Mese: Settembre 2014

Pasticcio province/ Per Sel le primarie non sono vincolanti

sel comoSel non ci sta ad affidare completamente alle primarie organizzate dal Pd la scelta del candidato o della candidata a presidente della provincia di Como. Se da un parte è probabile che i consiglieri di Sinistra ecologia e libertà parteciperanno alle consultazioni per votare Maria Rita Livio, Marco Lorenzini, coordinatore provinciale del partito, chiarisce che l’esito delle primarie non è per Sel vincolante. Come dire: non ci pensiamo neppure a votare Alberto Gaffuri se sarà lui il candidato del Pd nelle elezioni del 12 ottobre. D’altra parte per Sel la legge Delrio è sbagliata, impedisce «ai cittadini la possibilità di votare i propri rappresentanti» e non realizza neppure un risparmio sensibile. Leggi il testo del comunicato.

«Le prossime elezioni provinciali di secondo grado che si svolgeranno ad ottobre coinvolgeranno 1745 tra consiglieri e assessori e 154 sindaci, per eleggere presidente e 12 consiglieri di un ente che ha mantenuto molte funzioni delle vecchie province. Di fatto la legge Delrio ha abolito la componente politica con un risparmio risibile e tolto ai cittadini la possibilità di votare i propri rappresentanti; meglio sarebbe stato non procedere con norme pasticciate che non realizzano neppure il significativo risparmio che si sarebbe ottenuto con una ridistribuire delle funzioni tra comuni e regione.

La separazione tra candidati  presidenti (che non sono neppure tenuti a presentare un programma) e lista dei consiglieri, genererà inoltre situazioni ingovernabili, con un presidente di una parte politica e una maggioranza di consiglieri che potrebbe avere posizioni politiche diverse. I grandi partiti saranno portati quindi a costruire coalizioni bipartisan e le scelte provinciali potrebbero divenire il risultato di lobby territoriali che portano avanti interessi particolari senza una visione generale. Sel non si sente vincolata dal risultato delle primarie per il presidente, che il Pd ha organizzato per sabato 13 settembre, e sta lavorando per costruire una lista di consiglieri di centrosinistra». [Marco Lorenzini,coordinatore provinciale Sel Como]

 

La seta comasca?

museodellasetaBene il primo semestre 2014, ma la crisi con la Russia preoccupa.

 

«La prima metà di quest’anno, per l’industria serica comasca, è stata complessivamente favorevole. Il volume delle vendite, in base alle prime stime disponibili, è cresciuto indicativamente del 6% in termini di fatturato ed in misura più contenuta, anche se pur positiva, in quantità – si precisa in una nota di Unindustria Como, dopo un’analisi più generale della situazione comasca –. Come di consueto il dato riflette l’andamento di un campione di aziende del settore assai significativo, ma non esaustivo. In un distretto dove la concorrenza interna tra le ditte è molto intensa ed il processo di selezione da parte del mercato è sempre più accentuato, è ben possibile che le singole posizioni possano diversificarsi in misura rilevante dal risultato globale».

«Il tessuto per abbigliamento femminile, che rappresenta la componente più rilevante tra tutte le diverse produzioni seriche, ha fornito un contributo decisivo al risultato positivo di tutto il comparto. Il prodotto è stato vivace sia nel primo, sia soprattutto nel secondo trimestre e non solo per l’esportazione, ma anche per il mercato interno, per produzioni Made in Italy presumibilmente destinate ad essere collocate all’estero. La tendenza ha interessato sia gli articoli prodotti con le fibre naturali, sia soprattutto quelli realizzati con le fibre Man Made – prosegue il comunicato –. Il tessuto per cravatteria, che si identifica in massima parte con la seta, non ha interrotto un processo di ridimensionamento che lo caratterizza ormai da diverso tempo ed ha evidenziato un marcato rallentamento. L’accessorio tessile (sciarperia, scialli, foulards, stole, ecc.), dopo tanti anni di crescita importante, è entrato in fase di consolidamento, determinata in buona parte dalla debolezza dei consumi sul mercato nazionale. Il risultato positivo è stato raggiunto grazie a deciso incremento delle esportazioni, purtroppo controbilanciato da un ulteriore rallentamento dei consumi interni».

«È un’industria che dispone di un prodotto vincente, è caratterizzata da una forte propensione ai mercati esteri e nel complesso che ha imparato ad affrontare il nuovo mercato globalizzato e le forti tensioni competitive che lo attraversano – afferma Claudio Taiana, presidente Gruppo filiera tessile – Unindustria Como, preoccupato dall’evolversi dello scenario internazionale –. Seguiamo con molta attenzione gli sviluppi della crisi dei rapporti tra l’Unione europea e la Russia, uno dei mercati che negli ultimi mesi, sia per le vendite dirette che indirette, era stato tra i più forieri di soddisfazioni e di crescita per il nostro Distretto». [md, ecoinformazioni]

Anolf Como con Teranga

Anolf«A seguito dei fatti accaduti a Figino Serenza – si legge in un comunicato –, l’Anolf (Associazione nazionale lavoratori oltre le frontiere, promossa dalla Cisl) di Como esprime la propria solidarietà all’associazione Teranga e ad agli esponenti della comunità islamica locale che sono stati criticati duramente per il momento di preghiera contro l’integralismo organizzato nella tensostruttura comunale, che viene periodicamente data in uso ai cittadini musulmani per professare il proprio culto».

 

«Condividiamo la scelta del sindaco di Figino Serenza di destinare un luogo dove i cittadini delle diverse religioni possano esprimere la propria religiosità – dichiara Rosangela Pifferi, responsabile Anolf di Como –. Noi siamo per la libertà di culto per qualsiasi religione e non pensiamo che tali manifestazioni, che tra l’altro ribadiscono la condanna dell’integralismo religioso, possano nuocere alle realtà in cui viviamo, ma al contrario, costituiscano un’opportunità per arricchirle, sconfiggendo pregiudizi e paure. A questo proposito pensiamo anche sia necessario, nel territorio della provincia, favorire i momenti di dialogo tra le varie religioni presenti». [md, ecoinformazioni]

Tsipras a Cernobbio: Avete fallito

tsiprasDiscorso del presidente della Syriza, Alexis Tsipras al 40° Forum della Fondazione Forum Ambrosetti – The European House a Cernobbio: «Cari amici, vorrei iniziare il mio intervento, riconoscendo che l’invito che mi avete inviato si basa su due motivi. La prima ragione è che sapete che vi presenterò  una visione diversa, forse eretica, diranno molti, una valutazione critica della politica attuale, della politica dominante nella UE. La seconda ragione è perché rappresento un partito in Grecia, il paese nel quale attraverso la troika si è applicato il programma più violento di aggiustamento mai realizzato in Europa. Ho sentito poco fa il signor Barroso, quasi in tono di scusa, di dire che non si vergogna dei risultati dei nostri sforzi per uscire dalla crisi. Non so se qualcuno dovrebbe in realtà vergognarsi, ma certamente non può festeggiare o essere orgoglioso di questi risultati.

Quindi voglio iniziare con una premessa. La crisi è ancora qui. E non solo la crisi è ancora qui, ma ricade, crea metastasi. Da cinque anni lottiamo contro la crisi, ma non siamo riusciti a scappare da lei. La crisi se ne è andata dalle banche, è passata all’economia reale e dall’economia reale è passata ormai nella società, minaccia la coesione sociale, e l’Europa si trova di fronte ad una triplice crisi. Crisi politica, economica, ma anche crisi del sistema politico, crisi di fiducia. Ciò è dimostrato dai risultati delle elezioni europee, questo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini europei non crede che noi che stiamo discutendo qui possiamo dare una soluzione efficace ai problemi che devono affrontare, e voltano le spalle alla politica. Questo si manifesta con l’aumento minaccioso dell’estrema destra populista, ma anche con l’ascesa minacciosa di anti-europeismo.

Se oggi “un fantasma si aggira per l’Europa” non è quello del comunismo, come diceva Marx nel Manifesto Comunista, ma il populismo dell’estrema destra anti-europeista, è il fantasma dell’ euroscetticismo e dell’ anti-europeismo.

Permettetemi di offrire brevemente alcuni dati per comprovare il fallimento del programma in Grecia. In soli quattro anni abbiamo avuto un calo del PIL di quasi un quarto (1/4) , una cosa senza precedenti per un paese in tempo di pace. La disoccupazione ufficiale è arrivata al 28%, il che è inaccettabile per un paese nel cuore dell’Europa, e abbiamo un debito pubblico che, dal 126% del PIL, oggi è al 175% e aumenta ancora. E abbiamo anche una vasta quantità di disinvestimenti. Quindi penso che, partendo dal presupposto che la cura che è stata data al paziente ha aggravato la malattia, dobbiamo essere tutti d’accordo che questa cura debba essere interrotta. E penso che giustamente la maggioranza dei cittadini in Europa dice che la troika, come istituzione che è stata imposta nel quadro istituzionale europeo, deve essere abolita.

Quindi penso che abbiamo bisogno di cambiare strategia, nessuno dice – almeno noi non lo diciamo – che dovremmo tornare ai tempi dei grandi deficit. Ma la insistenza per seguire questa strada, con dedizione dogmatica e religiosa, non porta da nessuna parte.

In primo luogo, molto semplicemente, perché nessun paese nella storia economica moderna può far fronte ad un debito che si avvicina al doppio del suo PIL, un PIL che si sta riducendo di continuo, dal momento che questo paese deve pagare ogni anno oltre 10 miliardi per interessi, ed è tenuto ad avere surplus del 4,5% che deve andare al pagamento del debito. Semplicemente, in modo matematico, con questi dati lo sviluppo non verrà mai. E senza crescita non emergerà dalla crisi. Anche se – e anche noi – crediamo che vi sia ricchezza, soprattutto in Grecia, che ultimi anni è rimasta intatta, e questa ricchezza deve essere tassata, e siamo in grado di trovare così le risorse, però, dobbiamo avere la percezione che abbiamo bisogno di generare nuova ricchezza per uscire dalla crisi. E senza crescita non si produce ricchezza.

In secondo luogo, il programma di privatizzazioni, che si supponeva che era uno degli strumento per uscire dalla crisi, non può funzionare in condizioni di disinvestimenti e svalutazione dei valori. Calcolavano di recuperare 50 miliardi dalle privatizzazioni, abbiamo trovato 2,9 miliardi e nel migliore dei casi, se il programma andrà avanti, troveremo 9 miliardi.

In terzo luogo, le riforme strutturali. Le riforme strutturali sono in direzione opposta delle necessarie riforme strutturali. Non affrontiamo le grandi patologie dell’economia greca: l’evasione fiscale, lo stato clientelare. Con dedizione dogmatica promuovono riforme che hanno a che fare con la liberazione dei licenziamenti, in un’economia che ha quasi il 30% di disoccupazione. Credo che ci siano molte opportunità nel quadro europeo, ma non all’interno della dogmatica aderenza alla logica dell’ austerità, non al contesto della troika.

La troika ha fallito, deve essere fermata. Esistono altre soluzioni. Qui voglio ricordare questo, nel giugno 2012, il signor Monti ha proposto che la ricapitalizzazione delle banche doveva essere direttamente dal ESM, senza gravare il debito pubblico. Con questa proposta, se fosse stata seguita, le cose sarebbero andate meglio.

Così oggi, siamo di fronte ad una realtà che è caratterizzata dalla stagnazione, dal rischio di deflazione, dalla continuazione dei grandi debiti pubblici e privati​​. Per affrontare questa realtà abbiamo bisogno:

  • In primo luogo, una politica coraggiosa della BCE, di QE. Le proposte di Draghi sono per noi in una direzione positiva, ma servono interventi molto più radicali per affrontare il problema.
  • In secondo luogo, abbiamo bisogno di iniziative di sviluppo a livello comunitario per affrontare la recessione, espandendo il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti.
  • In terzo luogo, dobbiamo risolvere – dovevamo averlo risolto ieri, anni fa, quando iniziò la crisi – il problema del debito. Noi proponiamo una soluzione europea, per trovare una base sostenibile, nella logica della mutualità, nella logica della conferenza del 1953 che ha affrontato il debito della Germania, che è stato un grande momento di solidarietà per l’Europa. Dobbiamo riscoprire questi valori fondanti dell’Europa. La solidarietà, la democrazia, la coesione sociale». [ Dal sito L’altra Europa con Tsipras]

La panna montata di Renzi per la scuola

éLa rivista comasca école illustra con una serie di analisi e prese di posizione la discussa e discutibile proposta di Renzi sulla scuola. Leggi nello spazio telematico della rivista gli articoli: Dalla Scuola della Repubblica alla scuola di Renzi; La buona scuola o la turboscuola?; La panna montata di Renzi; Il “furbone Renzi” e le riforme di contrabbando; Piano scuola: una visione aziendalistica della scuola. Visita lo spazio telematico di école.

ecoinformazioni on air/ Incompresibilità provinciale

logo ecopop
Il servizio 
dell’8 settembre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare.  Ascolta il servizio audio.  A Como con creatività si aumenta ancora la già inestricabile incomprensibilità  imposta dalle nuove norme sulle Province sul cui futuro, competenze e esistenza stessa nessuno scommette. Nel Comasco, feudo della Lega anche dopo il commisariamento, si voterà il 12 ottobre per le provinciali, ma la federazione del Pd ha deciso – unica il Lombardia –  di chiedere a tutti gli eletti nei comuni di votare anche il 13 settembre per sceglie tra due candidati alla presidenza.

La consultazione risolve il problema del Partito democratico che non è riuscito a scegliere il suo candidato tra Maria Rita Livio, sindaca di Olgiate Comasco, di origine Ds e già presidente del Coordinamento comasco per la Pace, e Alberto Gaffuri, sindaco di Albese con Cassano, iperrenziano fin dalla prima ora e apertissimo a contaminazioni di altri partiti. Alle primarie del Pd  possono votare anche gli eletti di altre forze politiche che potrebbero anche decidere di partecipare alle primarie del Pd e non presentare proprie liste per la presidenza.

La consultazione si volgerà in 6 seggi a Como, Erba, Nesso, Mariano Comense, Olgiate Comasco e Tremezzo dalle 10 alle 19 del 13 settembre e dovrà fare i conti anche con un’altra inevitabile complicazione dovuta alle differenti popolazioni dei diversi comuni. Per queste primarie, come nelle elezioni vere del 12 ottobre, i voti degli eletti nei comuni più grandi peseranno più di quelli eletti nei comuni più piccoli. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Guarda sul canale di ecoinformazioni i video della presentazione alla stampa della consultazione del Pd.

Amo la mia città/ Inaccettabile la sfiducia del Pd

GISELLA INTROZZI1Amo la mia città difende l’assessora Gisella Introzzi dalle nuove bordate che ne vorrebbero determinare l’allontanamento dalla Giunta del Comune di Como e invita il Pd «a un comportamento più trasparente e corretto nei confronti di una forza politica con cui condivide la responsabilità dell’amministrazione di Como, sottolineando che atteggiamenti di questo tipo, protratti nel tempo, non possono restare politicamente privi di conseguenze di cui il Pd si assume tutta la responsabilità». (altro…)

8 settembre/ Mangiamo per bene

PIZZOCCHERATA-COMO_2014Cena valtellinese con aperitivo del lago, lunedì 8 settembre dalle 18.30 in piazza Cavour a Como, organizzata da Croce azzurra Onlus con Accademia del pizzocchero di Teglio, Cfp di Como e Fiera del Libro, per raccogliere fondi destinati a sostenere l’attività dell’associazione (aperitivo del lago, sciatt, pizzoccheri fatti a mano, bisciola – è possibile ritirare porzioni singole da asporto di pizzoccheri). Per informazioni tel. 031.4136611, Internet www.croceazzurra.net.

Positivo il primo semestre 2014

unindustria comoPer Unindustria Como e Lecco la prima parte dell’anno è stata positiva anche se non al livello sperato. Verga: «Serve una politica industriale di vero rilancio per far ripartire seriamente il nostro Paese».

 

«Se da un lato i dati del primo semestre di quest’anno confortano per la tendenza leggermente positiva, già accennata a fine 2013, dall’altro non possiamo ignorare che questo miglioramento per ora è dovuto principalmente alle performance positive delle aziende medio-grandi, mentre le piccole, in particolare quelle rivolte unicamente al mercato interno, ancora non mostrano i segnali positivi che avremmo voluto registrare – dichiara Francesco Verga, presidente di Unindustria Como –. Restano, inoltre, ancora critici i dati riguardanti l’occupazione e il credito alle imprese, due aspetti fondamentali per poter affermare che il peggio sia definitivamente alle spalle e per i quali non ci stancheremo mai di fare appello a Governo e Sistema bancario affinché pongano in essere misure reali di sostegno alle imprese. Senza un intervento deciso e la partenza di riforme strutturali, infatti, anche le aspettative per la seconda parte di questo 2014 rischiano di rimanere deluse, in un momento dove ci sono già forti tensioni sui mercati internazionali a causa della situazione ucraina e dei relativi embarghi verso i prodotti europei e della polveriera nordafricana e medio orientale. Gli imprenditori, seppur tra mille difficoltà, stanno facendo la loro parte e continueranno a farla, ma serve una politica industriale di vero rilancio per far ripartire seriamente il nostro Paese, approfittando anche del cenno di svalutazione dell’euro nei confronti del dollaro che può ulteriormente stimolare le esportazioni».

«Il primo semestre del 2014 si è chiuso favorevolmente per le imprese di Como, sebbene le previsioni formulate nella precedente edizione fossero più ottimistiche. I primi sei mesi fanno seguito ad un secondo semestre del 2013 anch’esso chiusosi in maniera positiva e a periodi precedenti (2012 e inizio 2013) di pesanti perdite – spiegano in una nota da Unindustria Como e Lecco –. Importante è lo scarto negli andamenti di imprese di medie o grandi dimensioni, se raffrontate con imprese di piccole dimensioni. Le differenze nei trend talvolta superano i 5 punti percentuali, come nel caso di ordini e attività produttiva. Le diversità nel caso delle vendite si attenuano anche se, monitorando il solo periodo aprile-giugno, è visibile un’accelerazione del fatturato (sia estero che nazionale) per le imprese più grandi».

«In generale, il segno “più” ritorna sui dati di domanda, attività produttiva e fatturato se si effettua il raffronto tendenziale, quindi rispetto ai primi sei mesi del 2013. Unici dati critici restano quelli sull’occupazione e sul credito alle imprese. Piatto invece l’andamento del fatturato, si registra un -0,2% rispetto al secondo semestre 2013 – spiega un comunicato –. Rispetto alla seconda parte dell’anno scorso gli ordini crescono del 1,9%, mentre l’attività produttiva cresce meno (+1,1%). Come detto in precedenza, calano le vendite anche se di poco, -0,2%. La performance congiunturale è parzialmente legata a caratteristiche stagionali della produzione, riscontrata per il 39% del campione».

«Migliori i dati tendenziali annui, riferiti al periodo gennaio-giugno 2013. In questo caso, si è recuperato un po’ del fatturato (+0,6%), l’attività produttiva ha registrato un incremento del 1,4% e ancor meglio gli ordini che fanno segnare +3,4%. Le previsioni per i sei mesi finali del 2014 sono positive e superiori al 3,5% – prosegue la nota –. L’utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata risulta in crescita rispetto ai livelli molto bassi riscontrati nel 2012. Infatti, per il terzo semestre consecutivo si fanno segnare incrementi. Il dato si attesta al 72,8%. La propensione all’export delle imprese nel complesso è buona, con poco più del 60% del fatturato realizzato entro i confini nazionali, sebbene la maggior parte delle esportazioni siano effettuate in Europa occidentale».

«Il costo associato all’approvvigionamento delle materie prime registra, nel corso del primo semestre, minime variazioni al rialzo (minori dell’1%) rispetto ai listini di fine anno o di dodici mesi fa. L’incidenza media dei costi delle materie prime sul totale dei costi risulta pari al 33% – si precisa –. Le imprese del campione continuano a vivere criticità nei loro rapporti con gli Istituti di Credito, oltre un terzo del campione riscontra incrementi di spese e commissioni, poco più di un quinto rileva minore disponibilità a concedere linee di credito. La situazione occupazionale conferma quanto sperimentato nelle rilevazioni precedenti, nella maggioranza dei casi si ha stabilità (66,5%), nel 21% invece peggioramenti. Le aspettative per i prossimi mesi del 2014 paiono confermare tale scenario».

Per quanto riguarda gli ordini invece:«Il confronto con la prima metà dello scorso anno si attesta a +3,4%, anche il parallelo con il secondo semestre del 2013 è positivo ma più moderato: +1,9%. Le previsioni per i prossimi sei mesi sono anch’esse molto buone, si prevedono ordini in aumento per il 3,5%. Il buon andamento della domanda è rilevabile particolarmente per i settori tessile e metalmeccanico (rispettivamente +5,2% e 6,9% per la variazione tendenziale)».

Mentre: «Sul fronte dell’attività produttiva si riscontrano variazioni differenti a seconda delle dimensioni considerate. Infatti, se il dato dell’attività produttiva delle imprese nel complesso è pari a +1,1% (dato congiunturale), la produzione per le imprese medio-grandi è aumentata del 3,3% mentre cala dello 0,6% per le imprese piccole. Analogo andamento per il dato tendenziale (confronto con il primo semestre del 2013). Le piccole imprese hanno un’attività produttiva pressoché invariata rispetto a dodici mesi prima (+0,5%), le imprese medie invece rilevano +2,7% e il totale del campione è pari a +1,4%».

Motivo per cui: «Le aspettative per i prossimi sei mesi del 2014 risultano invece positive indipendentemente dalle dimensioni e dal settore. L’analisi della capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese con oltre 50 occupati esprime un incremento rispetto a quanto registrato nelle ultime rilevazioni: il tasso passa infatti dal 69.7% all’80%. Il dato contrasta in maniera rilevante con quanto comunicato dalle imprese più piccole per le quali, invece, il tasso di utilizzo della capacità produttiva è pari al 67,1% (era 62,3% sei mesi fa). I valori sono quindi in aumento ma con delle differenze piuttosto marcate che il dato medio (72,8%) non esprime».

«La rilevazione del primo semestre 2014 ha riscontrato un fatturato in lieve calo rispetto alla rilevazione precedente mentre un incremento del 3,4% rispetto al primo semestre 2013. Analogamente alle considerazioni tratte per produzione e ordini, anche il dato complessivo sulle vendite risente di andamenti differenti tra piccole imprese e medie imprese. Il dato negativo (-0,2%) indicato in precedenza è trainato dalle piccole imprese che registrano -1,1% (le aziende medio-grandi segnano +0,8%). Una distinzione a livello settoriale fornisce una lettura similare: imprese tessili e metalmeccaniche con vendite in aumento e aziende di altri settori invece in stallo – continua la nota –. Analizzando nello specifico le vendite nel periodo aprile-giugno 2014 per le imprese oltre i 50 dipendenti, si evidenziano saldi di risposte positivi, indifferentemente per fatturato in Italia o all’estero. Le risposte positive superano in ogni caso il 40% del campione e quasi la metà delle aziende rileva incrementi nelle vendite all’estero. Diversa è la situazione per imprese piccole, dove il 41% indica riduzioni nelle vendite all’estero e il 40% stabilità e un saldo di risposte quasi nullo per le vendite in Italia. Suddividendo il fatturato in base al Paese di destinazione si evince che c’è una buona propensione ad esportare i propri prodotti anche se la metà del fatturato fuori dai confini nazionali riguarda mercati consolidati come l’Europa Occidentale. Riassumendo: il 61,8% delle vendite avviene in Italia, il 19,3% in Europa Occidentale, il 2,9% nei BRICS, il 2,5% negli Stati Uniti e il 2,4% in Asia Occidentale. La restante parte è divisa tra Est Europa, America centro-meridionale e altri Paesi. I giudizi sul futuro prossimo sono improntati all’ottimismo e alla fiducia; in media il fatturato è previsto crescere del 5%».

A proposito del credito: «Le condizioni praticate dagli istituti di credito riguardo spese e commissioni bancarie, richiesta di garanzie e tassi d’interesse applicati risultano in peggioramento per il 34% delle imprese, mentre stabili per il 57%. La disponibilità ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove è in peggioramento per un’impresa su cinque e stabile per il 68%», mentre per l’occupazione: «La stabilità è il giudizio che si riscontra da tempo; lo scenario occupazionale risulta infatti caratterizzato da un mantenimento dei livelli in due terzi dei casi, anche se le indicazioni di riduzione restano alte (21% degli intervistati)» (l’analisi congiunturale primo semestre 2014). [md, ecoinformazioni]

Ambrosetti senza Renzi ma con Tsipras

tsiprasSabato 6 settembre, nella giornata dedicata all’Europa, Alexis Tsipras interverrà al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Per il Comitato Como per Tsipras «La presenza di Alexis Tsipras porta al forum Ambrosetti un contributo di riflessione di cui certamente economia finanza e politica hanno bisogno». (altro…)

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