Il consiglio comunale di mercoledì 24 settembre 2008
Asf e sicurezza dei trasporti, questioni di trasparenza e di democrazia, ma soprattutto ancora problemi per la scelta di Cattaneo nelle preliminari del Consiglio comunale del 24 settembre. La seduta vera e propria si è aperta con la discussione del tema Ca’ d’industra con l’approvazione unanime della proposta di Supino. Rimandato a nuova data il tema della speculazione edilizia nell’area del Sant’Anna.
Ancora Asf al centro delle preliminari del consiglio comunale di giovedì 25 settembre. Il consigliere Donato Supino, Prc, ha ricordato il principio d’incendio, minimizzato dall’azienda, su una corsa a Eupilio mercoledì 24 e ha attaccato i vertici Asf «qualcuno non si vuole assumere le proprie responsabilità».
Mario Lucini, Pd, ha informato il Consiglio della vicenda della deliberazione di Giunta del 26 giugno, che sarebbe dovuta essere l’elemento definitivo, sulla modifica del contratto preliminare di vendita dell’area ex Ticosa. Un atto effettuato «nel presupposto che il testo dell’appendice deliberato fosse stato condiviso dalla parte contraente», ma dato «che tale convincimento si è rivelato erroneo», così come esplicitato dagli uffici comunali, è stato derubricato, per cui, come da ulteriore comunicazionedi Palazzo Cernezzi, «si evince che la stessa è inesistente». Insomma la Giunta ha sbandierato un accordo con Multi Investiment che in realtà non c’è mai stato.
Alessandro Rapinose, Area 2010, ha invece chiesto nuovamente una maggiore trasparenza tramite la pubblicazione degli atti del consiglio comunale e della giunta sul sito Internet comunale e si è scagliato contro la nomina di Francesco Cattaneo alla carica di vicesindaco e assessore dichiarando di non essere contro la persona ma contro una «politica intesa come nomine» per un personaggio «silurato in provincia e professionista della politica».
Sempre sull’ex vicepresidente provinciale ha preso la parola Giampiero Ajani, Lega Nord, «le dimissioni da sindaco di Rovellasca saranno effettive dopo 20 giorni, la settimana prossima, quando il sindaco sarà a Cuba, la città rimarrà senza sindaco e vice, chi ne farà le veci?».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere del Pd Marcello Iantorno che ha ricordato anche che «le dimissioni sono revocabili, la qual cosa può differire ulteriormente la risoluzione della questione e il perdurare dell’incompatibilità» tanto da fargli chiedere la revoca degli incarichi a Cattaneo.
Molto probabilmente la settimana prossima le funzioni di sindaco verranno svolte dall’assessore anziano Peverelli.
Iniziata la seduta il dibattito è ritornato sulla mozione presentata da Supino sulla Ca’ d’industria, emendata dallo stesso firmatario e sub-emendata da maggioranza e opposizione. Una mozione che ha raccolto un consenso bipartisan venendo approvata all’unanimità e che impegna il sindaco a definire, pur nell’autonomia di scelta, un indirizzo politico per i consiglierei del Consiglio di amministrazione della fondazione Ca’ d’industria, che dovranno essere nominati «tenendo conto della rappresentanza complessiva della cittadinanza espressa in Consiglio» con un rappresentante delle minoranze. Un maggiore controllo e coinvolgimento di Palazzo Cernezzi nell’ente comasco sottolineato anche dalla possibilità dei consiglieri comunali di partecipare al Consiglio di amministrazione della fondazione.
Un clima di concordia sull’indirizzo da adottare nei confronti della Ca’ d’industria pur con alcune richieste di chiarimento sul alcuni punti dei vecchi bilanci esplicitati dai consiglieri Luca Gaffuri, Pd, e Bruno Ma gatti, Paco. Il primo ha ricordato i bilanci in rosso 212 mila euro nel 2005, 58 mila nel 2006 e 97 mila nel 2007. Quest’ultimo negativo anche a causa dell’apertura della nuova strutture de Le Camelie: «Coincisa, una settimana prima, con le elezioni». Magatti ha invece posto una lunga serie di domande tenendo presente anche il piaino di risanamento del vecchio Cda che è stato annullato dal nuovo, che prevedeva tra l’altro il mantenimento della struttura della Solitaria e spazi da quattro letti per avere prezzi più bassi per poter dare un’offerta anche alle fasce più deboli.
Dopo l’alienazione di un piccolo lotto di terra in via Per Brunate e il ritiro di una mozione della Lega sull’iscrizione anagrafica di cittadini stranieri, per Guido Martinelli «alcuni scenari sono oggettivamente cambiati» dato che «il nostro ministro degli interni ha preso provvedimenti per azioni più efficaci sulla sicurezza dando maggiori poteri ai sindaci», si è discusso della delibera di indirizzo sull’area del Sant’Anna.
Ho uno scopo – ha dichiarato Mario Lucini – far si che il Consiglio comunale e la città di Como possano riappropriarsi delle scelte sul destino della città».
La delibera di indirizzo servirebbe per i proponenti per dare un parere non vincolato sulla destinazione dell’area che si libererà a Camerata. L’iter prevede vari passaggi, tra uffici del Comune e della Provincia, tanto che alla fine del procedimento al rientro in aula i consiglieri, per il presidente della commissione urbanistica, sono quasi «sotto ricatto» non più liberi di esprimere un parere in coscienza.
«Su che mandato lavorano gli uffici comunali a me sembra su quello di Infrastrutture lombarde», l’impresa che sta costruendo il nuovo ospedale, tanto più aggiunge il consigliere democratico che si sta parlando di un intervento «due volte e mezzo la Ticosa che coinvolge di riflesso il San Martino».
Lucini ha inoltre denunciato l’ansia di far cassa con il nuovo Piano direttore in cui vengono ribaltate le percentuali delle destinazioni dell’area con un 40 per cento ai servizi aumentando l’area residenziale con un incremento degli abitanti previsti da 900 a 1300 ed una diminuzione degli attuali spazi verdi di 800 metri quadri.
Dello stesso parere l’architetto Dario Valli, Area 2010, che definito il Piano direttore un «documento di basso livello che non nasconde la sua natura di fare cassa» con «i soliti condomini», la cui vendita lascia perplesso il consigliere comunale vista la situazione del mercato immobiliare comasco.
Silvia Magni, Pd, ha posto ulteriori domande, chiedendosi anche quale sarà il futuro dell’autosilo, costruito con i soldi pubblici per una struttura pubblica, e quale sviluppo si sta dando alla zona sud della città che continua a vedere importanti interventi edilizi residenziali.
La speranza delle opposizioni di arrivare ad un voto in serata è stata delusa dal protrarsi della discussione e dall’ora tarda e del Sant’Anna se ne riparlerà giovedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Nelle preliminari del Consiglio comunale di lunedì Donato Supino, Prc, ha espresso preoccupazione per l’evoluzione del confronto fra Asf e autisti soprattutto dopo «la nota di censura ad un lavoratore che ha segnalato il guasto ad un acceleratore ed un’altra ad un autista che si è rifiutato di partire con la spia dei freni accesa, senza dimenticare l’autobus bruciato ad Asso». Una situazione inaccettabile per l’esponente comunista che ha segnalato come i nuovi acquisti di Asf siano usati e con nove anni di anzianità, quando il contratto dell’azienda prevederebbe l’eliminazione di autobus con più di dieci anni di servizio. «Siamo la discarica di un’azienda multinazionale l’Arriva che manda qui gli autobus da Trieste e da altre città». Anche Vittorio Mottola, Pd, ha ricordato che «il prossimo anno questi eurodue saranno da rottamare» e annunciato una raccolta firme per cambiare il tracciato della linea 11 per le scuole al mattino.
«Siamo l’unico Comune capoluogo di provincia che non pubblica sul sito internet gli atti del Consiglio» ha esordito durante le preliminari il consigliere Alessandro Rapinese, Area 2010, che ha continuato ironicamente «abbiamo però un centralino che parla in dialetto, tra i pochi in Italia». Il consigliere della lista civica che ha sostenuto Carcano sindaco ha chiesto poi formalmente quanti soldi sono stati spesi sino ad oggi per onorare gli obblighi derivanti dalla vendita della ex Ticosa.
«Da quando la Navigazione è passata dalla gestione governativa a quella regionale si registrano disservizi non da poco conto» così ha esordito Donato Supino, Prc, che ha chiesto all’assessore Fulvio Caradonna di interessarsi per ottenere spiegazioni sulle corse dei battelli soppresse la settimana scorsa. «Non è mia competenza» ha risposto l’assessore.
Polemica in Consiglio comunale per le aperture domenicali anche per la grande distribuzione. Nelle preliminari del Consiglio di lunedì 7 luglio Gido Martinelli, Lega nord, ha preso la parola per attaccare l’operato della Giunta: «il Comune cerca di interpretare la legge regionale in modo alquanto bizzarro». Ha rincarato la dose il suo capogruppo Emanuele Lionetti che ha parlato di una fuga in avanti del Comune» e chiesto «una parola definitiva del’assessore al commercio», anche perché sono già previste 22 domeniche di apertura domenicale. Per Marcello Iantorno, Pd, il problema è anche formale «il Testo unico degli enti locali dice che a stabilire delle aperture deve essere il Consiglio comunale».
Prime preliminari dedicate ai bambini nel Consiglio comunale di lunedì 30 giugno, con due interventi uno di Roberta Marzorati, Per Como, sulla sicurezza dei bambini nelle strutture dell’infanzia e uno di Alessandro Rapinese, Area 2010, a favore della pulizia e dell’apertura domenicale dei giardinetti pubblici di via Vittorio Emanuele. Silvia Magni, Pd, ha invece chiesto delucidazioni e che venga data una risposta alla Circoscrizione di Albate per quanto riguarda i lavori di sistemazione delle fognature in piazza 4 novembre.
Polemica sul ritiro dei rifiuti in piazza Duomo nelle dichiarazioni preliminari al Consiglio comunale di lunedì 23 giugno, il consigliere Pasquale Buono, Fi, ha evidenziato la mancata raccolta degli stessi, così come apparso sui quotidiani locali. Gli ha prontamente risposto l’assessore Peverelli per cui bisogna stare attenti al giorno del ritiro e gli esercenti «dovrebbero anche andare incontro agli operatori che devono entrare nel vicolo uno alla volta» dato l’ingombro all’ingresso dovuto dai tavolini ed altro.
