Consiglio comunale

Regolamento rifiuti

3 COMO COMUNEPalazzo Cernezzi inizia la discussione sul nuovo Regolamento rifiuti che norma la raccolta differenziata. Le minoranze si congratulano con Magatti per la disponibilità e le risposte alle richieste di chiarimento.

 

Preliminari

Si è lamentato degli uffici, nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 16 giugno Marco Butti, Gruppo misto, per aver dovuto aspettare due mesi le carte richieste sulle paratie e per aver ricevuto «documentazione ben al di sotto di quanto riportato da un quotidiano locale domenica scorsa». È tornata invece sulla causa persa dall’Amministrazione con un ex membro del collegio dei sindaci della Comodepur Laura Bordoli, Ncd, «nelle motivazioni della sentenza si dice che non c’era giusta causa per il licenziamento. Questo ci è costato già 25mila euro, spero non si voglia andare avanti».

 

Regolamento rifiuti

Iniziata la seduta l’Assemblea ha affrontato la delibera sul Regolamento rifiuti per la nuova raccolta differenziata cittadina presentata dall’assessore competente Bruno Magatti in sostituzione di quello del ’99 «piuttosto obsoleto, che fa riferimento a una normativa abbondantemente superata», fra il pubblico anche un rappresentante della Rsu dei dipendenti della azienda coinvolta. L’assessore ha fatto un breve riepilogo del provvedimento con gli orari dei ritiri, la pulizia delle strade, il conferimento alla piattaforma dei materiali, il ritiro a domicilio degli ingombranti, «abbiamo concordato con l’azienda dieci ritiri a settimana, speriamo i cittadini non ne abusino».

Molte le domande poste dai consiglieri sia di opposizione, che di maggioranza, e molto lunga, durata più di un’ora, e articolata la risposta di Magatti.

La pulizia dei bidoni toccherà ai cittadini, ha precisato, e la pulizia delle strade con le nuove modalità, aumentano i passaggi dei mezzi, entrerà in vigore entro un anno, ha risposto a Anna Veronelli, Fi. Alla domanda, posta nelle preliminari da Feancesco Scopelliti, Ncd, sul perché delle nuove assunzioni, 14 elementi, anche al di fuori della provincia di Como, «pare anche una persona di Genova», l’assessore ha risposto che come responsabile anche dei Servizi sociali cittadini aveva presentato una rosa di nomi all’azienda che però poi ha scelto in piena autonomia. Sull’esposizione dei rifiuti ha ribadito le tempistiche già in uso, ammettendo la possibilità di alcuni aggiustamenti e Magatti dichiara già per il futuro: «Non ho imbarazzo ad ammettere eventuali errori». E si sta prendendo il metro sul conferimento dei rifiuti a bordo delle proprietà, mentre per i condomini l’assessore spera in consorzi fra gli stessi per l’esposizione dei bidoni, un sistema penalizzante i cittadini per Mario Molteni, Per Como. Le campane del vetro verranno tolte quando tutti avranno i bidoni per la raccolta. E la consegna dei bidoni è un punto dolente, dati i ritardi da parte di Aprica, per ora non ci saranno sanzioni nei suoi confronti, come chiesto da Butti, ma Magatti vuole che questa operazione sia completata entro la fine del mese. A chi chiede dove sarà il risparmio di tutta questa operazione l’assessore spiega che diminuendo quanto portato all’inceneritore, diminuirà la fattura dello stesso, che ora ammonta a 2,3 milioni di euro annui, per l’eliminazione dei rifiuti.

«Le sanzioni di comportamenti irregolari sono uno strumento da usare con intelligenza» ha poi dichiarato ricordando che siamo di fronte a «un passaggio culturale del nostro rapporto con i rifiuti».

Finita la replica, durante gli interventi, Scopelliti si è complimentato con l’assessore per la disponibilità e il merito delle risposte stesse andando a stringergli la mano, pur avendo delle perplessità sulle modalità di raccolta per le fasce deboli, anche Butti si è complimentato, auspicando poi un incremento dell’organico del settore preposto al controllo, ora svolto da due agenti di polizia locale, data la vastità del territorio. Mentre Luca Ceruti, M5s, ha annunciato l’astensione sul provvedimento, ricordando le critiche fatte al bando di gara, Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto «quanto costa in più al cittadino questa operazione?». Data l’ora la seduta è stata poi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Nessuna sfiducia per Gerosa e sì alla Trevitex

8 COMOCOMUNEMaggioranza a Palazzo Cernezzi compatta nel rigettare la sfiducia all’assessora alla Mobilità, ma si spacca sull’ex Trevitex. Paco-Sel esce dall’aula al momento del voto, Amo la mia città critica ma approva e nel Pd Rovi si astiene.

 

Sfiducia

Una mozione di sfiducia all’assessora alla Mobilità Daniela Gerosa sull’incrocio fra via Bastiglia e via Varesina a Rebbio è stata presentata da Ada Mantovani, Adesso Como, giovedì 12 giugno al Consiglio comunale di Como: «Ha capito in grave ritardo i rischi e la pericolosità di quell’incrocio». Una pericolosità capita solo dopo un anno, ha aggiunto Alessandro Rapinese, Adesso Como, «il suo atteggiamento è cambiato solo dopo eventi drammatici», la morte di un motociclista. Di rivedere diverse decisioni sulla viabilità è stato chiesto da Enrico Centiempo, Ncd, «il paletto in via Briantea, l’isolino in Borgovico…». Una proposta che non ha convinto nessuno in maggioranza, e anche in minoranza c’è chi ha parlato della necessità, più che altro, di una sfiducia al sindaco, Francesco Scopelliti, Ncd, e Diego Peverelli, Lega, mentre è andato sopra le righe Giampiero Ajani, Lega, «lei se la tira troppo» ha detto all’assessora, stigmatizzato poi da un altro esponente dell’opposizione Marco Butti, Gruppo misto.

In difesa dell’operato di Gerosa è intervenuta Patrizia Lissi, Pd, che ha ricordato, dati alla mano, il numero di incidenti rilevato dalla polizia locale, da zero a quattro all’anno negli ultimi 5 anni, «per l’80 per cento con il coinvolgimento di veicoli a due ruote, sempre in violazione del codice della strada, che hanno coinvolto per il 70 per cento residenti nella zona».

Al voto, segreto, nessuna sorpresa con la maggioranza compatta che ha bocciato la mozione.

 

Ex Trevitex

La discussione è così tornata all’atto di indirizzo sull’ex Trevitex a Camerlata e sull’ultimo ordine del giorno che proponeva di diminuire l’importo stanziato per la piazza davanti al centro commerciale, «un regalo ad Esselunga» per Rapinese, per destinare fondi ad altro. Una proposta bocciata dalla maggioranza, con l’astensione però di Paco-Sel.

E lo scollamento del centro sinistra che guida Palazzo Cernezzi si è reso palese durante le dichiarazioni di voto quando Vincenzo Sapere ha annunciato la non partecipazione al voto. Una mediazione per l’esponente, indipendente, nella lista di Paco-Sel, «il nostro gruppo pretendeva un voto contrario», per marcare il proprio disagio ma comunque l’appartenenza alla maggioranza, anche se, ha ribadito, «questo non fa parte dell’accordo di maggioranza». E criticamente sulla proposta si è espresso anche Guido Rovi, Pd, che si è astenuto, mentre Marco Servettini, Amo la mia città, riconoscendo il proprio imbarazzo nel dare semaforo verde alla grande distribuzione, e chiedendo controlli sulla qualità del lavoro nel futuro esercizio commerciale e nuove stime per l’impatto sul traffico della zona, si è allineato alla maggioranza.

Con il gruppo di Paco-Sel sono usciti poi anche la Lega, «c’è poca trasparenza su dove andranno i ricavi di questa operazione» ha detto Peverelli, e Enrico Centiempo, Ncd, favorevole all’intervento ha ribadito che «quello che era stato fatto – dalla Giunta precedente di cui era parte – è stato fatto bene», contraria il resto dell’opposizione «questa non è stata una discussione, la delibera era blindata, e la scelta è stata fatta da altre parti» ha detto Luca Ceruti, M5s, «questa è una Ticosa 2 solo perché l’ha voluto l’operatore» ha ricordato Butti, «vi ricordo che era una priorità di Bruni!» ha aggiunto Rapinese.

In difesa dell’operazione si è schierata Andrée Cesareo, Pd, parlando di un atto dovuto, necessario per «trasformare un problema in una opportunità», sottolineando la condivisione della proposta con il passaggio in Commissione e in aula e ricordando le opere pubbliche, il ponte ciclopedonale, che verranno create per i residenti.

Poco prima dello scoccare della mezzanotte la proposta è stata così approvata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Trevitex: Palazzo Cernezzi continua la discussione

3 COMO COMUNERicordata con un minuto di silenzio Anna Spazzi. Prosegue il dibattito sugli ordini del giorno al documento di indirizzo sull’area di Camerlata, maggioranza ancora divisa, Paco-Sel sostiene parte degli ordini del giorno.

 

Preliminari

«Come possiamo applicare le sanzioni se non abbiamo il Regolamento?» ha chiesto, sulla nuova raccolta dei rifiuti, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 9 giugno Alessandro Rapinese, Adesso Como, ricordando una situazione su cui ha annunciato una interrogazione, chiedendo anche quali provvedimenti adottare nei confronti dell’operatore, Aprica, per i disservizi iniziali, quali la mancata consegna dei nuovi bidoni o le inefficienze della app predisposta. Di turismo dato l’inizio della stagione, e del malfunzionamento degli infopoint, hanno invece parlato Ada Mantovani, Adesso Como, Luca Ceruti, M5s, che ha annunciato anche una interrogazione in proposito, e Francesco Scopelliti, Ncd, che ricollegandosi alla raccolta dei rifiuti ha polemizzato sui nuovi cestini in plastica posizionati sul lungolago. Diego Peverelli, Lega, si è scagliato contro l’assessore alla Sicurezza, Marcello Iantorno per il luogo di preghiera musulmano aperto in via Turati, «l’attività di culto non è autorizzata e non è prevista in quella zona. Erano state chieste autorizzazioni solo per un centro culturale».

 

Ex Trevitex

Dopo un minuto di silenzio in ricordo di Anna Spazzi, chiesto da Luigi Nessi, Paco-Sel, la seduta è ripresa sulla discussione dell’ultimo emendamento all’accordo di programma, proposto da Vincenzo Sapere, Paco-Sel, bocciato, per far prima realizzare le opere accessorie e poi aprire la grande distribuzione.

Stessa sorte per la maggior parte degli ordini del giorno proposti dall’opposizione, con Paco-Sel che si è distinta rispetto alla maggioranza astenendosi o appoggiando proposte bocciate dal resto della maggioranza, come la concertazione dei posteggi in via Varesina con i commercianti. «Penso che questo accordo sia un condono – ha detto Sapere, che nel corso della discussione ha aggiunto –le soluzioni non possono sempre essere a favore dell’operatore».

Due proposte sono state però approvate, quella di Peverelli di creare un parco giochi per bambini con qualcosa che ricordi il passato industriale dell’area nella futura piazza e quella di Laura Bordoli, Ncd, per una rivalutazione più attenta del onte ciclopedonale e dei costi, con la possibilità di stornare fondi per altre opere.

All’avvicinarsi della mezzanotte, la discussione aperta sull’ultimo ordine del giorno presentato, la seduta è stata aggiornata. [md, ecoinformazioni]

Ex Trevitex a Palazzo Cernezzi

COMO COMUNE 3Prosegue il dibattito sull’area di Camerlata al Comune di Como, Paco-Sel scarta rispetto alla maggioranza.

 

Durante il Consiglio comunale di Como di giovedì 4 giugno l’assemblea è ripresa sulla discussione sull’atto di indirizzo per l’area di Camerlata.

Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha ripercorso la storia del lungo iter che ha portato all’attuale accordo fra Comune e operatore, chiedendo alcuni chiarimenti: «La Giunta Bruni si era accordata per ottenere 7.900.000, come mai si è scesi a 7.360.000? È molto meno». «L’operatore deve venire alle nostre condizioni, non possiamo farcele dettare – ha aggiunto – dovremmo chiedere molto di più».

Contro la piazza prevista così com’è è intervenuta Ada Mantovani, Adesso Como, che l’ha definita «cementificata», concorde con lei Laura Bordoli, Ncd, e ha chiesto perché non utilizzare la palazzina, ex uffici, esistente per le associazioni del quartiere, mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, riconoscendo la necessità dell’interesse economico per l’operatore ha chiesto di pensare alla creazione di edilizia popolare. Dai banchi del Pd invece Guido Frigerio non si è dichiarato contrario all’abbattimento palazzina e, «preferisco riqualificare il quartiere», pur rispettando la memoria del lavoro, ha affermato quindi Marco Servettini, Amo la mia città, che dubita però delle cifre espresse dagli studi del traffico, per lui sottostimate, e ha ribaltato l’assunto di Sapere: «Hanno loro il coltello dalla parte del manico, ma sono sicuro che chi è andato a fare l’accordo a chiesto il massimo che si poteva». «Se il problema dell’accordo è permettere l’apertura del cinema – ha dichiarato Marco Butti, Gruppo misto –, sgombriamo subito il campo l’operatore può aprire sin da subito il numero di sale adatte a una media distribuzione».

«È un atto di indirizzo, non un progetto – ha affermato nella replica l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino, che a chi ha parlato di mancato ascolto dei cittadini ha risposto – c’è stato, lungo e fruttuoso e ha portato il reinvestimento sul territorio in opere di urbanizzazione». «Tra la memoria di un edificio fatiscente e i cittadini, preferisco i cittadini» ha aggiunto ribattendo a chi paventava la scomparsa dei piccoli commercianti di quartiere, surcalassati dalla grande distribuzione, che le opere che ricadranno sul quartiere avvantaggeranno tutti «alla fine dell’operazione il saldo sarà positivo».

L’aula ha così iniziato la discussione degli undici emendamenti presentati, ma nessuno è passato, neanche quelli di Paco-Sel, trovatasi da sola affianco alle opposizioni contro il resto della maggioranza, per, tra l’altro, aumentare gli introiti chiesti all’operatore per la gestione dei posteggi a pagamento, per ridimensionare gli interventi viabilistici utili al solo centro commerciale, mantenere solo una facciata della palazzina come ricordo. Il parere di Giunta è sempre stato contrario. Paco-Sel ha poi ritirato alcune delle proposte di modifica, avuta assicurazione che alcune siano già parte della delibera stessa, ma ha mantenuto ancora un emendamento, che con l’ultimo iscritto all’ordine del girono verrà affrontato nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Inizia la discussione sull’ex Trevitex

8 COMOCOMUNEA Palazzo Cernezzi si discute del futura dell’area di Camerlata.

 

«Oggi abbiamo approvato il nuovo Regolamento rifiuti in Commissione – ha detto nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 29 maggio Luca Ceruti, M5s –, che verrà approvato perciò quando la nuova raccolta dei rifiuti sarà già in vigore…» Diego peverelli, Lega, ha invece posto il problema dello sfalcio dei bordi stradali «in via Risorgimento è stata lasciata l’erba a bordo strada, così come i rifiuti». E sempre a proposito di rifiuti ha ricordato l’intervento di un privato per la pulizia del parco Rimembranze. «Vogliamo o no prendere una decisione sulla Tasi?» ha chiesto Giampiero Ajani, Lega, che si è poi scagliato contro gli immigrati «vengono qui e la fanno da padrone!» riferendosi alla rissa scoppiata al centro di accoglienza di Prestino con feriti e arresti.

 

Ex Trevitex

Dopo l’appello l’aula ha ripreso ad affrontare l’atto di indirizzo per l’accordo di programma preordinato all’approvazione del Programma integrato di intervento per l’area ex Trevitex. L’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino ha risposto alle domande postegli nella seduta precedente.

Nonostante l’apertura del centro commerciale, non dovrebbe aumentare il traffico, «c’è un elevato margine di capacità», ha spiegato in base a uno studio allegato all’accordo e anzi alcuni degli interventi sulla viabilità prospettati porterebbero a una diminuzione di alcuni flussi di traffico. Per quanto riguarda il cinema invece l’operatore ha spiegato che potrebbe essere sostenibile la riapertura con 9 sale e non con le 6 attuali.

Molte le perplessità sollevata dall’intervento fra i banchi dell’opposizione e non solo. Alessandro Rapinese ha attaccato il sindaco «nel suo programma c’era scritto di salvaguardare dei negozianti contro la media e grande distribuzione e invece….» «Eravate obbligati a fare questo accordo? No! – ha proseguito –. È una vostra scelta politica». Il consigliere di Adesso Como ha anche preso posizione contro l’abbattimento della palazzina uffici, una presa di posizione affine a quella di Luigi Nessi che ha citato Renzo Piano «demolire è un gesto di impotenza, la demolizione è sbagliata». Il consigliere di Paco-Sel ha anche aggiunto «la cifra che ci viene data non mi sembra giusta, dovremmo chiedere molto di più».

Contro passaggio ciclopedonale “a tempo”, essendoci dei cancelli, è intervenuto Ceruti a cui si è affiancato Italo Nessi, Como civica, «bisogna rimuovere i cancelli dal percorso pedonale, se è uno spazio pubblico vanno tirati via!» E per il consigliere di Como civica va anche riqualificata «veramente» piazza Camerlata «con anche una futura apertura del parco del G.B. Grassi».

Mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, ha ricordato le poche differenze rispetto all’accordo della Giunta precedete (allargamento del ponte ciclopedonale su via Badone e eliminazione di due rotatorie previste) come parte dell’attuale maggioranza si era schierata contro l’intervento quando era all’opposizione. «Era una scelta sbagliata e ci siamo opposti – ha risposto Patrizia Lissi, Pd –. È stata una scelta fatta da altri e l’alternativa era o gestirla al meglio o lavarsene le mani». E la consigliera si è espressa anche sulla eliminazione della palazzina «poco più di un rudere», trovando l’accordo di Peverelli per cui non ha un interesse storico particolare. «Sono un regalo» è intervenuto Marco Butti, Gruppo misto, sui posteggi a pagamento lasciati in gestione all’operatore, mentre Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto di stornare i fondi per il ponte ciclopedonale (più ampio del precedente) «non è meglio usare questo milione di euro per le periferie?». Data l’ora la seduta è stata quindi aggiornata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Legnani eletto presidente del Consiglio comunale comasco

8 COMOCOMUNEL’ex capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi è stato eletto alla terza votazione a dirigere l’assemblea cittadina, ha riconosciuto: «Di essere un uomo di parte, ma consapevole di assumere un ruolo di garanzia per tutti». Incomincia la discussione sull’area ex Trevitex.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 22 maggio Luca Ceruti, M5s, ha richiesto maggiore attenzione per sanzionare quanti hanno appeso cartelli elettorali fuori dai propri spazi e sempre per quanto riguarda le imminenti elezioni europee ha annunciato, dopo aver divulgato i nomi dei nominati aprendo il caso parentopoli, di aver rinunciato all’incarico di scrutatore, «incorrerò anche in eventuali sanzioni», e farà invece il rappresentante di lista. Alessandro Rapinse, Adesso Como, ha invece portato in aula il casa dei residenti di via Spartaco e delle condizioni dell’immobile comunale, alcuni erano presenti in aula, mentre Giampiero Ahani, Lega, ha chiesto, per la seconda volta, l’intervento dei vigili contro il venditore di carciofi che compare ogni tanto per le vie della città murata. Mario Molteni, Per Como, ha annunciato due interrogazioni, una sul dissesto della via S. Giacomo e un’altra sulla riduzione delle corse dei bus nel periodo estivo. «Durante la discussione sulle vendite del patrimonio comunale il consigliere Luppi ci diceva sarebbero servite a non alzare le tasse – ha attaccato Laura Bordoli, Ncd –. Ora le affermazioni sulla stampa del sindaco di un futuro aumento dell’Irpef ci lasciano esterrefatti. Cosa faremo fra tre anni quando avremo venduto anche questi beni?»

 

Presidenza

Iniziata la seduta sono riprese le inusitate indicazioni di voto sul presidente del Consiglio, con gli interventi scontati di Ada Mantovani, Adesso Como, che ha comunque ringraziato per la candidatura propostagli da Vincenzo Sapere, Paco-Sel, Marco Butti, Gruppo misto, Enrico Centiempo, Ncd, a sostegno di Sapere. Dalla maggioranza è intervenuto Vito De Feudis, Pd, «la scorsa seduta è stata la più brutta a cui abbia partecipato», che si è speso per il candidato del suo partito Stefano Legnani sostenuto, si è corretto mentre interveniva con un quasi, da tutta la maggioranza.

Sono servite quindi tre votazioni per nominare Legnani come presidente.

Per l’elezione, a scrutinio segreto, a Statuto serve una «maggioranza dei 2/3 dei Consiglieri assegnati» e solo «dopo due votazioni infruttuose, il Presidente può essere eletto a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati». Durante la serata si contava solo una assenza fra le fila della maggioranza, che si è divisa nei primi due scrutini. Come annunciato infatti il gruppo di Paco-Sel ha orientato i propri due voti sulla consigliera Mantovani, il resto della compagine che guida Palazzo Cernezzi si è espressa per Legnani (18 voti), le minoranze hanno votato Sapere (12 voti). Solo alla terza votazione la maggioranza si è ricompattata sulla figura dell’ex capogruppo del Pd con 20 voti, contro i 12, dell’opposizione, per Sapere.

Dopo i ringraziamenti appena insediatosi Legnani ha riconosciuto: «Di essere un uomo di parte – come l’accusavano le minoranze –, ma consapevole di assumere un ruolo di garanzia per tutti coloro che siedono in aula sia in maggioranza, che in minoranza». Una garanzia che prenderà forma col rispetto dei regolamenti, ha aggiunto, «per far sì che il Consiglio sia il luogo del libero confronto». Ora il Partito democratico dovrà eleggere un nuovo capogruppo e la Commissione II un nuovo presidente.

 

Ex Trevitex

L’assemblea ha quindi affrontato la proposta di intervento nell’area ex Trevitex, lo sbocco di un iter accidentato e lunghissimo, presentata dall’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino con le slide che aveva già rese pubbliche. L’assessore ha sottolineato la creazione di posti di lavoro, «circa 140 addetti complessivi», e il fatto che la Soprintendenza non abbia chiesto vincoli per la palazzina degli uffici, oltre alla novità: «La riqualificazione di via Giussani è l’elemento maggiormente significativo rispetto alla proposta del 2010». Se nelle presentazioni e nei prospetti di come verrà risistemata via Varesina non si vedono più i posteggi per le macchine di fronte ai negozi , come annunciato in un precedente incontro con i commercianti della zona, «si manterrà una dose adeguata di posteggi», a cui si affiancheranno i 50 di via Giustizia e libertà, ha specificato Spallino, che ha accennato anche ai tempi di esecuzione dei lavori, per cui annuncia un monitoraggio continuo: «Sarà un processo per step, non in un colpo solo, perché così si bloccherebbe Camerlata per 2 anni». Raccolta la serie delle domande di chiarimento, su costi, impatto della grande distribuzione sulla città, pareri da vari settori comunali, futuro del cinema, fatte dalle minoranze, data l’ora la seduta è stata sciolta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Impasse a Palazzo Cernezzi

COMO COMUNEApprovato il piano delle alienazioni il Comune di Como si blocca sulla nomina del presidente del Consiglio. 

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 19 maggio Luca Ceruti, M5s, ha denunciato i manifesti fuori posto di Lega e Pd a Como e in provincia, mentre Alessandro Rapinese, Adesso Como, è tornato a chiedere un intervento viabilistico su via Varesina, leggendo le motivazioni di una mozione di sfiducia presentata contro l’assessora alla Viabilità Daniela Gerosa «per il grave oggettivo ritardo» nel prendere coscienza della situazione «solo a seguito di eventi drammatici», l’ultimo un incidente mortale. E l’assessora è stata attaccata anche da Segio Gaddi, Fli, per l’allargamento della Ztl: «È un fatto incontrovertibile e scientifico il calo delle presenze in città». Grazia Lissi, Pd, ha ricordato il viaggio fatto a Mauthausen per il 70° anniversario degli scioperi del marzo ’44, che ha visto la deportazione di alcuni operai comaschi nel campo di concentramento, da cui molti non sono tornati. Una esperienza di cui la consigliera ha portato: «Una immagine molto forte tale da non lasciare nessuno indifferente».

 

Piano delle alienazioni

La seduta è quindi ripresa con le dichiarazioni di voto sul nuovo piano delle alienazioni comunali, contrarie le minoranze. E l’ex Scuola all’aperto di via Binda è stata al centro di diversi interventi. Dalla maggioranza Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato il voto a sostegno dell’emendamento dell’opposizione, bocciato, per stralciare la vendita della struttura e ha detto di accogliere positivamente la promessa di particolare attenzione da parte dell’assessore. Rassicurazioni che non soddisfano le minoranze che incalzano con Laura Bordoli, Ncd, «vendere adesso, vuol dire svendere!» «Dopo le vendite per milioni di euro in tre anni cosa faremo poi? – ha aggiunto Bordoli –. Non vedo un piano di ristrutturazioni per diminuire le spese». Al voto una cesura netta fra il voto favorevole di maggioranza e contrario delle minoranze.

 

Presidente del Consiglio

La discussione si è così spostata sulla elezione del nuovo presidente del Consiglio, dopo le dimissioni di Franco Fragolino, presente in aula fra il pubblico, sostituito in aula da Elide Greco. Una votazione sofferta fra sospensioni e chiarimenti procedurali, su interventi e tempistiche degli stessi, corretti in corso d’opera, passando dai 5 minuti iniziali ai 15 da Regolamento.

La maggioranza ha presentato, per bocca di Gioacchino Favara, Pd, la candidatura del capogruppo del Pd Stefano Legnani: «Non sono necessarie le presentazioni, è un consigliere di lunga data». Contrarie le minoranze per cui il capogruppo del Pd non può avere un ruolo di garanzia data la sua forte identificazione politica. L’opposizione ha perciò proposto il consigliere di maggioranza Vincenzo Sapere, di Paco-Sel, che a sua volta si è schermito. «Non posso accettare, non tutti nella mia maggioranza condividono la mia candidatura», ha detto, proponendo quindi la candidatura della consigliera di opposizione Ada Mantovani di Adesso Como. «Per un ruolo super partes serve una persona non legata ai partiti» ha aggiunto il consigliere. La seduta è quindi sfuggita di mano al vicepresidente Forlano con sospensioni, riunioni dei capigruppo e richieste di chiarimento.

Se normalmente in questi frangenti in aula venivano espressi due nominativi da parte di un esponente di maggioranza e uno di opposizione, per poi passare al voto, molto più spesso ai voti (a Statuto il presidente viene eletto dai due terzi dei consiglieri fino alla seconda votazione, poi basta la maggioranza), si è invece aperta la discussione.

I consiglieri di opposizione, grazie al parere della segretaria generale Antonella Petrocelli, hanno potuto prendere la parola per 15 minuti a testa e tutti si sono espressi in favore di Sapere e contro Legnani, il cui nome è stato legato più alla nomina di quattro suoi figli a scrutatori per le prossime elezioni europee, mentre nessun esponente di maggioranza è intervenuto in sua difesa. «Sapere è la persona che può creare un clima più disteso – ha detto Bordoli – mentre vediamo da parte della maggioranza una chiusura totale». «Il Pd ha detto chi voterà, Paco-Sel anche – ha aggiunto Mario Molteni, Per Como –, ma nessun altro dalla maggioranza [il riferimento è a Como civica e Amo la mia città] ha qualcosa da dire? Non c’è poi nessuno che ci spieghi perché votare Legnani?». Di spartizione dei posti, citando il cosiddetto manuale Cencelli, ha parlato Gaddi, Francesco Scopelliti, Ncd, si è lamentato del’assesnza del sindaco «continua a a uscire dal’aula in altre faccende affaccendato», mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, ha sottolineato come gli interventi di Legnani in aula abbiano spesso inasprito i rapporti fra maggioranza e opposizione dubitando della sua capacità di essere un garante per tutti, trovando la piena adesione del legista Diego Peverelli. Arrivati alla mezzanotte la seduta è stata sospesa, anche se per gli esponenti della minoranza sussiste un vizio di forma perché nella delibera in oggetto secondo il Regolamento entro otto giorni dalle dimissioni l’elezione andava messa all’ordine del giorno, così come è stato fatto, ma doveva essere effettiva entro la seconda seduta, quella appena conclusasi. Per la segretaria generale non si tratterebbe di un problema essendo in calendario la seduta di giovedì 22 maggio che si può ritenere come prosecuzione di quella trascorsa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il futuro dell’area ex Trevitex

riqualificazione ex trevitexSpallino pubblica le slide di presentazione.

 

L’assessore all’Urbanistica del Comune di Como Lorenzo Spallino ha pubblicato l’elaborato riassuntivo sul futuro dell’area di Camerlata, utilizzato per l’illustrazione al Consiglio comunale, sia su Issuu (qui) sia sul portale del Comune di Como (qui). [md, ecoinformazioni]

Approvato il Regolamento per la gestione del patrimonio

COMO COMUNE 3Passa a Palazzo Cernezzi il nuovo regolamento, che regola anche le alienazioni dei beni comunali. Fragolino si dimette dal Consiglio comunale.   Preliminari «Sono ripresi i furti – ha detto Mario Molteni, Per Como, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 30 aprile –, nelle ultime due notti ci sono stati due tentativi in via Boccioni», per questo il consigliere ha chiesto di discutere quanto prima la mozione presentata, assieme ai colleghi di minoranza, sull’introduzione dei vigili di quartiere. Luca Ceruti, M5s, eletto nella Commissione, elettorale comasca, ha riproposto la possibilità, in vista delle prossime elezioni europee, di far fare gli scrutatori a disoccupati o persone a basso reddito, mentre Luigi Nessi, Paco-Sel, ha annunciato all’aula l’ultimo lutto che ha toccato il collega di gruppo Vincenzo Sapere da cui si è poi recato a portare un saluto e il cordoglio del Consiglio insieme al consigliere di opposizione Diego Peverelli, Lega. Ultimo a prendere la parola il presidente del Consiglio Franco Fragolino ha annunciato le proprie dimissioni sia dall’incarico che dal ruolo di consigliere.   Patrimonio È così ripreso, dopo due settimane, il dibattito sul Regolamento sulla gestione ed alienazione del patrimonio immobiliare del Comune di Como. Finita la replica dell’assessore competente, Marcello Intorno, l’assemblea ha affrontato i 26 emendamenti presentati dall’opposizione, per la gran parte bocciati dalla maggioranza. Le proposte volevano definire in maniera più stringente la possibilità della Giunta di affidare e definire i canoni degli spazi e impianti sportivi comunali dati alle associazioni, proposte ritenute per lo più non necessarie dalla maggioranza e in alcuni casi un appesantimento e allungamento del procedimento. Laura Bordoli, Ncd, ha abbandonato l’aula per protesta dopo aver visto bocciare tutte le sue proposte e per l’ultima di queste, con parere negativo, chiesto del tempo per sistemarlo con il supporto degli uffici. Cinque gli emendamenti passati: sui diritti di prelazione, sulla comunicazione fra uffici per l’aggiornamento dello status del patrimonio, proposti da Enrico Cenetiempo, Ncd, l’aggiunta delle realtà inerenti alla formazione, la valutazione dell’ampiezza degli spazi per le associazioni in base alle necessità dettate dalla effettiva vita associativa e la valorizzazione degli spazi delle ex strutture scolastiche, proposti da Marco Butti, Gruppo misto. Scontata la votazione finale con l’approvazione da parte della maggioranza e la bocciatura delle minoranze, astenuto Butti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Fragolino si dimette

Fragolino ccgiugno 2012Il presidente del Consiglio comunale comasco lascia incarico e aula.

 

Franco Fragolino lascia ogni incarico a Palazzo Cernezzi, le voci che si susseguivano hanno trovato ora una piena corrispondenza con i fatti. Durante le preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 30 aprile, il banco della Giunta quasi vuoto, il presidente dell’aula ha annunciato la sua intenzione di dimettersi «dopo lunga riflessione» dato che «non riesco a svolgere con dovuta serenità l’incarico» anche a causa di impegni personali e lavorativi. Dimissioni quindi non solo dal ruolo di presidente, ma con: «Estrema difficoltà e rammarico, anche dal Consiglio comunale». Un rammarico esteso anche alle “cadute” nell’attività politica degli ultimi due anni ovvero la capacità di tessere un dialogo fattivo, infatti l’ex presidente ha citato Pericle: «La discussione non è un ostacolo sulla strada dell’azione politica». Fragolino ha spronato la maggioranza «occorre un riorientamento di rotta», palesando così un malessere «in un momento che non è di ordinaria amministrazione», ricordando che «le istituzioni cambiano con le persone che ne fanno parte», un’altra stoccata a chi ora dirige quella macchina.

Un apprezzamento del suo operato è stato fatto poi sia dalla maggioranza, il sindaco Mario Lucini, Luigi Nessi, Paco-Sel, e dall’opposizione Enrico Cenetiempo, Ncd. Fragolino ha comunque presieduto la seduta in corso, posticipando quindi alla prossima dimissioni ufficiali e surroga (l’intervento di Fragolino pubblicato sul Notiziario comunale). [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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