Consiglio comunale

Il consiglio comunale di giovedì 3 aprile 2008

Surrogato il dimissionario Giuseppe Santangelo con Pierangelo Gervasoni è iniziato il dibattito sul bilancio nel consiglio comunale di giovedì 3 aprile. Al centro del dibattito asili nido e adeguamenti tariffari sui servizi a domanda individuale.

Il primo atto del consiglio comunale di giovedì 3 aprile è stato la surroga del consigliere Giuseppe Santangelo, Udc, da parte di Pierangelo Gervasoni che ha subito dichiarato di aderire al Gruppo misto, pur restando nella maggioranza con cui ha condiviso e continua a condividere il programma. È stato anche superato il problema della sua incompatibilità, con la carica di consigliere d’amministrazione Spt, data la sua dichiarazione di avere già presentato le proprie dimissioni dall’organo dirigenziale della società di trasporti comasca.
Si è così discusso il bilancio, che viene approvato attraverso differenti delibere, di cui deve anche essere votata l’eseguibilità. È proprio sull’eseguibilità della prima delibera approvata si è arenato il consiglio. Visto il rarefarsi di presenze nei banchi della maggioranza, la minoranza in consiglio comunale ha protestato per la scarsa attenzione da parte di chi governa la città in un momento cruciale come quello del bilancio cittadino. Il presidente del consiglio ha così richiamato all’ordine i consiglieri comunali di maggioranza ricordando che «quando si vota si prega di rimanere in aula» e riconoscendo che «le minoranze hanno garantito più volte il numero legale, la maggioranza stia attenta per costruire una discussione costruttiva sul bilancio».
Sulla delibera riguardante il bilancio di previsione Donato Supino, Prc, ha posto in primo piano il problema della casa e degli alloggi popolari, oltre che la definizione di una priorità degli interventi comunali che rischiano altrimenti di essere posticipati di anno in anno una volta finiti i fondi. Per il consigliere di Rifondazione i soldi ricavati dalla vendita della Ticosa devono essere destinati «in buona parte alla questione abitativa, ai giovani ed agli anziani».
Proprio le entrate provenienti dalla vendita dell’area della ex Tintoria comense sono state al centro del discorso di Bruno Magatti, Paco, per cui «nessuno sa se questi fondi potranno essere acquisiti quest’anno. A parole sarebbero dovuti entrare nelle casse comunali già l’anno scorso. Inoltre i 14 milioni e mezzo fanno riferimento ad un contratto di due anni fa, una cifra che viene erosa dall’inflazione perdendo di valore continuamente». «Il bilancio regge solo grazie alla vendita di parte del territorio» ha aggiunto il consigliere di Paco, che ha rincarato la dose ricordando come i servizi a domanda individuale vedranno una crescita delle tariffe del 10 per cento. I livelli di copertura dei costi per questi servizi sono del 46 per cento, un dato che crolla al 7 per cento per gli impianti sportivi: «Una contraddizione evidente quando si approva la costruzione del nuovo villaggio dello sport e tenendo presente che le strutture vengono date in gestione a società che hanno i loro interessi economici» ha aggiunto Magatti che ha concluso facendo una battuta «Speriamo in Sant’Expo 2015!».
Il consigliere Pd Marcello Iantorno si è invece detto amareggiato da «un aspetto di mercanteggiamento non da poco» sul bilancio, per cui «siamo costretti a patire per cercare di ottenere piccole concessioni». Ha poi riportato l’attenzione sul problema degli adeguamenti tariffari per i servizi a domanda individuale che vedranno un «aumento dell’uno per cento al mese». Un argomento questo che ha destato l’interesse anche di altri consiglieri. Carlo Ghiri, Gruppo misto, ha spiegato nord, sull’argomento ha voluto esplicitare che le tariffe vanno adeguate anche perché «non esiste una città in Lombardia in come le fasce più deboli negli asili nido siano in maggioranza rappresentate da cittadini extracomunitari «sono stati fatti degli errori nel permettere l’immigrazione di persone non in grado di mantenersi». Emanuele Lionetti, capogruppo Lega cui vi siano tariffe da 9 euro». Per Pasquale Buono, Fi, «l’aumento delle tariffe dobbiamo farlo, dato che non sono state aumentate dal 2003». Per Dario Valli, Area 2010, invece il costo di 5 mila euro l’anno per i circa 500 bambini deve far riflettere sulle priorità comunali «è civicamente giusto privilegiare questo settore, quando invece tanti anziani hanno bisogno di assistenza?». Ha concluso la serata Franco Fragolino, Pd, per cui il sistema tariffario va rivisto in un’ottica di ridefinizione complessiva delle tariffe dato che «il sistema è supportato e sopportato da circa 180 famiglie della fascia media e c’è ancora chi paga in base all’Irpef e non all’Isee». Le risposte dell’assessore Alessandro Colombo e il dibattito riprenderanno martedì 8 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di martedì 1 aprile 2008

Nonostante la mancanza di surroga di un consigliere comunale è incominciata martedì primo aprile la discussione sul bilancio comunale dopo la presentazione dell’assessore Alessandro Colombo.

Il consiglio comunale di martedì 1 aprile è iniziato con la comunicazione da parte del presidente, Mario Pastore, delle dimissioni, pervenute alle 17.30 del pomeriggio all’ufficio protocollo, di Giuseppe Santangelo, Udc. Secondo il regolamento all’art. 25 comma 3 «nel caso di successiva cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di consigliere comunale si procede alla surrogazione nella prima adunanza che segue al verificarsi della stessa convalidando l’elezione di colui che nella medesima lista» ha riportato il maggior numero di voti, in questo caso Pierangelo Gervasoni. Dati i tempi ristretti il presidente del consiglio confortato dal parere, anche legale, degli uffici comunali ha deciso di non annullare la seduta consiliare e di iniziare comunque a discutere del bilancio, spostando la surroga del consigliere Santangelo alla prossima seduta di giovedì 3 aprile. Questa decisione ha scatenato la pronta reazione delle minoranze: per Vincenzo Sapere, Gruppo misto, «il tempo per mandare un avviso per il cambiamento dell’ordine del giorno ci sarebbe potuto essere e un consigliere comunale non può non partecipare alla presentazione di un atto fondamentale come il bilancio», Mario Lucini, Pd, ha palesato la sua difficoltà «a comprendere come possa svolgersi un consiglio comunale quando questo organismo non è nel suo organico costituzionalmente previsto» e per Vittorio Mottola, Pd, «il consiglio o è completo o non lo è». Per il presidente Pastore non vi erano problemi dato che «la nostra struttura sostiene convintamente di essere nel giusto», sostenuto dal segretario generale Oliviero Emoroso che ha interpretato «laddove è scritto prima seduta si deve intendere come prima seduta utile» altrimenti «si concretizzerebbero degli strumenti per condizionare in modo improprio la vita del consiglio». Ad una successiva domanda di Luca Gaffuri, capogruppo Pd, sulla possibilità di votare, anche poi per casi di parità, il segretario generale ha chiarito che una scelta in tal senso può dipendere dalla «sensibilità politica».
Una riunione dei capigruppo ha quindi deciso di non annullare la seduta ma di proseguire i lavori con la sola presentazione del bilancio ed un primo giro di domande informative, rimandando il dibattito vero e proprio alla seduta di giovedì, subito dopo la surroga del consigliere Santangelo.
Ha preso così la parola l’assessore Alessandro Colombo che ha spiegato gli indirizzi del bilancio in discussione che vede il blocco di tributi come Ici e Irpef, l’adeguamento secondo rilevamenti Istat delle tariffe dei servizi alla persona, l’adeguamento dei contratti di manutenzione ordinaria e un migliore sistema di controllo gestione, la «scelta strategica», atta a diminuire gli sprechi dell’amministrazione. È in corso anche un processo di diminuzione del debito rivendicato dall’assessore al bilancio che ha ricordato la scelta di non accendere mutui nel 2007. Per il 2008 si prevede un 66% di spese correnti ripartite al 23% per il sociale contro un 25% per la macchina amministrativa. L’assessore ha sottolineato poi come sia aumentata la copertura media dei costi dei servizi alla persone salita al 42-45%, contrariamente agli anni scorsi quando seguiva un trend discendente verso il 40%. Un tema caro, con l’adeguamento delle tariffe, alla ventina di genitori che hanno assistito come pubblico al consiglio interessati a capire come il bilancio comunale potrà influire sul loro futuro.
Aperto il dibattito Donato Supino, Prc, ha posto l’accento sull’edilizia popolare chiedendo: «Nel programma del sindaco erano previsti 250 nuovi alloggi, nel programma triennale dove sono?». L’assessore Enrico Cenetiempo ha replicato assicurando: «I 250 alloggi li faremo, anzi con quelli che verranno edificati in via Alebbio ne mancano solo 220». Mario Lucini ha chiesto «quanto ci ha rimesso il Comune, o guadagnato, dagli Swap?». Gli ha risposto la responsabile del servizio finanziario Angela Bertuzzi spiegando che il Comune ha avuto una perdita al 15 di gennaio di 280 mila euro, coperti però da uno speciale Fondo rischi Swap di 350 mila euro.
L’assessore Colombo ha specificato inoltre che il tetto di spesa per le consulenze sarà di 345 mila euro. Data l’ora tarda il dibattito è stato poi aggiornato a giovedì 3 aprile. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 31 marzo 2008

Approvata la nuova definizione del reticolo idrico minore di competenza comunale nel consiglio comunale di luned’ 31 marzo.

Nelle dichiarazioni preliminari al dibattito consiliare, Vincenzo Sapere, Gruppo misto, dopo l’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano, ha auspicato che «non ci si faccia sfuggire l’occasione e nei prossimi anni Como sia all’altezza della situazione per quello che l’evento può dare sul piano del turismo e del lavoro» trovando l’accordo di Roberto Rallo, Fi, che ha paventato la possibilità di istituire una commissione ad hoc per l’evento.
Il discorso è così passato all’argomento principale della serata: la variante per la definizione del reticolo idrico minore di competenza comunale, ossia la disciplina dei corsi d’acqua minori.
L’assessore Umberto d’Alessandro ha esposto la delibera sul reticolo minore comasco, ricordando come al di fuori di questa regolamentazione rimangano ancora di competenza regionale il Seveso, il Breggia e il Cosia. La parola è passata quindi a Mario Lucini, Pd, presidente della commissione territorio del Comune, che ha spiegato come sia stata presa la decisione di non definire quali torrenti potessero avere una deroga ai dieci metri di rispetto, riducibili a quattro, lasciandone facoltà agli uffici comunali. La fascia di rispetto impedisce che vengano fatte nuove edificazioni lungo i bordi dei corsi d’acqua.
Le opposizioni hanno presentato otto emendamenti di cui il primo, nelle intenzioni dei proponenti chiarificatorio di alcuni punti del regolamento, è stato votato per punti di cui solo il terzo ed ultimo è stato approvato dal consiglio. Accolto dal consiglio invece il secondo emendamento, che per Mario Lucini era «essenzialmente collaborativo, ed esprime il calcolo delle zone di rispetto in modo più lineare e meno equivocabile», così come il quarto che prevede la deroga per elementi infrastrutturali pertinenti alla rete. Parere contrario per il terzo emendamento, che proponeva di eliminare la possibilità di deviazioni di corsi d’acqua naturali, per l’assessore D’Alessandro inaccettabile anche per esigenze di pubblica utilità, rendendo così inattuabile il quinto di conseguenza ritirato. Respinto anche, per un soffio, il sesto l’emendamento che prevedeva delle regolamentazioni più stringenti per le ristrutturazioni per gli edifici posti nelle fasce di rispetto. Approvato il penultimo emendamento su una più stringente definizione delle aree con possibilità di deroga, mentre è stato bocciato l’ultimo sempre sulle deroghe per i corsi d’acqua intubati, che proponeva di eliminare un passaggio in cui «sembra ci sia scritto Ticosa» ha detto Mario Lucini, ricordando la roggia Molinara che passa nell’area ex-Ticosa. Il voto finale ha visto l’aprovazione da parte della maggioranza più Area 2010 e l’astensione delle altre minoranze. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 27 marzo 2008

Bruni boccia la proposta di modifica del sistema comunale di aiuti alle famiglie avanzata dalle minoranze. Il consiglio resta in attesa della proposta della maggioranza.

Il consiglio comunale di giovedì 27 marzo ha visto al centro del dibattito una mozione proposta dalle minoranze per la riforma del sistema comunale di aiuti alla famiglia. Per il primo firmatario, Franco Fragolino del Pd, «bisogna attuare la promozione del soggetto famiglia, uscendo dalla logica assistenzialista e riconoscendo la famiglia come vero perno della coesione sociale del territorio». Gli aiuti previsti nella mozione si concretizzano nel miglioramento dei servizi offerti alle famiglie, con l’introduzione di una consulta delle associazioni famigliari e di un fondo unico per la famiglia, che dovrebbe raggruppare alcuni fondi ora separati. E ancora sconti su Tarsu e Ici sulla prima casa, portierato sociale e potenziamento del ruolo degli assistenti sociali, con un’attenzione particolare verso i problemi delle famiglie straniere.
Tematiche che hanno destato l’interesse di Roberto Rallo: «è facile parlare di 194, 195, 196… E poi dimenticarsi della famiglia nel momento del bisogno», che ha però espresso perplessità sulla definizione della consulta.
Di più ampio respiro l’intervento del sindaco Stefano Bruni, che sottolineando la centralità della famiglia ha però criticato l’azione del governo uscente, reo di aver voluto aprire il campo normativo alle famiglie “non tradizionali”, anche se senza successo. Il sindaco ha ricordato anche l’esperienza francese del quorum famigliare in cui le tasse sono riscosse su base familiare e le aliquote sono calcolate anche rispetto alla quantità di componenti della famiglia. Ma nonostante l’attenzione che l’amministrazione dichiara verso le famiglie, Bruni ha proposto di ritirare la mozione per iniziare prossimamente una discussione sull’argomento «prendendo anche spunto da questa mozione, eliminando però i punti di pura demagogia».
La discussione si è poi spostata sulle diverse definizioni di famiglia: per Marcello Iantorno, Pd, «la famiglia non è più solo quella tradizionale, ma è un unione di persone che stanno insieme con una forte solidarietà umana e affettiva». Posizione che ha incontrato la contrarietà di buona parte del centrodestra a partire dai consiglieri di Alleanza nazionale Claudio Corengia e Marco Butti.
La maggioranza ha quindi proposto un emendamento per posticipare la discussione e affrontarla all’interno della terza commissione comunale, quella che si occupa dei servizi sociali. Proposta respinta dai firmatari della mozione, nata proprio per sollecitare il Comune a prendere rapidamente una decisione sull’argomento.
Un appello accorato al voto favorevole è poi arrivato dal consigliere Mario Molteni, Per Como, «non pensavo che la discussione raggiungesse questo livello. Credo nella famiglia come vi crede il sindaco e mi discosto da Iantorno, Supino e Magatti. Lo spirito cristiano mi porta a parlare di solidarietà. Non la vedo sotto l’aspetto politico. La consulta famigliare è anche nel programma elettorale della maggioranza. Il 90 per cento di ciò che è contenuto nella mozione è anche nel vostro programma! Ed è assurdo che magari tra due mesi una proposta simile ci verrà presentata da voi!».
Luca Gaffuri ha stigmatizzato quindi «l’atteggiamento dilatorio di una maggioranza che posticipa le discussioni come per il trasporto pubblico, non permettendo mai al consiglio comunale di entrare nel merito delle questioni».
La mozione è stata così bocciata, nonostante il voto favorevole delle minoranze esclusa Paco, il cui rappresentante Bruno Magatti è uscito dall’aula dichiarandosi contrariato «da un dibattito incentrato sul mettere cappelli e primogeniture su tematiche delicate come queste». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di mercoledì 26 marzo 2008

Approvate due mozioni dal consiglio comunale di mercoledì 26 marzo: una sull’emergenza rifiuti in Campania e l’altra per garantire la centralità e l’importanza di Malpensa per il sistema economico lombardo.

Dopo l’ennesimo ringraziamento da parte del presidente del consiglio Mario Pastore alla minoranza per avere garantito il numero legale per potere incominciare la seduta è stata data la parola al capogruppo della Lega Nord Emanuele Lionetti per spiegare la mozione presentata sulla situazione drammatica dei rifiuti in Campania, passata con i soli voti della maggioranza e l’astensione della minoranza, con i soli voti contrari di Rifondazione comunista e Paco. «Un’emergenza – ha ricordato l’esponente leghista – che è ormai una costante da quattordici anni. Napoli e le province limitrofe non riescono a smaltire i propri rifiuti, quando in Lombardia sono presenti tredici termovalorizzatori e in Campania neanche uno». Una situazione che è stata documentata anche dalla trasmissione Report per Lionetti «non sicuramente una trasmissione leghista o del centrodestra». Una presa di posizione decisa anche sull’eventuale smaltimento dei rifiuti nell’inceneritore comasco motivata anche dalle emissioni nell’aria che questo comporterebbe. Per Roberto Rallo, Forza Italia, il problema è l’incapacità politica della classe dirigente, non solo campana ma anche lombarda, che non è ancora stata in grado di creare infrastrutture come la Pedemontana.
Anche per Luca Gaffuri, capogruppo del Partito democratico, l’emergenza è dovuta «ad un’incapacità di governo di tutti i livelli locali e regionali». Ha quindi aggiunto che «non è possibile che ci siano regioni che su sanità e altre cose importanti non fanno la loro parte», per l’esponente del Pd bisogna comunque ricordare come Como debba ancora fare passi avanti sulla questione rifiuti quando altri centri lombardi ma anche alcuni Comuni della provincia raggiungono ben altri numeri per la raccolta differenziata. Donato Supino, Rifondazione comunista, ha invece posto l’accento su una «questione morale nazionale» attaccando anche la decisone dei rappresentanti delle amministrazioni campane anche quelli del suo stesso partito che, di fronte all’incapacità di governo dimostrata, non si sono dimessi e chiedendo di porsi il problema di uno sviluppo sostenibile per la nostra società consumistica. Per Bruno Magatti, Paco, il problema «non può essere visto in una visione localista» si è ormai inseriti in un “mercato” europeo dei rifiuti ed è diventato conveniente inviare i rifiuti in Germania, paese che ha costruito molti termovalorizzatori, e in cui ci si dimentica dei fumi degli stessi e delle ceneri che producono che devono a lora volta essere smaltite.

Il secondo argomento della serata è stato la mozione sul sostegno all’aeroporto di Malpensa, un argomento fortemente intrecciato con quello di attualità sul futuro di Alitalia, uno scalo che per i primi firmatari della Lega è una risorsa anche perché un suo eventuale declassamento potrebbe pesare sulla scelta dell’Expo 2015 che potrebbe anche andare in Turchia. Per Roberto Rallo la scelta stessa del luogo è stata sbagliata, «una cattedrale nel deserto che fosse stata fatta in Sicilia, si sarebbe detta frutto della criminalità organizzata», ma ormai «è giusto fare quadrato per difendere i soldi spesi». D’accordo con lui, «al 90 per cento», Bruno Magatti che ha sottolineato come «non potete chiederci di difendere l’indifendibile». Per Giorgio Carcano, Area 2010, Malpensa era l’unica localizzazione possibile, anche se «non ci si arriva bene e in fretta e non ha una forte compagnia aerea che dia dei servizi». Luca Gaffuri ha invece ricordato la «paralisi in termini di mobilità di scelte errate negli ultimi decenni in visione milanocentrica». Per il capogruppo dei Ds Malpensa ha le possibilità di rimanere centrale una volta finite le infrastrutture di servizio, senza fasciarsi la testa sulle prospettive di Alitalia a cui «non è più possibile dare aiuti di stato». La mozione è così passata con il voto favorevole della maggioranza e l’uscita dall’aula della minoranza, tranne l’assenso di Area 2010, e il voto contrario di Rifondazione comunista e Paco. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 17 marzo

Nel consiglio comunale di lunedì 17 marzo approvati i regolamenti comunali per l’occupazione di suolo pubblico e gli spazi pubblicitari. Un rinvio invece per la delibera sul trasporto pubblico urbano.

Il consiglio è iniziato con l’ennesimo ringraziamento del presidente Mario Pastore agli esponenti della minoranza che con la loro presenza hanno permesso di raggiungere il numero legale. Una “consuetudine” definita dall’esponente di Forza Italia come frutto di «un comportamento poco serio da parte della maggioranza».
Nonostante alcuni problemi tecnici con i microfoni si è poi aperta la discussione e l’approvazione del nuovo regolamento comunale sugli spazi pubblicitari, che ha visto la bocciatura dell’emendamento proposto dal consigliere di Paco Bruno Magatti. La sua proposta, e degli altri firmatari, era l’eliminazione «necessaria per evitare contenziosi sgradevoli e fraintendimenti» di un passaggio che avrebbe a suo parere concesso troppa discrezionalità alla Giunta per alcune decisioni di attribuzioni. Un parere contrario a quello del sindaco Stefano Bruni che ha ribadito come la nuova formulazione intenda invece sbloccare situazioni di stallo che a volte si creano fra i diversi uffici comunali, una norma insomma «per avere qualche parere in più, per fare ordine». Accolto da tutti gli schieramenti, con un emendamento, il nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico che dovrebbe snellire le procedure burocratiche per le richieste di occupazione occasionali, come traslochi, lavori d’emergenza o manutenzione del verde.
Rinviata invece la discussione sulla delibera riguardante il trasporto pubblico urbano dato il peso delle proposte presenti nell’emendamento proposto da Donato Supino, Rifondazione comunista, che prevede sconti per ogni abbonamento oltre il primo acquistato nella stessa famiglia, possibilità di pagamento rateizzato e sconto sull’abbonamento annuale, abbonamenti e biglietti unici in città per Asf, Navigazione e Ferrovie Nord. Per il consigliere di Rifondazione delle proposte che «non comportano una grande variazione economica, tenendo anche presente che se si vuole indirizzare i cittadini verso il trasporto pubblico lo si deve incentivare economicamente».
Un’altra questione sollevata dagli esponenti dell’opposizione, ma non solo, è stata quindi quella dei carnet di 11 biglietti acquistabili a 10 euro, introvabili in città, per l’assessore Fulvio Caradonna a causa forse di un disguido da parte di alcuni rivenditori. In ogni modo l’assessore ai trasporti ha poi ribadito che «i carnet devono uscire. Ne parlerò già nel prossimo incontro in settimana con Asf».
Sull’emendamento proposto, che implica anche la ricerca di un tavolo comune fra le varie aziende di trasporti, la Giunta si è impegnata a lavorare e a valutare la fattibilità delle proposte presentate entro 15 giorni comunque prima della discussione del bilancio comunale. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 13 marzo 2008

Approvato il nuovo Villaggio dello sport a Muggiò in consiglio comunale. Sono stati accolti quasi tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni.

Molte le preliminari nel consiglio comunale di giovedì 13 marzo: Giampiero Ajani, Lega Nord, ha invitato il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale a controllare le assenze dei professori a cavallo fra le varie festività da qui al primo maggio, Gianni Imperiali, Partito democratico, ha suggerito il posizionamento di vigili urbani in via Santo Garovaglio fra le otto e le nove del mattino, per garantire il deflusso automobilistico ed evitare ritardi all’ingresso delle autoambulanze al pronto soccorso del Valduce, Pasquale Buono, Forza Italia, si è espresso contro la proposta di rimborso delle spese di trasporto per i consiglieri comunali proposta da Gianmaria Quagelli del suo stesso partito, Emanuele Lionetti, Lega, ha espresso la sua «totale e completa contrarietà» alla nuova “occupazione” di piazza Cavour con le bancarelle del mercatino di prodotti tipici e, dopo la votazione sul palazzetto dello sport, ha dichiarato che non parteciperà al voto delle delibere finanziarie, Roberto Rallo, Fi, ha chiesto e prontamente ottenuto un minuto di silenzio per la morte del vescovo caldeo di Mosul. Iniziata la discussione sulla nuova struttura sportiva di Muggiò Donato supino, Rifondazione comunista, ha chiesto chiarimenti per quanto apparso sulla stampa locale a proposito del ricorso al Tar da parte della ditta che non ha vinto la gara per la sua edificazione. Per la Giunta ha risposto l’assessore Fulvio Caradonna «noi siamo tranquilli». I nove emendamenti proposti dalle minoranze e il progetto preliminare del nuovo Villaggio dello sport sono stati quindi discussi e approvati. Solo uno, proposto da Mario Lucini, Pd, che voleva rendere più stringente la definizione delle metrature della zona commerciale, è stato bocciato di misura, per un solo voto, dopo aver trovato l’appoggio di due esponenti di Forza Italia ma l’astensione di Area 2010.
Un altro emendamento, proposto da Giorgio Carcano, Area 2010, è invece passato con l’aggiunta di un sub emendamento della maggioranza.
Il voto sul progetto emendato ha visto il voto contrario di Donato Supino e Bruno Magatti, Paco, l’astensione del gruppo di Per Como e Vincenzo Sapere, Gruppo misto, e i voti favorevoli dell’intera maggioranza assieme al gruppo di Area 2010 e ai consiglieri del Pd Marcello Iantorno e Bruno Saladino. Il primo esprimendo un consenso con riserva e il secondo perché seppur non ideale «la città ha bisogno di questo provvedimento», mentre il resto del gruppo democratico è uscito dall’aula. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 10 marzo 2008

Ancora un rinvio all’approvazione del progetto del nuovo palazzetto dello sport a Muggiò in consiglio comunale.

Ha aperto la serata la preliminare di Antonietta Sosio, Forza Italia, che ha chiesto un ripristino delle strisce pedonali ormai cancellate in diverse zone della città, soprattutto vicino alle scuole. La consigliera ha poi sollecitato l’amministrazione, dopo la trasformazione in posteggi a pagamento di quelli della zona Valduce, a non intervenire a macchia di leopardo ma ad approntare un piano organico dei parcheggi in città.
Si è così cominciato a discutere l’argomento principale della serata, la costruzione del nuovo palazzetto dello sport. Una preoccupazione di molti consiglieri è quella di non vedere trasformata la parte commerciale di carattere sportivo della struttura in un nuovo centro commerciale. Per Marcello Iantorno, Partito democratico, proprio per come è scritta, la bozza di concessione lascerebbe intendere un possibile cambiamento d’uso e il consigliere dell’opposizione ha ricordato «le brutte esperienze del Dadone e della ex Trevitex». Lo stesso ha aggiunto che la norma per il diritto al recesso della convenzione del concessionario ha «una formulazione assolutamente incomprensibile».
Un altro problema sollevato è stato quello della viabilità. Mario Lucini, Pd, ha portato l’esempio di Novara dove il nuovo impianto sportivo è stato costruito al di fuori del centro storico in un’area ben servita, al contrario di Como dove aumenterebbe il traffico in una zona che avrebbe dovuto essere decongestionata dalla tangenziale. Donato Supino, Rifondazione comunista, ha rincarato la dose affermando la propria contrarietà al progetto anche perché non adeguato dal punto di vista viabilistico. Secondo il consigliere di Rifondazione una zona ottimale sarebbe potuta essere quella di Lazzago, collegata alle future tangenziale e metropolitana leggera.
Per Mario Molteni, Per Como, la gestione della struttura da parte di un privato potrebbe mettere in difficoltà le associazioni sportive, nel caso in cui il concessionario non riuscisse ad ottenere un equilibrio di bilancio avendo la possibilità di modificare le tariffe.
Bruno Magatti, Paco, è contrario a questa gestione dei progetti di recupero che dovrebbero essere a suo avviso affidati ad una società di riqualificazione urbana comunale che possa garantire maggiore trasparenza e continuità nei lavori, anche perché «se la concessionaria lascia a metà dell’opera, cosa succede?».
Nella replica l’assessore Fulvio Caradonna, stizzito «dalle critiche dette con veemenza e sicurezza» da parte delle opposizioni, ha chiarito che «non c’è zona migliore di quella per il nuovo centro sportivo, anche perché si potrà collegare con sovrappassi al campo Coni, diventando l’ultimo tassello di diversi interventi che sono stati realizzati nel corso degli ultimi anni». L’assessore ha inoltre ribadito che non ci saranno stravolgimenti nella destinazione d’uso della struttura commerciale, dichiarandosene garante. Alcune precisazioni finali sono state fatte dall’ingegnere Antonio Ferro che ha spiegato come al Coni non sia ancora stato presentato il progetto, dato che non è definitivo, e allo stato attuale la situazione viabilistica non è critica e le ipotesi tariffarie potranno essere tutelate, anche perché si è ancora in una fase preparatoria.
La serata si è conclusa con la presentazione di nove emendamenti da parte di Pd e Per Como, su sette dei quali la Giunta ha espresso parere positivo. Data l’impossibilità di poterne dare una copia a tutti i consiglieri, per problemi con la fotocopiatrice, la votazione è stata spostata al prossimo consiglio comunale. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di giovedì 6 marzo 2008

Ancora in sospeso l’approvazione del progetto preliminare del nuovo palazzetto dello sport di Muggiò.

L’ormai consueto minuto di silenzio in apertura del consiglio comunale è stato dedicato giovedì 6 marzo a Pier Paolo Prizzi, uno dei fondatori della sezione comasca di Forza Italia, consigliere comunale dal ’94 al ’98 e presidente di Acsm dal 2001 al 2005, spentosi nella mattina di giovedì 6 marzo. Nelle preliminari Carlo Ghiri (Gruppo Misto) ha sollecitato l’ex compagno di partito e assessore all’ambiente Diego Peverelli a progettare una campagna d’informazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti. «Esiste un deficit culturale e d’informazione – ha spiegato il consigliere – da colmare tramite la sensibilizzazione degli anziani, dei bambini e dei giovani nelle scuole e anche delle persone straniere, pensando a una campagna in più lingue».
Donato Supino (Prc) ha invece lamentato un certo ritardo dell’amministrazione nel rispondere all’interpellanza sui contatori del gas alterata da lui presentata nella seduta del 4 febbraio. Il mese di tempo massimo per la replica, come stabilito da regolamento, è abbondantemente trascorso.
Qualcosa non va infine per Roberta Marzorati (Per Como) nei dati relativi alla gestione degli asili nido e al servizio mensa inviati dal Comune ai genitori che hanno visto aumentarne il prezzo da marzo 2008. La consigliera contesta un errato calcolo della percentuale di copertura delle rette sul totale dei costi di gestione e una stima del costo delle materie prime per il servizio mensa gonfiata.
La seduta aveva come argomento l’approvazione del progetto preliminare del Villaggio dello Sport. Il nuovo complesso dovrebbe sorgere attorno alla piscina di Muggiò e interessare un area di 60.000 metri quadri, nella quale troveranno posto tre piscine scoperte, due campi da beach volley, un palazzetto multidisciplinare, tre campi da calcetto, 2 mila metri quadri di stabili adibiti alla ristorazione e alla vendita di articoli sportivi, 700 parcheggi di cui 200 interrati e la riqualificazione della piscina olimpica.
Il costo dell’opera è stimato in circa 21 milioni di euro, dei quali 6 milioni e 630 mila arriveranno dalle casse comunali, distribuiti su 10 “rate” da 663 mila euro che l’amministrazione comincerà a pagare dal terzo anno dall’inizio dei lavori. I rimanenti fondi saranno individuati tramite il project financing, operazione per cui in cambio di uno “sconto” sulle spese di realizzazione dell’opera, l’amministrazione concede al concessionario la gestione dell’impianto e i relativi proventi. Il progetto prevede di concedere la gestione per 40 anni.
Proprio su questo punto hanno espresso preoccupazione alcuni consiglieri di minoranza chiedendo all’amministrazione la stipula di una convenzione che garantisca tariffe ragionevoli ed eviti la nascita di un impianto d’elite.
Nel suo intervento il sindaco ha espresso soddisfazione per la futura realizzazione di una grande opera che potrà restituire lustro alla zona periferica di Muggiò e fungere da attrattiva per le società sportive di tutta la provincia. L’assessore alle grandi opere Fulvio Caradonna pensa anche ad uno spazio di aggregazione sociale e ha ricordato che l’approvazione del progetto preliminare non sarà sufficiente a dare l’ok definitivo al progetto.
Sempre dai banchi della minoranza sono giunte atre critiche al progetto, Vincenzo Sapere (Gruppo Misto) ha auspicato che l’edificio adibito alle vendita di articoli sportivi rimanga tale col passare degli anni e non venga trasformato nell’ennesimo supermercato, date le sue grosse dimensioni; Donato Supino (Prc) ha chiesto che il nuovo impianto sia ricongiunto con il Campo Coni e la proposta ha trovato il parere favorevole dell’assessore.
Infine Dario Valli (Area 2010) ha chiesto che nel contratto venga inserita una clausola che preveda l’onere dell’eventuale demolizione del nuovo impianto alla concessionaria, nel caso in cui alla fine del periodo di gestione la futura amministrazione lo ritenga necessario.
La serata non ha però visto la votazione del progetto, che sarà oggetto della seduta di lunedì 10 marzo, quando l’opposizione presenterà i suoi emendamenti. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

Il consiglio comunale di lunedì 3 marzo 2008

Approvate le modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore nel consiglio comunale di lunedì 3 marzo. Il Comune invierà al governo un ordine del giorno per sollecitare l’approvazione del decreto sugli incidenti sul lavoro dopo l’ennesima strage.
Si è aperta con un minuto di silenzio la seduta consiliare di lunedì 3 marzo. Minuto dedicato ai quattro (cinque ad oggi) morti dell’ennesima strage sul lavoro, avvenuta ieri a Molfetta.
Marcello Iantorno (Pd), che ha richiesto il momento commemorativo, ha ricordato i numeri degli infortuni sul lavoro in Italia: oltre un milione di incidenti di cui circa 1.300 mortali l’anno. Lo stesso consigliere ha poi proposto che il Comune inviasse un ordine del giorno al governo per sollecitare l’approvazione dei decreti attuativi per la sicurezza sul lavoro, che dovrebbero essere votati nella riunione governativa di mercoledì 5 marzo. Il sindaco ha accettato la proposta.
Sempre nelle preliminari Mario Molteni (Per Como) ha portato alla conoscenza del consiglio la lettera inviata all’amministrazione da 150 cittadini di Tavernola. I firmatari lamentano il senso di abbandono della zona periferica, evidenziando le criticità di un’area fortemente edificata ma mancante di servizi e proponendo una decina di interventi concreti per migliorare la zona.
La seduta ha invece visto l’approvazione delle modifiche alle norme tecniche attuative del Piano regolatore proposte dalla giunta. L’opposizione ha criticato la scelta di calcolare il volume degli edifici industriali e artigianali con altezza inferiore a 4,5 metri, moltiplicando la superfice per l’altezza virtuale di 3 metri. «Con una concessione edilizia per 30 mila metri cubi – ha sottolineato Mario Lucini (Pd) – si potrà così arrivare a realizzare edifici di 45 mila metri cubi, cioè il 50 per cento in più». L’emendamento del centro sinistra che proponeva il calcolo secondo le altezze effettive ha però trovato il voto contrario della maggioranza del consiglio (compresa Area 2010).Altre scintille durante l’esame dell’emendamento successivo, sempre proveniente dal centro sinistra, che impegnava l’amministrazione ad utilizzare le risorse provenienti dalle monetizzazioni per il miglioramento delle aree di servizi pubblici o di interesse pubblico. L’emendamento ha incontrato il parere sfavorevole dei dirigenti comunali e dell’assessore Umberto D’Alessandro: essendo la proposta un’indicazione politica non può essere inserita in un regolamento tecnico.
L’assessore ha invece appoggiato l’ordine del giorno dei consiglieri di maggioranza che destinava i medesimi proventi a progetti di viabilità o opere urbanistiche. «Ma per queste finalità dovrebbero essere impiegati i soldi delle contravvenzioni stradali» ha ricordato Dario Valli (Area 2010). A nulla è valsa la precisazione e l’ordine del giorno è stato approvato. [Francesco Colombo, ecoinformazioni]

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