Orrore

Greta Thunberg arrestata a Londra per un cartello di sostegno a Palestine Action

L’attivista svedese Greta Thunberg, 22 anni, è stata arrestata oggi a Londra e poi rilasciata su cauzione, per un cartello in cui esprimeva il suo sostegno agli attivisti di Palestine Action in prigione e l’opposizione al genocidio in atto a Gaza. Si trovava davanti alla sede londinese di Aspen Insurance, legata alla Elbit Systems, la più grande industria bellica israeliana, che ha diverse fabbriche nel Regno Unito.

Come lei, migliaia di persone di tutte le età, tra cui molti anziani, sono state arrestate negli ultimi mesi per aver sostenuto pubblicamente Palestine Action, un’organizzazione che il governo britannico di Starmer ha messo al bando con l’accusa di terrorismo, nonostante non abbia mai compiuto atti di violenza contro persone, ma solo azioni di disubbidienza civile e denunce dei legami tra il Regno Unito e Israele.

Otto dei suoi attivisti, in carcere preventivo da mesi, stanno conducendo uno sciopero della fame a oltranza da oltre 50 giorni e sono in gravi condizioni di salute.

Con la consueta franchezza, Greta Thunberg si è detta disgustata dal governo laburista di Starmer, complice come tanti altri governi occidentali del genocidio compiuto da Israele e ha rilanciato le richieste dei giovani detenuti in sciopero della fame: rilascio su cauzione, un processo equo, fine della censura, cancellazione della messa al bando di Palestine Action e chiusura della Elbit Systems. [Redazione Italia di Pressenza]

[Foto di copertina: https://www.facebook.com/thiago.avila.50%5D

Sudan/ un conflitto rimosso

Il 15 dicembre, alla Casa della Gioventù di Erba, si è tenuto un incontro pubblico dedicato al Sudan, promosso dal gruppo Insieme per il Sudan insieme a Ovci e a una rete ampia di associazioni del territorio. La serata, molto partecipata, voleva essere il primo passo per iniziare a raccontare un Paese e un conflitto spesso assenti dal dibattito pubblico europeo e poco raccontato dai media, pur rappresentando una delle più gravi crisi umanitarie del nostro tempo.

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Annullare Leonardo

AssoPacePalestina, A Buon Diritto, ATTAC Italia, ARCI, ACLI, Pax Christi, Un Ponte Per e una cittadina palestinese nelle settimane scorse hanno depositato un ricorso presso il Tribunale civile di Roma, per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e sue controllate con lo Stato di Israele, relativamente alla vendita e alla fornitura di armi all’IDF.

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Giornata mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza/ No al militarismo

Le donne della rete 10 100 1000 Piazze, animata dalla Donne in nero, dall’Arci e da molte altre organizzazioni scrive una lettera aperta al garante dei Diritti dell’infanzia. Un messaggio particolarmente rilevante il 20 novembre Giornata mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza istituita per commemorare l’adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza da parte delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

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Terra rimossa/ Fuggire da Gaza in Sud Africa

Non è vero che i gazawi restono afforntare la morte in un impeto resistenzial. Molti per salvarsi all’orrore istraeliano tantano di fuggir ma trovano organizzazioni a servzio del progetto sionista di allontanamento della popolazione dalla Striscia. Da Il manifesto. «I segreti dell’arrivo misterioso in Sud Africa di 153 gazawi. Sulla pagina Facebook dell’organizzazione Al Majid, con sedi a Gerusalemme e in Germania, è apparso questo avviso: «Attenzione abbiamo ricevuto segnalazioni di persone che si spacciano per rappresentanti dell’organizzazione. Si tratta di truffatori che non hanno alcun legame con noi». Parole che non hanno convinto nessuno. Resta forte il sospetto che questa opaca «organizzazione umanitaria» stia partecipando a un intricato sistema di intermediari che operano nell’ombra, di voli charter dall’aeroporto israeliano di Ramon nel Negev e di documenti non timbrati in uscita, per favorire la cosiddetta «emigrazione volontaria» dei palestinesi di Gaza, il progetto annunciato a inizio anno da Donald Trump, subito approvato dal premier israeliano Netanyahu e sostenuto da non pochi dei suoi ministri favorevoli a svuotare la Striscia della sua popolazione e colonizzarla di nuovo.

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