La maggioranza non ce la fa

3 COMO COMUNEVotata l’oltranza a Palazzo Cernezzi sull’Irpef il Consiglio arriva fino alle 2 di notte, quando la compagine che guida l’amministrazione comasca è crollata di fronte all’ostruzionismo dell’opposizione e non è stata più in grado di garantire il numero legale. Gaddi: «Vogliamo impedire con ogni mezzo l’aumento delle tasse».

 

Preliminari

Poche le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 21 luglio, Italo Nessi, Como Civica, ha ricordato le tragedie dell’Ucraina e della Palestina e letto l’appello a cui ha aderito il Coordinamento comasco per la Pace, «di cui Como fa parte», Luca Ceruti, M5s, ha chiesto risposte su alcune sue proposte, tra cui l’urgenza per la mozione sull’edilizia scolastica, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto di fare controlli su un centro massaggi in via Coloniola.

 

Irpef

Insediata l’assemblea è ricominciata il dibattito sul Regolamento per la determinazione delle aliquote Irpef. «Un ulteriore sacrificio richiesto ai cittadini» ha detto Ada Mantovani, Adesso Como, che ha chiesto una gestione più efficace del Patrimonio, «gestito in passato in maniera non oculata», pur riconoscendo il tentativo di intervenire nel settore come per Villa Geno e Villa Olmo. Per Luigi Nessi, Paco-Sel, bisogna ricordare la «situazione drammatica degli enti locali», e a chi cita il Comune di Cantù, «grande la metà di Como, ma con un quarto dei dipendenti», ha ricordato l’importanza delle strutture sociali del capoluogo lariano con mense e asili nido: «Il fiore all’occhiello della città». «Noi dal ’98 non abbiamo mai incrementato le tasse, siamo sempre rimasti allo 0,2%» ha affermato Sergio Gaddi, Fi, che sull’eliminazione degli scaglioni ha parlato di «sostanziale ingiustizia», mentre Mario Molteni, Per Como, ha sottolineato l’impoverimento della città evidente dall’aumento, dal 2005 al 2011, dei cittadini ricompresi nelle fasce di contributo più basse. Il sindaco, assessore al Bilancio, Mario Lucini ha replicato ai differenti interventi succedutisi nelle due serate di discussione. Ha sostenuto la delibera proposta, «ci ho messo la testa e ci sto mettendo la faccia», e lanciato qualche frecciata nei confronti dell’opposizione.

Iniziata la discussione sugli emendamenti, più di 40 assieme a una dozzina di ordini del giorno, la maggioranza per bocca del capogruppo del Pd Andrea Luppi ha chiesto il prosieguo a oltranza dei lavori.

Nel mentre è stato approvato il primo emendamento di Giunta per l’innalzamento dell’esenzione da 13 a 15 mila euro, grazie ai fondi trovati con gli emendamenti di Marco Butti, Gruppo misto, e Vincenzo Sapere, Paco-Sel, alla delibera sulla Iuc, contrari solo Adesso Como e Ajani: «È diseducativo, tutti devono pagare, anche se poco».

L’oltranza è quindi passata nonostante il parere contrario delle minoranze, a cui si sono aggiunti Sapere, e Italo Nessi, e l’astensione di Marco Servettini, Amo la mia città.

Una decisione che ha inasprito i toni della minoranza, per l’ora inusitata, normalmente la richiesta viene fatta a ridosso della mezzanotte, e per la pressione quindi esercitata sull’opposizione, «a cui viene detto comunque finiremo la discussione entro stanotte, è una oltranza terroristica» ha detto Gaddi.

Si è così passati agli emendamenti proposti da Butti volti a reintrodurre, al di sopra della fascia di esenzione, degli scaglioni per il pagamento dell’aliquota Irpef. Una rimodulazione che diminuirebbe le entrate, nella delibera l’aliquota è massima, 0,8%, per tutti. «Dove andremmo a recuperare i 5 milioni che mancano?» ha chiesto Sapere, «in realtà la riduzione del gettito sarebbe probabilmente superiore ai 6 milioni di euro» ha aggiunto Lucini che ha espresso perciò un parere di Giunta contrario.

Ha così iniziato a prendere forma l’ostruzionismo delle minoranze che si sono compattate attorno alla protesta di Peverelli: «Bisogna andare a fondo su ogni emendamento – ha affermato Gaddi – anche se questo vuol dire fare non le 7 le 8 di domattina, ma le 4-5 di domani pomeriggio».

La macchina comunale non ha certo aiutato la maggioranza, con tempi tecnici lunghissimi, aggiunti alle richieste di sospensione di minoranza per approntare subemendamenti, infatti i pareri su queste ulteriori modifiche dovevano essere prodotti dai revisori che, grazie alle ultime modifiche al regolamento di contabilità, non erano in aula, bensì in teleconferenza, e tutti questi documenti dovevano poi essere resi disponibili sul portale degli amministratori o fotocopiati per chi non aveva con sé un computer.

Peverelli ha esplicitato poi la propria forma di protesta: «Pensavo che i miei emendamenti non fossero accettati, che ci fosse una mancanza tecnica e invece…». Infatti il parere tecnico è negativo, ma possono essere discussi dall’aula e magari modificati per poter veder cambiare il parere. «È una discussione infondata – ha affermato Luppi – se ne può discutere nonostante l’evidente insostenibilità tecnica, come correttamente ammesso da Peverelli». «Li subemenderò uno ad uno» ha quindi annunciato il consigliere leghista.

Un muro contro muro, mentre la maggioranza si stava lentamente sfaldando, con continue defezioni fino ad arrivare a 15 consiglieri presenti, meno del numero legale, garantito dalla presenza dell’opposizione: «L’hanno voluto loro – si diceva fra le fila della minoranza – Bruni aveva ascoltato le motivazioni di Supino nello scorso mandato prendendolo da parte e parlandogli, con Peverelli non è stato fatto».

Alla prima votazione utile, su un subemendamento, l’opposizione è quindi uscita dall’aula. Venuto meno il numero legale, a regolamento, si sono aspettati i 15 minuti per rifare l’appello, ma nel mentre nella maggioranza si è deciso di terminare la seduta e quasi tutti i rimanenti sono andati a casa. All’appello delle 2 e due minuti sono quindi risultati presenti i consiglieri di minoranza, il presidente Legnani, il sindaco Lucini, Luppi, Luigi Nessi, Marco Tettamanti, Como civica, e la seduta è stata dichiarata deserta.

Soddisfatte le opposizioni che hanno subito convocato una conferenza stampa. Di «atteggiamento violentissimo della maggioranza» ha parlato Rapinese, il confronto è quello che è mancato per Ceruti, «la maggioranza non ascolta noi e la città – ha aggiunto Molteni, che si è detto – contro l’innalzamento delle tasse soprattutto in questo modo». E sulla proporzionalità dell’aumento per scaglioni è tornato Butti, contro «una tassazione portata a livelli insopportabili» ha precisato Laura Bordoli, Ncd. «Questo è il risultato dell’arroganza di questa maggioranza» ha affermato Enrico Cenetiempo, Ncd, «noi abbiamo subito l’oltranza – ha aggiunto Anna Veronelli, Fi –, sono in Consiglio da 12 anni e non mi era mai capitato di vedere una maggioranza chiedere l’oltranza e poi andare a dormire, è un gesto di prepotenza». «È una battaglia contro le tasse» ha affermato Gaddi per cui non sono mai state così alte e non è stato fatto un lavoro di taglio degli sprechi, gli ha fatto eco Ajani per cui siamo di fronte «a un aumento indiscriminato delle tasse». Per ultimo ha preso la parola Peverelli per cui non c’è stato ostruzionismo, ma un normale utilizzo delle prerogative e dei diritti dei consiglieri comunali e ha minacciato: «Sul Bilancio sarà peggio!». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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