Legnani eletto presidente del Consiglio comunale comasco

8 COMOCOMUNEL’ex capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi è stato eletto alla terza votazione a dirigere l’assemblea cittadina, ha riconosciuto: «Di essere un uomo di parte, ma consapevole di assumere un ruolo di garanzia per tutti». Incomincia la discussione sull’area ex Trevitex.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 22 maggio Luca Ceruti, M5s, ha richiesto maggiore attenzione per sanzionare quanti hanno appeso cartelli elettorali fuori dai propri spazi e sempre per quanto riguarda le imminenti elezioni europee ha annunciato, dopo aver divulgato i nomi dei nominati aprendo il caso parentopoli, di aver rinunciato all’incarico di scrutatore, «incorrerò anche in eventuali sanzioni», e farà invece il rappresentante di lista. Alessandro Rapinse, Adesso Como, ha invece portato in aula il casa dei residenti di via Spartaco e delle condizioni dell’immobile comunale, alcuni erano presenti in aula, mentre Giampiero Ahani, Lega, ha chiesto, per la seconda volta, l’intervento dei vigili contro il venditore di carciofi che compare ogni tanto per le vie della città murata. Mario Molteni, Per Como, ha annunciato due interrogazioni, una sul dissesto della via S. Giacomo e un’altra sulla riduzione delle corse dei bus nel periodo estivo. «Durante la discussione sulle vendite del patrimonio comunale il consigliere Luppi ci diceva sarebbero servite a non alzare le tasse – ha attaccato Laura Bordoli, Ncd –. Ora le affermazioni sulla stampa del sindaco di un futuro aumento dell’Irpef ci lasciano esterrefatti. Cosa faremo fra tre anni quando avremo venduto anche questi beni?»

 

Presidenza

Iniziata la seduta sono riprese le inusitate indicazioni di voto sul presidente del Consiglio, con gli interventi scontati di Ada Mantovani, Adesso Como, che ha comunque ringraziato per la candidatura propostagli da Vincenzo Sapere, Paco-Sel, Marco Butti, Gruppo misto, Enrico Centiempo, Ncd, a sostegno di Sapere. Dalla maggioranza è intervenuto Vito De Feudis, Pd, «la scorsa seduta è stata la più brutta a cui abbia partecipato», che si è speso per il candidato del suo partito Stefano Legnani sostenuto, si è corretto mentre interveniva con un quasi, da tutta la maggioranza.

Sono servite quindi tre votazioni per nominare Legnani come presidente.

Per l’elezione, a scrutinio segreto, a Statuto serve una «maggioranza dei 2/3 dei Consiglieri assegnati» e solo «dopo due votazioni infruttuose, il Presidente può essere eletto a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati». Durante la serata si contava solo una assenza fra le fila della maggioranza, che si è divisa nei primi due scrutini. Come annunciato infatti il gruppo di Paco-Sel ha orientato i propri due voti sulla consigliera Mantovani, il resto della compagine che guida Palazzo Cernezzi si è espressa per Legnani (18 voti), le minoranze hanno votato Sapere (12 voti). Solo alla terza votazione la maggioranza si è ricompattata sulla figura dell’ex capogruppo del Pd con 20 voti, contro i 12, dell’opposizione, per Sapere.

Dopo i ringraziamenti appena insediatosi Legnani ha riconosciuto: «Di essere un uomo di parte – come l’accusavano le minoranze –, ma consapevole di assumere un ruolo di garanzia per tutti coloro che siedono in aula sia in maggioranza, che in minoranza». Una garanzia che prenderà forma col rispetto dei regolamenti, ha aggiunto, «per far sì che il Consiglio sia il luogo del libero confronto». Ora il Partito democratico dovrà eleggere un nuovo capogruppo e la Commissione II un nuovo presidente.

 

Ex Trevitex

L’assemblea ha quindi affrontato la proposta di intervento nell’area ex Trevitex, lo sbocco di un iter accidentato e lunghissimo, presentata dall’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino con le slide che aveva già rese pubbliche. L’assessore ha sottolineato la creazione di posti di lavoro, «circa 140 addetti complessivi», e il fatto che la Soprintendenza non abbia chiesto vincoli per la palazzina degli uffici, oltre alla novità: «La riqualificazione di via Giussani è l’elemento maggiormente significativo rispetto alla proposta del 2010». Se nelle presentazioni e nei prospetti di come verrà risistemata via Varesina non si vedono più i posteggi per le macchine di fronte ai negozi , come annunciato in un precedente incontro con i commercianti della zona, «si manterrà una dose adeguata di posteggi», a cui si affiancheranno i 50 di via Giustizia e libertà, ha specificato Spallino, che ha accennato anche ai tempi di esecuzione dei lavori, per cui annuncia un monitoraggio continuo: «Sarà un processo per step, non in un colpo solo, perché così si bloccherebbe Camerlata per 2 anni». Raccolta la serie delle domande di chiarimento, su costi, impatto della grande distribuzione sulla città, pareri da vari settori comunali, futuro del cinema, fatte dalle minoranze, data l’ora la seduta è stata sciolta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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