Ex Trevitex a Palazzo Cernezzi

COMO COMUNE 3Prosegue il dibattito sull’area di Camerlata al Comune di Como, Paco-Sel scarta rispetto alla maggioranza.

 

Durante il Consiglio comunale di Como di giovedì 4 giugno l’assemblea è ripresa sulla discussione sull’atto di indirizzo per l’area di Camerlata.

Vincenzo Sapere, Paco-Sel, ha ripercorso la storia del lungo iter che ha portato all’attuale accordo fra Comune e operatore, chiedendo alcuni chiarimenti: «La Giunta Bruni si era accordata per ottenere 7.900.000, come mai si è scesi a 7.360.000? È molto meno». «L’operatore deve venire alle nostre condizioni, non possiamo farcele dettare – ha aggiunto – dovremmo chiedere molto di più».

Contro la piazza prevista così com’è è intervenuta Ada Mantovani, Adesso Como, che l’ha definita «cementificata», concorde con lei Laura Bordoli, Ncd, e ha chiesto perché non utilizzare la palazzina, ex uffici, esistente per le associazioni del quartiere, mentre Enrico Cenetiempo, Ncd, riconoscendo la necessità dell’interesse economico per l’operatore ha chiesto di pensare alla creazione di edilizia popolare. Dai banchi del Pd invece Guido Frigerio non si è dichiarato contrario all’abbattimento palazzina e, «preferisco riqualificare il quartiere», pur rispettando la memoria del lavoro, ha affermato quindi Marco Servettini, Amo la mia città, che dubita però delle cifre espresse dagli studi del traffico, per lui sottostimate, e ha ribaltato l’assunto di Sapere: «Hanno loro il coltello dalla parte del manico, ma sono sicuro che chi è andato a fare l’accordo a chiesto il massimo che si poteva». «Se il problema dell’accordo è permettere l’apertura del cinema – ha dichiarato Marco Butti, Gruppo misto –, sgombriamo subito il campo l’operatore può aprire sin da subito il numero di sale adatte a una media distribuzione».

«È un atto di indirizzo, non un progetto – ha affermato nella replica l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino, che a chi ha parlato di mancato ascolto dei cittadini ha risposto – c’è stato, lungo e fruttuoso e ha portato il reinvestimento sul territorio in opere di urbanizzazione». «Tra la memoria di un edificio fatiscente e i cittadini, preferisco i cittadini» ha aggiunto ribattendo a chi paventava la scomparsa dei piccoli commercianti di quartiere, surcalassati dalla grande distribuzione, che le opere che ricadranno sul quartiere avvantaggeranno tutti «alla fine dell’operazione il saldo sarà positivo».

L’aula ha così iniziato la discussione degli undici emendamenti presentati, ma nessuno è passato, neanche quelli di Paco-Sel, trovatasi da sola affianco alle opposizioni contro il resto della maggioranza, per, tra l’altro, aumentare gli introiti chiesti all’operatore per la gestione dei posteggi a pagamento, per ridimensionare gli interventi viabilistici utili al solo centro commerciale, mantenere solo una facciata della palazzina come ricordo. Il parere di Giunta è sempre stato contrario. Paco-Sel ha poi ritirato alcune delle proposte di modifica, avuta assicurazione che alcune siano già parte della delibera stessa, ma ha mantenuto ancora un emendamento, che con l’ultimo iscritto all’ordine del girono verrà affrontato nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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