27 gennaio/ Memoria/ Il convoglio e noi su Rp
Il 27 gennaio alle 20 in onda su radiopopolare.it (oppure poi in podcast) Il convoglio e noi, l’audio documentario di Claudio Jampaglia dedicato al giorno della memoria. Da non perdere.
Il 27 gennaio alle 20 in onda su radiopopolare.it (oppure poi in podcast) Il convoglio e noi, l’audio documentario di Claudio Jampaglia dedicato al giorno della memoria. Da non perdere.
Il mondo è nelle mani di folli. Il bollettino degli scienziati atomici segnala che il Doomsday Clock, l’orologio che scandisce il tempo che l’umanità ha davanti a sé per evitare una catastrofe dovuta alle armi nucleari o ai cambiamenti climatici, è a soli 90 secondi dalla mezzanotte, ossia dalla catastrofe: siamo vicini all’Apocalisse.
Il mondo è nelle mani di folli. Dopo un anno di massacri e distruzioni, bombardamenti incessanti e devastazioni, assistiamo in questi giorni a scelte concrete che determinano un ulteriore passo verso l’escalation militare.
Il mondo è nelle mani di folli. Invece di fermare la guerra, chiedendo la cessazione immediata delle ostilità attraverso tutti i mezzi possibili della diplomazia, si inviano aiuti militari all’Ucraina con il rischio che Putin, sulla cui moderazione non possiamo contare, determini una guerra totale.
Siamo a rischio nucleare, dobbiamo averne coscienza: siamo in pericolo e dobbiamo mobilitarci per poter riaprire la strada per un processo di pacificazione stabile e duraturo.
L’invasione russa in Ucraina iniziò il 24 febbraio 2022. “Europe for peace” invita a promuovere mobilitazioni nelle città italiane ed europee a un anno dall’invasione dell’Ucraina per chiedere il cessate il fuoco, il dialogo e i negoziati di pace per costruire un’Europa sicura e pacifica per tutti. L’Arci aderisce, promuove e partecipa alla mobilitazione diffusa promossa da “Europe for peace”: nell’ambito di questa mobilitazione ci sarà anche a Roma una iniziativa internazionale sul ventennale del 15 febbraio 2003, la più grande manifestazione per la pace della storia umana.
Il negoziato è l’unica via per riuscire a ristabilire la legalità internazionale, la sovranità e i diritti del popolo ucraino. Vogliamo un mondo di pace, senza armi nucleari, che pratica democrazia e diritti e che fondi le sue relazioni internazionali sulla sicurezza comune e condivisa, sul disarmo, sulla risoluzione non-violenta dei conflitti. [Arci nazionale]
Anche a Como gli inquilini delle case popolari Aler hanno ricevuto in questi giorni una lettera dall’ente per elogiare l’azione del governo lombardo. Una lettera firmata dal presidente e candidato a riesserlo con una delle due liste della destra alle prossime lezioni. L’evidente scorrettezza è stata segnalata da Como e da molte altre province della Lombardia da Allenaza Verdi e Sinistra e sarà oggetto di un’interrogazione parlamentare di Tino Magni al Senato. Nel seguito il comunicato di Avs.
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Astensionismo e antipolitica sono tra le sfide più complesse con le quali misurarsi anche in vista delle elezioni per il rinnovo del Presidente e del Consiglio regionale che si terranno il 12 e il 13 febbraio. In questo contesto si è “interrogati” dal prossimo voto nell’orizzonte di una riflessione culturale e sociale che riguarda in particolare la tenuta e il futuro della democrazia.
(altro…)Il 24 gennaio all’Oratorio di Rebbio si è svolta la presentazione delle candidate e dei candidati di Unione Popolare per le elezioni regionali 2023, alla presenza della candidata presidente di Regione Lombardia Mara Ghidorzi, l’ex ministro e membro del direttivo nazionale di Unione Popolare Paolo Ferrero, e i candidati comaschi Fabrizio Baggi, Maria Domenica Braccio, Mauro Baroni, Stefania Sala e Daniele Moioli. Si è parlato di sanità, consumo di suolo e ambiente, con un sentito ringraziamento al lavoro di attiviste e attivisti che si sono prodigati per raccogliere le firme che hanno permesso al partito di presentarsi.
(altro…)Continua fino al 2 febbraio lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della Nonwovens di Mozzate annunciato il 16 gennaio da Filctem Cgil, Femca Cisl e A.L. Cobas a seguito della decisione dei vertici aziendali di chiudere lo stabilimento. Sono 92 i posti di lavoro a rischio, nell’ennesimo episodio di chiusure e licenziamenti collettivi inaspettati da parte di una multinazionale.
(altro…)Con un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della GiustiziaLa parlamentare del Pd denuncia la condizione isostenibile nella quale i detenuti e le guardie sono costretti a vivere (e morire).
«Premesso che: l’ultimo studio disponibile di PoliS Lombardia, ente di diritto pubblico e strumentale di Regione Lombardia rende evidenti le gravi e urgenti carenze della Casa Circondariale di Como, criticità più volte rimarcate dalle sigle sindacali comasche; secondo PoliS Lombardia nella Casa Circondariale di Como tra il 2020 e il maggio 2021 il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 150%, ponendo il carcere comasco tra gli istituti detentivi lombardi più sovraffollati.

Domenica 22 gennaio in una giornata moderatamente fredda ma serena e con qualche raggio di sole a scaldare i partecipanti si è svolta a Mariano la trentesima marcia della Pace, manifestazione nell’ambito delle attività del mese della Pace.
Leggi tutto: Marcia della Pace/ No alla guerra. No alle armiFinalmente dopo due anni di restrizioni per il covid 19 circa 500 persone hanno marciato silenziosamente dalla chiesa del Sacro Cuore Di Mariano fino al palazzetto dell’oratorio San Rocco.
Alle tredici e trenta gli organizzatori e gli scout di Mariano si sono ritrovati sul piazzale della chiesa del Sacro Cuore per coordinare e mettere a punto gli ultimi atti necessari a gestire correttamente la Marcia della Pace.
La marcia è una tradizione importante per la comunità del decanato Cantù Mariano e quest’anno gli organizzatori membri delle diverse associazioni del territorio (dalla Caritas, alle Acli, al gruppo volontari Brianza, ai Medici per l’Africa, all’Anpi, ai giovani degli oratori) hanno deciso di affidare agli scout di Mariano la sua gestione.
Il loro canto gioioso ha accolto i partecipanti alla marcia all’ingresso della chiesa gli striscioni e i vari cartelli colorati hanno contornato l’altare; gli scout poi hanno guidato il serpentone silenzioso per le vie di Mariano.
Marcia che ha effettuato una sosta nel cortile della cooperativa Penna Nera, dove, il suo presidente Adalberto Mosca ha accolto in cerchio i partecipanti ed ha presentato l’esperienza di accoglienza e di inclusione della cooperativa seme indispensabile per la crescita della Pace tra le persone.
La lettura di un brano tratto dal messaggio di Papa Francesco per la 56° Giornata della pace – 1 gennaio 2023 dal titolo “Nessuno può salvarsi da solo. Ripartire dal Covid 19 per tracciare insieme sentieri di pace” ha sottolineato e ricordato a tutti il tema che ha ispirato e guidato la marcia di questo anno 2023
La lettura del messaggio di Katya, giovane pacifista ucraina di Kyv, e quello di AlexanderBelik, leader dei obiettori di coscienza russi, inviati e letti in occasione della marcia della pace che si è svolta ad Altamura il 31 dicembre scorso (marcia nazionale per la pace, evento della Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con diversi uffici e associazioni) hanno rappresentato un momento di emozione tra tutti i partecipanti e riportato nei cuori e nelle menti terribili immagini di guerra..
Poi di nuovo tutti a marciare in silenzio verso il palazzetto dell’oratorio San Rocco dove i giovani avevano preparato un ambiente caldo e accogliente con sedie per tutti e il coro Cantantibus della Comunità Pastorale san Francesco ha accolto i partecipanti alla marcia.
Dopo una breve introduzione è stato chiamato ad intervenire don Renato che è stato tra i primi preti obiettori alle spese militari, subendo anche qualche pignoramento e un processo penale, con assoluzione, il 4 giugno 1991, per aver invitato a non spendere soldi per le armi. Don Renato ha partecipato alla marcia a Sarajevo nel dicembre 1992 con don Tonino Bello. Ha seguito per Pax Christi diverse situazioni di guerra, in particolare in Iraq, dove è stato molte volte, prima, durante e dopo la guerra. Recentemente è stato in Ucraina con la IV carovana della Pace (Pax Christi) che è giunta fino a Kiev.
Il suo intervento ha sollecitato e dato una scossa al risveglio delle coscienze per ripartire da una cultura non violenta dove parole come disarmo, indignazione, informazione, guerra uguale a pazzia, no alla detenzione delle armi nucleari sono state le parole che hanno risuonato nel palazzetto. Palazzetto sempre attento e silenzioso.
Il suo intervento molto coinvolgente e stimolante può essere riassunto in un: No alla guerra. No alle armi. Con le armi non si ottiene la pace. Non abituiamoci a nessuna guerra!
Un ringraziamento speciale è stato riconosciuto ai giovani scout, alla protezione civile alla croce bianca e alla polizia locale e alla prefettura che hanno permesso uno svolgimento sereno e sicuro della manifestazione che ha visto un saluto del sindaco e del Decano.
Il tutto si è concluso con un canto comune e con la distribuzione da parte di volontari di un bicchiere di the caldo. Si alla pace. Amiamo la pace! [Piergiorgio Pozzi, Acli]
Se fate i bravi è un film «inattuale», che però l’evoluzione della politica in questo Paese e in questi tempi «riporta attualissimo». Esordisce così Stefano Collizzolli, nella sua breve introduzione alla proiezione allo Spazio Gloria. Allude evidentemente alla violenza del potere, perché Se fate i bravi è un film su Genova 2001 (ma forse sarebbe meglio dire di Genova), che torna a rileggere quei giorni e quella fase a distanza di più di vent’anni, deliberatamente aggirando la “celebrazione” del ventennale, e invece riportando l’attenzione al fondamentale intreccio di storie personali e storia collettiva che Genova rappresentò.
(altro…)È morto Giovanni Moretti, fu segretario della Camera del lavoro e candidato del centrosinistra a sindaco di Como quando fu eletto Bruni. Il ricordo di Sergio Simone, compagno di partito e già sindaco di Como: «Per me è un grande dolore la scomparsa di Nanni, gli volevo bene. Era una persona buona e generosa. Mi sovvengono tanti ricordi giovanili. Ci conoscemmo agli albori degli anni 60 e con Piero Scorti decidemmo di iscriverci alla Federazione Giovanile Socialdemocratica. Ma scoprimmo che non esisteva e allora la organizzammo. Io divenni segretario, Nanni responsabile dell’organizzazione e Piero Scorti direttore del giornaletto ciclostilato che chiamammo “La nuova Frontiera”. Nanni propose come primo lavoro di organizzare la raccolta fondi per sostenere la lotta clandestina dei compagni spagnoli. Ci gemellammo idealmente con la città di Valladolid. Nanni sapeva come far affluire le contribuzioni raccolte. Ricordo il primo Congresso Nazionale della FGSI cui partecipammo che si svolse a Salerno. Ci schierammo con Ninni Urso ma finimmo in minoranza e fu eletto segretario Bruno Palmiotti. Ricordo le riunioni per costituire la Consulta giovanile. Ci si incontrava il più delle volte nella sala del giornale L’Ordine sotto lo sguardo severo ma benevolo di don Brusadelli. C’erano Silvano Saladino, Alberto Poma, Guglielmo Invernizzi, Franco Franchi, Felice Sarda, Camillo Monti, i fratelli Campisani, Giuseppe Botta e forse qualche altro che non ricordo. Memorabili le battaglie nel Partito, spesso condotte con troppa spavalderia, tanto che finimmo con l’essere deferiti ai probi viri. Ma in quei giorni si consumò la scissione del PSIUP e Nanni ci comunicò che avrebbe aderito al nuovo Partito, il PSIUP ed io e Scorti gli comunicammo che avremmo aderito al PSI. Le nostre strade si divisero ma continuammo a vederci spesso la sera a casa sua dove si cantavano canzoni di lotta ed anarchiche, e a delle feste a casa mia a Civiglio. Poi lui andò alla CGIL dove condusse memorabili battaglie sindacali e una fra tutte quella della Ticosa. Sulla Ticosa non la pensavamo allo stesso modo ma tant’è, la perdemmo tutti. Ci battemmo per farlo eleggere Sindaco ma perdemmo ancora. L’ho rivisto per l’ultima volta a fine estate. Hasta la vista compagno Nanni». [Sergio Simone per ecoinformazioni]