Il treno dei desideri

Con i fondi del Pnrr cioè nostri, Ferrovie Nord si è fatta la sua bella stazione nuova a Como Borghi. Un’opera che non risolve minimamente i decennali problemi viari del più odiato passaggio a livello d’Italia, accontentandosi (e ci mancherebbe altro) di sottopassaggi inutili, dato che piuttosto che usarli si fa prima a fare le vecchie già interminabili attese al passaggio a livello.

Ma il treno è un’esigenza primaria per tutti i cittadini, e soprattutto per i pendolari. E si potrebbe sopportare tutto, se, poi, i treni funzionassero davvero. Invece i treni Trenord hanno la singolare  caratteristica di non funzionare: 40mila corse cancellate dal 2025, ritardi in costante agguato, sistema di informazione carente. Tutto questo a fronte di 800 milioni l’anno versati a Trenord dalla Regione Lombardia (soldi nostri anche questi).

E quindi i cittadini scendono in piazza. Questa volta la protesta è organizzata da +Europa con un gazebo davanti alla stazione in cui si fanno richieste sacrosante, come la trasparenza dei dati, i rimborsi agli abbonati, il coinvolgimento dei pendolari, l’apertura alla concorrenza. E si firma per una legge popolare regionale (Lombardiasimuove.it). [AR, ecoinformazionj

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