Luca Gaffuri

Pd/ Solidarietà e stima per Luca Gaffuri

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Dopo la condanna (in primo grado, 1 anno e sei mesi) di Luca Gaffuri per la vicenda “rimborsopoli” il Pd comasco esprime solidarietà all’ex consigliere regionale del partito.  Nel seguito il comunicato. «Pd: Solidarietà e stima per Luca Gaffuri da tutto il partito. Fiducia nella Magistratura.

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16 novembre/ Presidio PD Lombardia nelle stazioni comasche

Il gruppo consiliare regionale del PD lombardo ha programmato per giovedì 16 novembre una giornata di mobilitazione nelle stazioni ferroviarie per promuovere un’azione di vicinanza ai problemi dei pendolari, di protesta nei confronti di un servizio ferroviario regionale che è ritenuto inadeguato e di proposte per una sua migliore organizzazione.

“Per quanto riguarda la provincia di Como – annuncia il consigliere del Pd Luca Gaffuri –  effettueremo un presidio nelle stazioni di Como Camerlata dalle ore 6,40 alle 8 e Como San Giovanni dalle ore 8 alle 9”.

“Visiteremo due stazioni che si trovano su due diverse direttrici per ascoltare le differenti problematiche dei pendolari che ogni giorno transitano da qui spesso affrontando disagi di ogni genere tra ritardi, soppressioni, guasti e sovraffollamenti”.

“Un’azione di protesta e di ascolto che auspichiamo ci permetterà di alzare ancora di più la voce e rendere più energiche le già innumerevoli richieste di intervento presentate a questa Giunta ormai sorda che fa solo promesse. Vogliamo treni più puntuali, più vivibili e soprattutto più sicuri, insomma, come dice lo slogan del nostro volantino, Treni per vivere e non da piangere!” [Luca Gaffuri, consigliere PD regione Lombardia]

Pd/ Aprire le stazioni ai senzatetto

Stazione san giovanniIl Gruppo consigliare del Partito democratico in Regione Lombardia chiede che le stazioni ferroviarie siano aperte per dare rifugio ai senza dimora. L’iniziativa condivisa anche dal consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri, se accolta e applicata, alla Stazione San Giovanni potrebbe essere utile a dare una prima seppur parziale risposta diversa dall’accoglienza fredda fino ad ora assicurata ai migranti a cui viene impedito l’avvicinamento e la sosta alla stazione. L’iniziativa umanitaria del Pd, almeno fino a che il freddo è così implacabile,  permetterebbe ai migranti e a chiunque altro non avesse dove dormire di trovare nella stazione San Giovanni un riparo che per alcuni potrebbe essere salvezza dal pericolo di assideramento oggi evitato solo dall’intervento delle ronde solidali. Leggi nel seguito il testo integrale comunicato del Pd lombardo. (altro…)

Gaffuri sul Cosia

gaffuriIl consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri ha chiesto per la sicurezza del torrente Cosia l’intervento della giunta regionale lombarda: «La competenza è di regione Lombardia, l’assessore intervenga subito». leggi nel seguito il comunicato di Gaffuri. (altro…)

Michelini/ Non contro Lucini, contro chi lo vuole sacrificare

micheliniluciniMolti hanno letto nel suo duro contrasto alle politiche della giunta comasca [al Processo alle paratie, vedi video] un attacco al sindaco Mario Lucini. Luca Michelini, li smentisce e dirige con chiarezza la sua critica più che verso il sindaco contro le forze politiche che lo sostengono ed il pd in particolare che sarebbe pronto a sacrificarlo come capro espiatorio del disastro che esse stesse hanno determinato:  «Sacrificando Lucini queste forze riproporranno, identico, il meccanismo che è all’origine del fallimento di questa giunta». Leggi nel seguito l’intervento di Luca Michelini. (altro…)

Antitetiche sofferenze del Lario

paratie_03Mentre l’amministrazione comunale di Como, l’Anac, la Procura della Repubblica, la Regione e anche il governo devono ancora occuparsi (non si sa come) del mostro paratie, la realtà irrompe indisponibile a partecipare alla sceneggiata tragicomica che ha distratto dalle necessità di risanamento idrogeologico previste dalla legge Valtellina risorse iperboliche. Prima però che qualcuno proponga qualche grande idea per fare alzare il livello del Lario ora preoccupantemente bassissimo sarà bene che i cittadini si esprimano chiarendo che non vogliono per far alzare il lago né costruirvi a spese della collettività un immenso imbuto che occupando parte dell’invaso avrebbe forse qualche effetto sulle quote, né avviare in piano di edificazione dalle rive verso il centro del Lario che con audaci opere potrebbe ridurre l’invaso di 300 metri per sponda ottenendo così un sicuro effetto sull’altezza dell’acqua anche in assenza di pioggia. Idee folli che naturalmente nessuno propone (almeno per ora), ma che appaiono comunque più sensate di quelle progettate e finanziate e persino in parte realizzate per il mostro paratie. (altro…)

Macroregione e Canton Ticino/ Gaffuri: situazione di guerriglia di confine

gaffuriUna vera e propria campagna di intolleranza contro frontalieri e artigiani lombardi, richieste eccessive come il certificato penale a cittadini che lavorano duramente, da ultimo, la richiesta di chiusura di alcuni valichi secondari. Per Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera, «con il Canton Ticino siamo in una situazione di guerriglia continua, alimentata da forze politiche che si chiamano Lega e Udc. Che rapporti vogliamo avere con costoro?». E l’occasione per sfogare il dispiacere suo e di intere popolazioni che vivono a ridosso del confine, da sempre in un rapporto di scambio con la vicina Svizzera italiana, è venuta martedì 10 novembre, durante la seduta del Consiglio regionale, nella discussione sulla risoluzione Strategia dell’Unione europea per la Regione alpina – Eusalp, votata, comunque, all’unanimità.

Un’opportunità di collaborazione che fa esultare persino il presidente Maroni, ma che di fatto per Gaffuri rischia di non avere senso, nel momento in cui «la prima nazione con cui confiniamo ci tratta in questo modo e rende tesi all’inverosimile antichi rapporti, che all’interno della macroregione alpina dovrebbero essere di buon vicinato».

Per Gaffuri, dunque, «o Regione Lombardia alza la voce e dice che così non si può più andare avanti, oppure è inutile imbellettarci parlando di Regione alpina». E proprio ricordando una dichiarazione di Maroni, il consigliere Pd ha continuato: «Se davvero facesse scioperare un giorno tutti i frontalieri, il Canton Ticino crollerebbe. Ecco perché deve essere fatta chiarezza su tutta questa vicenda».

Anche a proposito della Commissione speciale, Gaffuri è stato critico: «Dall’inizio della legislatura ci siamo incontrati una sola volta con le istituzioni ticinesi. Allora chiudiamola, perché così non serve a nulla. Oppure, cerchiamo di fare un’azione vera: la macroregione alpina porterà benefici se costruiamo ponti con i nostri principali vicini». [Ufficio stampa Pd regionale]

9 novembre/ In Lombardia cambia la sanità

seminario_medici260Quali problemi nel nostro territorio? Quali le nostre prospettive? convegno lunedì 9 novembre alle 17 allo Yacht Club di Como, in via Puecher 8, con Angelo Capelli e Fabio Rizzi, consiglieri regionali e relatori della Riforma lombarda, Luca Gaffuri, consigliere regionale lombardo, Gianluigi Spata, presidente Ordine dei medici di Como, Arturo Bergonzi, segretario regionale Cisl medici, Gerardo Larghi, segretario generale Cisl dei Laghi, coordina Cesare Guanziroli, referente comasco Cisl Medici, presenta la Riforma Filippo Cristoferi, ricercatore – Università Cattolica, organizzano Cisl dei Laghi e Cisl medici.

Gaffuri/ Accordo Lombardia-Ticino. Subito un incontro tra regione e cantone

gaffuriIl consiglio regionale della Lombardia ha approvato la ratifica dell’intesa tra Regione Lombardia e Canton Ticino, dando il benestare anche a una conseguente risoluzione. «A livello simbolico è un fatto importante, soprattutto per cercare di arginare le tensioni che si sono create in questi anni», commenta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e componente della commissione speciale che si occupa dei rapporti tra le due istituzioni. In particolare, per Gaffuri l’intesa e la risoluzione servono «a tutelare il lavoro dei frontalieri e degli artigiani che ogni giorno vanno oltre confine non solo per motivi professionali, ma anche a creare ricchezza per il Canton Ticino. Penso che la volontà dei due governi debba essere quella di portare un cambiamento nell’approccio dei problemi che si sono creati e più in generale nei rapporti istituzionali». L’impressione ormai è solo quella che «ci si prenda a schiaffoni, mentre tra i temi chiave citati nell’intesa c’è, ad esempio, il turismo, sul quale si sta già facendo sinergia e che solo in questo modo può portare risultati su entrambi i lati del confine». Ma poi i temi sono tanti: «L’importanza delle opere di carattere infrastrutturale, Alp transit, il trasporto su ferro, quello quotidiano dei frontalieri e dei pendolari in genere, il collegamento ferroviario Chiasso-Monza, solo per citare i principali», elenca ancora il consigliere Pd. Il vero punto, però, ora, secondo Gaffuri, «è che se questi sono i nostri obiettivi, vanno confrontati con i rappresentanti del Canton Ticino, con i quali ci si è visti solo a inizio legislatura e poi più nulla. Nel frattempo è successo di tutto. Adesso tocca a noi ricambiare la visita fatta all’epoca dai ticinesi a Milano e andare nel Cantone per affrontare i temi faccia a faccia».

Riaprono le frontiere per gli inerti

InertiIl Consiglio regionale approva l’intesa sulla gestione dei materiali inerti fra Lombardia e Cantone Ticino che passeranno per l’Olgiatese.

«Nel corso delle audizioni delle commissioni consiliari in merito all’intesa di coordinamento transfrontaliero per la gestione dei materiali inerti fra la Regione Lombardia e il Cantone Ticino, ho espressamente chiesto garanzie circa la non nocività dei materiali per l’edilizia provenienti dalla Confederazione elvetica e stoccati nel nostro territorio – dichiara Alessandro Fermi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali –. La proposta di Risoluzione approvata dall’aula prevede proprio fra i suoi impegni prioritari anche la necessità di provvedere quanto prima l’avvio di un sistema di controlli sui rifiuti oggetto dell’Intesa concernente la verifica dell’intera filiera, dall’ingresso in Italia al destino presso gli impianti di trattamento/riutilizzo».

«Il territorio dell’Olgiatese che, per prossimità territoriale, risulta essere quello maggiormente interessato dall’Intesa ha visto nel corso di questi mesi la costituzione di un comitato composto da amministratori locali, che ha formulato proposte integrative dell’accordo di cui mi sono fatto portavoce durante la discussione in aula e che saranno presto portate anche all’attenzione del Gruppo di concertazione previsto dall’accordo stesso» ha garantito Fermi.

Il Partito democratico all’opposizione è riuscito a far votare un ordine del giorno, a maggioranza, per la «Riapertura del traffico merci del valico di frontiera Crociale dei Mulini, a Ronago, e compensazione delle maggiori spese di manutenzione delle infrastrutture stradali», ma si è astenuto sull’Intesa.

«L’accordo è sbilanciato perché la Lombardia esporta all’estero sabbia, quindi materiale pregiato, e dall’altra parte importa inerti, scarti di materiale edile. Ma è meglio che la deregulation cui eravamo abituati fino a ora – afferma Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd –. Abbiamo, dunque, chiesto alla Giunta regionale di impegnarsi a sostenere, presso l’Agenzia delle dogane, l’opportunità della riapertura al traffico merci del valico di frontiera Crociale dei Mulini, a Ronago, al fine di favorire il transito dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di inerti tra località lombarde e ticinesi, attraverso un percorso che riduca l’impatto di questo tipo di passaggio sui centri abitati dei Comuni di frontiera. Inoltre, abbiamo domandato di interloquire con le amministrazioni provinciali di Como e Varese per individuare forme e strumenti di compensazione delle maggiori spese di manutenzione delle infrastrutture stradali che, a seguito dell’intensificarsi dei trasporti di materiali inerti tra Lombardia e Ticino, verranno interessate da un più forte traffico di mezzi pesanti».

«Quando i nostri mezzi pesanti entrano in Svizzera, pagano un tot a chilometro. In Italia non è così. Però, gli operatori che effettuano trasporti transfrontalieri di rifiuti sono tenuti a pagare per ogni spedizione dei diritti a Regione Lombardia. Non è pensabile che quest’ultima trattenga per sé tutte le risorse senza considerare di trasferirle sul territorio per il ripristino delle strade che vengono utilizzate – aggiunge Gaffuri, che aggiunge –. Arpa Lombardia, con le forze che ha a disposizione, deve cercare di verificare il materiale di ingresso al confine per evitare che tra quegli inerti vi siano sostanze che da noi non si possono semplicemente smaltire in discarica. Penso all’amianto o all’arsenico che gli svizzeri non trattano nel nostro stesso modo. Proprio poiché è un mercato che cambia di anno in anno e finora non era stato regolato, va monitorato con una certa precisione».

Assolutamente contrari i pentastellati lombardi. «L’Intesa tra Regione Lombardia e Canton Ticino è una beffa per i cittadini dei territori confinanti, noi mandiamo a loro materiali inerti per edilizia come sabbia e ghiaia e loro ci mandano rifiuti edili (inerti) di origine minerale. Tradotto: noi mandiamo a loro “terra buona” e loro mandano a noi “scarti” che oltretutto andranno controllati, per verificare che non contengano materiali inquinanti – attacca Stefano Buffagni, consigliere regionale M5s –.
Non capiamo cosa ci guadagneranno territorio e cittadini varesotti da un accordo che sembra scritto da chi ha un interesse economico diretto sulla questione e cioè i cavatori e coloro che gestiscono gli impianti di trattamento. Avremo più rifiuti, più traffico e inquinamento per il loro trasporto , più cave e danni alle strade che dovranno riparare i Comuni su cui insisterà il traffico di migliaia di camion pesantissimi, oltre al danno la beffa. Rimpinzarci di rifiuti anche esteri danneggiando contemporaneamente il nostro territorio aumentando lo scavo di inerti naturali che non verranno nemmeno consumati sul nostro territorio è davvero una scelta ingiustificabile». [md, ecoinformazioni]

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