Consiglio comunale

Approvata la Tari

COMO COMUNE 3Palazzo Cernezzi approva la tassa sui rifiuti. Si inizia il Bilancio di previsone 2014.

 

Tari

In un clima di concordia sono stati approvati, quasi tutti all’unanimità, tutti gli ordini del giorno e, seppur modificato, l’emendamento rimasto sulla Tari nel Consiglio comunale comasco di giovedì 24 luglio. L’ultimo emendamento rimasto, dalla seduta precedente, presentato da Laura Bordoli, Ncd, voleva ridurre la tassazioni per pu, bar e ristoranti: «Alcune categorie molto penalizzate, che hanno subito un aumento già l’anno scorso». D’accordo il sindaco, Mario Lucini, che ha presentato un subemendamento per «un abbattimento del 5 per cento per 5 categorie interessate rispetto al coefficiente medio adottato, che diminuirà un poco il risparmio per le altre categorie, ma dimezzerà l’aumento per le 5 categorie interessate». «Sono contenta che il mio emendamento abbia stimolato la ricerca di una soluzione» ha concluso Bordoli (la simulazione della Tari con l’emendamento). Approvati anche gli ordini del giorno che chiedono di verificare e valutare meglio il passaggio per la raccolta di rifiuti, di valutare l’andamento della raccolta trascorsi tre mesi, valutare di chiedere a Aprica di pagare una penale per i disservizi avvenuti all’inizio del cambiamento di modalità di raccolta dei rifiuti, valutare l’introduzione della tariffa puntuale, «pagare per quanto si produce» ha spiegato Luca Ceruti, M5s, invitare il mercato lungo le mura a sporcare meno, pulire dove erano attestate le campane del vetro i resti di liquidi e vetri, valutare di aumentare in futuro i coefficienti per gli ipermercati (ordini del giorno 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, la delibera).

 

Silenzio per Gaza

Dopo il voto l’assemblea, su richiesta di Marco Butti, Gruppo misto, «l’attacco alla sede Onu è stato codardo e vile», ha osservato un minuto di silenzio per Gaza, un atto necessario una «attenzione come Istituzione e ancor prima come persone e cittadini» ha aggiunto Lucini, «per le vittime di tutte le parti e una riflessione sulla guerra in Medio Oriente» ha concluso il presidente Stefano Legnani.

 

Cessioni

Passata senza colpo ferire, astenuta l’opposizione, la annuale determinazione dei prezzi di cessione delle aree in proprietà e in diritto di superficie con l’adeguamento Istat, una delibera necessaria anche se, ha ricordato il primo cittadino, «non ci sono aree in cessione quest’anno».

 

Vuoti

La seduta si è incagliata poi prima della discussione del Bilancio di previsione 2014. Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha posto il problema della mancata convocazione di alcuni consiglieri per la seduta straordinaria di venerdì 25 luglio. Il clima è cambiato e le minoranze hanno chiesto una riunione dei capigruppo. Un dibattito infuocato proseguito poi in una riunione di minoranza per un totale di mezz’ora, tre quarti d’ora di pausa. Rientrati in aula, Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha chiesto se può ritenersi valida la convocazione alla vicesegretario generale Tosetti: «È sufficiente la e-mail? Il Regolamento prevede fonogramma, telegramma, fax, ma non e-mail». Per Tosetti non ci sono vizi: «Mi risulta che ciascuno di voi ha sottoscritto le modalità di convocazione all’inizio mandato». Incalzata dalle minoranze ha poi aggiunto che: «Non siamo stati in grado di raggiungere il messo che ha fatto le notifiche». «Laddove ci fosse ritardo nella notifica della convocazione, questo viene sanata dalla presenza dei consiglieri – ha comunque aggiunto la vicesegretario generale –. Domattina verificheremo e se decideremo di annullarla ne daremo avviso tempestivo. Potrebbe venire convocata per sabato». Un risposta che non soddisfatto appieno le opposizioni.

 

Bilancio

Il sindaco, come assessore al Bilancio, ha quindi presentato il Bilancio di previsione 2014, riepilogando i dati, già presentati in un incontro pubblico alla Biblioteca comunale, e ricordando che siamo di fronte: «A un Bilancio in sofferenza sotto tutti gli aspetti». Per di più vincolato al Patto di stabilità, di cui ha auspicato il cambiamento, «che non per mette di liberare le risorse che siamo costretti a tenere nel cassetto». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Approvata l’Irpef, si passa alla Tari

comunecomoDopo la seduta fiume di 12 ore a Palazzo Cernezzi si discute della tassa sui rifiuti.

 

Irpef

Dopo essere arrivati a concludere con l’approvazione del nuovo Regolamento per le aliquote Irpef dopo le 8 e mezza del mattino di mercoledì 23 luglio, dopo una seduta di 12 ore iniziata nelle serata precedente, nella stessa serata si è tenuta un’altra seduta per la discussione della tassa rifiuti (Tari).

Una pausa di una decina di ore dopo che la maggioranza ha approvato l’aumento dell’addizionale Irpef all’8 per cento resistendo all’ostruzionismo dei consiglieri di minoranza, che sono arrivate al traguardo, la bocciatura degli ultimi emendamenti di Diego Peverelli, Lega, e le dichiarazioni di voto, solo in tre (i due esponenti della lega e Segio Gaddi, Fi).

Una nottata tesa, con frecciate fra i due opposti schieramenti e il sindaco, Mario Lucini, che ha cercato di dialogare, a latere dell’assemblea, con alcuni consiglieri di opposizione e ha cercato di tenere a freno i più irrequieti fra gli esponenti di maggioranza, che aveva come mandato di non intervenire per cercare di far andare più spediti i tempi della discussione.

 

Tari

Più disteso invece il clima nella serata successiva. «Sono disponibilissimo al dialogo» ha detto Peverelli dichiarando di voler tenere bassi i toni, mentre dalla maggioranza Italo Nessi, Como civica, ha difeso l’operato delle minoranze, con cui auspica il dialogo, rispetto a quanto riportato da una testata locale essendo l’ostruzionismo un diritto.

Lucini ha presentato la delibera sulla Tari, ricordando le parti da cui è composto, una fissa, data da coefficienti come la grandezza dell’alloggio, e una variabile, il numero degli abitanti. Rispetto all’anno scorso il gettito sarà sostanzialmente invariato con leggere differenze fra le due componenti e si raggiungerà la cifra di 13.019.241 euro, dal pagamento della tassa sono esclusi circa 2mila nuclei famigliari che dichiarano un reddito inferiore ai 5mila euro di Isee.

La discussione è stata l’occasione per affermare cosa non va nella nuova raccolta dei rifiuti. Marco Butti, Gruppo misto, ha criticato i mesi di consegna dei bollettini e l’ingombro di marciapiedi e strade dato dai bidoni, carrelli e sacchi della spazzatura, Alessandro Rapinese, Adesso Como, si è lamentato della raccolta del vetro notturna, che non permette di dormire dato il fragore prodotto, «è vero che i cittadini si lamentano» ha aggiunto dalla maggioranza Vincenzo Sapere, Paco-Sel, «se si deve aprire un contenzioso con Aprica, che si apra» ha esortato. Peverelli ha chiesto di aumentare la tassa agli ipermercati ritenendola troppo bassa: «Negli ultimi anni sono sempre in un qualche modo stati aiutati». Passaggi per la raccolta fatti in orari non consoni sono stati segnalati da Ada Mantovani, Adesso Como, mentre Mario Molteni, Adesso Como, ha segnalato nuovamente che ora gli addetti non passano più all’interno dei condomini, dovendo i cittadini portare a bordo strada i carrelli, e contraria all’aumento di quanto richiesto a alberghi, bar e ristoranti si è dichiarata Laura Bordoli, Ncd, «ho delle perplessità, andiamo a appesantire una situazione già pesante».

Nella replica Lucini ha ammesso «certamente ci sono aspetti da affinare» e sugli ipermercati ha ricordato come la tariffa più alta «per i banchi del mercato che coprono 6 metri quadri, mentre per i supermercati sono su 1.500 metri quadri di superficie e si compensa quindi ampiamente».

Cinque gli emendamenti presentati e sette gli ordini del giorno, bocciati dalla maggioranza i primi 4 affrontati dall’aula su cambiamenti di aliquote, solo uno, presentato da Mantovani per un cambio nei confronti di banche e istituti di credito, ha ricevuto l’apporto di parte della maggioranza senza però riuscire a passare. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

2 mozioni a 5 stelle a Como

villaolmoCeruti ha presentato 2 proposte a Palazzo Cernezzi: Per tutelare i boschi dalle moto; Per maggiore trasparenza sulla gestione dei fondi per Villa Olmo.

 

Due le mozioni presentata dal consigliere comunale comasco pentastellato a Palazzo Cernezzi. Nella prima Luca Ceruti ricorda che: «Martedì 8 luglio 2014 il Consiglio Regionale delle Lombardia ha approvato il Progetto di Legge 124 che ripresenta la possibilità per i Comuni di autorizzare lo svolgimento di manifestazioni che prevedono l’uso di mezzi a motore su sentieri, mulattiere e boschi». Una possibilità di cui: «Sottolinea l’incompatibilità fra escursionismo e motociclismo su terreno comune, che appare un paradosso rispetto agli innumerevoli progetti ed attività, anche in capo a regione Lombardia, per la promozione e per lo sviluppo del turismo dolce, di iniziative che tendano a rilanciare il paesaggio che ci circonda, il che richiedono investimenti modesti ma sono realizzabili solo sulla base di scelte precise e coerenti». Di qui la richiesta al sindaco di «non rilasciare permessi per eventuali iniziative volte in questa direzione sul territorio comunale» (la mozione).

La seconda nasce dallo stanziamento di 5 milioni da parte di Fondazione Cariplo per un progetto di valorizzazione di Villa Olmo che «apre la possibilità di un nuovo futuro pieno d’iniziative in grado di rilanciare non solo la nostra città, ma tutto il territorio lariano, soprattutto con benefici che non si limitano al solo punto di vista turistico, economico e culturale, ma le cui positive ricadute riguarderanno tutta la nostra comunità».

Il consigliere del Movimento 5 stelle chiede «la presentazione del progetto “Villa Olmo” alla popolazione entro il 30 settembre in cui siano presentati i costi e i tempi per la realizzazione» oltre alla «presentazione su come verranno scelte le ditte che interverranno nel lavoro di ristrutturazione della villa, delle serre, dei giardini», con la «creazione di una commissione speciale che vigili e che relazioni trimestralmente al consiglio su: stato di avanzamento dei lavori; stato criticità riscontrate e come s’intende intervenire; dettaglio dei soldi spesi; alla messa online in apposito spazio dei tutto quanto sopra, anche in coerenza al programma elettorale di questa giunta» (la mozione). [md, ecoinformazioni]

Un’altra oltranza a Palazzo Cernezzi

cernezziLe opposizioni bloccano il Consiglio. Prosegue l’ostruzionismo con ordini del giorno e emendamenti sulle aliquote Irpef.

 

Preliminari

Solo Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha fatto una preliminare al Consiglio comunale di martedì 22 luglio per prendere posizione contro le affermazioni alla stampa dell’assessore Bruno Magatti «si possono alzare le tasse solo quando si ha una ottimizzazione della struttura» e per lamentarsi della gestione del personale, in particolare per la scelta di un dirigente alla cultura con un curriculum ritenuto debole: «Una laurea breve Isef». Il sindaco Mario Lucini ha invece ricordato, a un anno dalla scomparsa, la sindaca di Cardano al Campo Laura Prati.

 

Irpef

La seduta è così ripresa, dopo essere andata deserta nel corso della notte precedente, sul Regolamento per la determinazione delle aliquote Irpef. Bocciati emendamento e subemendamento all’ultima proposta di Marco Butti, Gruppo misto, per un recupero degli scaglioni si è passati agli emendamenti 40, proposti dal gruppo della Lega Nord. Proposte però con parere negativo da parte degli uffici che per avere validità necessitano di subemendamenti “correttivi”. Subemendamenti presentati, anche se non per tutti gi emendamenti, ancora in attesa di parere da parte dei revisori dei conti in teleconferenza. Dopo una prima sospensione per decidere il da farsi maggioranza e minoranza hanno concordato di affrontare per primi gli ordini del giorno in attesa dei pareri. Tre quelli passati, su dieci, per invitare il sindaco in futuro a rivalutare l’ammontare dell’aliquota, per recuperare fondi dai canoni del patrimonio immobiliare per ridurre l’Irpef, per sostenere i piccoli esercizi commerciali. Una discussione per lo più a tre fra il presentatore, il leghista, Giampiero Ajani, Rapinese con qualche intervento di Sergio Gaddi, Fi.

Ritornati agli emendamenti, quelli non subemendati, Diego Peverelli più che presentare gli stessi ha iniziato una lunga prolusione divisa per i tempi di presentazione di ogni emendamento ripetendo di non fare ostruzionismo, ma solo di utilizzare i normali strumenti dati ai consiglieri. Il consigliere della Lega ha ringraziato i consiglieri di maggioranza che in giornata hanno aperto un dialogo con lui, ma ha rivendicato la giustezza del suo atteggiamento. Con lui Gaddi: «Non voglio dialogare, ragionare, confrontarmi con chi vuole aumentare le tasse». «Spero si possa fare l’alba per una nobile ragione» ha aggiunto.

All’approssimarsi della mezzanotte il capogruppo di Como civica, Marco Tettamanti, ha chiesto la votazione del prosieguo ad oltranza. Una proposta senza contraddittorio data la nuova interpretazione del Regolamento del presidente Legnani, che ha ricordato come negli ultimi due anni non ci sia stato un comportamento univoco in proposito. Al voto la maggioranza, tranne due contrari, a cui si sono aggiunte le minoranze, e una astensione, ha approvato il prosieguo. «Però stavolta rimanete in aula» è stato detto dai banchi dell’opposizione all’indirizzo della maggioranza a cui si è aggiunto Peverelli: «Ieri il sindaco mi ha fatto tenerezza è stato abbandonato dalla sua maggioranza, fossi stato io mi sarei dimesso».

La discussione è così proseguita sugli emendamenti «che tanto boccerete – ha concluso Peverelli – perché sono “illegali” e non volete sporcarvi le mani». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

La maggioranza non ce la fa

3 COMO COMUNEVotata l’oltranza a Palazzo Cernezzi sull’Irpef il Consiglio arriva fino alle 2 di notte, quando la compagine che guida l’amministrazione comasca è crollata di fronte all’ostruzionismo dell’opposizione e non è stata più in grado di garantire il numero legale. Gaddi: «Vogliamo impedire con ogni mezzo l’aumento delle tasse».

 

Preliminari

Poche le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 21 luglio, Italo Nessi, Como Civica, ha ricordato le tragedie dell’Ucraina e della Palestina e letto l’appello a cui ha aderito il Coordinamento comasco per la Pace, «di cui Como fa parte», Luca Ceruti, M5s, ha chiesto risposte su alcune sue proposte, tra cui l’urgenza per la mozione sull’edilizia scolastica, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto di fare controlli su un centro massaggi in via Coloniola.

 

Irpef

Insediata l’assemblea è ricominciata il dibattito sul Regolamento per la determinazione delle aliquote Irpef. «Un ulteriore sacrificio richiesto ai cittadini» ha detto Ada Mantovani, Adesso Como, che ha chiesto una gestione più efficace del Patrimonio, «gestito in passato in maniera non oculata», pur riconoscendo il tentativo di intervenire nel settore come per Villa Geno e Villa Olmo. Per Luigi Nessi, Paco-Sel, bisogna ricordare la «situazione drammatica degli enti locali», e a chi cita il Comune di Cantù, «grande la metà di Como, ma con un quarto dei dipendenti», ha ricordato l’importanza delle strutture sociali del capoluogo lariano con mense e asili nido: «Il fiore all’occhiello della città». «Noi dal ’98 non abbiamo mai incrementato le tasse, siamo sempre rimasti allo 0,2%» ha affermato Sergio Gaddi, Fi, che sull’eliminazione degli scaglioni ha parlato di «sostanziale ingiustizia», mentre Mario Molteni, Per Como, ha sottolineato l’impoverimento della città evidente dall’aumento, dal 2005 al 2011, dei cittadini ricompresi nelle fasce di contributo più basse. Il sindaco, assessore al Bilancio, Mario Lucini ha replicato ai differenti interventi succedutisi nelle due serate di discussione. Ha sostenuto la delibera proposta, «ci ho messo la testa e ci sto mettendo la faccia», e lanciato qualche frecciata nei confronti dell’opposizione.

Iniziata la discussione sugli emendamenti, più di 40 assieme a una dozzina di ordini del giorno, la maggioranza per bocca del capogruppo del Pd Andrea Luppi ha chiesto il prosieguo a oltranza dei lavori.

Nel mentre è stato approvato il primo emendamento di Giunta per l’innalzamento dell’esenzione da 13 a 15 mila euro, grazie ai fondi trovati con gli emendamenti di Marco Butti, Gruppo misto, e Vincenzo Sapere, Paco-Sel, alla delibera sulla Iuc, contrari solo Adesso Como e Ajani: «È diseducativo, tutti devono pagare, anche se poco».

L’oltranza è quindi passata nonostante il parere contrario delle minoranze, a cui si sono aggiunti Sapere, e Italo Nessi, e l’astensione di Marco Servettini, Amo la mia città.

Una decisione che ha inasprito i toni della minoranza, per l’ora inusitata, normalmente la richiesta viene fatta a ridosso della mezzanotte, e per la pressione quindi esercitata sull’opposizione, «a cui viene detto comunque finiremo la discussione entro stanotte, è una oltranza terroristica» ha detto Gaddi.

Si è così passati agli emendamenti proposti da Butti volti a reintrodurre, al di sopra della fascia di esenzione, degli scaglioni per il pagamento dell’aliquota Irpef. Una rimodulazione che diminuirebbe le entrate, nella delibera l’aliquota è massima, 0,8%, per tutti. «Dove andremmo a recuperare i 5 milioni che mancano?» ha chiesto Sapere, «in realtà la riduzione del gettito sarebbe probabilmente superiore ai 6 milioni di euro» ha aggiunto Lucini che ha espresso perciò un parere di Giunta contrario.

Ha così iniziato a prendere forma l’ostruzionismo delle minoranze che si sono compattate attorno alla protesta di Peverelli: «Bisogna andare a fondo su ogni emendamento – ha affermato Gaddi – anche se questo vuol dire fare non le 7 le 8 di domattina, ma le 4-5 di domani pomeriggio».

La macchina comunale non ha certo aiutato la maggioranza, con tempi tecnici lunghissimi, aggiunti alle richieste di sospensione di minoranza per approntare subemendamenti, infatti i pareri su queste ulteriori modifiche dovevano essere prodotti dai revisori che, grazie alle ultime modifiche al regolamento di contabilità, non erano in aula, bensì in teleconferenza, e tutti questi documenti dovevano poi essere resi disponibili sul portale degli amministratori o fotocopiati per chi non aveva con sé un computer.

Peverelli ha esplicitato poi la propria forma di protesta: «Pensavo che i miei emendamenti non fossero accettati, che ci fosse una mancanza tecnica e invece…». Infatti il parere tecnico è negativo, ma possono essere discussi dall’aula e magari modificati per poter veder cambiare il parere. «È una discussione infondata – ha affermato Luppi – se ne può discutere nonostante l’evidente insostenibilità tecnica, come correttamente ammesso da Peverelli». «Li subemenderò uno ad uno» ha quindi annunciato il consigliere leghista.

Un muro contro muro, mentre la maggioranza si stava lentamente sfaldando, con continue defezioni fino ad arrivare a 15 consiglieri presenti, meno del numero legale, garantito dalla presenza dell’opposizione: «L’hanno voluto loro – si diceva fra le fila della minoranza – Bruni aveva ascoltato le motivazioni di Supino nello scorso mandato prendendolo da parte e parlandogli, con Peverelli non è stato fatto».

Alla prima votazione utile, su un subemendamento, l’opposizione è quindi uscita dall’aula. Venuto meno il numero legale, a regolamento, si sono aspettati i 15 minuti per rifare l’appello, ma nel mentre nella maggioranza si è deciso di terminare la seduta e quasi tutti i rimanenti sono andati a casa. All’appello delle 2 e due minuti sono quindi risultati presenti i consiglieri di minoranza, il presidente Legnani, il sindaco Lucini, Luppi, Luigi Nessi, Marco Tettamanti, Como civica, e la seduta è stata dichiarata deserta.

Soddisfatte le opposizioni che hanno subito convocato una conferenza stampa. Di «atteggiamento violentissimo della maggioranza» ha parlato Rapinese, il confronto è quello che è mancato per Ceruti, «la maggioranza non ascolta noi e la città – ha aggiunto Molteni, che si è detto – contro l’innalzamento delle tasse soprattutto in questo modo». E sulla proporzionalità dell’aumento per scaglioni è tornato Butti, contro «una tassazione portata a livelli insopportabili» ha precisato Laura Bordoli, Ncd. «Questo è il risultato dell’arroganza di questa maggioranza» ha affermato Enrico Cenetiempo, Ncd, «noi abbiamo subito l’oltranza – ha aggiunto Anna Veronelli, Fi –, sono in Consiglio da 12 anni e non mi era mai capitato di vedere una maggioranza chiedere l’oltranza e poi andare a dormire, è un gesto di prepotenza». «È una battaglia contro le tasse» ha affermato Gaddi per cui non sono mai state così alte e non è stato fatto un lavoro di taglio degli sprechi, gli ha fatto eco Ajani per cui siamo di fronte «a un aumento indiscriminato delle tasse». Per ultimo ha preso la parola Peverelli per cui non c’è stato ostruzionismo, ma un normale utilizzo delle prerogative e dei diritti dei consiglieri comunali e ha minacciato: «Sul Bilancio sarà peggio!». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

A oltranza per l’Irpef

COMO COMUNE 3Molti gli emendamenti alla proposta di delibera, 40 solo del leghista Peverelli: «Adesso comincio a divertirmi un po’ anch’io».

 

A Palazzo Cernezzi la maggioranza ha chiesto l’oltranza nella seduta di lunedì 21 luglio per terminare la discussione sul Regolamento per l’applicazione delle aliquote Irpef, iniziato giovedì 17 luglio. Una scelta dettata dalla volontà di chiudere l’intera discussione sulle delibere economiche propedeutiche al Bilancio e il Bilancio di previsione 2014 stesso entro la fine del mese. Sei sono le sedute ancora previste prima della pausa estiva, martedì 22, mercoledì 23, giovedì 24 luglio e lunedì 28, martedì 29, mercoledì 30 luglio. Tre le delibere da affrontare: Sulle cessioni; Sulla Tari; Il Bilancio di previsione. L’obiettivo dovrebbe essere arrivare alla replica del sindaco, assessore competente sul Bilancio entro giovedì 24 luglio permettendo la valutazione degli emendamenti da parte degli uffici entro il lunedì successivo, evitando di far saltare una seduta della settimana successiva rispettando i termini di tempo per la valutazione determinati dal regolamento di contabilità.

L’oltranza chiesta dal capogruppo del Partito democratico già alle 22.45 ha scatenato una bagarre procedurale. Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto se si procedeva come di consueto con un parere contro e uno a favore, come da tradizione, e il presidente Stefano Legnani ha ribadito la sua contrarietà leggendo il Regolamento il cui scritto smentisce la prassi.

Più di 40 gli emendamenti presentati, 1 di maggioranza, 40 solo di Diego Peverelli, Lega, inviperito contro la maggioranza per la bocciatura di un paio di suoi emendamenti sulla determinazione delle aliquote della Imposta comunale unica, uno sulla Tasi per le persone in casa di riposo, e per quello che ritiene un mancato ascolto da parte della maggioranza e del sindaco delle sue istanze. Un ostruzionismo minacciato già nella seduta precedente «siamo stati collaborativi e ci avete sempre preso a schiaffi», aveva detto, a cui ha aggiunto: «Adesso comincio a divertirmi un po’ anch’io». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Approvate le aliquote

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi approva il primo dei provvedimenti necessari alla discussione del Bilancio e inizia la discussione sull’aumento dell’Irpef.

 

Preliminari

Un’eco della richiesta di dimissioni dell’assessora Gisella Introzzi fatta dai sindacati si è avuta anche nel Consiglio comunale di giovedì 17 luglio, con Marco Butti, Gruppo misto, che ha dichiarato nelle preliminari: «Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario della mozione di sfiducia – che non è poi passata –, deve andare a casa».

 

Aliqote

Dopo l’appello l’assemblea ha ripreso il dibattito sulle aliquote dell’Imposta unica comunale con l’ultimo emendamento, presentato da Giampiero Ajani, Lega, bocciato, e due ordini del giorno non ritenuti però correlati alla delibera da parte del presidente Stefano Legnani. Di qui le proteste dell’opposizione, «siete intellettualmente disonesti» ha affermato Alessandro Rapinese, Adesso Como, che per voce di Butti ha chiesto una riunione dei capigruppo che ha avvallato a maggioranza, 6 favorevoli e 5 contrari, l’interpretazione del presidente. Una decisione che non è per nulla piaciuta alle minoranze che hanno attaccatato duramente la gestione dell’aula della maggioranza. «Siamo sempre stati collaborativi e abbiamo ricevuto sempre schiaffi» ha dichiarato il leghista Diego Peverelli minacciando barricate sul Bilancio. Di abuso e prevaricazione ha parlato invece Rapinese che ha poi dato dei “pallisti” ai componenti la maggioranza.

Scontati quindi i voti contrari alla delibera «il dialogo con le minoranze avrebbe potuto aprire scenari diversi – ha detto Mario Molteni, Per Como –, qui si arriva con un pacchetto pronto», «si è persa un’occasione per fare chiarezza» ha aggiunto Butti. Inutile il tentativo di calmare gli animi di Luigi Nessi, Paco-Sel, che ha ricordato come alcuni degli emendamenti proposti dall’opposizione siano stati accolti. Anche il sindaco Mario Lucini è intervenuto affermando che la discussione degli emendamenti di opposizione è entrata nel merito degli stessi senza preconcetti.

La delibera è così passata con il sostegno della maggioranza e il dissenso compatto dell’opposizione.

 

Irpef

La discussione è quindi passata sul Regolamento per l’applicazione delle aliquote Irpef presentato dal primo cittadino, nella sua veste di assessore al Bilancio. Una proposta che vedrà forti aumenti per i comaschi, si tratta di quasi 6 milioni in più di gettito, passando da un sistema basato sulle fasce di reddito alla applicazione indiscriminata dell’aliquota massima a tutti i contribuenti, salvo la fascia di cittadinanza più debole.

Lucini ha giustificato il provvedimento con «l’esigenza di adeguare le entrate dirette del Comune a fronte della riduzione sensibile dei trasferimenti statali». Per ora, ha ricordato Lucini, Como è uno dei 4 capoluoghi di provincia lombardi che applica un criterio di progressività ed è come prelievo l’ultimo in Lombardia. Gli altri capoluoghi lombardi che hanno già posto l’aliquota al massimo, lo 0,8, sono Milano, dove sono esentati coloro che hanno un reddito inferiore ai 21mila euro, Brescia, esentati sotto i 13mila, Cremona, 10mila, Sondrio, 10mila, Varese, 8mila. A Como con i due emendamenti approvati sulle aliquote, uno della maggioranza e uno di opposizione, si avrà un maggiore gettito per 500mila euro che permette a Palazzo Cernezzi di alzare la fascia di esenzione da 13 a 15mila euro, esentando così 12.750 comaschi il 26 per cento dei contribuenti. Lucini, in risposta alle dmende di chiarimento, ha anche fatto un esempio, per chi ha un reddito di 20mila euro si passa dallo 0,2, ovvero poco meno di 40 euro, allo 0,8 cioè 160 euro.

Ma proprio l’eliminazione delle fasce di reddito, per essere precisi i cittadini erano divisi per scaglioni, da 0 a 15mila euro, 12.754 persone, da 15 a 28mila euro, 21.200, da 28 a 55mila euro, 10.237, da 55 a 75mila euro, 1.689, oltre 75mila euro, 2.203, ha ravvivato gli animi e incontrato la disapprovazione delle minoranze, «è aberrante» ha detto Butti. Ma anche in maggioranza qualche malumore ci deve essere se nella Commissione competente al voto della proposta prima del passaggio in aula si sono astenuti Gioacchino Favara, Pd, e Vincenzo Sapere, Paco-Sel.

Aperto il dibattito Luca Ceruti, M5s, ha ricordato che: «Altre città, come Legnano e Monza, hanno, al contrario di Como diminuito l’Irpef», mentre per Laura Bordoli, Ncd, «non è mai finita, dopo gli altri aumenti, l’assessore al commercio pensa anche di aumentare l’imposta per gli spazi pubblici…» Molteni ha invece ricordato le vendite immobiliari, già fatte e in corso «certe spese non sono più tollerabili, questa è la verità» ha concluso. Rapinese si è scagliato invece contro molte delle decisione assunte negli ultimi due anni e ha parlato di un giro di boa, l’inizio della discesa della maggioranza verso la perdita dell’amministrazione. «L’avessimo fatto noi ci avrebbero massacrati! – è intervenuto Peverelli facendo al volo dei calcoli, sottolineando che – dai 15 ai 28mila euro siamo di fronte a un aumento del 280 per cento, dai 28 ai 55mila del 166 per cento e dai 55mila in su del 33 per cento». «Questa non è equità sociale» è intervenuto per ultimo Enrico Cenetiempo, Ncd, prima della chiusura della serata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Introzzi risponde agli attacchi

GISELLA INTROZZI1L’assessora del Comune di Como replica ad un articolo de La Provincia critico sul suo operato, su progetti, e i rapporti con L’isola che c’è: «Una rappresentazione dei fatti che alimenta diffidenza sull’operato dell’Assessorato».

 

Ai due principali capi di accusa Gisella Introzzi, assessora, tra le altre deleghe, all’Artigianato, Commercio e moda, Risorse umane e organizzazione, Finanziamenti pubblici e comunitari a Palazzo Cernezzi, risponde in una nota «non c’è stata nessuna consulenza, ma l’affidamento dell’incarico professionale di manager del Distretto urbano del commercio di Como, tra i cui compiti (elencati nel disciplinare di incarico) spicca la “progettazione di interventi e di azioni coerenti con il V Bando regionale Distretti del commercio”» e «le “consistenti” spese attribuite al settore “Attività produttive” ammontano (dati del consuntivo 2013) complessivamente a 752.907,65 euro, pari all’1,07% del totale dei pagamenti del Comune».

E l’assessora precisa sul manager del commercio, Lorenzo Donegana: «L’attuale incarico (a tempo determinato e part-time) è stato assegnato nell’aprile 2013 dopo una selezione pubblica, effettuata da una commissione composta da rappresentanti dei tre soggetti fondatori del Duc (Comune, Camera di commercio e Confcommercio). L’incarico, della durata di 14 mesi, prevedeva la possibilità di proroga. I risultati conseguiti con il progetto presentato a giugno 2013 sul Bando citato hanno portato alla scelta di prorogare l’incarico al 31 dicembre 2014, per procedere con la realizzazione delle azioni finanziate. Il costo complessivo per i 21 mesi di attività è di 30.300 euro omnicomprensivo di ogni onere di legge fiscale e previdenziale, nonché di tutte le spese sostenute nell’espletamento dell’incarico».

Quasi due anni di lavoro per 30mila euro lordi sottolinea quindi Introzzi, che rivendica anche l’affidamento ad un ex candidato della lista civica, Amo la mia città, che l’ha sostenuta alle scorse elezioni: «Impedire la partecipazione ad una selezione pubblica a chi si presenti come candidato in una elezione costituirebbe una ingiustificata discriminazione, tanto più se si considera che complessivamente 702 persone si sono candidate alle amministrative per il nostro Comune».

In una lettera di risposta le accuse vengono tutte rimandate al mittente, per cui Wayfinding, Campagna di pubblicità, App sono state finanziate con diversi e vari contributi e sostenute per circa un terzo, 55mila euro, dal Comune di Como: «Discendono per la maggior parte proprio dal programma finanziato col Bando che, a fronte di un impegno di 75mila euro dei soggetti del Duc, ha beneficiato di ulteriori 75mila euro di finanziamento regionale (importo massimo previsto). Il progetto è stato inoltre premiato da Smau 2013 con il premio Innovazione Ict. Nell’allegato A sono elencate azioni, costi, fornitori e modalità per la loro individuazione. Tutte le azioni ricomprese nel progetto sono state preliminarmente condivise con gli operatori (vedi la partecipazione economica nell’allegato B)».

Per le collaborazioni invece con l’associazione Isola che c’è di cui è parte integrante l’unico consigliere di Amo la mia città a Palazzo Cernezzi, Marco Servettini, la risposta verte sul Progetto – rifiuti + valore e beCOMe.

«Il progetto – rifiuti + valore è stato presentato da L’isola che c’è su un Bando Cariplo. Il Comune, e non l’Assessorato alle attività produttive, con propria delibera, ha aderito in qualità di partner assieme all’Associazione rete clima – precisa la nota –. Il co-finanziamento da parte del Comune consiste nella valorizzazione del lavoro svolto dai dipendenti comunali per lo svolgimento delle azioni in capo al Comune stesso (circa 22mila euro): a fronte di questo impegno, il Comune – più precisamente l’assessorato all’Ambiente – riceve un contributo di 33mila euro per lo sviluppo delle azioni previste presso il mercato coperto (realizzazione di inserimenti lavorativi temporanei a favore di soggetti svantaggiati per attività di presidio della piattaforma rifiuti del mercato coperto e di animazione presso commercianti ed acquirenti; dotazione dell’area commerciale di contenitori portarifiuti per la raccolta differenziata; l’acquisto di shopping bag riutilizzabili, ad uso dei commercianti aderenti all’iniziativa)». Per quanto riguarda: «Il progetto beCOMe, svoltosi tra il 30 maggio e l’1 giugno 2014, è iniziativa condivisa in due provvedimenti di Giunta e rappresenta, come ben sottolineato in sede di conferenza stampa dal coordinatore scientifico prof. Mauro Magatti, un investimento sulla città, teso a consolidare in Como un appuntamento annuale in grado di attirare l’attenzione su temi importanti legati allo sviluppo economico e sociale. La scelta di utilizzare parte delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno è stata condivisa con gli operatori. Il consuntivo – in fase di completamento a cura del soggetto organizzatore (il Centro di cultura scientifica Alessandro Volta) – sarà al più presto reso disponibile e pubblicato sul sito del Comune».

«La scelta di investire energie e risorse per la realizzazione di un marchio promozionale per la città (city branding) è stata ispirata da analoghe iniziative sviluppate per il marketing territoriale in diverse città italiane (Milano, Firenze, Cremona, Rimini, etc.) ed estere (su tutte l’esempio di Amsterdam) – aggiunge e conclude l’assessora –.A questo scopo, sempre previa intesa con gli albergatori, sono state riservate risorse provenienti dall’imposta di soggiorno, aggiuntive sul preventivo iniziale, per sviluppare un apposito progetto».

Il marchio uscirà da un contest on-line, che sarà gestito dalla vincitrice di un bando Zooppa Europe Srl: «La sola gara sarà motivo di propaganda e valorizzazione dell’immagine di Como presso un pubblico internazione e qualificato».

Il Comune di Como ha poi, in un comunicato, pubblicato i dati del personale, da cui si rileva una diminuzione di 2.330.000 euro dal 2011 alla stima per il 2014, passando da 30,8 milioni a 28,4, con una diminuzione di 40 unità dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014, «ai quali vanno aggiunti ulteriori 11 richieste di cessazione per pensionamenti previste per il 2° semestre 2014 e 3 per l’anno 2015», con un passaggio da 876 persone a 836, sempre al 30 giugno 2014, quando sono previste per il biennio 2014-15 32 assunzioni.

Ancora sulle aliquote

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi affronta quasi tutti gli emendamenti, approvati solo un paio. Uno di parte della maggioranza, modificato, e due dell’opposizione.

 

Bocciate quasi tutte le proposte delle minoranze alla proposta di delibera presentata in aula nel Consiglio comunale di Como di martedì 15 luglio, ripreso sulle aliquote delle imposte comunali. Non sono passate, tra le altre, le proposte di Laura Bordoli, Ncd, per l’esenzione Imu per le seconde case date in comodato a parenti stretti, «come ha fatto il Comune di Albavilla» ha sottolineato Anna Veronelli, Fi, o di una contribuzione per la Tasi degli affittuari, troppo macchinoso per il sindaco Mario Lucini intraprendere una operazione che vedrebbe poi il singolo cittadino dover poi versare importi minimi. Bocciata anche la proposta di Marco Butti, Gruppo misto, per una aumento dell’Imu sulle seconde case il cui introito sarebbe stato propedeutico alla sistematizzazione di nuovi scaglioni Irpef, una proposta che ha raccolto il solo sostegno di Gioacchino Favara, Pd, e del Movimento 5 stelle, astenuti Paco-Sel, Lega e Veronelli, contrari il resto di maggioranza e opposizione. Bocciate le proposte della Lega per riduzioni della Tasi a chi venga ricoverato in casa di riposo, bocciatura che a fatto adirare Diego Peverelli, o si sia separato: «Rientrano già, una a norma di legge e l’altra perché l’abbiamo deciso noi, nell’esclusione del pagamento dell’Imu sulla prima casa – ha spiegato il sindaco –, non si capisce perché raddoppiare le agevolazioni a queste particolari fattispecie».

Sono passate invece le proposte di Butti per un aumento dell’aliquota per istituti di credito, banche e grandi supermercati (l’emendamento 3), di Ada Mantovani, Adesso Como, di sconto per quegli immobili ceduti con contratto di comodato a titolo gratuito al Comune di Como per nuclei familiari in difficoltà (l’emendamento 7), e quella di Vincenzo Sapere, Paco-Sel, per un aumento della Tasi sulle case invendute: «Che dovrà servire ad elevare l’esenzione all’Irpef per le fasce più deboli». Un emendamento che la maggioranza ha accolto solo dopo un subemendamento, presentato da Italo Nessi, Como civica, che ha ridotto l’importo della maggiorazione «dal 2,5 per mille a 1,5 per mille». Una proposta che ha fatto superare la titubanza iniziale del primo cittadino «ritengo si debba avere attenzione per quella fetta del mondo dell’economia, l’edilizia, che più di tutti è in sofferenza per la crisi» ha dichiarato aggiungendo poi che con la modifica al ribasso l’imposta ha un peso sostenibile (l’emendamento 8). Alla mezzanotte mancavano ancora da discutere un emendamento e un ordine del giorno che verranno trattati, con le dichiarazioni di voto e voto finale, giovedì 17 luglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

18 luglio/ Lucini illustra il Bilancio di Como

bilanci«Venerdì 18 luglio alle ore 20.45 in Biblioteca [piazzetta Venosto Lucati] il sindaco Mario Lucini illustrerà alla città il Bilancio 2014 – annuncia il Comune di Como –. Nel corso dell’incontro – aperto al pubblico – verranno spiegate le previsioni di bilancio e le scelte di gestione adottate dall’amministrazione comunale».

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