antimafia

Arci/ Colletti bianchi e camicie nere. Il nuovo sacco di Roma

arciGli arresti dei giorni scorsi a Roma, che gettano un’ombra sinistra sulla capitale e sugli interessi convergenti tra politica, malaffare e pubblica amministrazione, confermano fra l’altro le nostre preoccupazioni sulle periodiche ‘emergenze procurate’ in tema d’accoglienza. L’emergenza impedisce infatti una programmazione e una gestione controllata attraverso i normali canali amministrativi, facendo spesso saltare regole e controlli. La cosiddetta emergenza nord africa ha per esempio consentito, con il ricorso ad affidamenti diretti al di fuori del sistema ordinario dei bandi pubblici, l’ingresso nel settore dell’accoglienza rifugiati di tanti soggetti che mai se ne erano occupati e che non avevano nessuna competenza specifica. Da anni sosteniamo la necessità di una programmazione nazionale, di un sistema unitario che faccia capo solo allo SPRAR e di un albo nazionale delle organizzazioni che possono offrire servizi nel campo dell’accoglienza, di provata esperienza e competenza.L’emergenza, oltre ad alimentare un vero e proprio business dell’accoglienza, comporta uno spreco di denaro pubblico insopportabile. Infatti i profughi, una volta usciti da grandi centri dove non sono stati in alcun modo seguiti, devono ricominciare da capo il loro percorso di integrazione. Si buttano via quindi risorse per strutture inadeguate e con personale incompetente, infischiandosene del danno anche psicologico che ne deriva per gli ospiti, che spesso dopo hanno bisogno di maggiori cure e attenzioni e di un periodo di accoglienza più lungo. Insomma l’agire in ‘emergenza’, con il ricorso a grandi strutture, senza controlli, con soggetti inadeguati, oltre a facilitare infiltrazioni di ogni tipo, avvelena le relazioni e appesantisce il già difficile carico di ingiustizie che i rifugiati si portano dietro. Ancora oggi, a causa dei bandi al massimo ribasso con i quali sono stati assegnati i posti in accoglienza dalle prefetture in giro per l’Italia, i rischi di affidamento a soggetti inadeguati e potenzialmente fuori controllo sono tanti e concreti. Questo metodo, di cui sono in primo luogo responsabili il governo e il Ministro dell’Interno, produce spesso un impatto negativo col territorio e le comunità locali, che possono sfociare in violenze strumentalizzate dalla destra xenofoba che alimenta il razzismo. Quanto tempo bisognerà aspettare ancora perché si decida di cambiare registro? [Arci Nazionale]

 

Ndrangheta/ 40 arresti in provincia. Lucini «il lavoro svolto da Procura e forze dell’ordine del territorio ci rassicura»

avviso pubblicoQuaranta arresti tra Fino Mornasco, Cermenate e Calolziocorte con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi e Como è l’unico comune aderente ad Avviso Pubblico.

«C’è preoccupazione è evidente, ma il lavoro svolto dalla Procura antimafia di Milano e dalle forze dell’ordine del territorio ci rassicura. Le indagini sono partite proprio grazie ad un’attività di monitoraggio che è stata condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Como e di Lecco. Tutti i singoli episodi sono stati ricondotti ad un quadro unitario e questo lavoro ha portato agli arresti. Certamente dovremo mantenere alta l’attenzione». Questo il commento del sindaco di Como Mario Lucini all’indomani dei 40 arresti disposti dalla Procura di Milano tra Como e Lecco. I territori coinvolti sono Fino Mornasco, Cermenate e Calolziocorte e l’accusa è associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo d’armi. «Siamo in prima linea nel promuovere una cultura della legalità democratica nell’azione della pubblica amministrazione – aggiunge Marcello Iantorno, assessore alla Legalità, Diritti e Trasparenza – e l’adesione del Comune di Como (l’unico comune della provincia) ad Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie è stata promossa per rafforzare e sostenere l’attività di contrasto alla criminalità. Dobbiamo sostenere la cultura della legalità e l’impegno diretto delle istituzioni nell’affermazione di regole civili e democratiche». [jl, ecoinformazioni]

 

Prc e Sinistra per Mariano chiedono una commissione antimafia

logo prcDopo i gravi fatti riconducibili all’attività mafiosa nel territorio, il circolo Prc A. Natta e la lista Sinistra per Mariano propongono nuovamente l’istituzione di una commissione antimafia sul territorio della Bassa Brianza. Leggi nel seguito dell’articolo il comunicato.

«Storicamente il Prc non ha mai avuto l’abitudine di nascondere le proprie posizioni, ne tantomeno di “distrarsi” davanti a certi avvenimenti, la nostra abitudine è piuttosto quella di denunciare simili fatti. Questo è ciò che faremo. Da più di cinque anni stiamo portando avanti un progetto per la legalità, attraverso continue denunce, iniziative, documenti e comunicati stampa dove sono stati portati alla luce infiltrazione ed attività mafiose presenti e riscontrabili senza fatica sul nostro sinistra per marianoterritorio. Purtroppo le notizie giunte negli ultimi giorni riguardanti gli arresti di esponenti della ridente cittadina brianzola di Mariano Comense non sono certo, come alcuni sostengono, un fulmine a ciel sereno. Contestiamo senza indugio l’abituale minimizzazione del problema, le dichiarazione di totale inconsapevolezza da parte delle autorità cittadine ed il velo di omertà che purtroppo porta la stragrande maggioranza degli abitanti a negare l’esistenza del gravissimo problema. Mariano Comense esce da questa vicenda con le ossa rotte, la vera questione è culturale ed ha una gravissima deriva di disinformazione ed autonegazione del problema.Giovanni Falcone ribadiva continuamente che per sconfiggere la piaga mafiosa è necessaria una vera “rivoluzione culturale” e noi sosteniamo a piena voce questa tesi. Il problema in città è di doppia natura, la presenza della ‘ndrangheta infiltrata in attività legali oltre che nei più caratteristici traffici illeciti e la non consapevolezza della gran parte della cittadinanza sulla gravità della situazione. Il Partito della Rifondazione Comunista, attraverso la costituzione, insieme con il Partito dei Comunisti Italiani, della lista Sinistra per Mariano ha messo nei primi punti del programma elettorale il tema della legalità, proprio perché da svariato tempo siamo consapevoli della situazione gravissima e denunciamo la crisi della legalità stessa nella nostra città. Durante la campagna elettorale abbiamo organizzato un incontro pubblico dove abbiamo affrontato e sviscerato la questione con il relatore Marco Fraceti – direttore dell’Osservatorio antimafia di Monza e Brianzache ha parlato per più di due ore, spiegando come la ‘ndrangheta comanda sui nostri territori. Come Prc crediamo e ribadiamo con forza che la legalità deve rimanere sempre e comunque al centro della discussione. Da anni determinate amministrazioni si sono concentrati sul cosiddetto “pericolo straniero”, tralasciando la deriva mafiosa che nostro malgrado stiamo subendo a Mariano Comense. E’ necessario che tutte e tutti prendano la decisione giusta e dicano un fermo no al compromesso mafioso e al favoritismo mafioso. Da anni il nostro partito chiede con forza una commissione antimafia, crediamo inoltre che sia necessaria una serie di incontri i con la giunta per discutere subito ed urgentemente della questione». [Prc – Sinistra per Mariano]

23-26 ottobre /Contromafie a Roma

contromafieDal 23 al 26 ottobre a Roma c’è Contromafie, l’appuntamento che Libera offre al movimento antimafia italiano, europeo e non solo, in cui le associazioni e le realtà impegnate contro le diverse forme di criminalità organizzata e transnazionale e le connesse pratiche di corruzione, si ritrovano per confrontare strategie e percorsi e valorizzare le buone prassi ed esperienze maturate in tema di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia e solidarietà. All’iniziativa ha aderito anche l’Arci, che il 25 ottobre, nella sessione Per una parola di libertà e dignità, interverrà nella persona di Alessandro Cobianchi su La tratta degli esseri umani: la lotta alle schiavitù del nuovo millennio, tema del viaggio 2014 di Carovana Antimafie.

24 ottobre/ La responsabilità del futuro

responsabilità futuroIncontro con Salvatore Borsellino, attivista, fondatore del Comitato 19 luglio ’92, fondatore del Movimento agende rosse, Anna Vinci, autrice del libro La mafia non lascia tempo, via Skype Giorgio Bongiovanni, direttore AntimafiaDuemila, in diretta telefonica Gaspare Mutolo, collaboratore di giustizia, e Marcello Iantorno, assessore a Legalità, diritti e trasparenza del Comune di Como, coordinerà Patrizia Di Giuseppe, direttrice Istuto di storia contemporanea Perretta di Como, venerdì 24 ottobre alle 20.30 al Teatro Nuovo di Rebbio, in via Lissi 9 a Como, organizza Comitato soci Coop Lombardia Como. Ingresso libero, prenotazioni all’e-mail com.socicoop.como@gmail.com.

E’ nato il presidio di Libera a Cantù

libera__Nel pomeriggio di sabato 11 ottobre, all’oratorio di via Matteotti a Cantù, a seguito di un percorso intrapreso da circa due anni, si è ufficialmente costituito il presidio Libera Cantù, dedicato a Gianluca Congiusta e Lollò Cartisano due vittime di mafia calabresi, di cui i ragazzi del canturino conobbero i famigliari. La giornata di sabato si è poi conclusa con la testimonianza di Mario Congiusta, padre di Gianluca e con un aperitivo con i prodotti di Libera Terra.

Antimafie/ Giuffrida: bene Como con Avviso pubblico/ I beni confiscati a Como

130914 liberaDove sono i giovani e le giovani che fanno politica? I ragazzi e le ragazze spesso disertano i luoghi dove ci si occupa della res publica aderendo al luogo comune  “i politici sono tutti uguali” o a quello ancora più sciocco e perverso  “destra e sinistra è lo stesso”. Non è così per i giovani di Libera e anche sabato 13 settembre hanno affollato la biblioteca di Como per partecipare all’incontro sui beni confiscati alle mafie. Un incontro che ha riservato alla giunta di Como, rappresentata dall’assessore alla legalità Marcello Iantorno e dal sindaco Mario Lucini,  un pubblico plauso per essere uno dei pochi comuni italiani che hanno aderito ad Avviso pubblico, la rete delle amministrazioni per la legalità contro le mafie. Una soddisfazione per il centrosinistra comasco in questi giorni in particolare affanno e alle prese con polemiche e durissime critiche su tutto, ma non sul tema della legalità per il quale il riconoscimento di Libera testimonia che il cambio di passo e di direzione è avvenuto. Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli interventi dell’iniziativa e le ricerche Beni confiscati alle mafie, una corsa contro il tempo illustrata da Giuseppe Giuffrida (video 1 e video 2) e  I beni confiscati alle mafie a Como illustrata da Tommaso Marelli (video).

Sfoglia on line le diapositive della ricerca Beni confiscati alle mafie, una corsa contro il tempo.

Sfoglia on line le diapositive della ricerca I beni confiscati alle mafie a Como.

Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’incontro di sabto 13 settembre

13 settembre/ I beni confiscati nella provincia di Como

130914 liberaCon Giuseppe Guffrida, referente beni confiscati di Libera in Lombardia, sabato 13 settembre alle 18 alla Biblioteca comunale di Como, piazzetta Venosto Lucati 1, organizza Libera Como. Per informazioni e-mail como@libera.it.

 

«A 32 due anni dell’approvazione delle legge “Rognoni-La Torre” (introdusse il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni), il coordinamento provinciale di Libera a Como presenterà la situazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata in Lombardia e soprattutto nella provincia di Como – spiegano gli organizzatori –. All’incontro parteciperà anche il dott. Giuseppe Giuffrida, referente per i beni confiscati di Libera in Lombardia e responsabile della segreteria della Dda alla Procura di Brescia, che ci illustrerà l’importanza dell’introduzione della legge “Rognoni-La Torre”, ricorderà la figura di Pio La Torre, l’evoluzione della normativa in tema di beni confiscati e l’importanza che il loro riutilizzo sociale ricopre nel contrasto alle mafie». [md, ecoinformazioni]

Arci/ tutta la solidarietà dell’associazione a don Ciotti e Libera

libera__Con una dichiarazione congiunta dei presidenti nazionale e siciliano dell’Arci Francesca Chiavacci e Salvo Lipari sulle minacce del boss Totò Riina a don Luigi Ciotti, l’Arci esprime tutta la sua solidarietà a Libera ed al suo presidente.
«Le minacce di Totò Riina al Presidente di Libera Don Luigi Ciotti rivelate nelle intercettazioni delle conversazioni del capomafia con Lorusso non sono solo lo sfogo di un boss in gabbia. A Don Ciotti va tutta la nostra solidarietà per le parole vili e volgari pronunciate da Riina – dichiarano i presidenti dell’Arci nazionale e siciliana Francesca Chiavacci e Salvo Lipari -. Ma queste parole hanno anche una potenza positiva. Che ci carica e ci convince sempre di più che il lavoro che Don Ciotti, Libera, l’Arci e tutte le associazioni che in questi anni hanno costruito percorsi concreti di legalità e di riutilizzo dei beni confiscati a Cosa Nostra va portato avanti senza se e senza ma. Significa che abbiamo colpito nel segno e che proprio la battaglia sui beni confiscati deve essere continuata per togliere terreno e forze a Cosa Nostra e ai boss come Riina che in un’altra intercettazione parla dei suoi mega investimenti e del suo tesoro.» [Jlenia Luraschi, ecoinformazioni]

16 e 17 luglio/ In memoria di Paolo Borsellino, il film di Pif in piazza Martinelli

pifMercoledì 16 e giovedì 17 luglio, la proiezione cinematografica della rassegna 35 mm sotto il cielo di Arci Xanadù, sarà dedicata alla memoria di Paolo Borsellino, magistrato assassinato a Palermo in un attentato il 19 luglio 1992. La mafia uccide solo d’estate, il film d’esordio di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, sarà proiettato alle 21.30 in piazza Martinelli a Como. Ingresso 7 euro (soci Arci 6 euro, over 65 e under 18 5 euro).

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