ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 6 settembre/ Musa Drammeh/ Africa: misfatti italiani

Nelle ex colonie  Italiane in Africa ce una generazione che aspetta dei chiarimenti per le ingiustizie che i loro nonni/e hanno dovuto subire durante il periodo coloniali italiano in Africa. Dopo un passato difficile e tortuoso, anche le nuove generazione di questi paesi si trovano a dover quasi affrontare gli stessi problemi. Per quanto tempo ci vorrebbe prima che l’Italia come paese iniziasse a ragionare al livello nazionale sul suo passato coloniale che da un lato ha avuto degli aspetti positivi ma altrettanto negative che la sua espansione territoriali in africa ha causa e rilasciato indietro. Vi proponiamo una serie di raccolti di testimonianza di personaggi che si sentono abbandonati dalla loro ex colonie  che non vuole concedere la cittadinanza, nonostante che avrebbero il diritto alla cittadinanza italiana secondo lo “Iure sanguinis”. Infatti molti ragazzi somali che arrivano sulle nostre coste potrebbero farlo in modo più sicuro, se non ci fosse ancora una discriminazione nei loro confronti da molti paesi europei che li guardano con occhi allarmante. Dunque fino ad un secolo fa i paesi di provenienza di questo  che arrivano sulle coste mediterraneo veniva guardate  con ammirazione  e come un punto di riferimento per superare le difficoltà economica, sociale e demografica che l’Europa stava attraversando.

Dalle 10/ All’inizio del secolo scorso molti paesi europei guardavano con entusiasmo e stupore la conquista dei territori africani come una possibilità di espansione territoriale, demografica e economica. Italia all’epoca era, un paese povero e arretrato, si trovava sotto una dittatura fascista, guidata da Benito Mussolini che esercitava il controllo sulla popolazione con tortura e violenza.  Il governo fascista spingeva alla colonizzazione dei territori della Somalia, Libia, Eritrea e Etiopia. Terre prive di risorse ma bisognosi di tutto. Mussolini per arginare l’emorragia dell’emigrazione italiana guardava le colonie come le valvole di sfogo dell’espansione demografica e in Etiopia l’Italia avrebbe potuto trovare il sole e espandersi. La strategia di conquista usato in Etiopia e altrove ha causa delle conseguenze molto grave, infatti, il governo fascista attacco territori Etiopi con una violenza inaudita. L’Italia,  infatti, sarà il primo paese al mondo ad usare il gas contro i civili – una pagina vergognosa per la storia del paese -. Il passato coloniale italiano in africa è tutt’ora visibile con le sue gravi conseguenze sulla popolazione locale.

Dalle 11/ Quella degli italosomali è una storia volutamente rimossa dalla coscienza collettiva che va dal periodo coloniale agli anni 60. Una storia di razzismo negato che ha visto i figli di donne e somale e uomini italiani costretti a sottoporsi persino ad una riedizione del test della razza per ottenere la cittadinanza che spettava loro di diritto. La voce dei protagonisti racconta l’infanzia e l’adolescenza negli orfanotrofi, l’italianizzazione forzata, il primo impatto con l’Italia e la riflessione, lunga una vita, sul significato di patria.

Dalle 12/Asmara – Intervista a Salvatore Crisipi e a padre Protasio Delfini. Entrambi sono discendenti di italiani e chiedono da anni la cittadinanza italiana, nell’indifferenza della politica e delle istituzioni.

Dalle 13/ 80 anni fa l’Italia vara le sue prime leggi razziali: si applicano in tutta l’Africa Orientale Italiana e segnano la superiorità degli italiani rispetto ai sudditi delle colonie. I cittadini di quei Paesi ne pagano ancora oggi le conseguenze. Molti ragazzi che arrivano sulle coste italiane potrebbero, infatti, arrivare in Italia con un semplice passaporto se non ci fosse ancora una discriminazione nei confronti di quei paesi dove gli europei hanno commesso ogni forma di violenza e hanno avuto la possibilità di poter spostarsi per migliorare le condizioni dei loro cittadini. 

Alle 14/ Asmara una specie di foglio bianco dove gli architetti italiani del ventennio fascista, lontani da vincoli e costrizioni della madre patria, poterono disegnare la città dell’utopia. Un luogo dove cimentarsi con i più diversi stili architettonici in voga nei primi decenni del secolo scorso in Europa.

Arci Como WebTV continua domani. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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