Umberto Terracini (PCI) con Lina Merlin (PSI)

Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 06

Dopo aver dato un contributo fondamentale alla Resistenza contro il nazifascismo (grazie anche alla rete di donne e uomini che aveva costituito durante gli anni della clandestinità), il PCI partecipa alle fasi di ricostruzione del Paese, a partire dalle sue fondamenta istituzionali. In occasione delle elezioni per l’Assemblea Costituente del giugno ’46, ottiene il 18,9%, pari a 104 seggi, la terza delegazione dopo quelle democristiana e socialista.

Le deputate e i deputati comunisti daranno un contributo fondamentale alla scrittura della nostra Costituzione, portando nel dibattito interno all’Assemblea Costituente le esperienze ed i valori che hanno animato la Resistenza, ma soprattutto una visione fortemente progressiva della futura democrazia, che nonostante le differenze ideologiche profonde, troverà una sponda nelle altre principali culture rappresentate nell’assemblea (quella cattolica e quella socialista).

Difficile fare una selezione delle figure più importanti di quella stagione: si tratta – per ciascuno – di padri e madri della nostra repubblica, persone che hanno combattuto il fascismo e hanno scritto le regole fondamentali del nostro stare insieme. Ne ho selezionati alcuni che ricordo particolarmente:

– Umberto Terracini, ex ordinovista fondatore del Partito, che presiederà l’Assemblea e firmerà la versione definitiva della Costituzione;

– Teresa Mattei, una delle giovanissime donne che il PCI contribuirà a portare nell’assemblea e che daranno un contributo decisivo alla scrittura della Carta (ci sarà nei prossimi giorni un post specifico dedicato alle donne del PCI);

– Pietro Secchia, fondatore del Partito nel ’21, mitico responsabile organizzazione nel dopoguerra, rappresentante dell’ala più intransigente legata a Mosca;

Pietro Secchia con Palmiro Togliatti

– Girolamo Li Causi, segretario regionale del PCI siciliano, sarà l’uomo che dedicherà il suo impegno alla scoperta dei mandanti della strage di Portella della Ginestra;

– Concetto Marchesi, insigne latinista che ebbe uno scontro con Togliatti in merito alla proposta del leader comunista di inserire nell’articolo 7 i Patti lateranensi.

Questo non minò la stima che di lui aveva Togliatti, che volle che Marchesi fosse tra coloro che revisionarono la lingua della versione finale del testo costituzionale;

– Emilio Sereni, scrittore, partigiano e storico dell’agricoltura.

[Cristian Pardossi]

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