8 marzo/ Sciopero globale
L’8 marzo non è la festa delle donne, è la Giornata internazionale delle donne, è anche una giornata di lotta e di sciopero globale. In Italia l’hanno indetta le organizzazioni sindacali di base e per i lavoratori della conoscenza e del pubblico impiego la Cgil. Leggi nel seguito tratto dal sito della Cgil motivazioni e le modalità di partecipazione.
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Mercoledì 8 marzo, in occasione della Giornata della donna, la Cgil comasca da appuntamento allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como.

Cgil, Cisl e Uil di Como promuovono per la mattinata di mercoledì 8 marzo in occasione della Giornata internazionale della donna, un’iniziativa unitaria rivolta agli studenti delle scuole secondarie superiori allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via varesina 72 a Como. Alla proiezione del film 7 minuti di Michele Placido previsto alle 9.30, seguiranno intrventi di alcune sindacaliste coordinati da Laura Negretti e un dibattito con l’intervento di Chiara Mascetti (Cgil), Caterina Valsecchi (Cisl) e Serena Gargiulo (Uil).

Forse non è un caso che il Consiglio comunale aperto di Como del 6 marzo inauguri una nuova stagione delle sedute di Palazzo Cernezzi che si svolgeranno con il nuovo Regolamento che, pur sacrificando i tempi di intervento, almeno risolve uno dei problemi più acuti della precedente organizzazione dei lavori. Ora non ci sono più due consigli. Prima le sedute si aprivano, ma senza fare neppure l’appello per mortificare gli eletti che svolgevano i propri interventi preliminari nel nulla e senza ascolto, neppure della stampa che spesso preferiva arrivare mezz’ora dopo quando iniziavano i “lavori veri”.
Una sala piena, molte persone in piedi, alla Feltrinelli di Como il 4 marzo pomeriggio, alla presentazione del libro Un’altra parte del mondo [Feltrinelli, Milano 2016, pagg. 347, 18 euro] con Massimo Cirri, l’autore, la parlamentare del Pd Chiara Braga, la presidente della Fondazione Avvenire Rosangela Arrighi e Gianfranco Giudice. Il libro narra la vicenda umana di Aldo, figlio di Palmiro Togliatti. È una storia di solitudine, timidezza e “gentile follia” che, a differenza d i quella di un padre così famoso, ricordato come “il Migliore”, non ha lasciato memoria.




