Luca Gaffuri

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 2 febbraio 2009

cernezzi1La maggioranza non riesce a garantire la presenza. Deserta la seduta del Consiglio comunale di lunedì 2 febbraio rinviata la discussione sugli emendamenti alla delibera sulle grandi mostre. La neve al centro delle preliminari. Franco Fragolino ha letto un appello, invitando gli altri consiglieri ad aderirivi, contro l’emendamento della Lega, che vuole eliminare il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria, ricordando che il sistema sanitario ha contribuito a ridurre le malattie fra gli immigrati mentre ha definito il nuovo provvedimento come «inutile e dannoso» data l’esclusione dal sistema sanitario di una parte della popolazione che o non si curerà o si rivolgerà ad una sanità parallela fuori dal controllo statale. «Stamattina i bus circolavano senza catene ed il pomeriggio, quando le neve è andata via, avevano le catene – ha detto Donato Supino, Prc, dopo i disservizi del trasporto pubblico dopo la nevicata – Una volta quando i trasporti erano pubblici c’era una squadra di meccanici che, con un camioncino andavano a mettere le catene ai mezzi in tutta la città, senza far fermare i bus». Il consigliere di Rifondazione ha quindi chiesto all’assessore Caradonna una verifica con l’azienda ai trasporti anche per quanto riguarda la sicurezza date le corse effettuate senza catene con rischi per i passeggeri. Della neve hanno parlato anche Vittorio Mottola, Pd, chiedendo la spalatura dei marciapiedi, e Luca Gaffuri, Pd, per cui le strade non sono state pulite in tempo dimostrando che «il Comune non ha un rapporto efficace con le imprese per la pulizia». «Non so dove vive lei, in un altro mondo» ha risposto a caldo l’assessore Caradonna per cui, quando ha avuto la parola, «i mezzi del Comune sono usciti con efficacia», chiedendo di fare un raffronto coni Comuni limitrofi. «Anch’io reputo inaccettabile quello che è successo – ha poi dichiarato per quanto riguarda Asf – una situazione non giustificabile» anche perché, ha aggiunto, tutti hanno dato per scontato che la situazione sarebbe stata affrontata in maniera perfetta come le volte precedenti. Gaffuri ha ricordato la scadenza dei bandi regionali per l’accessibilità e lo sviluppo dei trasporti e dell’interazione fra la mobilità urbana e interurbana, sottolineando gli interventi possibili, come posteggi di interscambio, per una soluzione non parziale di situazioni come quelle delle stazioni di Camerlata e di Albate – Camerlata. Mottola ha riproposto il caso di via Vela a Ponte Chiasso esibendo un cartellone con le foto del degrado, intitolato Via Vela Porta d’Europa, il degrado e i topi. «Temo non ci sia più vergogna» ha detto Mario Lucini, Pd, riferendosi alle notizie sulla stampa locale sul rimpasto in Giunta, allibito anche delle informazioni sull’area Sant’Anna, con interventi per quattro torri di 26 metri, di cui i consiglieri non sono stati informati in quello che ha definito «l’assordante silenzio del Comune di Como». Finite le preliminari alle 20.58 è iniziato l’appello, tre minuti più tardi la seduta è stata dichiarata deserta. Uscite le opposizioni, in aula erano presenti i liberal di Forza Italia, che si erano ritrovati in riunione già prima del Consiglio, il sindaco, l’Udc, la maggior parte del gruppo di An e Ghirri del Gruppo misto, per un totale di 18 consiglieri insufficienti per il numero legale. Della maggioranza, su otto assenti, mancava l’intero gruppo della Lega. Ad onor del vero alcuni consiglieri sono sopraggiunti alla spicciolata quando ormai la seduta era stata dichiarata sciolta. Nonostante il rinvio dell’ennesimo Consiglio sulle grandi mostre, una delibera che era stata definita con carattere di urgenza, che tiene banco ormai da due settimane e che ritornerà lunedì 9 febbraio, il clima era piuttosto disteso fra i banchi della maggioranza. I liberal e le minoranze hanno approfittato della serata per riunirsi e discutere il da farsi anche in previsione dei cambiamenti in Giunta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Bruni instabile

bruniLe prime reazioni all’impasse della maggioranza che per le minoranze non c’è più. L’agonia della giunta Bruni nuoce alla città e sarebbe meglio prendere atto del suo fallimento e voltare pagina.

«Dopo la riprova data dal consiglio comunale di giovedì 13 novembre, i consiglieri dell’opposizione hanno sentito l’esigenza di denunciare lo stato di crisi della maggioranza – si legge in una nota del Pd – Nonostante non si abbia voluto sospendere i lavori proprio per arrivare al voto che avrebbe sancito la fusione tra Acsm e Agam, l’assenza di sei consiglieri della stessa maggioranza ha fatto mancare il numero legale».
Per Luca Gaffuri, capogruppo del Pd, bisogna avere il «coraggio di aprire una crisi politica. Il sindaco, che in passato ha già minacciato i suoi di dare le dimissioni, dovrebbe permettere di uscire dalla situazione di immobilismo in cui è precipitato il Consiglio comunale di Como, dove è la minoranza a proporre i temi, come sulla Cittadella sanitaria, e cercare il consenso della maggioranza per portare avanti i provvedimenti che interessano la città», mentre per Donato Supino, capogruppo Prc, «il Consiglio comunale viene offeso ogni volta che viene chiamato a deliberare su proposte dove la maggioranza non è compatta».
Il capogruppo democratico a Palazzo Cernezzi ha chiosato: «Il sindaco Bruni, che vorrebbe essere muscolare, ha una maggioranza che si disperde al primo soffio di vento».

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 20 ottobre 2008

La maggioranza inciampa nella seduta del 20 ottobre durante l’approvazione dell’uscita dalla Fondazione dell’Autunno musicale comasco. Approvato il nuovo regolamento per la Biblioteca comunale.

Nelle preliminari al Consiglio comunale del 20 ottobre Luca Gaffuri, Pd, ha letto un Dialogo semiserio tra due assessori e un sindaco a proposito di strade ferrate e non in cui l’assessore ai trasporti della Regione Lombardia dialoga col suo omologo provinciale ed il sindaco di Como in occasione dell’inaugurazione della nuova tratta ferroviaria Albate – Bellinzona. Un racconto in cui vengono poste in risalto le mancanze degli amministratori locali, quali la mancata individuazione e  edificazione di posteggi di interscambio nelle stazioni di Albate – Camerlata e a Ponte Chiasso, su un progetto che in prospettiva potrebbe diventare una reale metropolitana leggera per il capoluogo lariano. «Un intervento frutto della capacità politica economica e progettuale degli amici svizzeri – ha precisato Gaffuri – che mette in evidenza da parte nostra un’incapacità sconcertante».
Vittorio Mottola, Pd, ha invece criticato un articolo sugli Euro 0 de il Cittadino, il nuovo giornale del Comune, per cui non si possono demonizzare i veicoli di quella categoria «è una farsa! Il blocco degli Euro 0 c’è già da parecchio tempo, e solo ora si sono superati i limiti».
Luigi Bottone, Udc, ha chiesto al sindaco di dichiarare pubblicamente al Consiglio se concorrerà o meno per la Regione.
La seduta è quindi iniziata con la presentazione del nuovo regolamento per la Biblioteca comunale del presidente della Commissione cultura Roberto Tenace, An. Un lavoro durato un anno e mezzo su uno strumento precedente fortemente invecchiato anche a causa della rivoluzione informatica degli ultimi anni e dell’aumento dell’utenza. Un regolamento che ha sollevato pochi dubbi, tranne che sulla fruizione delle postazioni internet. Su cui è stato a larga maggioranza votato un emendamento presentato da Gianluca Lombardi, Fi, per un tempo di consulenza maggiore; un periodo più ristretto era stato prospettato per evitare il «malcostume», così l’assessore Gaddi, di alcune persone che “monopolizzavano” le postazioni disponibili al pubblico.
Bagarre in aula quando alla discussione successiva sull’uscita dalla Fondazione autunno musicale del Comune in una sala semideserta ai banchi della maggioranza Roberto Rallo, Fi, ha chiesto la verifica del numero. Le opposizioni sono uscite e la seduta è stata sospesa, causando le ire del sindaco Bruni. Come da regolamento, dopo un quarto d’ora, al riconteggio dei presenti la maggioranza è riuscita a ricompattare le fila anche se il numero legale è stato garantito dalla presenza in aula di Dario Valli, Area 2010. «Sin dal primo giorno ho chiarito che far mancare il numero legale è uno strumento che non condivido, anche se lo spettacolo che dà la maggioranza non è edificante».
Dispiacere sull’esito della vicenda Autunno musicale bipartisan definita da Rallo «un fiore all’occhiello internazionale, quando ancora non erano nati il Festival jazz di Lugano e il festival di Locarno», ma a tutti ha risposto l’assessore alla cultura spiegando come la trasformazioni in fondazione non ha risolto i problemi dell’ente culturale comasco. «Non basta fare una fondazione per gestire in maniera appropriata attività culturali» ha precisato. Nell’ottica della Giunta l’uscita del Comune permetterà all’Autunno musicale di poter chiedere finanziamenti pubblici e provare un rilancio. Proprio sulle cifre Gaddi è stato attaccato dalla sua maggioranza on Gianpiero Ajani, Lega, che ha affermato «usciamo dall’Autunno musicale perché abbiamo ripianato un bilancio di 311 mila euro in 4 anni, che sono solo la metà del buco fatto dall’ultima mostra dell’assessore Gaddi!».
Dopo la presentazione e la bocciatura di un ordine del giorno delle minoranze per una più stretta collaborazione con l’Autunno musicale, col solo voto della maggioranza è stato approvato il divorzio dall’associazione culturale comasca. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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