Orrore

11 febbraio/ Genova/ Cori contro l’Ice

Mercoledì 11 febbraio 2026 alle 18. Gradini del Palazzo Ducale, Genova. La gente di Minneapolis ha inventato molti modi per reagire alle retate dell’ICE, la brutale milizia di Trump: manifestazioni, fischietti, foto, aiuto ai migranti braccati. Bruce Springsteen ha scritto a tempo record STREETS OF MINNEAPOLIS, una ballata che non le manda a dire a “The King” e solidarizza con le sue vittime. E noi? I quattro cori diretti da Gianni Martini scendono in piazza ancora una volta con i pacifisti e le pacifiste dell’Ora in silenzio per la pace. Quindi la 1237° ora sarà tutt’altro che silenziosa. Invitiamo tutte le persone che vogliono esprimere il proprio sdegno per la repressione, ricordare Alex Pretti e Renee Good e solidarizzare con tutte le vittime a cantare in coro STREETS OF MINNEAPOLIS.

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Non si tratta di “attualizzare” la memoria perché la memoria è oggi, altrimenti non è

Ricordiamo l’orrore del genocidio di ebrei, rom, portatori di disabilità, omosessuali, oppositori politici compiuto dal naziafascismo ripubblicando l’intero palinsesto del 27 gennaio 2021 della Web Tv dell’Arci, aperto dall’editoriale di Fabio Cani.

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Guido Viale/ Chi rifonderà la democrazia

Nel paese il cui elettorato ha mandato al potere, con un programma dichiaratamente razzista, un personaggio come Trump – peraltro reduce da un colpo di Stato fallito contro le regole del sistema elettorale – si è manifestata la reazione generale di un’intera città contro la caccia all’uomo scatenata dalla milizia di Stato addetta alla cattura dei migranti (l’Ice). 

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Con il popolo iraniano/ Mobilitazione collettiva

CON IL POPOLO IRANIANO! MOBILITIAMOCI IN OGNI CITTA’.
Appello di Rete Italiana Pace e Disarmo, Stop Rearm Europe-Italia, AOI, Sbilanciamoci. Migliaia di ragazzi e ragazze, studenti e studentesse universitarie stanno da giorni in piazza a fianco di lavoratrici e lavoratori organizzati che protestano contro il carovita e contro un sistema politico che, da decenni, reprime il dissenso. È una mobilitazione di popolo, nonviolenta, che è in continuità con il movimento Donna Vita Libertà e reclama un profondo cambiamento di giustizia sociale e democrazia. Siamo con chi resiste, con chi non si piega, con chi rischia tutto per i diritti e la democrazia. No alla repressione del regime, che sta causando migliaia di morti e di arresti. No a ogni intervento imperialista e coloniale. Nessun re del mondo, basta guerre per il petrolio. Basta guerre e bombe “in nome della libertà”. Il futuro dell’Iran appartiene solo al suo popolo. Al fianco del popolo iraniano, scendiamo in piazza in ogni città, mobilitiamoci per fermare il massacro e per richiedere l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici.

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Podcast/ Tutta un’altra storia. Il mese di Arci on Air/ Radio Bluetu/ Massa, Facchini, Bolini

Nuovo appuntamento con Tutta un’altra storia. Il mese di Arci on Air, il podcast mensile delle radio dell’Arci. La quarta puntata, curata e realizzata da Radio Bluetu di Rovigo http://www.radio.bluetu.it è dedicata al riarmo, a partire dall’intervista a Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, sull’impatto delle spese militari nella legge di bilancio approvata dal governo.

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Prc/ È necessario alzare la voce, rompere il silenzio, smascherare la propaganda

Serve esprimere la più severa condanna, senza nessuna ambiguità, all’imperialismo degli Stati Uniti ed alla sua sistematica aggressione contro il Venezuela. È importante denunciare un modello di potere fondato sulla guerra, sul ricatto e sulla rapina delle risorse altrui, che calpesta la sovranità dei popoli e trasforma intere nazioni in territori da sfruttare.

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Anpi/ Trump imperialista contro il diritto internazionale

L’attacco imperialista alla Repubblica Bolivariana del Venezuela da parte degli Stati Uniti viola ogni norma del diritto internazionale, sempre che esista ancora un diritto internazionale. Il rapimento del presidente legittimo Maduro e della moglie rappresentano una violazione intollerabile contro un Paese sovrano.

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3 gennaio/ Milano/ Basta guerre

Denunciamo il recente attacco militare degli Stati Uniti contro la Repubblica del Venezuela come una gravissima escalation bellica e una palese violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli. Ancora una volta prevale una logica di dominio e di predazione delle risorse, che riporta l’America Latina a essere trattata come un’area di influenza subordinata agli interessi statunitensi. L’azione militare, accompagnata dall’annuncio della cattura del presidente venezuelano e della moglie, rappresenta un atto di puro imperialismo, che segna il definitivo superamento del diritto internazionale a favore della legge della forza. Esprimiamo piena solidarietà al popolo venezuelano e chiediamo un intervento delle Nazioni Unite, oltre a una chiara condanna dell’aggressione da parte del Governo italiano e dell’Unione Europea. Ribadiamo che il mondo non ha bisogno di nuove guerre né dell’arbitrio dei potenti fondato sulla supremazia militare. Solo abbandonando la logica della guerra e del riarmo è possibile costruire un futuro basato su pace, autodeterminazione, democrazia e giustizia per i popoli, attraverso la mobilitazione e la partecipazione collettiva. [Arci Milano]

Greta Thunberg arrestata a Londra per un cartello di sostegno a Palestine Action

L’attivista svedese Greta Thunberg, 22 anni, è stata arrestata oggi a Londra e poi rilasciata su cauzione, per un cartello in cui esprimeva il suo sostegno agli attivisti di Palestine Action in prigione e l’opposizione al genocidio in atto a Gaza. Si trovava davanti alla sede londinese di Aspen Insurance, legata alla Elbit Systems, la più grande industria bellica israeliana, che ha diverse fabbriche nel Regno Unito.

Come lei, migliaia di persone di tutte le età, tra cui molti anziani, sono state arrestate negli ultimi mesi per aver sostenuto pubblicamente Palestine Action, un’organizzazione che il governo britannico di Starmer ha messo al bando con l’accusa di terrorismo, nonostante non abbia mai compiuto atti di violenza contro persone, ma solo azioni di disubbidienza civile e denunce dei legami tra il Regno Unito e Israele.

Otto dei suoi attivisti, in carcere preventivo da mesi, stanno conducendo uno sciopero della fame a oltranza da oltre 50 giorni e sono in gravi condizioni di salute.

Con la consueta franchezza, Greta Thunberg si è detta disgustata dal governo laburista di Starmer, complice come tanti altri governi occidentali del genocidio compiuto da Israele e ha rilanciato le richieste dei giovani detenuti in sciopero della fame: rilascio su cauzione, un processo equo, fine della censura, cancellazione della messa al bando di Palestine Action e chiusura della Elbit Systems. [Redazione Italia di Pressenza]

[Foto di copertina: https://www.facebook.com/thiago.avila.50%5D

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