Grazie a don Giusto della Valle
Per l’Arci di Como, realtà profondamente laica, quindi aperta a tutt3 anche alle religioni, la presenza della Parrocchia di Rebbio, di Rebbio solidale, del parroco Giusto Della Valle, costituisce nel quartiere e molto al di là di esso la speranza di futuro più grande in questi tempi amari di egoismi, disuguaglianze, devastazioni ambientali, guerre e genocidi. Il fatto che a pochi metri di distanza tra loro, in via Lissi, si concentrino la Parrocchia e la sede del Comitato provinciale e di molti nostri circoli e che poco distante, sulla Varesina, ci sia lo Spazio Gloria che è bene ricordarlo non è un cinema, ma un bene comune messo a disposizione da Arci Xanadù, ci fa sognare che questa zona sia un primo esempio di città liberata, ovviamente senza alcuna frontiera limitativa del territorio. Si è vista bene questa possibilità nelle passeggiate a Como Sud che hanno animato festosi appuntamenti di socialità e formazione nell’ambito del progetto Pantere grige dell’Auser e hanno messo in rete anche molti altri nodi della rete locale, virtuosa alternativa all’egoismo mortifero, presenti e attivi e in piena sinergia tra loro.
Don Giusto lo ricorda sempre e anche per l’Arci è fondamento della sua politica di convergenza: la promozione sociale e politica, culturale e umana del territorio è attività comune e se il Comune non ne comprende il valore con più forza ci attiveremo noi.
Ora il circolo Arci Arci Xanadù accusa il colpo gravissimo dei riti cartacei della buracrazia (la sicurezza è altra cosa e al Gloria era, è e sarà garantita) che ci impongono una chiusura devastante per noi e per il prezioso ruolo che abbiamo in città. Non ci stupisce la generosisssima, tempestiva e salvifica disponbilità che ci è stata offerta al Teatro nuovo della parrocchia. Don Giusto, la sua parrochia, Rebbio solidale le molte realtà che nell’oratorio trovano indispesabili spazi di socialità e incubatori di attività politiche generative, sono davvero “cosa (anche) nostra”, non proprietà certo, ma patrimonio comune quanto lo sono i nostri spazi. Per loro (come per noi) termini come concorrenza, alterità ideologiche preoconcette, desiderio di eccellere, sovrastare, vincere approfittando della difficoltà di altri sono contrarie al ruolo che si sono assunti nel quartiere, in città, nel mondo e alla vita delle centinaia di attivist3 che rendono possibile lo straordinario ruolo che don Giusto anima. Grazie don Giusto anche di questo ultimo gesto di solidarietà o meglio di condivisione. [Gianpaolo Rosso, presidente dell’Arci di Como]

