Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 04

Con il ’26 si apre anche per il PCdI un lungo periodo di clandestinità. I suoi dirigenti e militanti locali vengono arrestati, processati e condannati al carcere dal Tribunale Speciale.

Ovunque in Italia il regime persegue i suoi oppositori, perciò molti sono costretti ad abbandonare l’Italia (celebre la fuga rocambolesca di Turati aiutato dal giovane Pertini): è in questo contesto che nel ’27 nasce a Parigi la “Concentrazione antifascista”, di cui faranno parte socialisti e repubblicani. I Comunisti invece – sono gli anni in cui all’interno dell’Internazionale Comunista prevale il rifiuto a collaborare con riformisti e socialdemocratici – scelgono più di altri di rimanere in clandestinità sul territorio nazionale (e ciò li avantaggerà al momento di organizzare la resistenza, grazie proprio alla fitta rete clandestina costruita negli anni), stabilendo i vertici del gruppo dirigente a Mosca. Per quasi un decennio dunque le strade degli antifascisti marceranno separate. La Guerra civile di Spagna sarà la prima vera occasione di collaborazione tra quelle forze che di lì ad un decennio si troveranno ad organizzare la Resistenza al regime fascista sul suolo italiano. Sarebbero tantissime le figure da ricordare di questo ventennio. Ne ho scelte due: Luigi Longo

e Giancarlo Pajetta.

Entrambi vicini al partito fin dai suoi primi anni (Longo fu tra i fondatori, Pajetta si iscrisse giovanissimo), durante la clandestinità, la Guerra di Spagna e la Resistenza saranno tra le figure più importanti alla guida delle formazioni di combattenti comunisti: i loro nomi di battaglia (Gallo e Nullo) gli rimarranno addosso anche nei decenni successivi alla guerra, quando entrambi figureranno per molto tempo tra i massimi dirigenti del Partito (Longo sarà segretario dopo Togliatti), accompagnandone con la loro vita quasi l’intera sua esistenza. [Cristian Pardossi]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: