Garbage pile in trash dump or landfill. Pollution concept.

Partito Democratico/ Guardia alta contro il matrimonio tra ‘ndrangheta e rifiuti

Chiara Braga, esponente del Partito democratico, già presidente e attualmente componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, denuncia nuove infiltrazioni mafiose nel territorio «La longa manus della ‘ndrangheta sul business dei rifiuti tra Como e Varese: è necessario tenere sempre alta la guardia per contrastare infiltrazioni criminali».

«“Quello che è più colpisce dalle notizie di stampa, oltre alla ‘spregiudicatezza’, all’’indifferenza alle regole sociali’ è la creazione, come lo definisce il gip titolare dell’inchiesta, di ‘un sistema di mutuo soccorso e sostegno’ alla ‘ndrangheta in cui la maggior parte delle dazioni di denaro avveniva attraverso la creazione di fondi ad hoc, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, per fittizie consulenze e la compiacenza ‘silente’ persino di un consigliere comunale di Busto Arsizio. Un sistema che descrive molto bene la capillarità e la pervasività della criminalità organizzata nel nostro territorio, da Como a Varese, passando per Milano. Una “longa manus” al cui centro c’è il business del traffico dei rifiuti, mentre tutt’intorno ruotano imprese, personalità disinvolte, prestanomi appartenenti a diversi  ambiti in collegamento stretto con primari ambienti della criminalità organizzata. Lo dichiara la deputata comasca, Chiara Braga, già presidente e attualmente componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie dopo la notizia dell’accertamento da parte del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziara della Guardia di finanza e dei Carabinieri forestali dell’ennesima “infiltrazione” della ‘ndrangheta nel business del ciclo dei rifiuti che ha condotto agli arresti cinque persone tra cui un consigliere comunale di Busto Arsizio, prestanome di una società per creare, attraverso false fatture, fondi neri per la ‘ndrangheta.

“L’operazione – continua la deputata dem – ha riacceso i riflettori sulla discarica comasca in località “La Guzza”, posta a ridosso del ponte della Pedemontana, per la gestione della quale già lo scorso ottobre 2019 furono effettuati 11 arresti e sulla quale la magistratura ha accertato il collegamento con la ex ditta Walter di Oltrona San Mamette: parte dei rifiuti della La Guzza venivano, infatti, movimentati illegalmente proprio all’interno della ex ditta di Oltrona. Oggi l’indagine si è ulteriormente allargata, giungendo a scoprire l’intreccio del traffico illecito di rifiuti con la ‘locale’ di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo, tra Milano e Varese, che secondo gli inquirenti, ha messo le mani sulla società di trattamento rifiuti che gestiva proprio l’impianto della “La Guzza” di Como”.

“Occorre sempre tenere alta l’attenzione – ribadisce la Braga – soprattutto in un settore come quello del ciclo dei rifiuti; l’estrema redditività economica della sua gestione lo rendono uno degli ambiti privilegiati di infiltrazione della criminalità organizzata, anche grazie alla capacità di approfittare di situazioni di difficoltà delle imprese che vi operano e di offrire soluzioni illegali. Lo dimostrano i numerosi riscontri emersi dall’attività d’inchiesta svolti anche in Lombardia dalla Commissione parlamentare sulle ecomafie di cui sono stata presidente nella scorsa legislatura”.

“Un ringraziamento sentito – conclude la deputata – va alle forze dell’ordine, alla direzione distrettuale antimafia di Milano e alle squadre delle fiamme gialle, che grazie al lavoro e all’impegno nel seguire anche la traccia economico-finanziaria, sono riuscite a fare luce nella profondità di questo brutto spaccato di criminalità organizzata tra Como e Varese”». [Chiara Braga, Partito Democratico]

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