Lecco vietata manifestazione/ Sicurezza arma per soffocare diritti
Nonostante il rispetto delle procedure gli organizzatori hanno ricevuto il 5 ottobre il divieto formale a svolgere la prevista manifestazione pro Pal del 7 ottobre a Lecco contro il feroce genocidio in atto. Stupiscono le motivazioni del divieto che affermano la necessità per tutelare ordine pubblico e sicurezza di evitare iniziative non gradite a chi la pensa diversamente e presentano uno scenario nel quale in un certo giorno non si possa manifestare a prescindere da ogni altra considerazione. Un precedente gravissimo perché tali ragioni possono essere utilizzate per ogni manifestazione che per definizione presenta un punto di vista che è sempre diverso da qualche altro e perché ogni data può essere ritenuta sconveniente da qualcuno. Viene leso così il diritto costituzionalmente garantito alla libera espressione. Il commento di Lecco antisionista. Il testo del provvedimento della Questura di Lecco che vieta la manifestazione perché nello stesso giorno nel quale 3 anni fa si svolse l’efferato attacco terroristico di Hamas anche contro civili israeliani.
«In data 5 ottobre, riceviamo il Divieto assoluto del presidio e del corteo, entrambi preavvisati con adeguato margine, in sostegno alla resistenza palestinese e contro il genocidio da parte di Israele.
Le motivazioni del divieto “valutato l’attuale contesto politico internazionale che potrebbe – in occasione dello svolgimento della manifestazione con corteo che interesserebbe gran parte del centro cittadino – provocare reazioni provenienti da posizioni ideologicamente contrapposte, elevando l’indice di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica” hanno una nota meramente strumentale, in cui la sicurezza viene manipolata per soffocare il diritto di espressione. Condanniamo fermamente questa pratiche fasciste.
Dal Lario alla Palestina.
Lecco antisionista».

