In mostra/ Sculture come seta
I tessuti dialogano con il marmo e il legno al Museo della Seta di Como, nella mostra inaugurata il 1° marzo e dedicata alle opere di Bruno Luzzani.

Scultore di Pognana Lario, da sempre profondamente intriso delle tradizioni locali (che comprendono sia il lavoro del tessile che quello della pietra), Luzzani è dotato di una grande capacità nel trattamento della materia, cosa che gli consente veri e propri virtuosismi di modulazione delle forme: non poteva dunque sottrarsi alla tentazione di gareggiare con la morbidezza e la flessuosità della seta. In mostra, quindi, opere in marmo, pietra di Moltrasio e legno stratificato, in cui le pieghe, i panneggi, i nodi, le texture di superficie rivaleggiano con quelle dei tessuti e degli abiti. Blocchi di marmo ridotti allo spessore di pochi millimetri e “piegati” alle idee dell’artista, pietre moltrasine lucidate fino a trasformarle in smaglianti piani neri screziati di bianco, materiali “artificiali” e “naturali” al tempo stesso, come i legni stratificati della Tabu di Cantù, usati per modulare i volumi con il ritmo della materia. Il pubblico, accorso numeroso all’inaugurazione, stupisce e apprezza: per una volta guarda gli abiti come fossero sculture e le opere d’arte come si potessero indossare. Anche senza la colta introduzione del critico d’arte (e assessore) Luigi Cavadini, la mostra si può visitare fino al 16 maggio e approfittarne per conoscere la ricca offerta culturale del Museo della Seta, che – anche se sembra impossibile! – molte persone del circondario continuano a ignorare.
[Fabio Cani, ecoinformazioni]




Alcune opere esposte al Museo della Seta di Como.

Il 21 marzo diventa anche per legge la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia. Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci.
Sarà presentato il 4 marzo alla stampa il dettaglio delle attività proposte dal gruppo comasco Non una di meno. Già disponibile il documento politico con le indicazioni generali sull’iniziativa dell’8 marzo e le firme delle prime promotrici. Leggi nel seguito il documento integrale.
