Personali geografie/ Loulad, Marocco

Emir Rachid ha 36 anni, due figlie: una fa la terza elementare, l’altra, più piccola, ha 5 anni. Da 10 anni è in Italia e ora abita a Cantù, dove fa il “vu cumprà”.

«Loulad è in centro al Marocco in provincia di Settat, a sud di Casablanca. Verso l’Atlantico dista 150 kilometri circa. È in mezzo tra mare e montagne che distano oltre 200 kilometri. Il piccolo paese di Loulad ha case tutte basse, quasi tutte di un piano; lì abitano famiglie e vivono lavorando la terra, coltivando granoturco e mais e allevando conigli. La gente vive con l’agricoltura, e fanno ancora il pane in casa. Piove poco e la neve non l’hanno mai vista. Gli uomini, specie i più giovani, lasciano il Marocco; in quella zona non ci sono industrie e quindi manca il lavoro. Le loro mete preferite sono la Spagna o l’Italia. Nel mio paese ci sono tanti bambini, perché ci si sposa di solito a 18 anni. Ci sono anche tanti vecchi, e raggiungono di media i 90 anni.

La moschea di Loulad.

A Loulad, nel quartiere dove abito, ci sono le scuole elementari, mentre per le medie occorre arrivare al centro città. L’università è invece a Settat.

C’è il bus, ma la gente usa la bici, i motorini o il cavallo con il carretto; pochissime le auto. Il treno si trova a Settat, e congiunge Casablanca e Marrakech. Le strade non sono asfaltate. C’è la moschea perché si è tutti musulmani; poca la presenza dei cattolici, però a Settat c’è una chiesa. La tivu ha due canali».

Emir con il suo lavoro di vu cumprà, sebbene i tempi siano difficili, riesce a mantenere da lontano la famiglia, che riesce a andare a trovare un paio di volte l’anno. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: