Consiglio comunale

Aliquote a Palazzo Cernezzi

sala consiliare comoFinisce la discussione, dibattito in maggioranza su quanti e quali emendamenti accogliere, Lucini replica all’opposizione: «È sconcertante che chi ha creato queste questioni adesso venga a chiederci di risolverle in 2 minuti» .

 

Antifascismo

Contro la concessione di spazi pubblici a Militia ha preso la parola Luca Ceruti, M5s, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 14 luglio, leggendo una lettera di una cittadina che ha detto di vergognarsi della propria città: «Non capisco come il Comune abbia potuto dare il permesso ad una associazione che nel suo statuto vanta l’apologia al fascismo, il permesso di occupare il suolo pubblico». Tanto più che Como vanta la presenza del «Monumento alla Resistenza inaugurato il 28 Maggio 1983 dal Presidente della Repubblica Pertini, un grande uomo e partigiano italiano, osceno invece dare visibilità a chi fonda le proprie ideologie sull’odio, l’ignoranza e il razzismo». Una denuncia, a cui si somma la richiesta di non concedere più spazi a associazioni del genere, che si associa a quella dell’Anpi comasca, come ha ricordato lo stesso Ceruti in conclusione al proprio intervento.

 

Palestina e altro

«Per la Pace la giustizia e la libertà in Palestina e Israele» è intervenuto invece Luigi Nessi, Paco-Sel, che ha ricordato l’appuntamento a Cantù di mercoledì 16 maggio, mentre Laura Bordoli, Ncd, ha presentato una interrogazione sul bando per la futura gestione di Csu. Il forno inceneritore della Guzza è stato al centro dell’intervento di Alessandro Rapinese: «Ora che abbiamo fatto la differenziata, che ci è costata il 73 per cento in più, e conferiamo meno rifiuti all’inceneritore, con un conseguente miglioramento della qualità dell’aria, leggo su un giornale locale che Acsm, la ditta che lo gestisce cerca sul mercato altri rifiuti per problemi di fatturato». Per questo il consigliere di Adesso Como ha presentato una interrogazione in cui chiede: «Se l’amministrazione, per tutelare la salute dei comaschi, abbia intrapreso iniziative per evitare che il forno inceneritore reperisca rifiuti a destra e manca per pareggiare il fatturato perso» (l’interrogazione).

 

Aliquote

Insediatasi l’assemblea la discussione è ripresa sulle aliquote delle diverse tasse raggruppate nella Imposta unica comunale.

Diverse voci dall’opposizione si sono levate per il pagamento della Tasi da parte dei conduttori degli appartamenti e non dei proprietari, «è una sciatteria non capisco perché non si passa fare come in altri Comuni» ha detto Rapinese, «questa tassa si riferisce a servizi usufruiti da tutti i cittadini, non solo dai proprietari di case» ha aggiunto Bordoli.

«Chi più può, più deve contribuire» ha affermato Nessi, riferendosi all’emendamento presentato dal proprio gruppo per l’applicazione della Tasi alle case invendute, trovando sostanzialmente l’accordo di Ceruti e del collega di gruppo Vincenzo Sapere «non è corretto dire che noi vogliamo punire gli inprenditori». «A Lecco, Varese, Sondrio, Bergamo, Brescia, Milano è stata fatta sostanzialmente la stessa cosa e nessuno ha detto beh» ha aggiunto il consigliere, ricordando i circa 1.300 appartamenti vuoti in città e la cementificazione della città negli anni scorsi. Un processo rivendicato dall’ex assessore, ora consigliere di opposizione del Nuovo centrodestra, Enrico Cenetiempo: «Cementificare all’epoca voleva dire creare ricchezza e posti di lavoro».

La Lega per bocca dei suoi due consiglieri ha invece attaccato lo stato centrale «che, dall’87 – ha affermato Diego Peverelli – taglia fondi agli enti locali», mentre «la sinistra non fa altro che massacrare il ceto medio e l’imprenditoria – è intervenuto Giampiero Ajani –, come in tutti i paesi comunisti».

«Di tagli in questi due non ne abbiamo visti – è intervenuto Mario Molteni –, abbiamo sentito solo proclami». E il consigliere di Per Como ha chiesto di fare economie con l’eliminazione di Merci in centro, la chiusura dell’autosilo Valmulini e la revisione dell’adesione ad associazioni come il Coordinamento comasco per la Pace e ad Avviso pubblico: «Queste sono piccole cifre, ma da qualche parte bisogna iniziare».

Prima della replica maggioranza e opposizione hanno fatto una lunga sospensione per valutare i diversi emendamenti proposti e se presentarne altri, alla fine sono 13 e 2 ordini del giorno, ma se le minoranze sono rientrate in aula dopo una decina di minuti molto più tempo è stato necessario alla compagine che guida Palazzo Cernezzi per riprendere parte all’assemblea.

Nella replica il sindaco Mario Lucini non ha rinunciato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, rammaricandosi nuovamente per la scelta dei capigruppo di non affrontare in una unica soluzione le delibere prodromiche al Bilancio. A chi ha parlata di tagli mancati ha replicato che «dal 2011 ci sono 4 milioni in meno di spesa, che non sono dati solo dai pensionamenti del personale», ma non solo «è improprio da parte di molti richiamarsi a questioni non attinenti – ha attaccato – il Bilancio di Csu non ha riscontro con il Bilancio comunale». Sulla Tasi ha dichiarato «non c’è alcuna violazione della norma, alcuni Comuni hanno deciso in maniera differente, altri hanno deciso come la nostra amministrazione». Il sindaco ha poi parlato di una eredità lasciata dalla passata amministrazione: «Qualcuno porta la responsabilità di Piani attuativi assurdi e di sterminati appartamenti vuoti». «È sconcertante che chi ha creato queste questioni adesso venga a chiederci di risolverle in 2 minuti» ha aggiunto poi a proposito di paratie e Ticosa, un nervo scoperto che ha fatto subito saltare l’ex assessore Peverelli. «La Ticosa non l’ha comprata né Bruni, né Botta, né Bernasconi!» è sbottato facendo riferimento all’ex sindaco Spallino e iniziando una baruffa, solo verbale, con Gianni Imperia, Como civica, a cui si è aggiunto Marco Butti, Gruppo misto.

Ritornato l’ordine Lucini ha comunque assicurato che «gli emendamenti verranno, come sempre, valutati per la sostanza e non per la parte da dove provengono» e ha concluso con una frase sibillina: «Tutti gli interventi di razionalizzazione hanno dei costi che poi qualcuno deve affrontare». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Gestione Como servizi urbani

csuBordoli chiede chiarimenti con una interrogazione.

 

Dopo la pubblicazione del bando di gara per il «conferimento di un incarico per la redazione di un documento contenente una valutazione economica, patrimoniale e finanziaria assoluta e comparata dei possibili modelli di gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica affidate dal Comune a Csu Spa, interviene la capogruppo del Nuovo centrodestra a Palazzo Cernezzi Laura Bordoli: «Dall’inizio del mandato avevo fatto presente alla Giunta e all’assessore alla partita, allora Giulia Pusterla, che le partecipate, e Csu in primis, erano fra i primi temi da approfondire e gestire, per evitare di subire le nuove normative e perdere la possibilità di pensare strategicamente alle scelte in materia di affidamento dei servizi».

«Più volte la sottoscritta aveva manifestato la necessità di consulenza specifica per affrontare scelte sul futuro di Csu sia in Commissione che in Consiglio comunale – prosegue Bordoli, che ricorda come – già nel settembre 2013 e poi in fase di assestamento la sottoscritta aveva proposto un emendamento per stanziare 10mila euro per consulenze atte a fornire una visione chiara delle possibili scelte strategiche che le normative consentivano nella scelta dei servizi affidati alla stessa società». Un: «Emendamento era stato respinto perché non ritenuto necessario dall’assessore Pusterla che aveva dichiarato in sede di Consiglio che la Csu aveva già nominato un consulente e che il segretario dott.ssa Petrocelli già da diversi mesi si stava occupando della problematica e la stava studiando».

La consigliera di opposizione a Palazzo Cernezzi ricorda che una delle alternative proposte è la vendita della società e che «sia essenziale per la nostra città individuare la scelta migliore per garantire le entrate correnti e i servizi erogati dalla società partecipata, che sempre negli anni ha consentito di sostenere lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria agli impianti sportivi, ai parcheggi e aree di sosta». Infatti «attività e patrimonio potenzialmente capaci di produrre entrate correnti devono essere preservate per i cittadini, che non possono pensare negli anni successivi di vedersi aumentare le tasse perché si riducono le entrate correnti, così come successo in questi due anni» una necessità, per l’esponente dell’opposizione, da coniugare con la garanzia di futuro lavorativo per le circa 50 famiglie degli addetti di Csu.

Data l’importanza del bando in atto poi per Bordoli è «importante la massima partecipazione da parte di professionisti con competenza specifica, e il periodo feriale (22 agosto) non sembra essere atto a garantire la massima partecipazione».

Per questo la capogruppo del Ncd chiede di: «Conoscere nel dettaglio e avere copia della consulenza citata dall’ex assessore Pusterla e commissionata da Csu; Conoscere il risultato del lavoro del segretario dott.ssa Petrocelli e della Task istituita per lo studio e l’analisi delle scelte per Csu; Capire come mai si è arrivati a questa decisione pur avendone negato l’utilità nel settembre e nel novembre 2013, facendo perdere così mesi preziosi; Conoscere la destinazione del personale adesso in forza alla “Como servizi urbani Spa in caso di cessioni e/o dimissioni; Conoscere le priorità nelle scelte strategiche che intenderà adottare l’Amministrazione per procedere alla riorganizzazione di Csu» (l’interrogazione). [md, ecoinformazioni]

Passa il Regolamento per la Iuc

8 COMOCOMUNELa maggioranza a Palazzo Cernezzi approva le norme per l’Imposta unica comunale, si inizia a parlare di aliquote.

 

E’ proseguita la discussione del Consiglio comunale comasco sul Regolamento che dirime l’Imposta unica comunale. Una lunga discussione ripresa dalla metà circa degli emendamenti presentati, per lo più bocciata dalla maggioranza che guida la città, salvo delle correzioni formali, presentate da Gaimpiero Ajani, Lega, e la proposta di Ada Mantovani, Adesso Como, di «andare incontro in una situazione di difficoltà delle aziende» sul pagamento dell’Imu. Scontate le dichiarazioni di voto. Diego Peverelli, Lega, si è nuovamente lamentato di aver ricevuto all’ultimo minuto la documentazione, «avete bocciato tutti gli emendamenti» ha aggiunto Luca Ceruti, M5s, «i cittadini pagano per dei servizi che non vengono poi garantiti – ha aggiunto Mario Molteni, Per Como –, come per i cimiteri». «Il Bilancio è stato presentato all’ultimo e diviso in pacchetti» ha proseguito Laura Bordoli, Ncd, mentre per Sergio Gaddi, Fi, «siamo di fronte al più grande aumento di tasse che la città abbia mai visto». Al voto l’opposizione ha quindi votato compatta contro il provvedimento sostenuto da tutta la maggioranza.

 

Aliquote

Il sindaco Mario Lucini, nelle vesti di assessore al Bilancio, ha quindi presentato la delibera sulle aliquote e le detrazioni per le tasse comprese nel Regolamento approvato poco prima. Il primo cittadino avrebbe voluto discutere anche la delibera successiva sull’Irpef in un’unica tranche, ma la riunione dei capigruppo precedente la discussione ha chiesto esplicitamente, sia dall’opposizione che dalla maggioranza, di discutere come da ordine del giorno e separatamente i due documenti.

Lucini ha ripercorso la storia degli ultimi anni di tasse e spese e il tentativo di ridurre queste ultime fatto dalla sua amministrazione. Una situazione difficile di fronte al continuo variare della normativa e l’introduzione di novità come il fondo di solidarietà «di cui nessuno è in grado di spiegare il meccanismo e l’entità». Il sindaco ha infatti ricordato come città simili per numero di abitanti paghino cifre notevolmente diverse: Busto 1,8 milioni, Varese 3,8 milioni, Como 8,8 milioni di euro. Un cifra che se sommata ai mancati trasferimenti porta a un enorme aggravio delle casse comunali.

«Questa spending review che avete cercato di fare ha inciso molto poco» ha detto dai banchi dell’opposizione, iniziati gli interventi, Francesco Scopelliti, Ncd, che ha proposto di riprendere in mano l’intero Bilancio e ripensarlo interamente «per ripartire in modo diverso per non arrivare a un muro contro muro con la città. La seduta è stata poi sospesa data l’ora. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Como: Bilancio di previsione 2014

COMO COMUNE 3La Giunta comasca approva il documento che dovrà ora passare in Consiglio e promette: «Più fondi per le politiche sociali e le manutenzioni».

 

«Più fondi per le politiche sociali e più fondi per le manutenzioni – si legge in un comunicato del Comune di Como –. Queste le voci principali del bilancio di previsione 2014 deliberato oggi [mercoledì 9 luglio] dalla giunta. Sul fronte dei numeri il bilancio 2014, registra 151milioni e 855.938,22mila euro in entrata e naturalmente anche in uscita e un segno negativo con -7milioni e 813.462,18 mila euro alla voce trasferimenti dallo Stato. Per quanto riguarda il programma triennale delle opere, dove sono inseriti tutti i lavori di importo superiore ai 100mila euro, in elenco figurano interventi per la sistemazione straordinaria dei marciapiedi (150mila euro l’importo per il 2014; 470mila euro il totale 2014-2016), per gli asfalti 700mila euro (un milione e 600mila euro il totale 2014-2016), per la manutenzione straordinaria degli impianti di illuminazione (150mila euro l’importo per il 2014; 410mila euro il totale 2014-2016), per la manutenzione straordinaria della pavimentazione del centro città (150mila euro l’importo per il 2014; 610mila euro il totale 2014-2016), per la riqualificazione di piazza Grimoldi e via Pretorio (450mila euro l’importo totale per il 2014), per interventi di mobilità sostenibile (200mila euro l’importo per il 2014; 600mila euro il totale 2014-2016), per la manutenzione straordinaria del verde pubblico (200mila euro l’importo totale per il 2014), per la velostazione per il ricovero delle biciclette a Como Borghi (160mila euro di cui 130mila euro finanziati dalla Fondazione Cariplo), per lavori di manutenzione straordinaria delle case comunali (440mila euro l’importo per il 2014; 840mila euro il totale 2014-2016), per le scuole (un milione e 230mila euro per il 2014, due milioni e 300mila euro il totale 2014-2016), per i muri a lago del lido di Villa Geno (200mila euro per il 2014, 400 mila euro il totale 2014-2016)».

«In elenco – prosegue la nota – figura anche la riqualificazione e la valorizzazione del portico del Broletto per l’allestimento di un punto di informazione turistica (250mila euro l’importo per il 2014; 450mila euro il totale 2014-2016), lavori, definiti insieme agli albergatori e che saranno finanziati attraverso l’imposta di soggiorno. In elenco anche l’intervento su Villa Olmo che ha beneficiato di un contributo dalla Fondazione Cariplo di 5 milioni e 150mila euro».

«I bisogni dei cittadini sono in aumento – afferma il sindaco Mario Lucini –. Ci sono problemi legati alla mancanza di lavoro e della casa e il Comune non può certo tirarsi indietro. Gli sprechi da ridurre sono davvero pochissimi e iI dato vero è rappresentato dal calo dei trasferimenti statali e dall’aumento delle risorse che dagli enti locali vanno allo Stato». [md, ecoinformazioni]

Palazzo Cernezzi: Si prosegue sul Regolamento per la Iuc

3 COMO COMUNEInizia la discussione sui molti emendemamenti presentati al documento propedeutico al Bilancio.

 

Molti gli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 7 luglio. Francesco Scopelliti, Ncd, ha portato in aula una brochure della notte bianca di Blevio «per il vostro immobilismo ci prendono anche scherzosamente in giro “Como dorme” è scritto qui», mentre Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto di avere risposte nei tempi prescritti dal Regolamento alle proprie interrogazioni e Laura Bordoli, Ncd, ha chiesto lumi sulla gestione dei cimiteri, ritornando sul licenziamento di alcuni addetti a tempo determinato e citando disservizi incorsi dopo uno sciopero, «non si possono parcheggiare le persone», con una preoccupazione per il futuro «in previsione verrà appaltato il servizio all’esterno, possibile che non si riesca a fare altro? Che non ci siano la possibilità di una gestione interna?» La consigliera ha anche chiesto chiarimenti sul crollo al Tempio voltiano «perché nei primi momenti non sono state subito approntate delle barriere ed è stato consentito l’accesso?». Luca Ceruti, M5s, ha invece presentato due mozioni, una, per cui ha richiesto la trattazione con urgenza, per chiedere di partecipare al fondo statale dell’8 per mille per la ristrutturazione delle strutture scolastiche (la mozione), l’altra per prendere posizione contro il sistema dei dote scuola per «attivarsi per avanzare formale richiesta alla Giunta della Regione Lombardia, una correzione della normativa risultando il provvedimento pregiudizievole e discriminante per gli studenti delle scuole statali» (la mozione). Per ultimo Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha presentato una interrogazione su Ztl e posteggi. «Sono stati tolti i posteggi blu in piazza Roma, quelli bianchi in convalle e aumentate le tariffe, la Giunta Lucini è quella che ha aumentato maggiormente la tassazione nella storia di Como» ha detto rilevando come dall’inizio dei provvedimenti ci sia stato un solo beneficiario l’autosilo Valduce, passato da 951mila euro a 1milione e 353mila con un aumento del 37 per cento degli introiti. «Forse il sindaco si è confuso quando parlava di rilancio dell’autosilo – ha concluso ironicamente Rapinese – fra Valmulini e Valduce».

 

Regolamento per l’Imposta comunale unica

Dopo l’appello la seduta è incominciata con la fine della discussione del Regolamento per l’Imposta comunale unica iniziata in quella precedente. «Non abbiamo il quadro d’insieme – si è lamentata Bordoli – ad ogni modo siamo a un livello di tassazione mai visto, solo l’Irpef raddoppia da 5,5 a 11 milioni».

Nella replica il sindaco Mario Lucini, come assessore al Bilancio, si è scusato per i ritardi nella presentazione dei documenti e nell’essere arrivati solo ora alla discussione ricordando «l’eccessiva variabilità delle norme» che bloccano il normale agire della macchina comunale. Il primo cittadino ha poi proposto all’aula una sospensiva per discutere con i proponenti i primi 11 emendamenti presentati nella seduta precedente, altri 25 si sono sommati e sono stati valutati dai revisori, due in teleconferenza, nel corso della serata. Una proposta apprezzata da molti esponenti dell’opposizione, ma non tutti e non avendo trovato un accordo si è passati in rivista gli emendamenti uno ad uno come di consueto. Sui 18 affrontati solo quattro sono stati approvati, agevolare le start up di imprese innovative, presentato da Butti, esentare dalla Tari gli edifici inagibili, una riduzione per gli spazi non più utilizzati dalle aziende in difficoltà con cassa integrazione, presentati da Ada Mantovani, Adesso Como, e togliere l’esenzione dalla Tasi agli immobili non venduti, presentato da Vincenzo Sapere, Paco-Sel: «Gli immobili a Como per l’80 per cento sono delle banche». All’avvicinarsi della mezzanotte la seduta è stata quindi, come di consueto, sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Inizia la discussione sull’Imposta unica comunale

8 COMOCOMUNELe opposizioni chiedono tempo e un confronto con i tecnici. Peverelli: «Ho avuto i documenti solo stasera!»

 

Bloccata da richieste di chiarimento e confronto la prima delle numerosissime sedute previste per arrivare all’approvazione del Bilancio del Comune di Como giovedì 3 luglio. Sono 12 infatti i consigli comunali previsti fino al 30 luglio per approvare le delibere necessarie al Bilancio di previsione 2014 e allo stesso documento programmatico cittadino.

Il primo dei documenti necessari è il Regolamento per l’Imposta unica comunale (Iuc) che è formata da Imu, Tasi e Tari, a cui seguiranno la definizione delle aliquote e detrazioni per Imu e Tasi e il regolamento per l’applicazione delle aliquote Irpef.

Ma I tempi stretti di arrivo in aula del provvedimento, presentato dal sindaco Mario Lucini, nelle vesti di assessore al Bilancio, hanno innervosito l’opposizione. Nello specifico il documento riprende quanto già regolamentato per le singole imposte precedentemente, con qualche correttivo e variazione, mentre le aliquote saranno parte di un documento successivo.

Diego Peverelli, Lega, lamentandosi per aver ricevuto i documenti, in formato cartaceo, solo in serata, ha chiesto la sospensione della discussione. Una proposta rifiutata dal presidente del Consiglio Stefano Legnani. «La tempistica è stata decisa in riunione dei capigruppo il 30 giugno» ha replicato, confortato dal capogruppo del Pd Andrea Luppi «la prima e-mail che ricordava l’ordine del giorno era del 30».

Laura Bordoli, Ncd, ha quindi chiesto una sospensione di mezz’ora preparare domande e chiarirsi con i tecnici, un tempo eccessivo per Legnani, una affermazione che ha scatenato un boato fra i banchi dell’opposizione: «Come fa a dire che è eccessivo». Accordatisi per 20 minuti la sospensione è durata poi poco più di un’ora e alla riunione fra minoranze e uffici ha partecipato anche il sindaco.

Iniziato il dibattito molti gli annunci di emendamenti alla delibera, anche dalla maggioranza. Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la situazione casa, «come mai così tante alloggi sono vuoti?», ricordando gli sfratti avvenuti l’anno scorso. «Sono stati 744» ha rincarato la dose il compagno di gruppo Vincenzo Sapere, che ha ricordato come una concessione da una parte implichi un sacrificio per un’altra e che questo possa essere chiesto a «chi ha cementificato la città negli ultimi anni». «Siamo di fronte a un balleto di imposizioni fiscali – ha detto Alessandro Rapinese, Adesso Como –, per l’ennesima volta cambiano i nomi, ma continuano a vessare i cittadini». La collega di gruppo Ada Mantovani ha quindi annunciato emendamenti «per la tutela delle categorie più deboli». Un dubbio su come verranno classificati gli oratori è stato posto da Mario Molteni, Per Como, che ha chiesto, per i rifiuti, di farli rientrare nella scontistica del 40 per cento adottata per le scuole pubbliche non statali. Proposte di modifica che, a nome della maggioranza, Luppi ha annunciato di valutare senza preconcetti.

Alla mezzanotte la seduta è stata quindi sospesa e la discussione aggiornata a lunedì 7 luglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Nuovo Regolamento per il porto

3 COMO COMUNECambia la regolamentazione dei posti barca nel capoluogo lariano. Approvato un indirizzo per l’utilizzo il più possibile di programmi open source.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 30 giugno Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato l’incontro fra rappresentanti della Consulta per gli stranieri e profughi ospitati dalla Caritas comasca e la tragedia degli ultimi morti nel Canale di Sicilia e lodato l’iniziativa dell’Amministrazione per la concessione della palestra di via Cuzzi alla comunità musulmana per il ramadan. Discordante l’opinione di Diego Peverelli, Lega: «In questi centri culturali si svolgono cerimonie religiose, chi deve intervenire per far rispettare le regole?».

Di «non saper fare, non saper ascoltare» ha accusato la Giunta Francesco Scopelliti, Ncd, che ha criticato la gestione dei centri estivi «con prezzi altissimi, sono stati un fallimento. Tanto che in via Acquanera non sono neanche partiti date le poche adesioni».

Si è poi lamentata della programmazione delle serate di luglio del Consiglio comunale, una fittissima serie di incontri, Laura Bordoli, Ncd: «Come possiamo affrontare i vari argomenti in maniera esaustiva e non in fretta in più serate a settimana, quando anche molti di noi durante la giornata lavorano? Non si poteva iniziare ad affrontare il Bilancio un mese fa?»

 

Porto di Como

Fatto l’appello la seduta è ripresa sulle modifiche al Regolamento per la gestione del porto. Bocciate le proposte di modifica dell’opposizione che chiedeva di non allungare il tempo di concessione dei posti barca, da 3 a 5 anni, un provvedimento «per favorire la stabilità di ormeggio» ha spiegato l’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno. Approvato anche parte di un ordine del giorno, proposto da Sergio Gaddi, Fi, assente al voto perché parte in causa, avendo una concessione, per l’introduzione di acqua e elettricità a S. Agostino. Bocciata, ma «c’è la volontà della ricerca di una soluzione», per il secondo punto dell’ordine del giorno Gaddi: l’introduzione di un distributore nel capoluogo. «Non sarà certamente a S. Agostino o a Porto Marina – ha detto Iantorno –, ma molto probabilmente a Tavernola, vicino all’alaggio, sul terreno comunale ora occupato sine titulo».

Al voto finale la proposta è passata col voto compatto della maggioranza.

 

Open source

L’Assemblea è passata ad affrontare la proposta di Luca Ceruti, M5s, per un maggiore utilizzo di risorse informatiche open source. Una proposta in parte accolta dalla maggioranza. L’assessore all’Informatizzazione Lorenzo Spallino ha riepilogato lo stato di fatto del Comune di Como. «Le macchine che lavorano meno sono per lo più in sofware proprietario, quelle che lavorano di più sono in software libero – ha precisato – la scommessa è il il client cloud, così che anche macchine vecchie possano lavorare senza problemi». Ha poi rilevato che Palazzo Cernezzi ha 800 computer, per cui sarebbe impensabile però passare tutti su software libero per i costi. «A Modena hanno iniziato negli anni ’90 – gli ha risposto Mario Molteni, Per Como –. Ovviamente non è stato a costo zero e si è dovuto formare il personale, dopo due anni hanno risparmiato quanto hanno investito». «Il cloud va benissimo – ha aggiunto Ceruti -, ma da qualche parte bisogna iniziare». Con una votazione per punti la maggioranza ha approvato solo la prima e solo prescrittiva parte della mozione, tanto che ritenendo snaturata la propria proposta Ceruti ha poi votato contro la mozione così come modificata.

 

Gettoni

Dopo un incontro dei capigruppo per decidere come continuare la seduta, dal 3 luglio inizieranno le delibere propedeutiche al Bilancio, il Consiglio ha affrontato un’altra mozione di Ceruti per collegare il gettone di presenza a una effettiva presenza in aula, «per almeno la parte preponderante della seduta, il 75% almeno, però bisogna valutare bene come poter effettuare i controlli», con registri, badge o altro. Molti d’accordo anche dalla maggioranza Gianni Imperiali, Como civica, «però bisogna vedere le modalità di controllo», ma molte anche le perplessità. «Ognuno di assume le proprie responsabilità» ha detto Vincenzo Sapere, Paco-Sel, sottolineando come si tratti di una questione morale. Di provocazione ha parlato invece Gioacchino Favara, Pd, che ha attaccato frontalmente Ceruti «se bisogna cambiare il Regolamento, bisogna farlo anche per evitare discussioni simili che fanno perdere intere sedute». Data l’ora la discussione è stata poi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Approvato il nuovo Regolamento rifiuti

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi ha approvato le regole per la gestione della nuova raccolta e il servizio per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Inizia la discussione su alcune modifiche alla gestione del porto.

 

Preliminari

Al centro degli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 26 giugno l’aumento dell’Irpef un esempio «dell’incapacità di fare programmazione di questa amministrazione» per Laura Bordoli, Ncd, ricordando l’introduzione di nuovi posteggi blu in convalle e l’aumento del costo dei servizi scolastici per Sergio Gaddi, Fi, «i comaschi pagano, tutti indistintamente, come mai hanno pagato in precedenza». Interventi che hanno stizzito il sindaco Mario Lucini, che ha preso la parola solo per dichiarare la propria rinuncia all’intervento «per una questione di decenza», ha dichiarato parafrasando parte di uno degli interventi precedenti.

Ada Mantovani, Adesso Como, ha invece chiesto una maggiore promozione della grande mostra di Villa Olmo con la distribuzione di brochure negli alberghi e esercizi commerciali cittadini.

 

Regolamento rifiuti

Dopo l’appello, l’aula ha ripreso il filo del discorso sull’ordine del giorno presentato da Alessandro Rapinese, Adesso Como, per la diminuzione del costo dell’ingresso nei condomini di Aprica per ritirare i rifiuti. Una proposta bocciata dalla maggioranza, che ha invece accettato, così come tutta l’aula, salvo qualche astensione, l’evitare la raccolta di rifiuti rumorosi, come il vetro, nelle ore notturne per non disturbare il riposo dei cittadini.

Al voto la delibera è passata a maggioranza, astenute le minoranze, salvo i voti contrari di M5s, un provvedimento «fatto male e tardivo» per Luca Ceruti, Lega e Forza Italia.

 

Servizio gestione integrata dei rifiuti

L’assessore all’Ambente Bruno Magatti ha quindi presentato il nuovo servizio per la raccolta, lo smaltimento e la spazzatura delle strade, per un costo di poco più di 12 milioni di euro annui, «poco meno di quanto costava nel 2011» ha risposto al consigliere della Lega, ex assessore alla partita, Diego Peverelli che aveva denunciato un esagerato aumento delle spese, «così come è adesso paghiamo come nel 2012» ha aggiunto Magatti. Mentre Ceruti ha chiesto di rafforzare l’Ufficio ambiente con più personale e mezzi, Bordoli si è lamentata dei punti di raccolta sparsi per la città dove i mezzi più piccoli si concentrano e riempiono quelli più grandi che poi vanno a conferire i rifiuti, come in via Mentana. Nella replica l’assessore ha sottolineato come una possibilità di fare risparmi sia data dalla diminuzione del conferimento dell’indifferenziata all’inceneritore: «Nell’ultima settimana prima dell’introduzione del nuovo sistema sono state raccolte 476,3 tonnellate di spazzatura, nell’ultima settimana 261,9, il 40% circa in meno. Se si pensa che all’inceneritore paghiamo 100 euro la tonnellata per lo smaltimento…»

Al voto la sola maggioranza ha approvato il provvedimento.

 

Porto

La seduta si è quindi spostata sulle modifiche «parziali» al Regolamento per le strutture portuali presentato dall’assessore Marcello Iantorno. Sostanzialmente si porterebbe da 3 a 5 anni l’assegnazione del posto barca, uno solo per ogni soggetto che fa domanda per un solo natante, e si chiede a chi fa domanda di presentate già la polizza di assicurazione. Un allungamento della concessione «per andare incontro alle richieste pervenuteci» ha detto l’assessore. Della situazione delle strutture portuali ha invece parlato Gaddi, detentore di un posto barca, riferendo delle situazioni di disagio «a S. Agostino non ci sono né acqua, né elettricità, non si può parlare di un porto», così come «il fatto che non ci siano stazioni di servizio nel capoluogo è un problema». All’approssimarsi della mezzanotte la seduta è stata quindi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Ancora sul Regolamento rifiuti

COMO COMUNE 3Larghe intese a Palazzo Cernezzi, la maggioranza degli emendamenti e degli ordini del giorno, sia di maggioranza che di opposizione sono stati approvati, per un cambiamento delle disposizioni per la raccolta dei rifiuti.

 

Preliminare

Un’unica preliminare al Consiglio comunale di Como di lunedì 23 giugno. Segio Gaddi, Fi, ha ricordato l’inaugurazione della mostra a Villa Olmo del venerdì seguente «la società parte con un budget di circa 300mila euro – ha detto – dovrà mettere una parte ulteriore di risorse per raggiungere gli 800-900mila previsti». E l’auspicio fatto dal consigliere è quello che la società raccolga i fondi e non si fermi al solo contributo comunale.

 

Regolamento rifiuti

Insediata l’assemblea all’ordine del giorno è ripresa la discussione sul Regolamento rifiuti sugli emendamenti. Una intesa generale è stata trovata fra i proponenti, sia di minoranza che di maggioranza, e la Giunta. In una riunione dei capigruppo è stato infatti trovato un accordo sulla maggior parte delle proposte che sono state affrontate quindi in solo un’ora e mezza circa. Sono stati corretti, tra l’altro, dei refusi, dato l’incarico alle Guardie ecologiche volontarie e alla polizia locale di controllare che i rifiuti siano conferiti correttamente, di relazionare regolarmente sul procedere della raccolta, di attuare un controllo meno occhiuto al centro di raccolta. Su alcuni altri emendamenti la Giunta ha chiesto delle modifiche in parte accolte dai proponenti, menre una minoranza delle proposte è stata bocciata. Due emendamenti di Filippo Bianchi, Como civica, e Ada Mantovani, Adesso Como, sugli orari della raccolta rifiuti sono stati sommati in un’unica proposta per cui il ritiro dei bidoni, dopo il passaggio degli operatori, potrà essere effettuato per quelli carrellati entro le 14 per quelli carrellatti, di un condominio quindi, e le 21 per quelli di singole unità famigliari, per permettere il rientro dal lavoro per i pendolari. Qualche sfilacciamento in maggioranza si è visto per alcuni ordini del giorno, che non sono stati approvati di poco, fra voti a favore e astensioni. Uno la proposta di Alessandro Rapinese, Adesso Como, di ottenere un risarcimento da parte di Aprica per i disservizi all’inizio del servizio «un danno di immagine per la città, e la mancata consegna dei bidoni è stato un danno». Un altro, di Mario Molteni, Per como, per ampliare l’orario di apertura della piattaforma di via Stazzi. La serata si è conclusa sull’ultimo ordine del giorno presentato da Rapinese per ottenere tariffe minori da parte dell’operatore per entrare nei condomini a ritirare la spazzatura, «il servizio geniale che veniva fatto precedentemente – ha detto il consigliere di Adesso Como –. Un servizio per cui vengono chiesti ora 4mila euro». «Sono contrario che si faccia questa operazione e a pagamento – ha replicato l’assessore all’Ambiente Bruno Magatti – L’impresa non ha interesse a fare questo servizio, il prezzo è fatto per disincentivare». L’assessore ha ricordato come il passaggio all’interno faccia aumentare i tempi del ritiro e ricordato, quanto proposto da Aprica, ovvero la possibilità di consorziarsi fra condomini per il conferimento a bordo strada. A ridosso della mezzanotte la seduta è stata aggiornata a giovedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Continua la discussione sul Regolamento rifiuti

COMO COMUNE 3Prosegue il dibattito a Palazzo Cernezzi sulle nuove modalità della raccolta differenziata. «Siamo nella fase di assestamento» ha detto Magatti.

 

Paratie

Sul cantiere della paratie è intervenuto nelle preliminari, al Consiglio comunale di Como di giovedì 19 giugno, il sindaco Mario Lucini, in risposta a una preliminare della precedente seduta di Marco Butti, Gruppo misto. Il primo cittadino ha rivendicato la giustezza della documentazione consegnata al consigliere da parte degli uffici e ha annunciato che per il cantiere «si sta lavorando per chiudere la perizia di variante».

 

Regolamento rifiuti

La discussione è ripresa sul Regolamento per la raccolta dei rifiuti. «Un fallimento» per Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha posto il problema di eventuali modifiche, che potrebbero essere approvate e differire rispetto a quanto illustrato sinora alla cittadinanza sulle modalità di recupero dell’immondizia. «La partenza del nuovo metodo è positiva – ha aggiunto la sua collega di gruppo Ada Mantovani – ma ci sono parecchie cose da mettere a punto». Diego Peverelli, Lega, ha invece si è lamentato per la situazione delle vie private, dove prima passavano a recuperare i sacchi ed ora non più, oltre che all’interno dei condomini che ora devono conferire i bidoni e i sacchi a bordo strada. «E bisogna pulirsi i bidoni» ha aggiunto Mario Molteni, Per Como, che ha chiesto l’ampliamento degli orari della piattaforma ecologica. «Bisogna trovare soluzioni» ha chiesto, dai banchi della maggioranza, Vincenzo Sapere, Paco-Sel, che ha rilevato la difficoltà del conferimento della spazzatura in zone scoscese: «Prima gli operatori entravano nella scuola di piazzale Giotto, ora non più e sfido io ora a fare la salita con i bidoni pieni». Una verifica puntuale dei passaggi è stata chiesta da Anna Veronelli, Fi, mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, ha chiesto maggiori passaggi per la raccolta del vetro per gli esercizi commerciali: «Prima passavano tre volte a settimana, ed era perfetto, ora solo una ed è veramente troppo poco».

A tutti a replicato l’assessore Bruno Magatti che ha chiesto di distinguere fra Regolamento e contratto e appalto con Aprica, la società che gestisce il servizio. «Anche io avrei preferito arrivare ad approvare il Regolamento prima dell’inizio del nuovo servizio, ma per qualche verso è meglio che sia stato così» ha detto Magatti potendo operare su un processo in atto e sotto gli occhi di tutti. L’assessore ha annunciato la disponibilità «a fare il meglio possibile nei limiti dei margini contrattuali» in questa che definisce «fase di assestamento», che comunque non considera così disastrosa, contrariamente a quanto dipinto dall’opposizione. «È un risultato assolutamente decoroso, in tempi molto veloci, neanche tre settimane» ha precisato Magatti, che ha ricordato come l’indifferenziato conferito all’inceneritore sia diminuito del 35,4%.

Presentati 23 emendamenti e 11 ordini del giorno il Consiglio è stato sospeso anticipatamente per dare modo agli uffici di stilare i pareri tecnici. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza