Politica internazionale

Libia: una benda per non vedere?

È possibile ripetere in maniera così ostinata una tale offesa alla giustizia, all’unione e alla solidarietà? Si sente parlare di crisi migratoria dal 2013, quando un numero sempre crescente di rifugiati e di migranti ha cominciato a spostarsi da altri continenti extra-europei verso l’Unione Europea per richiedere asilo, viaggiando dalla Libia attraverso il mar Mediterraneo, oppure attraverso la Turchia e l’Europa sudorientale.

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#io non sono d’accordo

Il 15 luglio si voterà in Parlamento il rinnovo delle missioni internazionali e il memorandum di intesa con la Guardia costiera libica. Una vergogna, Mediterranea Saving Humans, assieme alle organizzazioni della Civil Fleet e ad altre realtà della società civile, organizza una campagna sui social media per opporsi.

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Cena palestinese/ Non dimentichiamo

L’annuale appuntamento della tradizionale cena palestinese Humussiamo insieme si è tenuto nella serata di sabato 3 luglio a Tremezzina. Occasione di incontro per mettere la Palestina sotto l’attenzione attraverso il cibo, la convivenza, le riflessioni e la cultura.

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Riflettendo sull’ipocrisia

Riflettendo in questi giorni di caldo, davanti alla tivù che ci riempie di partite di calcio e di vecchi sceneggiati, con in mano una bibita e le finestre aperte alla ricerca di un po’ d’aria, penso alla – permettetemi di chiamarla così – ipocrisia dei nostri governanti.

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No diritti/ No vacanza

Forse nella scelta del luogo in cui passare le vacanze la situazione del rispetto dei diritti umani fondamentali (per i cittadini e non) del paese di destinazione non è certo la priorità, soprattutto se tali violazioni avvengono lontano dai luoghi turistici. Tuttavia, nel caso di paesi come l’Egitto, meta principale di export di armamenti italiani e località turistica molto gettonata ma da tempo dittatura repressiva, è il caso di lasciare da parte l’indifferenza e prendere una posizione decisa. Contro le dittature che violano i diritti umani fondamentali è necessaria l’azione, pacifista e nonviolenta. Per Giulio Regeni, per Patrick Zaki e per tutte le persone incarcerate ingiustamente.

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ecoinformazioni on air/ In Egitto no

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 del 29 giugno di Metroregione di Radio Popolare. Arci, Federconsumatori  e Fitel invitano per Zaki a non andare in vacanza in Egitto. Si fa politica anche scegliendo dove viaggiare, escludendo i paesi nei quali i diritti umani vengono calpestati, gli oppositori messi in carcere senza processo, torturati e uccisi.

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Non andiamo in vacanza in Egitto

Si fa politica anche al supermercato e si fa anche scegliendo dove viaggiare escludendo i paesi nei quali i diritti umani vengono calpestati, gli oppositori messi in carcere senza processo, torturati e uccisi. Le violenze e i morti sono dovuti anche all’indifferenza e alla subordinazione della politica dei governi all’economia. L’Arci, Federconsumatori e Fitel Lombardiadenunciano che il «Governo italiano sostiene che, per dare sostegno a Patrick Zaky, “non può” assumere iniziative che rischino di pregiudicare altri interessi dell’Italia in Egitto, a prescindere che si violino i diritti umani». E invitano alla mobilitazione civile «tutte le persone che sentono forte il malessere verso le continue ingiustizie che in quel Paese si manifesta ormai da molto tempo e che non dimenticano quanto accaduto a Giulio Regeni».

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Missing at the borders

L’iniziativa Missing at the borders consiste in una pagina web (disponibile in più lingue, cui di recente è stato aggiunto anche l’arabo) creata per dare voce e dignità alle famiglie dei migranti morti, dispersi o vittime di sparizione forzata nel corso del loro viaggio migratorio.

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Riconoscere lo stato di Palestina per disinnescare odio e violenze

Condannare la violenza e dire due stati per due popoli non basta, bisogna riconoscere lo stato di Palestina per disinnescare odio e violenze. In una lettera indirizzata ai principali leader politici italiani, i presidenti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Acli, Arci, Libera, Legambiente, promotori della conferenza stampa del 24 maggio (disponibile per la visione a questo link), chiedono una presa di posizione politica forte, una valutazione ragionata e volta alla concreta affermazione dei valori di pace in grado di avere un peso effettivo (e non solo di facciata) nella risoluzione del conflitto.

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