storia

Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 07

La caduta del fascismo, la ricostruzione delle istituzioni democratiche e il riconoscimento delle principali libertà segnano la rinascita del sindacato. Nel giugno del ’44, in una Roma ormai vicinissima alla sua liberazione, nasce la CGIL, ideale prosecuzione della CGdL nata agli inizi del secolo e poi sciolta dai fascisti. Tra i firmatari del Patto di Roma, insieme al socialista Buozzi e al cattolico Grandi, c’è Giuseppe Di Vittorio.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 06

Dopo aver dato un contributo fondamentale alla Resistenza contro il nazifascismo (grazie anche alla rete di donne e uomini che aveva costituito durante gli anni della clandestinità), il PCI partecipa alle fasi di ricostruzione del Paese, a partire dalle sue fondamenta istituzionali. In occasione delle elezioni per l’Assemblea Costituente del giugno ’46, ottiene il 18,9%, pari a 104 seggi, la terza delegazione dopo quelle democristiana e socialista.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 03

Non si può trattare della storia del PCI e del movimento operaio senza passare da Antonio Gramsci. Già dirigente socialista apprezzato (al Congresso di Livorno la platea invoca un suo intervento, ma il pensatore sardo rimarrà per certi versi defilato), è tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, insieme al compagno Terracini, con cui nel 1919 aveva fondato il giornale “L’Ordine Nuovo”.

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ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 6 settembre/ Musa Drammeh/ Africa: misfatti italiani

Nelle ex colonie  Italiane in Africa ce una generazione che aspetta dei chiarimenti per le ingiustizie che i loro nonni/e hanno dovuto subire durante il periodo coloniali italiano in Africa. Dopo un passato difficile e tortuoso, anche le nuove generazione di questi paesi si trovano a dover quasi affrontare gli stessi problemi. Per quanto tempo ci vorrebbe prima che l’Italia come paese iniziasse a ragionare al livello nazionale sul suo passato coloniale che da un lato ha avuto degli aspetti positivi ma altrettanto negative che la sua espansione territoriali in africa ha causa e rilasciato indietro. Vi proponiamo una serie di raccolti di testimonianza di personaggi che si sentono abbandonati dalla loro ex colonie  che non vuole concedere la cittadinanza, nonostante che avrebbero il diritto alla cittadinanza italiana secondo lo “Iure sanguinis”. Infatti molti ragazzi somali che arrivano sulle nostre coste potrebbero farlo in modo più sicuro, se non ci fosse ancora una discriminazione nei loro confronti da molti paesi europei che li guardano con occhi allarmante. Dunque fino ad un secolo fa i paesi di provenienza di questo  che arrivano sulle coste mediterraneo veniva guardate  con ammirazione  e come un punto di riferimento per superare le difficoltà economica, sociale e demografica che l’Europa stava attraversando.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Il fulmine

Dalle 14/ Ancora più di recente, il rovinoso fulmine che il 3 novembre 1990 colpì il gugliotto più alto al vertice della facciata diede il via a una campagna di restauri molto importante. Fu anche l’occasione per tornare a porre attenzione al Duomo e alle sue storie. La casa editrice NodoLibri pubblicò allora un serie di Variazioni, che in questo video Gerardo Monizza ricorda e in parte legge.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ L’incendio della cupola

Dalle 13/ Nella sua plurisecolare storia, il Duomo si è anche dovuto confrontare con eventi tragici, che hanno addirittura messo a repentaglio la sopravvivenza di alcune sue parti fondamentali. L’incendio della cupola, nella notte tra il 27 e il 28 settembre 1935, è certamente uno degli avvenimenti più noti della storia del Novecento comasco. Il risanamento di quella parte della Cattedrale è, reciprocamente, una delle imprese più importanti della “cura” dei monumenti storici.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Il mostro in forma d’asino

Dalle 12/ A sua volta, la porta della Rana raccoglie dentro di sé tante storie “minori”; quasi ogni riquadro decorativo meriterebbe un approfondimento e un racconto. Ma il mostro in forma d’asino, scolpito in un bassorilievo dell’interno del portale è un caso talmente particolare che non si può evitare di raccontarne le vicende, sia pure per accenni: vicende che si raccordano con alcuni degli eventi fondamentali della storia europea e, anche, con alcuni dei principali percorsi di studio dell’iconografia storica.

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