:
info@lucec.it
Ogni contributo verrà considerato cercando di conservarne provenienza, data, contesto e natura testimoniale.
Il senso del lavoro può forse essere riassunto in poche parole: non costruire una nuova memoria del 3 ottobre 1993, ma permettere alla memoria di tornare a confrontarsi con le sue fonti. [Luigi Ceccato, partecipante a Ponti al posto delle frontiere Sarajevo, 3 ottobre 1993, per ecoinformazioni]

NOTA Il lavoro preparatorio del dossier è sviluppato da Luigi Ceccato con l’uso dell’Ia utilizzata come strumento di ordinamento, confronto, ricerca e miglioramento della forma dei materiali. Le fonti documentarie e testimoniali saranno mantenute distinte dalle elaborazioni e dalle interpretazioni prodotte nel corso del lavoro.

[Foto copertina Gianpaolo Rosso ecoinformazioni]

A Como l’eroismo di Gabriele Moreno Locatelli stimolò la fondazione del Coordinamento comasco per la Pace. A lui è dedicata la Scuola diritti umani del CcP.

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